Qualcuno ha detto una battuta: la cosa migliore del 2011 è che forse è stato meglio del 2012.
Ormai da tempo siamo passati dall'ambizioso "Felice Anno Nuovo" al più sobrio "Buon Anno": paure e certezze si confondono, e ci rendono timidi.
Nella categoria delle certezze ho trovato il "fumo nero dei quattro camini della centrale Enel": una certezza quotidiana nel ricordo di un bambino spezzino, oggi quarantenne.
Lo stesso fumo, in questi giorni a Spezia, era nella categoria delle paure: "Oggi e'consigliato uscire o stare in casa? Durante l'anomalia ancora
in corso cosa abbiamo e cosa stiamo respirando? Vi e' un piano per le
emergenze? A chi e' affidata in questo momento la gestione
dell'emergenza in corso?"
Nella categoria delle paure, oggi, trovo quella di esporsi, di metterci la faccia, di metterci la firma; paura di oggi, figlia di una certezza di ieri: i diritti non sono dati per sempre, dopo che li si sono conquistati (?) occorre difenderli e rivendicarli quotidianamente.
Ma.
Se firmo e poi mi bloccano il trasferimento? Se firmo e poi non mi rinnovano il contratto? Se firmo e poi non mi danno più incarichi? Se, se, se... Paure o Certezze?
Nella comoda categoria delle certezze, abbiamo pensato di vivere in una società democratica e opulenta, quella occidentale; in quella, scomoda, delle paure, temiamo che la nostra società non sia poi così democratica e neppure più tanto opulenta. Ma forse questa, ormai, è una certezza.
Ha scritto Joseph Stiglitz, premio Nobel per l'economia: "Spero che gli eventi mi diano torto. Ma di fatto, il 2012 potrebbe essere l’anno della fine dell’esperimento dell’euro, culmine del processo cinquantennale di integrazione economica e politica europea. Se così fosse, il nuovo anno segnerebbe non l’agognata fine della grande recessione del 2008, ma l’inizio di una fase nuova e ancora più allarmante della peggior calamità economica di questi ultimi tre quarti di secolo."
Un augurio per il 2012?
Io (Noi) speriamo che me la cavo!
Buon Anno a Noi!











