giovedì 30 giugno 2011

Viadalcarbone: anche Spezia si (ri)mobilita contro il carbone nella centrale Enel?

Non più di 70 persone, nessun amministratore pubblico, ha partecipato Martedì scorso al convegno sulle centrali a carbone che si è tenuta nel salone della Provincia; con lo scopo di fare il punto della situazione della centrale Enel Eugenio Montale situata a La Spezia, sono stati affrontati gli aspetti energetici, sanitari e giuridici della vicenda che hanno assunto maggiore pregnanza anche grazie all’intervento degli esponenti del comitato Uniti Per La Salute di Savona che da anni si batte attivamente per liberarsi dal pestilenziale carbone che inquina pesantemente l’intera area del savonese.


Per dare un’idea della situazione ligure  nella figura sottostante (tratta dal “Piano di risanamento della qualità dell’aria” della Regione Liguria) sono evidenziati in arancione i diversi livelli di alterazione della biodiversità lichenica. Sorprende (?) che i dati siano riferiti alla rilevazione ARPAL del  2000 e mai aggiornati. Considerando che in Liguria le Centrali che producono energia sono ubicate a Savona/Genova/Spezia e che questi luoghi sono caratterizzati da colore arancione (più o meno intenso) suggerisco di leggerne il significato a pag. 65/67 del piano che si trova qui.


martedì 28 giugno 2011

5 Terre: il faraone è solo (?)

la Repubblica di Genova in edicola oggi dedica un'intera pagina (V) al Faraone, a cura del sempre apprezzato Massimo Calandri. Certo non si era visto tale dispiego di forze nei cosiddetti "anni bui" delle 5 Terre ma allora il Faraone era "il Faraone": esponente di spicco del PD, della Legambiente, di Federparchi e chi più ne ha... In quanto "tali" riusciva forse meglio di ora ad esercitare adeguata pressione sui media.

A proposito della capacità di influenzare ancora la politica, resta forte il sospetto a proposito della ventilata candidatura di Francesca Balzani al Comune di Milano, con conseguente rinuncia al parlamento europeo in favore proprio del faraone. Sapremo mai se e chi abbia suggerito l'artificio? O dobbiamo davvero credere che il faraone sia rimasto "Solo. Esiliato in quello che era il suo regno, ed oggi la sua prigione. Un galera senza sbarre, un ergastolo virtuale che è peggio di una condanna a morte. Solo. Abbandonato dagli amici più cari. Scansato da quelli del paese che considerava i suoi sudditi: «Gente cui ho dato un lavoro. Da mangiare, da vivere. Poveracci che adesso, quando li incrocio, guardano dall’altra parte » come sostiene Calandri?

E della pressione sui media, che vogliamo dire? Gli amici giornalisti, quelli importanti, all’inizio gli avevano pure promesso appoggio incondizionato (come risulta da telefonate intercettate) e dedicato un paio di articoli di sponda: ma poi come si fa a sostenere uno che viene beccato con i “pizzini”? 

Sappiamo dei numerosi amici giornalisti o "giornalai" locali anche se non credo che Calandri si riferisca a quelli. 
Siamo certi dell'amicizia, più o meno spontanea, che gli hanno sempre riservato (tutti) i giornali.
Abbiamo prova documentata e diretta dell'amicizia di Oliviero Beha, che non sappiamo se gli avesse promesso appoggio incondizionato perchè noi quelle intercettazioni non le abbiamo lette. Di sicuro possiamo parlare di un bell'appoggio da parte del "famoso giornalista" che aveva promesso di tornare alle 5 Terre per capire e finalmente potersi pronunciare ma apparentemente i tempi dei giornalisti stanno diventando lunghi, come quelli della politica. Di casta in casta, chissà se almeno Beha va a trovare il faraone.

Comunque Giovedì avrà inizio il processo a Spezia, essendo stati vani i tentativi (tuttora in corso) di spostarlo a Torino.


P.S. Io una bella chiacchierata con Bonanini, a questo punto, me la farei proprio. Hai visto mai?

lunedì 27 giugno 2011

Panigaglia: la sicurezza nel golfo della Spezia approda al Senato.

Come spesso accade (se fossi proprio onesta, dovrei dire "come sempre accade") ogni volta noi si pubblichi un post o un approfondimento a parer nostro degno di nota, anche in occasione della pubblicazione del post sulla sicurezza nel Golfo non ci sono state troppe reazioni: forse un comunicato della Legambiente che riportava il link a SpeziaPolis o poco più, forse un accenno su qualche quotidiano (pare su Repubblica ma non risulta).

E' così palese l'assoluta assenza di reazione, sia da parte della classe dirigente spezzina sia da parte dei cittadini singoli o organizzati, che proprio in occasione dell'ennesimo post di Marco sull'argomento la nostra amica Elena (7 Giugno) in buona sostanza ci diceva: "ma a voi di SpeziaPolis, chi vi fila? quanti vi leggono? tanto rumore per nulla? quelli che vi leggono, di Spezia, capiscono di cosa parlate? non sarebbe meglio uscire un po' e farsi conoscere?".

Bene, succede che oggi, casualmente, alla ricerca di non ricordo cosa a proposito di energia, trovo questa interrogazione a risposta orale presentata al senato lo scorso 22 Giugno  a cura della senatrice Emanuela Baio (Gruppo Misto - API) co-firmatario Gustavino Claudio (UDC et altri) nella quale, tra le altre, compare questa domanda: se corrisponda al vero (come riportato da "La Repubblica" di sabato 7 maggio 2011, cronaca di La Spezia, in cui si cita una notizia riportata dal blog SpeziaPolis), che negli anni '70-'80 si sarebbero verificati almeno tre incidenti gravi nell'impianto con esplosioni e principi di incendio, a cominciare dallo scoppio di un compressore per il gpl;

Dunque la notizia buona é: l'opportunità circa l'ampliamento del rigassificatore di Panigaglia e la sua sicurezza sono approdati al Senato, in attesa di risposta da parte della presidenza del consiglio dei ministri.

La notizia cattiva, anzi pessima, è che al livello locale nessuno ha sentito la necessità di allarmarsi, smentire, dichiarare che "ce ne stiamo già occupando", approfondire, organizzare una rivoluzione; probabilmente neppure chi, in qualche modo, ha girato la notizia ai Senatori ai quali ho chiesto di poter avere cortese avviso quando, se, otterranno una risposta dal PCM. 

E d'altra parte anche a noi che l'abbiamo pubblicata, la notizia l'avevano girata. Forse che con tutti i partiti, i sindacati, gli amministratori, le circoscrizioni, le associazioni, i comitati, gli onorevoli e  i senatori eletti nel nostro collegio nessuno avesse tempo per simili quisquiglie? Nessuno avesse sentito la necessità di rendere conto ai propri iscritti, elettori?
Gli eletti chi rappresentano? Oltre se stessi naturalmente?

Va da sè, sempre di energia si tratta: argomento ostico o deserto culturale?

Chi può porti i più piccoli via dalla città

 «Chi può, porti i bambini via dalla città»: Alberto Villani, primario di pediatria e di malattie infettive del Bambin Gesù di Roma, conferma l’allarme sulle conseguenze della diossina sprigionata dall’immondizia in fiamme sulla salute dei bambini di Napoli. 

Ma i più giovani rischiano di più?
«Quello dei bambini è un organismo in evoluzione e dunque i più piccoli rischiano maggiormente. Soprattutto se  parliamo dell’apparato respiratorio. Basti pensare che gli alveoli continuano a formarsi fino agli 8-10 anni in un essere umano. L’inalazione dei fumi prodotti dalla combustione di rifiuti, certamente è molto dannosa».

Come si interviene in un contesto così?
«L’unica è limitare l’esposizione dei piccoli a questo genere di situazioni. Anzi, a dirla tutta, chi ha la possibilità di portare i bambini in campagna dai nonni o al mare, dovrebbe approfittarne. Essendo nelle condizioni di scegliere, meglio mandarli via, visto che le scuole sono chiuse. E se non ci si può permettere di mandare i bambini altrove, allora bisogna tenerli lontani dagli incendi dei cumuli di spazzatura e dal fumo che sprigionano. È una soluzione relativa, ma almeno protegge i bambini».
(Il SecoloXIX di oggi)

Parliamo di Napoli e di una situazione contingente: i roghi dei rifiuti che ricoprono le strade della città.

1) Chi può porti i bambini fuori dalla città: non è automatico ricordarsi che viviamo in un paese democratico, contraddistinto da valori quali "parità di diritti" "pari opportunità" "diritto alla salute"; pare piuttosto una organizzazione feudale, nella quale  i privilegi determinano il diritto alla vita e alla morte. Chi può...

mercoledì 22 giugno 2011

Pitelli: e meno male che non c'era il disastro ambientale!


È stato recentemente (Aprile 2011) presentato uno Studio sul rischio tumori nei siti di bonifica nazionali (Progetto SENTIERI). I primi risultati pubblicati dimostrano che la salute peggiora intorno alla presenza di questi siti, rispetto alle medie regionali e nazionali.
Vista la natura istituzionale (Istituto Superiore di Sanità) del coordinamento allo studio abbiamo atteso un poco di tempo sperando in una reazione ufficiale delle istituzioni spezzine. Visto il silenzio perdurante abbiamo deciso di aprire il dibattito sui risultati di questo studio.

sabato 18 giugno 2011

ACAM: dopo il referendum quale gestione? Un piano di lavoro


COSA È STATO ABROGATO CON IL REFERENDUM
Il risultato del referendum sul primo quesito referendario ha comportato la abrogazione dell’articolo 23bis della legge 133/2008 e quindi indirettamente del regolamento che attuava questo articolo. Su cosa affermava questo articolo 23bis nella sua ultima versione ora abrogata vedi qui, mentre sul regolamento attuativo vedi qui .
Il suddetto articolo 23bis in sintesi prevedeva, prima del referendum, due sole possibilità ordinarie di affidamento della gestione dei servizi pubblici locali a rilevanza economica (quindi anche l’acqua):
  1. a favore di privati
  2. o di società miste pubblico/privato dove il privato, scelto con gara, doveva avere almeno il 40% delle quote societarie. 

martedì 14 giugno 2011

Eau de Paris, Agua de Argentina... e Acam? e Spezia?


Post aggiornato ore 16.59 con commento Tortorelli Comitato Acquabenecomune SP

RadioPopolare – Popolare Network ieri, nella sua trasmissione Esteri del Lunedì,  ha trasmesso due ottimi servizi sul tema delle risorse idriche di cui riporto una breve sintesi:

Argentina
Nel 1992 Menem, allora presidente, attua un piano di svendita del patrimonio pubblico: la società francese Suez procede all’acquisto del servizio di fornitura idrica dell’intero paese (Argentina) grazie al supporto di Banca Mondiale e con l’apporto del solo 3% del capitale necessario.
Successivamente Suez guadagna cifre impensabili fino al 1996 quando pretende  dal governo argentino un aumento consistente delle tariffe; sfidando le sanzioni economiche del WTO, nel 2007 il nuovo presidente Kirchner avvia un processo per ri-pubblicizzare il servizio idrico nell’intera nazione e costringe Suez alla rescissione del contratto.

L’unica isola ancora in mano a Suez è Cordoba (1300000 abitanti) che nel 1997 aveva concesso per 30 anni la gestione dell’acquedotto e delle fognature; dieci anni dopo, ambientalisti e sindacati, semplici cittadini stanchi di bollette salate e servizi scadenti danno vita alla “commissione  popolare per la riconquista dell’acqua” che dopo mesi di lotta, assemblee popolari, blocchi stradali vince la sua battaglia attraverso la promozione di un referendum: “vogliamo che sia una compagnia pubblica gestita dai lavoratori, dagli utenti e dal governo provinciale, monitorata inoltre dall’università, a gestire la nostra acqua e garantire così la qualità del servizio e l’assenza di corruzione”.

lunedì 13 giugno 2011

Acqua pubblica trattata come spazzatura? Speriamo meglio.




Certo che si raggiunge il quorum, certo che la gente andrà a votare: questo dicevo sabato a chi manifestava timori o incertezze sull'esito dei referendum. Grazie a chi li ha promossi, ha raccolto le firme, ha sensibilizzato e banchettato, infine possiamo riaprire i capitoli energia, legalità e acqua. Il capitolo di un pezzo di "beni comuni" insomma. 

La mia relativa serenità sul raggiungimento del quorum non derivava ovviamente da calcoli o ragionamenti "esperti" ma era supportata dall'esito delle ultime elezioni amministrative: i cittadini si sono destati e, almeno con il voto, hanno deciso di partecipare. 

Il passaggio dalla democrazia/partecipazione passiva alla democrazia/partecipazione attiva non è forse ancora neppure iniziato e tuttavia, come dire, un po' ci siamo ridestati. Quindi una buona giornata, ottima direi.

(Parentesi)

Beni comuni, acqua pubblica, servizi pubblici, ACAM: vedo che Marco ha a sua volta immediatamente collegato l'evento nazionale al nostro "locale": Hera e Acam. Ci pensavo a mia volta stamani, verso le 11, in auto, mentre mi scamallavo la raccolta differenziata al primo cassonetto disponibile nei dintorni di casa: un sacchetto di multimateriale (plastica, vetro e alluminio) e uno di carta (carta, cartone e tetrapak).
Arrivata al sito di conferimento di Buonviaggio (bivio Vezzano - Valeriano) mi trovo davanti a questa situazione:

Ai due cassonetti verdi in primo piano sono incollate le etichette del multimateriale sul lato frontale e quelle del vetro sul laterale; il cassonetto della carta, ultimo in fondo, ancorchè stracolmo, dichiara di voler ricevere solo carta e cartone. La questione é: nei cassonetti verdi ci metto solo il vetro o il multimateriale? in quello della carta (ammesso, improbabile, che riesca a trovare un buco libero) solo la carta o anche il tetrapack?

Qualche giorno fa, alla ricerca di immagini della visita di Napolitano a Spezia, sono capitata su TLS ed ho visto uno spot di ACAM sulla raccolta differenziata interpretato nientepopodimeno che da Ivan Strozzi, AD di Acam Spa per l'appunto. Niente di più interessante da fare? Non so perchè ma mi ha ricordato Ameglia e il Sindaco che spazzava il fango.

(Chiusa la parentesi)

Ora che le urne sono chiuse, consapevoli del fatto che non è detto che "privato sia meglio" e sicuri che invece "pubblico è meglio" la questione è, ancora: a chi affideremo la gestione dell'acqua, considerato come trattano la spazzatura?

HERA per il No al Referendum sull'acqua: una buona ragione per VOTARE SI

Proprio perché mancano solo un paio d’ore alla notizia del raggiungimento del quorum nei 4 referendum, in particolare per quelli della difesa dell’acqua come bene pubblico gestione compresa, è interessante, affinchè resti a futura memoria, riflettere su quello che una società, che a noi spezzini interessa particolarmente, pensa sui referendum sull’acqua. Parliamo di Hera che dovrebbe “salvare” la nostra municipalizzata locale Acam SpA.

Dichiara l’Amministratore Delegato di Hera Maurizio Chiarini : “ Se vincerà il sì, il referendum bloccherà gli investimenti con effetti pesanti per l’occupazione e pericolosi per i consumatori”.

Tradotto in ciccia, secondo l'HERApensiero, se vince la logica dell’acqua come bene pubblico noi non investiamo più e potremmo anche mettere in discussione l'occupazione dove gestiamo i servizi oltre che aumentare le tariffe in danno dei consumatori.

Insomma il Marchionne pensiero è vincente anche nel management di sinistra (o presunta sinistra): i referendum (vedi Mirafiori) si vincono solo con il ricatto occupazionale con l’aggiunta in questo caso del ricatto tariffario.

D’altronde la logica speculativa che muove le multi utility private del settore idrico è confermata da un dato di queste ore. Dal sito di Repubblica ore 11,14 di oggi: “Soffrono a Piazza Affari i titoli delle utility legate al business dell'acqua, mentre si fa sempre più concreto il superamento del quorum dei referendum abrogativi. Fra i titoli del comparto Hera lascia sul terreno il 2,71% a 1,506 euro, Acea cede l'1,90% a 7,245 euro e Iren perde l'1,92% a 1,227 euro.

Le dichiarazioni di Hera costituiscono quindi UNA RAGIONE DI PIÙ PER SOSTENERE IL SI E ATTENDERE CON FIDUCIA IL RAGGIUNGIMENTO DEL QUORUM.

Una volta tanto un referendum nazionale potrebbe avere effetti importanti anche per muovere le acque melmose della politica spezzina e soprattutto per mantenere alla comunità locale il controllo nella gestione di servizi strategici per il nostro territorio come quello dell’acqua e dei rifiuti. Certo poi bisognerà mettere le mani ad una nuova governance di Acam SpA basata sulla distinzione tra funzioni di indirizzo e gestione soprattutto su un ruolo forte della partecipazione della comunità locale e la costituzione di una Autorità che sia in grado di controllare e vigilare per garantire una gestione al servizio dei cittadini e dell’ambiente......... e questa considerato il livello della classe politica locale non sarà una passeggiata!

giovedì 9 giugno 2011

Grazie Presidente Napolitano e benvenuto a Spezia.

Ore 16 e qualche minuto, percorro Via XX Settembre (senso unico) superando il Conservatorio quando il mio telefono inizia a suonare; siccome sto aspettando una telefonata importante e vedo un posticino vicino ad un bidone della spazzatura  a lato della strada (poco prima del My Hotel),  metto le 4 frecce e mi accingo ad entrarvi con una rapida retromarcia. 

Un clacson inizia a suonare "vivacemente" e guardando nella macchina dietro di me, sopraggiunta in quel momento, vedo un signore che si "sbraccia" (una mano sbraccia, l'altra suona) a dirmi che assolutamente non posso entrare in quel posto. 

Colta di sorpresa, riparto immediatamente per fermarmi alla prima successiva occasione disponibile, a fianco del marciapiede.

L'auto "sbracciante" mi affianca (fermandosi quindi in mezzo alla strada) ed il guidatore (che trasporta uno o due bimbi nel sedile posteriore), abbassato il finestrino, così mi apostrofa:

"Signora  lei non può parcheggiare dove vuole, quello era un divieto di sosta, non sono proprio giorni questi..."
"Veramente ... no parcheggio... telefono..."
"Guardi io sono un funzionario del Comune e quindi so dove ci si può fermare e dove no, quindi..."
"Scusi ma io..., telefono.., no... parcheggio... e poi scusi che c'entra che lei è un funzionario del comune?
"Guardi lei non è spezzina (li frego sempre, alcuni non sanno che la gente si muove, cambia casa, non sempre accento...), quindi non sa, glielo dico io, sono un funzionario del comune..."
"Scusi ma lei che ne sa se io sono o non sono spezzina? e che ne sa del perchè io mi fermo e cosa voglio fare?"
"Lei non deve parcheggiare dove vuole, in questi giorni..."

Francamente rimango senza parole, lo so è difficile da credere ma succede. Finalmente il "funzionario del comune" riparte, lasciando scorrere la fila che nel frattempo si è creata (che lui ha creato, considerato che era fermo in mezzo alla strada a farmi una lezione di educazione civica/stradale, a me che non sono "spezzina").

P.S. pensando di essermi persa qualche passaggio, rientrata a casa sono andata  a leggermi la lettera (che mi ero risparmiata) del sindaco Federici sul SecoloXIX di stamani; tra l'altro scrive: 
"Tutti, a partire dalla classe dirigente, devono avere più coraggio e mettersi in discussione per creare le basi di un nuovo sviluppo. Sono tanti i segnali positivi, ma non sono ancora sufficienti. Dobbiamo fare di più, credere ancor più in noi stessi. Perché abbiamo tutte le ragioni per farlo."

Forse che il "funzionario" ha preso alla lettera l'invito? Ha preso coraggio, si è messo in discussione, ha deciso che poteva dare una mano, fare il vigile? O il dirigente? Mentre accompagnava i bambini somewhere?

Sig. Funzionario,
si calmi, erano i dirigenti quelli che si voleva far ruotare.  Nel caso, comunque, si faccia fare un po' di ripetizioni dai VV UU sulla cortesia, l'accoglienza  e il codice della strada; mi creda, detto da una "non spezzina", un divieto di sosta è tale ovunque. 

«Il grande onore di ospitare il Presidente che difende la credibilità del Paese» (M. Federici) 

mercoledì 8 giugno 2011

Spezia senza depuratori: rischio condanna della Unione Europea

Una notizia che non leggerete quasi sicuramente sui giornali locali.

L’Italia ha in corso una procedura di infrazione da parte della Commissione della UE per il mancato trattamento delle acque reflue (da scarichi domestici o industriali assimilabili ai domestici) in ben 178 comuni italiani di dimensioni medio-grandi.

Sono 5 le Regioni interessate dalla procedura di infrazione tra queste la Liguria con 19 comuni e tra questi c’è anche Spezia che attualmente è solo all’0ttantesismo posto nella classifica dei Comuni capoluogo di Provincia per capacità di depurazione dei propri scarichi.





Ma come! Non eravamo con squilli di tromba della Amministrazione Comunale tra le prime 8 città più sostenibili di Italia? E ora viene fuori che rischiamo di contribuire ad una pesante condanna del nostro Stato e quindi della nostra Regione grazie ai ritardi nell’adeguarsi alla normativa europea sulla depurazione degli scarichi idrici, il termine per le città sopra i 15.000 abitanti scadeva nel 2000. Inoltre sempre secondo la normativa europea le acque reflue urbane che confluiscono nelle reti fognarie devono essere sottoposte, prima dello scarico, a trattamento secondario o equivalente entro il 31 dicembre 2000 per quelli con un numero di abitanti equivalenti superiore a 15.000.

Secondo la Commissione di Bruxelles, «la mancanza di idonei sistemi di raccolta e trattamento, che avrebbero dovuto essere istituiti già dal 1998, comporta rischi per la salute umana, le acque interne e l'ambiente marino». Le acque reflue non trattate possono essere contaminate da batteri e virus dannosi, «e rappresentano pertanto un rischio per la salute pubblica».

Cosa rischiano i Comuni con questa procedura di infrazione? una multa europea fino a 714mila euro per ogni giorno di ritardo di adeguamento alla normativa europea. Per evitarla devono dimostrare di avere messo in cantiere interventi concreti per adeguarsi alle norme europee, non ci risulta che questo si stato fatto in modo adeguato dalla nostra amministrazione comunale ne tanto meno per intervento di Provincia e Regione altre istituzioni competenti in materia.

Ora di fronte ad una situazione di questo tipo uno si immagina una classe politica locale e regionale tutta intenta a rimediare al rischio multa europea. Non è così come si evince da qui.

Il Consiglio Regionale sta per approvare una leggina con la quale si elimina l’obbligo, ogni quattro anni, di richiedere il rinnovo dell’autorizzazione allo scarico delle acque reflue che non scaricano in fognatura, introducendo un rinnovo tacito della autorizzazione. Certo non è colpa dei singoli cittadini se non ci sono depuratori adeguati per il nostro territorio ma come dire chissà perché la nostra classe politica è sempre celere nel promuovere la non applicazione della legge o la deroga alla stessa, mentre non lo è altrettanto nel rispettare gli obblighi di legge.

Nel frattempo il Comune continua a censire quello che manca, attività meritoria in generale ma il problema è che si sta continuando a censire quello che si sarebbe dovuto realizzare, come abbiamo visto, dal 2000 (siamo già a 11 anni di ritardo... non male!).

E alla fine a quelli come noi tocca fare la parte dei rompiballe che ricordano continuamente questa attività noiosa e sporca che si chiama RISPETTO DELLE NORME! Insomma ora dopo aver pagato per anni il canone di depurazione senza depuratori, dopo esserci beccati per anni l’inquinamento del nostro golfo per assenza di un adeguato sistema di depurazione, ora rischiamo pure una bella multa comunitaria…….. che straordinaria città è la nostra Spezia!




Lotta biologica per salvare i castagneti: non solo in Val di Vara

"Al termine del suo intervento Storace si è impegnato a far inserire, nei lanci di torymus programmati per il 2012, non solo il territorio comunale di Varese Ligure, ma tutta la Val di Vara. Numerose le aziende agricole intervenute al convegno, assieme agli amministratori locali e a diversi rappresentanti di istituzioni pubbliche.
Alle aziende, in particolare, si è  rivolto l’assessore provinciale all’Agricoltura Federico Barli, impegnandosi ad  inserire nell’ordine del giorno del prossimo consiglio provinciale una richiesta di fondi, rivolta alla Regione, per indennizzare le società più colpite dal parassita. Sempre a favore delle aziende Barli ha garantito anche la piena disponibilità a finanziare specifici corsi di formazione su lotta biologica e trattamenti complementari (antiparassitari e potaturemirate)." Il Secolo XIX

Dall'abisso della mia ignoranza, avendo da tempo notato lo strano fenomeno nelle foglie dei castagni l'avevo interpretato e raccontato ad amici e conoscenti in questo modo: 
"Ma tu sai come si forma il frutto del castagno? la castagna? Pensa che non ci avevo mai fatto caso, eppure ne sono circondata: all'interno della foglia cresce una specie di pallotta che via via assorbe la foglia lasciandone solo le punte che diventano gli aculei del riccio della castagna. Che storia non averlo mai notato prima."

 A proposito di quelli che hanno nostalgia della città



Il punto è, invece, che si tratta della "calamità che sta devastando i nostri castagneti", quelli della Val di Vara e non solo considerato che io l'ho rilevato a Vezzano Ligure che in Val di Vara non è.





Mail inviata a:
Ass. Agricoltura SP - F. Barli
Sindaco di Vezzano Ligure - F. Abruzzo
Ass. Ambiente Regione Liguria - R. Briano

Con riferimento a quanto apparso sul SecoloXIX di stamani, "lotta biologica x  salvare i castagneti della Val di Vara", chiedo di avere informazioni sull'eventuale programma di contrasto previsto nella valle del Magra, considerato che i castagni sono presenti in buona parte del territorio provinciale Spezzino sul quale si è manifestata analoga "calamità".
Cordialmente,
daniela patrucco

Premio ECOmune 2011: wanted dead or alive.

L'ha ricevuto Pietra Ligure,  l'hanno ricevuto Varese Ligure, Arcola e Vezzano Ligure, ma non si hanno notizie di dettaglio né sulle motivazioni né sui criteri di valutazione. Andiamo per ordine.

Il SecoloXIX, sempre puntuale ed efficace nell'informazione: "Nell'ambito dell’iniziativa regionale sull’ambiente, l’assessore  Renata Briano ha premiato cinque  Comuni, assegnando il premio  “Ecomune”, attraverso una serie di  criteri valutativi. ... "L’ambiente - è l’ opinione del sindaco  di Vezzano - non può essere  un terreno di scontro, tanto meno  se il confronto usa la clava di argomentazioni  demagogiche, serve invece  «agire con più trasparenza,  conciliando sviluppo e sostenibilità. Una risposta indiretta, quella  dell’amministrazione di Vezzano  Ligure, all’espulsione dall’associazione  “Comuni virtuosi”, fondata  negli anni passati dall’ex sindaco  Paola Giannarelli.
 
Sul sito della Regione Liguria, e quelli tematici collegati, non c'è traccia della fantomatica Edizione 2011 di questo premio ECOmune.Neppure chi l'ha ricevuto pare avere le idee troppo chiare in proposito e infatti nessun sito ufficiale dei comuni interessati ne dà conto.
Secondo il sindaco di Pietra Ligure (classificatosi quarto) il premio è stato istituito per i "Comuni che si sono maggiormente distinti nelle politiche per lo sviluppo sostenibile" ed il suo vanta "Ottimi risultati anche dalla raccolta differenziata, arrivata a sfiorare il 62% rispetto ai rifiuti prodotti: l’obiettivo è di arrivare al 65% entro la fine del 2012".  Mi pare invece che del Sindaco di Vezzano Ligure siano state premiate le intenzioni:  altri criteri parrebbero essere infatti "... documento di Politica Ambientale, il Piano triennale sugli acquisti verdi e l’adesione al Patto dei Sindaci per l’efficienza energetica e la riduzione delle emissioni di CO2". 

Ecco, siccome a Vezzano Ligure il 62% di raccolta differenziata se lo sognano, sarebbe interessante conoscere in dettaglio questa fantomatica "serie di criteri valutativi" sulla base della quale (la serie) è stato attribuito l'altrettanto fantomatico Premio ECOmune 2011. Giusto per sapere di cosa gioire.

Inviata mail all'assessore Renata Briano:  ass.ambiente@regione.liguria.it

Oggetto: Premio ECOmune 2011

Con riferimento al premio in oggetto, non avendo trovato alcun dettaglio sul sito della Regione nè altrove, le sarei grata se potesse fornirmi indicazioni in merito ai criteri di valutazione utilizzati e alle modalità con cui sono stati determinati gli indicatori.
 

Cordialmente, daniela patrucco 

martedì 7 giugno 2011

Porto: sicurezza a rischio per lavoratori e cittadini, lo dice anche il TAR Liguria

Si lo so l’immagine a fianco è forte e per qualcuno potrebbe essere definita “terroristica” ma purtroppo non siamo solo noi a dire che c’è carenza di sicurezza nel porto della Spezia ma ora anche la magistratura amministrativa!

Il TAR della Regione Liguria con sentenza n. 870/2011 ha accolto il ricorso della società SICUR FIRE s.c.a.r.l. di cui avevamo scritto qui, confermando quello che avevamo scritto qui relativamente agli obblighi di legge in materia di servizi antincendio nell’area portuale interessata dal trasporto di merci pericolose.


In particolare secondo il TAR “Dalla normativa riportata si evincono due elementi, l’uno concernente la necessità che il comandante di porto detti un minimo di disciplina in ordine ai servizio antincendio, l’altro riguardante il concerto tra il comandante del porto e il comandante provinciale dei VV.FF. sulla materia: ora, si rileva che la disciplina dettata dalle ordinanze impugnate è del tutto insufficiente rispetto ai presupposti di fatto ed alle previsioni normative. La gran parte delle determinazioni vengono rimesse caso per caso ai pareri del consulente chimico del porto, figura non prevista dai principi fondamentali della normativa in questione e comunque nulla viene stabilito in via generale sui servizi antincendio.”

Non solo ma il TAR dichiara fondata la riflessione del comandante dei Vigili del Fuoco della Spezia secondo la quale il servizio antincendio integrativo e specializzato è fondamentale per l’area portuale spezzina visto che “In assenza di tale servizio integrativo, almeno lo stato attuale, i VV.FF. non potrebbero fornire altrettante garanzie di disponibilità di immediatezza di intervento”.

Ci chiediamo per l’ennesima volta:

PERCHÉ nel nostro territorio occorre sempre un intervento della magistratura per veder riconosciuto il rispetto di obblighi di legge a tutela della salute di lavoratori e cittadini. L’elenco è significativo: discariche e impianti di rifiuti vari, centrale Enel della Spezia, area IP, dragaggi del golfo, valutazione ambientale dei piani urbanistici?

PERCHÉ chi ha responsabilità e dovrebbe avere competenza, in questo caso la Capitaneria, ma in altri casi dirigenti della Pubblica Aministrazione e dell’Arpal nonché dell’ASL, invece che cercare di applicare rigorosamente la legge ed anzi cercare di interpretarla in modo estensivo a tutela dei cittadini e dei lavoratori, fanno spesso e volentieri il contrario?

PERCHÉ amministratori locali, dirigenti della Pubblica Amministrazione quando vengono posti di fronte alla corretta applicazione delle leggi, alla necessità di informare i cittadini sui rischi per l’ambiente e la salute, alla necessità di applicare modalità di governo nella prevenzione dei rischi ambientali e sanitari in modo innovativo, hanno una reazione di disprezzo e di sufficienza?

PERCHÉ la applicazione della legge e la buona amministrazione non arrivano automaticamente in questo territorio senza che debbano ogni volta attivarsi (perdendo tempo e denaro) singoli cittadini e/o professionisti per imporre ciò che dovrebbe essere al centro del dovere di ogni buon amministratore o funzionario pubblico?

Tutto questo è vergognoso e deve assolutamente finire. Dobbiamo cominciare a pensare che non possono più bastare le sentenze della magistratura ci vuole una azione di liberazione da questa massa di incompetenti e arroganti che governano da troppo tempo il nostro territorio. È ORA DI CAMBIARE ANCHE ALLA SPEZIA!


P.S.

leggo qui, che la Capitaneria di Spezia ha bloccato un nave ucraina non in regola approdata al nostro porto. Bene! Forse sarebbe l’ora di guardare oltre alle navi extracomunitarie anche a quei soggetti imprenditoriali che operano localmente e che fanno spesso prevalere i loro enormi interessi economici (in gran parte, essendo multinazionali, investiti fuori del nostro territorio) su quelli della sicurezza........ o no?



Milano, Napoli: nostalgia della città.

Certo complice questo clima da "risorgimento" socio-politico-culturale, dopo oltre dieci anni per la prima volta mi capita di rimpiangere la "città".
Complice la circostanza che dalla lettura dei giornali percepisco l'inesistenza politica, culturale e comunicativa della "provincia" in cui vivo.
Complice, forse anche, l'evergreen  da vicino nessuno è normale: le cose viste da vicino sono sempre diverse, meno perfette di quelle più lontane (miracoli dell'era della tecnologia dell'informazione?). Complice forse la pioggia.

Per leggere di qualche iniziativa stimolante nell'edizione spezzina del SecoloXIX bisogna superare le pagine della Spezia e la Repubblica di Genova non parla di Spezia. 
Alt. 
Su questo apro una parentesi: riconosco di scontare un forte pregiudizio che probabilmente ha  a che vedere con l'evergreen di cui sopra: la conoscenza diretta di coloro (amministratori e classe dirigente a vario titolo) che promuovono eventi anche interessanti e a cui evidentemente partecipano. 
Faccio un paio di esempi: a Vezzano Ligure questa sera alle 18.00 c'è una Lectio Magistrale di Don Andrea Gallo (introduce il Sindaco Fiorenzo Abruzzo, partecipa la Preside dell'Istituto Comprensivo M. Rebecchi et altri...);
qualche settimana fa a Spezia, in occasione di "Parole di Giustizia", hanno tenuto le loro relazioni Romano Prodi, Giancarlo Caselli ed altri apprezzabili esponenti della politica, giustizia e cultura (partecipavano a vario titolo M. Federici, M. Fiasella, A. Orlando...): non ci sono andata, così come faccio fatica a partecipare agli eventi del Festival della Mente promossi e partecipati dagli amministratori locali et altri. 
Mi conforta che su questa riflessione una cara amica, spezzina e meno ideologica di me, concordasse qualche settimana fa: come fai a partecipare ad un evento nel quale sono rappresentati sul palco la tesi e l'antitesi, ma non si può dire; comunque nessuno lo dice ad alta voce, non si può; e comunque l'antitesi è sempre rappresentata dagli stessi volti e dagli stessi nomi? Io non ce la posso fare.
Chiusa la parentesi.

Dicevo della nostalgia... per riprendermi questa mattina  mi sono letta l'edizione milanese di Repubblica:

"Pisapia resiste al pressing dei partiti e prepara altre sorprese per la giunta". Pisapia se ne frega che Tabacci sia un centrista, gli interessa Tabacci (punto). Pisapia, se va bene, si becca come vice-sindaco la Balzani: qualcuno se la ricorda la Balzani? Quella che ha messo a  posto il Bilancio del Comune di Genova? Quella che ha sfidato le ire orlandiano - bonaniniane ed è andata a ragionare di bilanci europei al Parlamento Europeo? Quella che non fosse stato perchè era candidata per il PD (ligure) l'avrei votata anch'io? Lei!

"... nel costruire la propria vittoria il sindaco è riuscito a qualificarsi, di fronte ai partiti e movimenti che lo sostenevano e soprattutto di fronte agli elettori, come il mediatore di posizioni che apparivano inconciliabili, guadagnandosi sul campo il diritto di costruire con quello stesso metodo la sua squadra di governo fuori dai diktat e dai veti incrociati che hanno ormai estenuato il popolo di sinistra." (Filippo Azimonti - la Repubblica Milano)

"Fortini, l'AD di Asìa che gestisce la raccolta dei rifiuti, consegna le sue dimissioni: che "De Magistris scelga liberamente". Avete mai visto? Nell'edizione napoletana i pezzi forti sono due: l'analisi (di Lorenzo Zoppoli) e l'opinione (di Ernesto Paolozzi) che sfortunatamente sono disponibili solo a pagamento. 
E. Paolozzi mette a confronto la situazione post-elettorale di Milano e Napoli rilevando che a Napoli, alle spalle di De Magistris, non c'è il PD: 
" ... Diversità non da poco, come si vede, che pongono sia Napoli che Milano al centro di un possibile processo politico oggi solo agli albori. A Milano si potrebbe prevedere infatti, soprattutto a sinistra, la creazione di un nuovo profilo politico capace di essere assieme riformista e radicale e del quale il Partito democratico rappresenta sicuramente l’architrave ma non l’unica forza portante. A Napoli l’assenza, di fatto, del Pd potrebbe invece costituire un grave handicap alla costruzione di una reale alternativa politica al berlusconismo. La responsabilità dunque dei dirigenti nazionali e locali del Pd è enorme perché qui si gioca una partita decisiva. Mi permetto di ricordare che da anni cerco di distinguere fra il riformismo e il moderatismo. Il riformismo, quello vero, è intrinsecamente rivoluzionario, è, per così dire, liberante, non si limita a difendere il buono acquisito ma prospetta nuovi orizzonti e nuove visioni della vita. Una libertà per e non solo da."

Nella sua analisi dal titolo "Attivare il cittadino collettivo", Lorenzo  Zoppoli dà la sua interpretazione della "Vittoria della Politica" proclamata da De Magistris dopo il suo successo elettorale. "... se con politica alludiamo a quella sfera dell´agire umano in cui i cittadini si relazionano per realizzare il massimo del bene comune e non il proprio immediato tornaconto ..." Napoli ha bisogno di "... istituzioni democratiche ed efficaci capaci di saldarsi con il consenso popolare, di attivare la cittadinanza, di far diventare concreta, visibile, tangibile la convenienza del "bene comune" rispetto all´urgenza del bisogno individuale (che incombe ben al di là di quella fascia che chiamiamo, compassionevolmente, "bisognosi"). 
E continua "... Per questo credo che vadano tenuti strettamente intrecciati due percorsi dell´azione comunale: uno diretto a potenziare enormemente l´efficacia di ogni intervento amministrativo, l´altro volto a promuovere e sostenere il coinvolgimento collettivo dei cittadini, ovvero la democrazia partecipativa...  significa che il Comune propone un modello da realizzare gradualmente ma inesorabilmente, con passaggi e tappe chiare e note a tutti, condivise perché conformi al bene comune... Questo, a mio parere, è il punto cruciale: nessun successivo conflitto politico deve essere o apparire generato dalle logiche della "vecchia politica...".

Come dire, valeva la pena. Ci riguarda? Potrebbe, anche, magari!  Considerato che "... Toccherà comunque a Andrea Orlando, per il quale è in arrivo una proroga del mandato di commissario, cominciare a tirare le somme con de Magistris" (la Repubblica Napoli), speriamo legga i giornali locali, quelli di Napoli.

lunedì 6 giugno 2011

Dopo i referendum, le prossime amministrative

Nella sua ”omelia laica” di Domenica su la Repubblica, Don Paolo Farinella oltre all’invito a partecipare ai referendum del prossimo12/13 Giugno ragionava anche sulle candidature alle prossime elezioni amministrative degli esponenti del PD; in particolare si riferiva alla Vincenzi, considerato che lui “vede” Genova, e alla lettera che ha trasmesso al suo Partito affinchè, valutando la sua azione di governo di questi anni, la valuti ed eventualmente la confermi per il prossimo mandato.

“… I saggi segretari, regionale e provinciale, hanno rimandato a dopo le votazioni, perché si profila già il peccato originale della vecchia ex sinistra: litigare sui posti personalizzati. La via maestra, dopo Milano, Napoli, Cagliari, Trieste, Torino, Arcore etc. etc. sono le primarie che mi pare siano anche nello statuto del Pd. Se in questo partito fossero savi, ma dubito, non scriverebbero lettere, né farebbero analisi di partito, né cercherebbero soluzioni estemporanee. Se fossero savi e imparassero dalla storia, farebbero semplicemente le primarie come metodo costante, continuo, pacato, efficace. Marta Vincenzi vuole partecipare alle prossime elezioni? Invece di farsi legittimare dagli apparati, si presenti alle primarie, compèta con gli altri e si lasci giudicare dai cittadini, gli unici abilitati a dire come ha governato nei primi quattro anni.”

Sempre Domenica, sul SecoloXIX Moreno Veschi (segretario del PD spezzino) difendeva e diffondeva (non so se rispondendo a qualcuno, così mi è parso) la prassi secondo la quale non è opportuno ricorrere alle primarie in presenza di candidati provenienti da esperienze di primo mandato”.  
Blindando in tal modo i posti personalizzati del Comune (M. Federici) e della Provincia  (M: Fiasella) della Spezia, forse anche per scongiurare “il peccato originale della vecchia ex sinistra”, Veschi sostiene tuttavia che “non si tratta di tornare a modelli tradizionali ma di cambiare strada rispetto alla scorciatoia che ha avuto l’egemonia in Italia…”.

… 30 minuti dopo…

Ammetto la mia inadeguatezza ad elaborare una sintesi del Veschi pensiero”: mi pare che dica tutto e il contrario di tutto, negando di essere (con il suo partito) in pieno delirio di autoreferenzialità” ed auspicando un PD in grado di ascoltare i cittadini; affermando, mi pare, che il Partito debba prendersi la responsabilità delle decisioni mettendo a disposizione il suo più grande patrimonio: “le idee e l’energia del lavoratori, di cittadini…

Quello a lato è l’articolo e, siccome non voglio essere faziosa, vi prego leggetelo e se potete spiegatemi; aggiungo solo, rispetto all’ascolto e alle risposte, che noi di SpeziaPolis siamo tuttora in “credito” di un tot di risposte avanzate allo stesso Moreno Veschi e non solo (qui) e (qui).



Per chiudere in bellezza, stasera alle 18.00 in sala Dante l’On D’Alema (lo stesso D'Alema di cui avevamo scritto qui) inaugura la “Scuola di formazione politica del PD”. In questa persistente assenza di vento, impossibilitati a cambiare rotta, restiamo in trepidante attesa di conoscere i nomi dei prossimi relatori.

Referendum 12 e 13 Giugno: io vado a votare, passaparola

da il Fatto Quotidiano
"Negli ultimi 40 anni, delle 15 occasioni in cui serviva che il 50 per cento più uno degli italiani andasse a votare ci si è riusciti solo otto volte. 
L’ultimo referendum ad aver raggiunto il quorum risale al 1995. Poi più nulla. 
E in ballo c’erano questioni importanti: dalla legge elettorale alla procreazione assistita, dall’articolo 18 all’abolizione dei rimborsi elettorali per i partiti. 
Per questo i comitati promotori dei 4 quesiti al voto chiedono di cominciare l’operazione-passaparola, perché le persone da portare ai seggi sono tante: almeno 25 milioni 332 mila e 487. 
E stavolta c’è anche l’incognita del voto all’estero: sulle schede spedite ai consolati - che saranno distribuite a partire dal 9 giugno - c’è un quesito diverso da quello che voteremo in Italia. 
Il referendum sul nucleare, infatti, è stato riscritto alla luce della sentenza della Cassazione che ha interpretato (negativamente) la decisione del governo, che nel decreto Omnibus aveva provato a far credere di aver cambiato idea sulle nuove centrali. 
Venerdì, il ministro Maroni, a chi gli chiedeva come il Viminale avrebbe risolto la questione, ha risposto: “Qual è il problema?”. 
Berlusconi, per parte sua, ha già detto che il voto è inutile. Tanto vale andare al mare, come disse Craxi nel '91.
E infatti la gente al mare ci andò, ma dopo avere votato." (il Fatto Quotidiano)


Outlet: Il Sindaco di Brugnato non dice la verità…

…oppure è circondato da suggeritori tecnici profondamente ignoranti. In una intervista al Secolo XIX in contrasto con il ricorso al TAR dichiara testualmente:

1. il progetto di outlet non è in variante agli strumenti urbanistici vigenti

2. il progetto non costituisce un centro commerciale ma una galleria di negozi singoli (c.d. di vicinato dalla normativa sul commercio)

E’ così? NO!
Attenzione non sono io a scriverlo ma gli uffici della Regione Liguria che nel documento con il quale hanno deciso di non applicare la procedura di VIA (valutazione di impatto ambientale) scrivono testualmente:

Il PUO all’esame si pone in variante al PUC vigente per i seguenti aspetti:

· modifica ai limiti del distretto di trasformazione “B3/AP/T-Settore 1” e conseguentemente al perimetro del PUO, attraverso l’ampliamento dello stesso verso nord ed ovest a comprendere parte dell’ambito di conservazione “B1/A” ed una minima porzione del distretto di trasformazione “B3/AP-Settore 3” ai fini dell’individuazione e della realizzazione degli spazi a verde pubblico ed a parcheggio pubblico (vedi tavv. 12, 14);

· modifica ai limiti, prescritti dalla scheda normativa n. 18 (normativa di livello puntuale), della soglia volumetrica introdotta per ogni corpo di fabbrica, ed introduzione in suo luogo dei parametri di cui all’art. 74 delle norme di conformità e congruenza, applicabili nell’attuazione delle aree a destinazione produttiva poste a margine dell’area di intervento;

· riduzione dei parametri urbanistici previsti dalla scheda n 18 delle norme di conformità e congruenza inerenti la distanza dalle strade e dai fabbricati;

· potenziamento e riorganizzazione della viabilità per l’accesso all’area di intervento”.

Peraltro, a proposito di "non è una variante", sempre dal documento della Regione si ricava che il progetto richiede anche una modifica del Piano Territoriale Paesaggistico, infatti secondo tale documento: “L’intervento, così come prospettato, alla luce del particolare assetto planivolumetrico ed urbanistico definito dal P.U.O. in argomento, non risulta coerente con l’attuale disciplina paesistica e richiede, onde consentire la piena attuazione delle previsioni urbanistiche per l’area in questione, un aggiornamento della stessa da area soggetta a regime “IS-MO-B” a regime “IS-TR-ID”.”


Seconda affermazione del Sindaco l’outlet non è un centro commerciale ma una galleria di negozi di vicinato (negozi singoli per intenderci).

E’ così? NO!

Anche qui leggiamo la legge quadro sul commercio. Secondo tale disciplina nazionale per centri commerciali si devono intendere “…una media o una grande struttura di vendita nella quale più esercizi commerciali sono inseriti in una struttura a destinazione specifica e usufruiscono di infrastrutture comuni e spazi di servizio gestiti unitariamente. Ai fini del presente decreto per superficie di vendita di un centro commerciale si intende quella risultante dalla somma delle superfici di vendita degli esercizi al dettaglio in esso presenti”. Come si vede quindi non ci si riferisce ad un centro commerciale unico (es. Ipercoop, Conad etc.) ma anche ad una somma di superfici di vendita come appare essere il centro commerciale proposto a Brugnato. D’altronde se così non fosse non si capirebbe perché il progetto sia stato sottoposto a procedura di verifica per l’applicabilità della VIA. Procedura di verifica applicabile al caso in esame proprio perché trattasi di centro commerciale (ai sensi della legge quadro sul commercio) come si ricava dalla lettera b) punto 7 dell’allegato IV al dlgs 152/2006 (TU ambiente); a proposito la Regione Liguria per applicare la procedura di VIA ha utilizzato i vecchi allegati delle categorie di opere soggette a VIA che non trattano di centri commerciali e non sono più in vigore, ennesima castroneria giuridica di una Regione che su VIA e VAS è in clamoroso ritardo sul recepimento delle nuove normative comunitarie e nazionali.


Conclusione numero 1

Il Sindaco di Brugnato vuol fare l’outlet e alla Val di Vara questa ennesima porcata urbanistica piace, bene lo facciano ma almeno rispettino la legge e non raccontino sciocchezze giuridiche amministrative per giustificare la loro decisione

Conclusione numero 2

Il Sindaco di Brugnato sostiene, quasi piagnucolando, “le varianti per fare centri commerciali come quello di Santo Stefano e dell’area IP le hanno fatte gli altri Comuni…..Ma io mai ho contrastato le scelte dei vicini”. Come dire: ognuno padrone in casa sua e fanculo quello che succede da dopo i miei confini amministrativi.

P.S.

A proposito dove erano quelli che, ora per difendere l’outlet di Brugnato tirano fuori l’ipercoop dell’ex area IP , quando il sottoscritto da assessore del Comune di Spezia ne bloccava le concessioni edilizie per violazione della normativa sulle bonifiche? Beh è ovvio si facevano i cazzi loro nella Valle del Biologico e….. gli spezzini che si beccavano le puzze della finta bonifica dell’ex area IP per accelerare la realizzazione del nuovo Ipercoop? Cazzi loro…. “ognuno padrone in casa sua”....... merda che respira compresa! Viva la solidarietà territoriale , Viva la visione integrata e sostenibile dei territori!