venerdì 30 dicembre 2011

Anno vecchio, anno nuovo: tra paure e certezze.

Qualcuno ha detto una battuta: la cosa migliore del 2011 è che forse è stato meglio del 2012.
Ormai da tempo siamo passati dall'ambizioso "Felice Anno Nuovo" al più sobrio "Buon Anno": paure e certezze si confondono, e ci rendono timidi.

Nella categoria delle certezze ho trovato il "fumo nero dei quattro camini della centrale Enel": una certezza quotidiana nel ricordo di un bambino spezzino, oggi quarantenne.
Lo stesso fumo, in questi giorni a Spezia, era nella categoria delle paure: "Oggi e'consigliato uscire o stare in casa? Durante l'anomalia ancora in corso cosa abbiamo e cosa stiamo respirando? Vi e' un piano per le emergenze? A chi e' affidata in questo momento la gestione dell'emergenza in corso?"

Nella categoria delle paure, oggi, trovo quella di esporsi, di metterci la faccia, di metterci la firma; paura di oggi, figlia di una certezza di ieri: i diritti non sono dati per sempre, dopo che li si sono conquistati (?) occorre difenderli e rivendicarli quotidianamente. 
Ma. 
Se firmo e poi mi bloccano il trasferimento? Se firmo e poi non mi rinnovano il contratto? Se firmo e poi non mi danno più incarichi? Se, se, se... Paure o Certezze

Nella comoda categoria delle certezze, abbiamo pensato di vivere in una società democratica e opulenta, quella occidentale; in quella, scomoda, delle paure, temiamo che la nostra società non sia poi così democratica e neppure più tanto opulenta. Ma forse questa, ormai, è una certezza.


Ha scritto Joseph Stiglitz, premio Nobel per l'economia: "Spero che gli eventi mi diano torto. Ma di fatto, il 2012 potrebbe essere l’anno della fine dell’esperimento dell’euro, culmine del processo cinquantennale di integrazione economica e politica europea. Se così fosse, il nuovo anno segnerebbe non l’agognata fine della grande recessione del 2008, ma l’inizio di una fase nuova e ancora più allarmante della peggior calamità economica di questi ultimi tre quarti di secolo."

 

Un augurio per il 2012? 
Io (Noi) speriamo che me la cavo!
Buon Anno a Noi!


Enel: cosa c'è in quel fumo? cosa misuriamo? cosa bruciamo? cos'è "nella norma"?


"Informazioni fumose", come rileva il comunicato di SpeziaViaDalCarbone, riportato più sotto e alle cui domande rinvio. 
Una questione è importante: cosa c'è in quel fumo? cosa misuriamo? cosa bruciamo?
Qualcuno ha scritto: "Mi viene da chiedere: e se in attesa degli approfondimenti quel fumo che esce fosse arsenico?" 
Qualcun altro"noto da 20 giorni aumento dei depositi di ceneri"
e ancora "Durante l'anomalia ancora in corso cosa abbiamo e cosa stiamo respirando?" 

Queste domande, oltre alle auspicabili spiegazioni circa la genesi e l'evoluzione dell'"anomalia", rimandano ad una questione primaria, rilevata sin dall'inizio di questa vertenza sull'AIA all'Enel della Spezia: la tipologia del carbone utilizzato nella centrale
In ambiente informatico c'è un motto: merd in -> merd out. A dire: se l'input fa schifo è improbabile che la sua elaborazione produca un buon esito. 

Nel caso del carbone, noi sappiamo che le centrali a carbone bruciano diversi milioni di tonnellate di carbone ogni anno, con emissioni proporzionate. Le centrali a carbone emettono diossina, in misura variabile in base alla provenienza del carbone e quindi al suo contenuto di cloro, così come metalli pesanti, policlorobifenili e idrocarburi policiclici aromatici che possono entrare nella catena alimentare e quindi nel latte materno.

giovedì 29 dicembre 2011

Enel e emissioni anomale: missiva del Comitato al Prefetto della Spezia

Egr. Sig. Prefetto,
con riferimento alla anomalia rilevata alla centrale Enel, e constatata dalla Polizia Municipale, rispetto alla fumosità delle emissioni, in assenza di comunicazioni  da parte del Comune e della Provincia, ci permettiamo di scriverle per manifestarle la preoccupazione di numerosi cittadini.

Alcuni hanno contattato invano il Comune, altri hanno scritto ai giornali, chiedendo delucidazioni sul comportamento da tenere:
"Oggi e'consigliato uscire o stare in casa? Durante l'anomalia ancora in corso cosa abbiamo e cosa stiamo respirando? Vi e' un piano per le emergenze? A chi e' affidata in questo momento la gestione dell'emergenza in corso?"

Certi del suo interessamento e conseguente informazione ai cittadini,
cordiali saluti,
Comitato SpeziaViaDalCarbone

La mail, inviata alla prefettura, segue il Comunicato Stampa emesso oggi dal Comitato medesimo: 

L'Autorità Portuale su Enel: basta trasbordi. Confermata l'anomalia delle emissioni




















Nessun comunicato stampa dell'Autorità Portuale ma la Nazione oggi in edicola riporta i virgolettati di una missiva che il Presidente dell'Authority Forcieri avrebbe inviato ad Enel.

«Pontile off limits per usi non legati alla centrale» 
E' così confermato che le numerose navi che attraccano alla banchina Enel  non riforniscono solo la centrale della Spezia. Bene Presidente Forcieri che lei abbia battuto un colpo, esercitando finalmente le sue prerogative. Auspichiamo che l'Autorità che lei presiede continui a monitorare con grande attenzione la situazione, provvedendo anche a dare comunicazione ai cittadini. 

Scrive la Nazione "La bordata è quella che parte dalla sede del via del Molo avendo a mente quel che accade nel pontile Enel al quale attraccano, in fregio a viale San Bartolomeo, le navi col carbone, per rifornire la centrale di Vallegrande.

A volta capita che siano due le navi che si accostano l’una all’altra. Ma non per scaricare il carbone da destinare agli impianti spezzini ma per effettuare dei trasbordi fra le unità all’ormeggio, con conseguenti nuvole di pulviscolo nero nell’aria. Trasbordi, quelli, funzionali a caricare la nave ricevente che poi raggiunge i porti di Civitavecchia e Savona per alimentare le centrali elettriche nei pressi degli stessi.

mercoledì 28 dicembre 2011

Le emissioni della centrale Enel e le nuvole

Aggiornamento delle 20.37 - da Città della Spezia

Un lettore: "Ecco cosa respiriamo"



. Buona sera,

dall'Enel della Spezia da un po' di giorni a questa parte ho notato che le emissioni di fumi sono notevolmente aumentate. Oggi ho contattato anche la tutela ambientale in Comune ma il pomeriggio non lavorano, per cui ho chiamato la polizia municipale i quali hanno detto che avrebbero svolto un sopralluogo in centrale. Ho notato che il fumo si vedeva in tutta la provincia in orari diversi e da diverse angolazioni dalla Litoranea, Migliarina, Santo Stefano Magra e dal raccordo autostradale. Che non ci vengano a dire che questi fumi escono solo in fase di accensione e di spegnimento dei gruppi. Le emissioni hanno perdurato tutto il giorno. E' vero che l'energia elettrica alimenta tante delle nostre comodità ma è anche vero che la paghiamo profumatamente quindi sarebbe il caso che l'Enel provvedesse a reinvestire un po' di soldi in tecnologie per inquinare meno e per comprare combustibili di prima qualità.
Spero che gli spezzini tutti da Deiva Marina a Ortonovo e fino alla Lunigiana si ricordino bene cosa stiamo respirando.

Distinti saluti
28/12/2011 19:50:21
Davide Gaggin





In questi giorni di festa sono arrivate  parecchie mail riferite all'Enel: in tutte si sottolineava l'abbondanza di emissioni fumose registrate visivamente negli ultimi dieci giorni. 

Apparentemente una notevole frequenza di "stop and go", i nostri preferiti naturalmente, posto che sappiamo essere quelli che producono la maggior quantità di inquinamento. 

Possiamo vedere tutti il pinnacolo di fumo che, arrivato ad una certa altezza, prende la via della Val di Magra e lasciando ricadere qualcosa qua e là lungo il percorso, se ne va verso l'entroterra.  

Quasi romantico, se si trattasse di nuvole (cioè l'innocuo vapore acqueo).


lunedì 26 dicembre 2011

Giorgio Bocca: Partigiano, Giornalista, Scrittore




Se guardo indietro
mi pare di averle
indovinate tutte, mi pare
di essere soddisfatto
di quasi tutto.
(Giorgio Bocca)

mercoledì 21 dicembre 2011

Enel e amministrazioni locali: l'inganno continua

Spezia's Confidential in edicola ha dedicato la prima pagina ad Enel ma soprattutto al Comitato SpeziaViaDalCarbone che ha qualificato come "la buona coscienza della città". 

Nell'articolo, particolare attenzione è dedicata alle aspettative disattese, esito di promesse non mantenute

- quella di prosperità degli anni 60 - che ha presto rivelato il rovescio della medaglia di un'industria pesante, impattante sull'ambiente e sulla salute dei cittadini negli anni passati;

- quella del referendum del 1990 - espressione chiara della volontà dei cittadini di cui gli aministratori dovrebbero essere rappresentanti;

- quelle più recenti del 2008, di Federici - Sammartano - Paita.

La stessa vicenda dell'AIA negli ultimi sei mesi ha mostrato il nervo scoperto di amministrazioni (ahinoi, nessuna esclusa) che si sono caratterizzate per la loro assenza, ovvero per un decisionismo tanto spinto quanto inefficace, risolvendosi ad aprire ad una apparente partecipazione solo a seguito delle pressanti richieste del Comitato SpeziaViaDalCarbone.

martedì 20 dicembre 2011

Spezia's Confidential

Prima pagina per 
il Comitato SpeziaViaDalCarbone,
il carbone,
Enel,
le istituzioni.
 

lunedì 19 dicembre 2011

Enel: tra propaganda e innovazione.


In un comunicato di oggi, il Comitato SpeziaViaDalCarbone esprime preoccupazione circa la effettiva coerenza di Enel tra assunzione e rispetto degli impegni, con riferimento alla registrazione EMAS e al rapporto con le comunità locali (vedi comunicato qui).

Allo stesso modo, non rassicura l’imponente campagna pubblicitaria lanciata da Enel su Mobilità Elettrica e Smart Grids (reti intelligenti di produzione e distribuzione di energia): l’energia disponibile nelle colonnine per il rifornimento delle auto elettriche determinerà un aumento della richiesta complessiva di energia elettrica, con relativa sottrazione al mercato petrolifero, in virtù della quale Enel è disponibile a realizzare investimenti anche massicci nella realizzazione delle medesime.

Diverso è il tema delle Smart Grids che, per essere realizzate ed alimentate con energia rinnovabile, necessitano del contributo economico (fotovoltaico sui tetti? reti?) e culturale (conoscenza) delle istituzioni e dei cittadini: in questo caso Enel non pare avere intenzione né interesse a finanziare alcunchè.

Ciò che si può ipotizzare, considerata la rinnovata corsa alla realizzazione di impianti termoelettrici alimentati a carbone, è che per molti anni Enel (e competitors dell’energia) rifornirà le colonnine delle grandi città italiane ed europee con energia prodotta dalla combustione del carbone, in centrali poste in aree periferiche (Spezia, Brindisi…) dell’Italia e del mondo. Come mettere la polvere sotto il tappeto o relegare il disordine nello sgabuzzino.

A conferma di tale ipotesi si possono interpretare gli Indicatori di Performance Ambientali pubblicati dalla stessa Enel per il 2010, con riferimento alle emissioni:

- in atmosfera - in generale più o meno stabili, quelle relative alle polveri segnalano un aumento di circa il 40% dal 2008 (0,67) al 2009 (0,77) al 2010 (0,94). L’aumento, secondo Enel, è dovuto alla “maggiore produzione dell’impianto di Reftinskaya in Russia in unità meno efficienti e per il maggior contenuto di incombusti nel carbone utilizzato.” (sulla tipologia del carbone utilizzato, anche  in Italia, anche alla Spezia, si rimanda al reclamo del Comitato SpeziaViaDalCarbone).

- in acqua – nel periodo 2008/2009, in aumento per tutte le tipologie di emissioni con punte di oltre il 40% per BOD (Biochemical Oxygen Demand) e fosforo.

venerdì 16 dicembre 2011

IMU: rivalutazione delle rendite, servizi e salute.

Ricevo una lettera di Rita a proposito della nuova tassa sulla casa e della rivalutazione delle rendite catastali;  come sempre molto acuta, Rita parla di una zona specifica di Spezia (Pagliari) ma pone una questione ben più generale: sulla base di quali parametri sarà fatta la rivalutazione delle rendite catastali per il calcolo dell'IMU?
Se i parametri fosse giustamente considerati, ci si potrebbe trovare nella situazione di dover abbassare le rendite catastali per abitazioni situate in zone degradate: dal punto di vista dei servizi, che negli anni sono stati sempre più tagliati, e dal punto di vista delle condizioni ambientali.
Se i parametri fossero giustamente considerati, potremmo forse arrivare a dire che certe aree non sono compatibili con l'uso residenziale: chi abita in quelle aree con le rilevazioni medie degli inquinanti ci fa la birra; si becca tutto quelle c'è, in quel posto lì e h24.

Se facessimo solo un discorso economico potremmo dire che non facciamo pagare loro l'IMU perchè la rivalutazione produce un esito negativo, che trasformiamo in zero. Poichè tuttavia Rita pone anche un problema di salute, diciamo che il saldo negativo (per arrivare allo zero) lo pagano Rita e i suoi vicini di casa in termini di salute, tutta la collettività in termini di costo sanitario e ambientale. Con buona pace degli inquinatori, dell'ASL e di ARPAL.

martedì 13 dicembre 2011

La mala-informazione e l'ottimismo degli sciocchi


IlSecoloxix.it
Titolo e sottotitolo molto ottimistici, sezione medicina, salute e benessere, inducono a cliccare per leggere  l'articolo, che attacca così: “Ogni anno in Italia vengono fatte 400 mila nuove diagnosi di tumore e grazie agli sviluppi della ricerca, per alcune tipologie di cancro, il tasso di mortalità è in calo, come nel caso delle neoplasie al seno, al colon, al rene, allo stomaco e nel caso di sarcomi intestinali. Anno dopo anno, si registrano piccole scoperte che fanno salire la percentuale di guarigione. Per il tumore della mammella oggi è al 75%, al 65% per il colon, al 15% per il polmone e al 10% per il pancreas.

A questo punto del testo, la notizia “della tredicesima edizione del convegno "Grandangolo: un anno di Oncologia", promosso dall’Accademia Nazionale di Medicina che si terrà a Genova, il 15 e 16 dicembre” con successivo intervento di Alberto Sobrero, direttore del dipartimento di oncologia Medica dell’ospedale San Martino di Genova  che dice una cosa un po' diversa: «Ogni anno i risultati migliorano di poco. Questa gradualità pone il problema dei costi dei nuovi farmaci. Le tecniche di analisi del Dna, del Rna e delle proteine hanno fatto progressi sorprendenti e questa opportunità richiede uno sforzo coordinato di biologi molecolari, patologi, clinici, autorità regolatorie, servizi sanitari e industria farmaceutica». 

La conclusione, infine, per il lettore un po’ accorto è la chiave di lettura dell’intero articolo: Particolare attenzione sarà data ai nuovi farmaci. Sono molti quelli sviluppati negli ultimi anni come il Vemurafenib e l’Ipilimumab per il melanoma, Imatinib per la terapia preventiva dei sarcomi, Aflibercept e Regorafenib per il carcinoma del colon, Everolimus per il tumore della mammella, Abiraterone, Cabazitaxel e Radium per il carcinoma della prostata e Bevacizumab per il tumore all’ovaia.”


lunedì 12 dicembre 2011

Spezia, le amministrazioni locali su Centrale Enel e energia: sentiamoci su Facebook.


Comunicato Stampa n. 30 – 12 Dicembre  2011

Alla Spezia non c’è spazio per una sana discussione pubblica sulla Centrale Enel né sull’energia: le audizioni sono iniziate e terminate senza che né il Comune né la Provincia abbiano sentito la necessità di fare una sintesi e comunicare un esito anche minimo ai cittadini (tipo: le nostre posizioni sono mutate, ci è venuto un dubbio, le nostre posizioni sono immutate); il progetto comunale finalizzato ad agevolare la partecipazione dei cittadini (Ci sono anch’io) pare guardare al metodo (?) più che al merito e anche le proposte della Provincia, a partire dal Patto dei Sindaci, sembrano lasciare la questione dell’Enel sullo sfondo.

E' curiosa e incomprensibile l’attitudine bipartisan di Provincia e Comune ad escludere i cittadini liberi da vincoli associativi istituzionalizzati.

Il Comitato SpeziaViaDalCarbone, ipotizzando uno spiacevole disguido, ha scritto alla Provincia (1/12 u.s.) chiedendo di ricevere l’invito a partecipare al Tavolo Verde previsto per il prossimo 15/12, con relativo Ordine del Giorno. Richiesta al momento senza risposta.

In compenso Marino Fiasella (presidente della Provincia della Spezia) ha chiesto l’amicizia al Comitato SpeziaViaDalCarbone: su Facebook.



sabato 10 dicembre 2011

Chi finanzia i cambiamenti climatici?

 Chi frena il cambiamento?


"La ricerca, intitolata Bankrolling climate change e condotta da un gruppo di associazioni fra cui il network internazionale BankTrack e l’organizzazione ambientalista tedesca Urgewald, è durata oltre sette mesi." La sintesi della ricerca, con riferimento al ruolo giocato dalle banche, è del Fatto Quotidiano:   "... senza questi ingenti investimenti il carbone non si sarebbe potuto espandere ulteriormente, come ha fatto nell’ultimo decennio. Ma ciò che sembra indispettire maggiormente i ricercatori, sono le dichiarazioni ambientaliste che ognuna di queste banche riporta sui suoi siti Internet. Come quella della nostra UniCredit che ribadisce “il suo impegno nel raggiungimento degli obiettivi del protocollo di Kyoto in tutte le nazioni in cui è presente”.

Il rapporto, in inglese, molto schematico e ricco di tabelle interessanti, dati e foto inquietanti, è scaricabile qui  
Quali sono le prime 20 banche coinvolte nel finanziamento dello sfruttamento del carbone?
Quali sono i problemi correlati all'estrazione e alla combustione del Carbone? E i costi per la società?
Quali sono le società elettriche, che bruciano carbone, maggiormente finanziate dalle banche?

Ci voleva tempo per essere più equi

ICI: L'apertura di Bagnasco - Pronti a discutere

EQUITA: Monti - Ci voleva tempo per essere più equi
PARLAMNETARI: la decisione di adeguare i compensi, entro dicembre, a quelli dei colleghi europei lede l'autonomia del parlamento.

Bisogna discutere con il Vaticano, mica si possono prendere decisioni unilaterali... L'autonomia del parlamento... Con i cittadini, i lavoratori e i pensionati... invece no, non c'è tempo.Come non avessero legittimità giuridica... solo cittadini.

venerdì 9 dicembre 2011

I privilegi fiscali religiosi sono immorali. Parola di don Paolo

Roma "pullula" di strutture di accoglienza di proprietà del Vaticano e affini. A Roma per partecipare ad un seminario o un convegno, può capitare di essere ospitati da una di queste strutture senza averla scelta personalmente. Al check in può capitare che ti venga fatta firmare in automatico l'adesione all'Associazione per il Turismo Religioso" coinvolgendoti in una sgradevole trattativa: "Scusi, hanno prenotato per me in questo posto ma io non faccio (e non mi associo) turismo religioso, sono qui per altro". Con replica "Se lei non si associa allora non può restare qui..."  e quanto lascio immaginare possa seguire (a me è capitato qualche anno fa).

clicca x aderire all'appello
Naturalmente l'associazione serve a garantire e ratificare un regime fiscale privilegiato con conseguente riduzione dei prezzi (lo fa anche l'ARCI, per carità, con bar e ristoranti) e concorrenza sleale con alberghi e affittacamere. Poi c'è l'ICI e allora se la struttura ha finalità religiose e non esclusivamente commerciali (come invece è) allora probabilmente c'è l'esenzione.

Don Paolo Farinella, che paga l'ICI, sulla Repubblica di Genova di stamani:

lunedì 5 dicembre 2011

Roberta De Monticelli, Don Verzè e la servitù volontaria

Nel suo articolo straordinario, a proposito dello scandalo del San Raffaele e del suo padre-padrone Don Verzè, Francesco Merlo ha "giustificato" le personalità eccellenti cadute nella sua rete: "... del resto don Verzé non ha sedotto solo il cardinale Martini e tutta la credula Milano cattolica. Come ogni rispettabile padrino aveva bisogno della copertura laica e dunque l’ ha ingaggiata. Massimo Cacciari ed Ernesto Galli della Loggia sono due intelligenze di prima grandezza nella cultura italiana, di quelli che  braccano e scovano e mettono alla gogna i vizi del paese..."

In risposta e con riferimento al "fiume melmoso del disastro che ha travolto ma non sradicato la direzione dell’ospedale e non ha finora toccato l’Università (la cui amministrazione è comunque separata e autonoma)..", Roberta De Monticelli scrive oggi su Repubblica a proposito del "... tema profondissimo della responsabilità personale di ogni atto e di ogni cosa detta, e la divisa della veglia critica nei confronti delle proprie stesse pulsioni oscure. Allora? Merlo parla di “seduzione”, di cui sarebbero stati vittime molti che hanno creduto e sono “caduti nelle panie.   

venerdì 2 dicembre 2011

SEL, l'ambiente e la salute: indizi di difficoltà nella relazione...

... breve appunto su cui eventualmente ritornare...

Una volta ho letto, ma mi hanno spiegato che avevo mal-inteso, che per SEL era indifferente cosa si bruciasse all'Enel a Spezia, l'importante era stare stare ben al di sotto dei limiti delle emissioni (Azzolini 9/9/2011).
Prima della manifestazione del 29 Ottobre, SEL Spezia si era resa disponibile a partecipare e sostenere l'iniziativa del Comitato (con o senza bandiere) ... ma poi non li abbiamo più sentiti... chissà...

 

Un po' per caso, sono capitata qui e ho letto (a cura di PierLuigi Mannella del Circolo SEL Sarzana-Ameglia):
"TELERISCALDAMENTO CON LA CENTRALE ENEL DI LA SPEZIA"
In una precedente assemblea (ordine del giorno il problema carbone-metano nella centrale ENEL ) sul tema delle azioni da proporre per il contenimento dell'inquinamento, avevo riproposto di sostenere l'idea di attivare il Teleriscaldamento con la centrale ENEL (con l'auspicio che sia alimentata a metano piuttosto che carbone). 
Chiedo di approfondire e sostenere con forza questa proposta, per i numerosi aspetti positivi della tecnica in questione, semplice da realizzarsi e doverosa nel perseguimento del risparmio energetico, del miglioramento dell'ambiente e della qualità dell'aria spezzina, e per uscire da schemi e scenari della vecchia politica. 

giovedì 1 dicembre 2011

Le comunità dell'energia come strumento di democrazia diretta

Si è già fatto riferimento in questo blog al potenziale dell'energia quale "pretesto" per "praticare" gli strumenti della "democrazia diretta"

In un ambito che sta diventando sempre più problematico sia per il deficit democratico che rappresenta (controllo dell'energia nelle mani di pochi soggetti) sia per le conseguenze sull'ambiente e sulla salute che determina, il "pretesto" diventa appassionante. 
L'argomento è complesso e la discussione auspicabile e spero che arrivino altri contributi oltre a quelli di Ciccio ed Enrico.

Per parte mia ho fatto un esercizio di sintesi (parziale) del libro di Livio de Santoli "Le Comunità dell'Energia" che, tra l'altro, smonta a mio parere qualche luogo comune di troppo (non solo sulle rinnovabili):
1) le rinnovabili non sono un mero esercizio teorico e un po' naif, come vorrebbe far credere Enel per continuare a salvare la patria bruciando carbone;
2) la decentralizzazione e la produzione diffusa dell'energia sono possibilità tecnicamente concrete, sperimentate ed auspicabili;
3) (last but not least) non è ancora detto che ci si debba rassegnare a vivere e morire governati dalle multinazionali. 
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“Cerchiamo di immaginare centinaia di milioni di uomini che producono la propria energia verde nelle proprie abitazioni, negli uffici, nelle fabbriche, e la condividono reciprocamente in un Internet dell’energia, nello stesso modo in cui condividiamo informazioni online…
In un mondo verde e sostenibile, ogni regione viene trasformata in uno spazio sociale, economico e politico altamente integrato… un ecosistema autosufficiente e sostenibile, che sappia produrre gran parte dell’energia di base, dell’alimentazione e della fibra necessarie alla popolazione…
Nel XXI secolo, migliaia di biosfere regionali saranno interconnesse da una indivisibile rete energetica… che attraverserà i continenti, permettendo ad ogni nodo della biosfera di condividere i  surplus e di colmare i deficit” (dall’introduzione di Jeremy Rifkin).