martedì 31 maggio 2011

La vittoria di Giuliano Pisapia e la liberazione di Milano...


cittadini solari


...raccontata  dalla mia Amica Milanese.

"Ieri in Duomo è stato bellissimo, c'era una marea di gente, di tutte le generazioni e per lo più insolitamente gentili gli uni con gli altri... ci si chiedeva scusa per niente... giusto per dimostrare che questa 'cosa nuova', al momento ancora non chiaramente denominabile, ci rendeva tutti più disponibili gli uni con le altre... Dietro di me una signora diceva alle altre persone: "E adesso D'Alema dovrebbe transitare nel Terzo Polo, il suo posto naturale è lì... ... La mia amica è salita sul tram per venire in Duomo con la sciarpa arancione e altre persone con spillette e fiori di carta arancione, a lei sconosciute, l'hanno abbracciata forte per la gioia... 

Quando sono arrivata c'era la mia amica di infanzia di Desio (dove con nostra enorme sorpresa ha pure vinto il centro-sinistra), con cui abbiamo fatto tutte le esperienze di manifestazioni e scioperi e riflessioni politiche, che mi è corsa incontro stringendomi con le lacrime agli occhi... anch'io piangevo, non ci si poteva credere che fosse vero... quando poi hanno cantato Bella ciao e Milano liberata è stato fantastico...
C'era Tabacci in maniche di camicia bianca, accaldatissimo, appoggiato al pulmino di Pisapia in mezzo alla gente, tutto felice e con quel suo sguardo intelligente e determinato...

Io poi continuavo a pensare al pomeriggio e sera di venerdì scorso in Duomo, alla chiusura della campagna elettorale, quando eravamo tutti fradici e intirizziti con gli ombrelli arancioni aperti sotto la grandine - che poi Pisapia ha detto avere avuto il ruolo di spazzare via tutte le brutture di questi venti anni - e poi, all'improvviso, un raggio di sole meraviglioso ha illuminato il Duomo e la facciata di Palazzo Reale - mentre ancora pioveva a catinelle - e compariva l'arcobaleno a congiungere il Duomo stesso con Palazzo Reale... non so se esiste il destino o qualcos'altro... ma io, dentro di me, conservo quell'immagine preziosa e quasi incredibile che mi si sovrappone in continuazione al ricordo di quando sono andata a Lourdes e ho respirato un'energia incredibile, sicuramente di tutte le speranze e le attese e le preghiere delle migliaia di persone lì presenti..., o ancora di quando andai con Daniela, la nostra eroica blogger..., in Terra del fuoco e in particoalre a Ushuaia, la città en fin du mundo..., continuamente percorsa da instancabili velisti/e in attesa che arrivassero le barche - non si sapeva quando - a portarli a doppiare Capo Horn, dove si percepiva un'energia incredibile, con tutte le attese, le speranze, i sogni di queste persone...

...io fantasticavo che una tale energia di migliaia di persone radunate in piazza Duomo con buone intenzioni e con la seria determinazione a impedire il prosieguo all'infinito di questo regime corrotto e imbroglione, disponibile a sostenere serie politiche di accoglienza e di inclusione, avesse portato a far scaturire quel meraviglioso, e raro, arcobaleno...

Certo ora siamo tutti molto felici ma anche preoccupati, un po' per i referendum - noi poi a Milano ne abbiamo vari in più... - e un po' perché speriamo che Giuliano riesca a mediare le inevitabili richieste dei partiti senza snaturare il senso e la metodologia che ha portato alla vittoria, e cioè una attivazione della cittadinanza attiva, indipendente dai partiti... ieri al bar, mentre mangiavamo un panino con colleghi di amici, che non conoscevo, sentivo dovunque un po' gli stessi discorsi..."ma se c'era Boeri di sicuro non sarebbe andata così..., noi non avremmo votato ad esempio...".   
  
Ma io non sono per niente sicura che il Pd, ma anche altri partiti, accettino veramente di lasciarsi toccare dalla novità politica... sono forse troppo radicati nella vecchia mentalità comunista totalitaria e autoritaria, che - in ciò - in nulla differisce dai regimi totalitari della destra, come è stato ampiamente dimostrato storicamente, anche se è molto doloroso, anche per me, dover accettare questa cosa...


Con alcune amiche commentavo l'altro giorno che certo Pisapia non è molto carismatico, anche se devo dire che la vittoria lo ha rinforzato, ma che in fondo questo non è stato negativo, perché una leadership non particolarmente carismatica ha consentito che emergesse il potere della membership... come ci insegnano gli straordinari studi della Tavistock sul ruolo delle emozioni nelle organizzazioni...

Chissà, vedremo... ora vediamo un po' se riusciamo a raggiungere il quorum con i referendum... 
Un saluto ai liguri e un bacio a Daniela, M e F...

Pisapia – de Magistris: vittoria del centrosinistra?


Da una breve telefonata alla mia Amica Milanese (AM), di nuovo in marcia verso la piazza, ieri pomeriggio:

“ IO - Sono troppo contenta, anche per Napoli. Pensa che lì il deus ex machina del PD, dopo i brogli alle primarie è stato Andrea Orlando, deputato PD eletto alla Spezia. Dopo le primarie napoletane mi ha detto, ironico, tu voteresti senz’altro De Magistris: certo che sì, peccato che non l’abbia fatto il PD da subito.”
“AM - Guarda io non ho parole, avremo tempo per parlarne a lungo, è stata un’esperienza incredibile… Pisapia sembra molto competente…”
“IO – anche da qui pare così… inoltre ho la sensazione che abbia anche l’umiltà necessaria e sufficiente a fargli vedere i suoi limiti e a compensarli coinvolgendo persone preparate, senza avere paura. Era evidente che avrebbero vinto loro, non capisco come possa il PD non capire cose che a noi paiono così evidenti e su cui poi i fatti ci danno ragione”.

… Poi, un'idea provvisoria sulla quale concordiamo: “Quelli del PD non possono essere così “tonti” da non saper vedere e interpretare il cambiamento; quelli del PD "vedono" benissimo il cambiamento ma lo ostacolano deliberatamente: troppe finestre aperte potrebbero generare una corrente così forte da spazzarli via.

Oggi si fa festa, più avanti mi farò raccontare questa “storia milanese vista da vicino” e approfondiremo. 


Al momento, sono d’accordo con Tabacci e in parte con Vendola, non con Ezio Mauro e Caldoro e secondo me: 
  • non è stato un voto di “protesta” ma “uno straordinario evento politico, una grande prova di disobbedienza civile, morale, di popolo”; 
  • non ha vinto il centrosinistra che infatti, nonostante i “pronostici” di Bersani, dichiara ancora di aver perso le primarie con Pisapia; Il PD ha sostenuto tardivamente sia Pisapia sia De Magistris: SEL ha sostenuto tardivamente De Magistris il quale non è soggetto completamente ascrivibile a IDV;
  • la vittoria di Pisapia e De Magistris non è la vittoria di IDV, SEL e PD: avrei votato entrambi i candidati ma, alle condizioni attuali, a livello locale non voterei né IDV e SEL nè il PD e, quasi sempre, la valutazione del livello locale condiziona fortemente il mio voto alle elezioni politiche nazionali.
 

Ritengo che abbia vinto la credibilità e la competenza dei candidati, l’originalità e la libertà della loro proposta; ancorché in qualche modo riferibili ai partiti e da questi (poi) sostenuti, De Magistris e Pisapia sono stati percepiti e sono “altro” dai partiti di riferimento; sono “di più” dei loro partiti e in questo “di più” c’è stato il voto di chiunque volesse un cambiamento.

Come dire, tanta roba! Apriamo le finestre.




Variamente, dai giornali (la Repubblica e il SecoloXIX) di stamani:

 “A dieci metri di distanza, Michele Serra sfotte un cinquantenne barbuto di area piddina: «mi raccomando, adesso di’ al tuo amico D’Alema di non rompere i c.»

“…de Magistris come candidato si è fatto strada attraverso forti diffidenze e resistenze di apparato…”

«Massimo D’Alema, col quale sono in grande amicizia, mi chiese di proporre a De Magistris l’apparentamento con il Pd, ma io rifiutai. Massimo comprese la mia obiezione e, in una intervista al Mattino, dichiarò che il Pd doveva appoggiare il candidato dell’Idv senza se e senza ma». (Vincenzo Siniscalchi, PD)

“La svolta nasce nelle città che scelgono i sindaci di centrosinistra e bocciano la destra…” (Ezio Mauro)

«Non ho mai votato a sinistra, ma mai come in questo periodo mi sono sentito così poco rappresentato dal Pdl. Occorreva agire e fare. Non vociare e denigrare” (elettore di Pisapia)

“Ricordo le risatine quando tre mesi fa pronosticai che Giuliano Pisapia avrebbe vinto facile a Milano. Com’è finita?” (Bersani)

È stata una vittoria di sinistra? «È stata, prima ancora che uno straordinario evento politico, una grande prova di disubbidienza civile, morale, di popolo. A Milano come a Napoli. Un terremoto ».
«Il peso di un partito si misura sulla base delle percentuali, ma non solo. Il risultato a Napoli ottenuto dall’Idv con De Magistris basta quasi da solo a determinare un’influenza politica generale.
È un ragionamento che, al di là del nostro soddisfacente esito elettorale, vale anche per Sel. Per me, come ho detto fin dal primo momento, non si trattava di riaprire un partito ma di riaprire la partita». (Nichi Vendola)

“Il voto (a Milano) spazza la cricca del cemento”

Il governatore della Campania Caldoro (Pdl): “Ha vinto la protesta, ma è un segnale da cogliere”.

“Nonostante il PD avesse perso le primarie  a Milano…” (Serracchiani a La7)

“Questa non è una vittoria della sinistra…” (Bruno Tabacci)

lunedì 30 maggio 2011

Comuni virtuosi: lettera aperta al coordinatore Marco Boschini

Poichè il link (2008/2009) presente più sotto, che dava conto della situazione dei rifiuti nel Comune di Vezzano Ligure in quegli anni è stato improvvisamente rimosso, potete trovare il contenuto qui e scaricarvelo comodamente.  Trattandosi di un link ad un sito del PD, la vicenda si commenta da sè e spiega anche l'impossibilità per tanti cittadini di votare PD (commento aggiunto 31/5 ore 15.49).
Link nuovamente attivo alle 16.12: forse una coincidenza. 


Recentemente l’Associazione dei comuni virtuosi ha lanciato la quinta edizione del Premio nazionale dei Comuni a 5 Stelle  rivolto a “tutti gli enti locali che abbiano avviato politiche (azioni, iniziative, progetti caratterizzati da concretezza ed una verificabile diminuzione dell’impronta ecologica) di sensibilizzazione e di sostegno alle “buone pratiche locali”.   

Tra i Comuni che nel 2005 a Vezzano Ligure hanno costituito questa associazione (ad oggi conta circa 50 iscritti) ci sono Monsano, di cui ho avuto modo di scrivere qui, e Vezzano Ligure di cui scrivo dal 2009 su questo stesso blog.

Il 19 Maggio u.s., l’Associazione dei Comuni virtuosi ha espulso il Comune di Vezzano Ligure inviando al suo Sindaco, e pubblicando, questa lettera.

Se nella lettura, anche nel prosieguo, si attivano tutti i link proposti si può avere un’idea abbastanza precisa e  oggettiva della situazione. La mia è la seguente:

Bene ha fatto il direttivo, al fine di difendere la credibilità dell’Associazione, ad espellere il Comune di Vezzano Ligure; vero che il Comune di Vezzano Ligure, sulla "spinta emotiva della giunta guidata dall’ex sindaco Giannarelli", abbia condiviso “con le altre tre amministrazioni comunali l’avvio di un’esperienza esaltante di scambio di progettualità”; discutibile che abbia condiviso la “buona gestione della “cosa pubblica”.

L’ex sindaco Giannarelli, negli anni dal 2000 al 2009, ha potuto usufruire di diversi finanziamenti di cui sono state destinatarie le pubbliche amministrazioni (liguri) volti a favorire la realizzazione di “progetti sperimentali”: potenziamento della raccolta differenziata, realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, implementazione di Sistemi di Gestione Ambientale certificati ISO14001 o registrati EMAS; essendo persona molto determinata ha saputo mettere in campo ogni risorsa disponibile che potesse, anche, gratificare le proprie ambizioni personali e professionali. Purtroppo, nessuna delle sperimentazioni si è poi tradotta in prassi e negli ultimi anni del suo mandato, venuti a mancare i fondi, anche le sperimentazioni hanno segnato il passo.   

Per onestà intellettuale e conoscenza diretta e documentata della situazione, occorre dire che il nuovo Sindaco non può aver fatto tabula rasa di “un modello da seguire e un esempio da replicare in altre zone d’Italia, a partire dai Comuni soci” in poco più di un anno. Sicuramente all’attuale amministrazione può essere imputato il torto di non aver “partecipato attivamente alle attività del coordinamento e della rete, portando idee e proposte e presenziando a tutti gli appuntamenti istituzionali previsti dallo Statuto (assemblee, riunioni, ecc.)” attitudine che non è nelle corde di nessuno dei componenti la nuova amministrazione.

Dal punto di vista della “buona gestione della cosa pubblica”, intesa come attenzione alla sostenibilità ambientale, e considerando la mutata situazione economica, è dimostrabile che la nuova amministrazione non ci fa rimpiangere la vecchia; due sono le ragioni, a mio avviso, per le quali si sarebbe dovuto espellere il Comune di Vezzano Ligure già da tempo:

1) non è mai avvenuto il passaggio dalla sperimentazione alla prassi, essendosi fermati alla propaganda, senza alcun coinvolgimento reale dei cittadini:  sfido chiunque a verificare quanti siano i cittadini che sanno di risiedere in un comune “virtuoso” e registrato EMAS, con tutto ciò che ne consegue in termini di consapevolezza, cultura e attitudine ambientale. Nonostante la sperimentazione della raccolta porta a porta nel borgo storico, il territorio del comune è sempre stato interessato dal fenomeno dei rifiuti abbandonati, con una risibile % di raccolta differenziata (vedere qui 2008/2009); nonostante la costruzione del refettorio scolastico in bioedilizia, la situazione delle scuole del comune al termine del mandato della Giannarelli era quella descritta qui e qui.  

2) il vuoto pneumatico, in termini di politiche e pratiche finalizzate alla conservazione dell’integrità del territorio, che ha sempre fatto da sostegno alle due o tre operazioni di propaganda più o meno elettorale, più o meno personalistica. A sostegno di ciò, porto le innumerevoli recenti iniziative provinciali (dal 2010) in tema di sostenibilità ambientale, con particolare riferimento all’efficienza energetica. L’ex sindaco Giannarelli, finito il suo secondo mandato, è tornata a lavorare in Provincia dove ha avviato nuovamente esperienze esaltanti di "scambio di progettualità”.
 
L'atteggiamento comunicativo del sindaco Abruzzo denota sciatteria e inadeguatezza culturale; l’ex sindaco Giannarelli, al contrario, sapeva molto ben gestire la comunicazione e non sarebbe mai incorsa in un simile passo falso. In entrambi i casi, tuttavia, l’esito è ed è stato disastroso (vedere Dichiarazione Ambientale EMAS pubblicata sul sito del Comune di Vezzano Ligure, in fase di auspicabile rinnovo con buona pace della credibilità del Comitato Ecolabel Ecoaudit).
 
Decida dunque l’Associazione dei Comuni virtuosi se vuole promuovere la “retorica della sostenibilità” o verificare, sempre, l’effettiva ricaduta dei progetti e il contesto in cui i medesimi sono promossi; oltre naturalmente, come previsto dal bando che regola la nuova edizione del Premio, che siano “progetti caratterizzati da concretezza ed una verificabile diminuzione dell’impronta ecologica”

Cordialmente,
daniela patrucco

venerdì 27 maggio 2011

Nuova autorizzazione centrale enel: ma la salute degli spezzini chi la tutela?

Da tempo abbiamo posto la questione del parere sanitario che il Comune della Spezia deve rilasciare all’interno della nuova autorizzazione integrata ambientale (di seguito AIA).

Si tratta di una normativa molto innovativa che impone, agli impianti a rilevanti emissioni inquinanti, importanti vincoli procedurali, informativi, di emissione e di tecnologie disinquinanti .

Sui ritardi inaccettabili dell’adeguamento della centrale Enel a questa AIA abbiamo scritto qui, e qui.

La novità, se così si può definire come vedremo, è che l’assessore all’Ambiente del Comune ha consegnato ieri alle associazioni ambientaliste il documento elaborato dall’Istituto Superiore di Sanità propedeutico al rilascio del Parere sanitario da parte del Comune.

Intanto un elemento temporale, questo documento è datato all’estate del 2010, quindi è trascorso quasi 1 anno senza che l’Amministrazione Comunale si sia posta il problema di renderlo pubblico integralmente o almeno in una sintesi non tecnica.

Nel frattempo come avevo illustrato qui l’Enel ha ottenuto una ennesima proroga al rilascio della AIA e ancor più recentemente ha presentato (marzo 2011) una documentazione integrativa come richiesto dalla Commissione Ministeriale che segue l’istruttoria tecnica della AIA

Questa documentazione integrativa risponde alle richieste della Commissione Ministeriale che riguardavano ad esempio:

  1. I dati per inquadrare lo stato di qualità ambientale dell’area interessata dalla centrale sia con riferimento allo stato attuale, sia per gli interventi di adeguamento ai piani settoriali regionali in materia di tutela della qualità dell’aria e tutela delle acque
  2. I dati su emissioni nell’atmosfera e nell’acqua (leggi golfo della Spezia), in quanto erano datati al 2005 e dovevano essere aggiornati
  3. I dati aggiornati sulle tipologie di Migliori tecnologie disponibili applicabili alla centrale
  4. Il piano di monitoraggio e controllo delle emissioni generali della centrale, in quanto non adeguato ai protocolli predisposti da ISPRA

Ovviamente nel documento vecchio di 1 anno, e presentato solo ora da parte del Comune, non c’è alcuna valutazione sulla nuova documentazione presentata da Enel. Questo nonostante l’avvio (ieri) della istruttoria davanti alla Commissione ministeriale che a termine di legge nel giro di poche settimane potrebbe concludere l’iter propedeutico al rilascio della AIA da parte del Ministero dell’Ambiente.

E’ chiaro che questo approccio confuso ed incerto da parte dell’Amministrazione Comunale rende poco credibili le dichiarazioni dell’Assessore all’Ambiente del Comune di Spezia sulla trasparenza del percorso che porterà al rilascio del parere comunale e dell’AIA ministeriale.

Ma al di la di questi aspetti, diciamo di principio, vediamo il merito del documento elaborato dall’Istituto Superiore di Sanità. Il fine di questo documento, essendo propedeutico al rilascio di un parere comunale ai sensi del TU leggi sanitarie (articoli 216 e 217) dovrebbe essere quello di dimostrare la accettabilità sanitaria della presenza di una industria insalubre, in questo caso la centrale enel, in zona abitata. Quindi il parere con prescrizioni del Sindaco deve essere finalizzato a stabilire l’effettiva pericolosità della centrale per la salute e l’incolumità pubblica nel contesto urbanistico, il che comporta come minimo:

  1. una valutazione della rilevanza sanitaria delle emissioni dell’impianto
  2. una valutazione dello stato sanitario della popolazione interessata
  3. una valutazione della evoluzione del contesto urbanistico interessato dall’impianto
  4. una valutazione dei rischi di incidenti rilevanti dall’impianto

Vi riporto un esempio concreto di parere sanitario comunale a fini del rilascio di un AIA.

Ora un approccio come quello sopra descritto è totalmente assente dal documento dell'Istituto Superiore di Sanità, che si limita ad analizzare lo stato impiantistico sollevando alcune questioni già note:

  1. l’eccessivo uso del gruppo a carbone della centrale rispetto a quelli, meno inquinanti, che usano gas
  2. la mancanza di dati alle emissioni aggiornati
  3. il problema della gestione degli avvii dei gruppi con relative problematiche di emissioni
  4. il problema del trasporto del carbone e della gestione dei carbonili
  5. limiti di emissione applicati alla centrale non in linea con quelli di altre centrali simili italiane e non

Il documento conclude con le seguenti proposte:

  1. la richiesta di applicazione di tecnologie disinquinanti più aggiornate, peraltro già note dalla pubblicistica e dai documenti della UE (recepiti dall’Italia);
  2. la richiesta di adeguamento alla nuova normativa in materia di qualità dell’aria (immissioni) e di emissioni da impianti industriali, anche qui nulla di nuovo;
  3. l’introduzione di filtri diversi per captare le polveri fini emesse dal gruppo a carbone ( questi filtri, definiti a manica, il movimento ambientalista li chiede dagli anni 80, come dire meglio tardi che mai!)
  4. la necessità di misurare anche le polveri più fini (quelli sotto i 2,5 milionesimi di metro di diametro). Grazie sapevano anche questo e la UE ha stabilito modalità di rilevamento dal 2004.

Insomma questo documento, comunque datato rispetto alla attuale fase della istruttoria per il rilascio della AIA come abbiamo visto sopra, ci sembra con tutto il rispetto per l’Istituto Superiore Sanità non solo poco completo ma comunque poco adatto a rilasciare un parere che miri ad imporre prescrizioni precise e puntuali fino alla rimessa in discussione radicale della attuale struttura impiantistica della centrale, perchè per poter fare questo occorreva scendere sul terreno, nel caso in esame, di competenza del Comune cioè quello sanitario.

A nostro modesto avviso visto il rilievo della occasione, la nuova autorizzazione dell’impianto industriale tra i più inquinanti se non il più inquinante del nostro territorio, occorreva utilizzare il potere comunale per elaborare una Valutazione di Impatto sulla Salute (Concorrente) come indicato ad esempio dal Manuale dell' Istituto per la Salute Pubblica dell'Irlanda. Secondo questo manuale la VIS Concorrente avviene mentre la politica, il programma o il progetto sono in fase di attuazione o revisione come il caso della centrale della Spezia.

C’era il tempo per svolgere una attività di questo tipo? Direi proprio di si visto che un incarico di consulenza all’Istituto Superiore di Sanità è stato deliberato in data 23/2/2009 e si è concluso il 7/2/2010 quindi oltre 1 anno fa. C’è il tempo per farlo ora? Se le cose restano come sono ora non credo purtroppo! Dal momento che è partita (ieri) l’istruttoria ufficiale della Commissione potrebbero passare non molte settimane prima del rilascio dell’AIA alla centrale.

Ma per una volta non voglio chiudere solo con una polemica un mio post ma con un suggerimento all’Amministrazione Comunale. Perché l’Amministrazione con il supporto tecnico dei consulenti dell’Istituto Superiore di Sanità non prova a chiedere alla Commissione una proroga della istruttoria per l’AIA al fine di utilizzare i mesi estivi per elaborare questa Valutazione di Impatto Sanitario? Forse i tempi sono stretti ma non è impossibile comunque fare un buon lavoro se il gruppo che svolge la VIS si apre all’esterno e utilizza la collaborazione anche delle competenze locali a cominciare dall’Ordine dei Medici e non solo. Certo su tutto c'è la spada di damocle della sentenza della Corte di Giustizia come abbiamo spiegato qui, ma in questo caso si potrebbe motivare la proroga per ragioni di tutela della salute e non di ritardi burocratici dello stato italiano a favore degli inquinatori!

Vedremo se una volta tanto l’Amministrazione Comunale seguirà un nostro consiglio……. sono aperte scommesse da parte dei nostri pazienti lettori.


Addio a Giovanni Giudici

"Martedì notte, a 87 anni, Giovanni Giudici si è spento all’ospedale di La Spezia, dove era ricoverato da qualche giorno. 

Tra i maggiori poeti del secondo Novecento, la sua poesia è stata un continuo e ininterrotto mettere in versi la vita. Giudici, ha sempre rivolto l’attenzione a quegli aspetti minimi, quotidiani e comuni della vita, traducendoli poi in versi." Caffè News

 UN MIO RICORDO DI GIOVANNI GIUDICI
(Sandra Allori)

Non mi è stato possibile  essere presente  ai funerali di Giovanni Giudici  ma  vorrei in qualche modo ricordarlo.

Ho avuto la fortuna e l'onore, in quanto amica di famiglia, di conoscerlo, parlargli, ascoltarlo; quando  negli ultimi anni lo incontravo alle Grazie  e notavo la sua bella, profonda mente sempre  più lontana  e il suo corpo sempre più  dipendente dagli altri provavo una grande tristezza e tenerezza. Eppure, l'ultima volta è accaduto a Pasqua, bastava citargli una poesia, ricordargli un verso e i suoi occhi anche se per poco, riuscivano a trovare la luminosità e il sorriso di un tempo.

Ecco, i suoi occhi... Dalla prima volta che lo conobbi, ho sempre ritrovato nei suoi occhi   quell'espressione, propria dei poeti, che il Pascoli definiva del "fanciullino", e non legata all'età anagrafica. E Giovanni aveva "quello" sguardo, anche da vecchio, anche quando non riusciva più a esprimersi con i suoi bei versi.

Ricordo, tra tante cose, il suo forte legame con il territorio spezzino; pur avendo vissuto tanti anni a Roma e poi a Milano era tornato in Liguria: prima alla Serra e poi alle Grazie, lì dove era nato, lì dove custodiva i pochi ,vaghi  ma struggenti ricordi di sua madre.

Quando anni fa andai a trovarlo nella casa dove ha abitato gli ultimi anni, mi disse che aveva comprato la dimora definitiva: non si riferiva però a quel luminoso appartamento  delle Grazie, ma, come mi spiegò, alla tomba del cimitero dello stesso paese, vicino alla madre, come per chiudere il cerchio della sua vita.

E oggi, che non c'è più, mi piace ricordare  la strofa finale  di una sua bella, struggente poesia :

" Inoltre metti in versi che morire
è possibile più che nascere
e in ogni caso l'essere è più del dire".

Mi sembra che in queste pochi versi ci sia la profondità del suo pensiero, il senso di lucida malinconia  e, in sintesi , la filosofia del suo vivere.

giovedì 26 maggio 2011

sabato 21 maggio 2011

Chiesa e partito democratico: basta con la messa in latino

Sono solita fare paralleli tra fatti e situazioni che, pur molto lontani tra loro per dimensione/spazio/tempo, spesso presentano analogie utili come chiave di lettura di dinamiche che si ripetono. L’ultimo, qui, qui e qui, con oggetto la Chiesa e il Partito Democratico riguardava:

1) l’incapacità di avviare una riflessione critica:  della chiesa rispetto al dramma della pedofilia (ultimo caso, Sestri Ponente) e della classe dirigente del PD rispetto ai frequenti casi di corruzione che riguardano suoi amministratori locali;
2) la tendenza al comportamento omertoso:  sia i “fedeli”, sia la “base” tendono a giustificare, quando non decisamente a coprire, certo non a denunciare, le mancanze più o meno gravi dei loro riferimenti politici o religiosi;
3) il rifiuto della trasparenza e della condivisione: quand’anche dovessero riuscire a superare le difficoltà di cui ai due punti precedenti, sia la “classe dirigente” sia la “base” delle due “organizzazioni” non riesce a condividere in un processo trasparente con i “cittadini” l’analisi dei problemi e la ricerca delle soluzioni.

Per sgombrare subito il campo dai "ma" di coloro che sostengono “sei fuori dalla chiesa, sei fuori dal PD, abiti in un altro luogo, non ti riguarda”, voglio scrivere forte e chiaro  che in virtù del mio status di “cittadina”, non credente e non residente,  sono mio malgrado coinvolta da comportamenti illegali, omertosi, opachi, che mi danneggiano e di cui pago le conseguenze, a seconda dei casi:

-  economicamente: quando non direttamente, partecipo in qualche modo a compensare il danno erariale derivante da comportamenti illegali  o di cattiva amministrazione;
-  culturalmente: il persistere di atteggiamenti inadeguati ad una società moderna, diciamo di cultura europea, contribuisce alla costruzione di una società a cui sento di non appartenere ma che condiziona fortemente la mia vita e il mio benessere;
-   fisicamente: un pedofilo coperto dall’omertà rappresenta una minaccia per la mia famiglia e per la comunità di cui faccio parte, non necessariamente residente in uno stesso luogo; così come una pessima gestione degli aspetti ambientali insiti nelle azioni di governo dei territori rappresenta una minaccia alla mia salute.

Detto questo continuo con il mio esercizio per aggiungere elementi all'analisi che voglio condividere, anche facendo astrazione dei singoli esempi portati a supporto. 

Sull’edizione di Genova de la Repubblica di ieri erano presenti due articoli che invito a leggere integralmente: 

- uno di R. Paita (la donna del PD da me invocata (?) che tuttavia pare affetta da quel celodurismo che nell’immaginario collettivo è tipicamente leghista ma che invece, forse, è necessario per la gran parte delle donne che vogliono fare politica).  

Nel suo bel pezzo di retorica con cui dimostra di essere pronta per Roma, la Paita cita Savona dove il PD ha vinto "nonostante le vicende giudiziarie”; ma non cita i comuni della provincia della Spezia (che la elegge) dove il PD ha perso "in considerazione delle vicende giudiziarie”  + vedere precedenti punti 1-2-3, oltre che per non essere stato in grado di contrastare la Lega.  La ricetta della Paita?  “…riannodare il rapporto fiduciario tra elettorato e centro sinistra al Nord…” “...un grande cantiere di lavoro che dal Nord coinvolga le energie di tutti quelli che hanno dimostrato di saper rilanciare il centro sinistra. Sono i Sindaci e i Presidenti delle Provincie che lavorano a livello locale, sono i Presidenti del centro sinistra alla guida delle Regioni del Nord e del Centro Italia, come Burlando, Errani, Rossi. Questa è la classe dirigente che può segnare la svolta e lanciare la vera sfida alla Lega che non ha convinto né presentandosi organicamente al Pdl, né in autonomia…” a dire che il mondo visto dalla politica, quindi dall'alto, finisce con il livello degli amministratori (del PD)... per "vedere" i cittadini ci vogliono altre lenti.

- l’altro articolo, era di Don Paolo Farinella. Secondo me Don Paolo Farinella sarebbe in grado di risolvere il mio gioco correttamente ed entro i 5 minuti.

Scrive Don Paolo, a proposito della dichiarazione del Cardinal Bagnasco (secondo la quale nulla faceva prevedere quanto successo”) ...Mi dispiace dovere ancora una volta dissentire da codesto modo di sminuire la gravità e anche le responsabilità del sistema clericale che recluta preti a costi di saldi, purché garantiscano obbedienza esteriore, rinunciando a pensare con la testa, e uomini funzionali alla struttura, anche se immaturi, inadatti e potenziali bombe a orologeria perché affettivamente incompleti e infantili. La domanda è: qual è la causa che produce simili mostri che a loro volta sono persone malate da curare in tempo e non dopo 17 anni? La stessa gerarchia cattolica che ora si scandalizza e cerca disperatamente  di correre ai ripari sforzandosi di coprire vergogne secolari con foglie di fico sgualcite, ha taciuto ed è stata inerte, nascondendo la testa sotto la sabbia, non credendo possibile che la realtà fosse così tragica, raggiungendo profondità carsiche. Essa si è nascosta dietro il paravento di una pseudo-spiritualità inconsistente…"

e continua:

“Di fronte a un clero decaduto, stremato, confuso, malato, perduto, annaspante e senza risorse, il papa attuale non sa offrire altro che il rimedio della Messa in latino, cioè un rito di cinque secoli fa e una lingua che gli stessi preti non capiscono più. E' veramente il segno della desolazione e dell'incapacità della gerarchia di cogliere i segni dei tempi e di leggere la realtà così come è. E' arrivato il tempo per il cardinale Bagnasco di prendere atto del fallimento educativo della Chiesa e di interrogarsi sul modo di reclutamento dei preti, di mettere in discussione il celibato obbligatorio come condizione previa e di ripensare il ruolo del prete nel contesto di una comunità reale e non al di fuori e sopra di essa.”

Don Paolo Farinella osserva, vede, riflette, dissente, condivide, comunica; R. Paita dice la messa in latino

Certo, Don Farinella è una mosca bianca e infatti sempre ieri il fatto Quotidiano dava conto dell’attacco di Avvenire a Merlo per un suo articolo su la Repubblica.

Certo, Don Farinella non deve sponsorizzare se stesso, può evitare di fare calcoli di convenienza. Invece il PD: Tra de Magistris e Pasquino è nato un legame e una simpatia veri,  confermano nei due staff. Numerosi incontri riservati tra i due, l’ultimo è di due sere fa in un ufficio defilato a Posillipo. De Magistris ha incontrato a lungo anche il commissario Pd Andrea Orlando e non nasconde che potrà inserire in giunta «figure nuove che hanno votato per Pasquino o per Morcone». Il centrosinistra, pur senza alcun apparentamento formale, potrebbe ricompattarsi sull’europarlamentare? Resta, tuttavia, quel calcolo che raffredda gli slanci meno nobili: nel caso di vittoria di de Magistris, il Pd otterrebbe solo 4 consiglieri, la metà di quelli che entrerebbero in aula se diventasse sindaco Lettieri. (la Repubblica).

Il PD, ovviamente, appoggerà De Magistris sacrificando 4 poltrone. Purtroppo, fuori tempo massimo.

Ai cittadini è dedicata la vignetta di Altan.

mercoledì 18 maggio 2011

Un giochino per staccare un po'...

... dai partiti, dalla chiesa, dalle loro e dalle nostre convinzioni.

 
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Ciascuna delle figure rappresentate sopra è composta di 9 punti che dovete provare ad unire con quattro segmenti senza sollevare la matita dal foglio; dove finisce un segmento deve iniziare l'altro. 
Il gioco dovrebbe essere svolto in 5 minuti e prevede che si inviino i tentativi messi in atto prima della sua (eventuale) soluzione.

Chi vuole usare il modulo dei commenti può disegnare con "_" e "\" "/" "|", chi preferisce può mandare una mail a info@speziapolis.org
 
La soluzione sarà disponibile quando saranno arrivate  un po' di soluzioni o tentativi di... 

La legge Toscana sulla partecipazione

Quello della partecipazione è un tema molto dibattuto su SpeziaPolis: implicitamente, per denunciarne l'assenza anche quando evocata in maniera retorica se non abusiva; esplicitamente in tutti i casi in cui i c.d. processi partecipativi sono sviliti o ignorati anche dove previsti da specifiche norme.

Della Legge sulla Partecipazione in vigore in Toscana abbiamo avuto modo di trattare qui,   qui e, spesso anche citandola come "buona pratica", in tutte le occasioni in cui abbiamo ragionato in varia forma di pianificazione territoriale.

Poichè evidentemente tutto è perfettibile, esponenti e studiosi di spicco della "cultura della partecipazione" hanno sottoscritto un appello teso a dare piena applicazione a detta Legge, anche per consentirne una reale valutazione in vista della sua scadenza ed eventuale riproposizione. 
Il testo dell'appello:



PER IL DIBATTITO PUBBLICO SULLE GRANDI OPERE.

UN APPELLO ALLA SOCIETA’ E ALLA POLITICA TOSCANA PER DARE PIENA
ATTUAZIONE ALLE DISPOSIZIONI DELLA LEGGE SULLA PARTECIPAZIONE.

La Toscana può e deve rivendicare, con orgoglio, di essere oggi una delle regioni che si pone sulla frontiera più avanzata dell’innovazione democratica, con esperienze che, per il loro numero e la loro qualità, hanno pochi altri esempi anche in campo internazionale. La legge regionale sulla partecipazione, n.69 del 2007, e le altre normative regionali che prevedono procedure partecipative, rappresentano un patrimonio da valorizzare e sviluppare. Dall’autunno 2008, quando si è avviata l’applicazione della legge, si sono svolti circa 80 processi partecipativi sostenuti dalla legge regionale; e ad essi vanno aggiunti molti altri processi promossi autonomamente, con proprie risorse, dai Comuni (in particolare, nell’ambito dei processi di governo del territorio). Insomma, il termine “laboratorio”, a volte abusato, si addice perfettamente all’esperienza toscana, come dimostra peraltro la crescente attenzione che ad essa viene rivolta in campo nazionale e internazionale e nella comunità accademica: una storia di “successo” e di “buona pratica”, a cui purtroppo non tutto il mondo politico e istituzionale regionale, e lo stesso sistema dei mass media, ha dedicato finora un’adeguata attenzione.

Questa vicenda, oggi, è giunta comunque ad un passaggio cruciale: la stessa legge 69, con una scelta coraggiosa e innovativa, ha previsto una clausola di “auto-dissolvenza”, ossia la legge stessa cesserà di operare nel dicembre 2012, se non viene approvata nuovamente. E la legge stessa prevede che si apra una fase di valutazione sugli effetti che essa ha avuto e sulle modifiche che è opportuno introdurre. Questo lavoro è stato già positivamente avviato, sotto l’impulso dell’Assessorato regionale alle riforme istituzionali e alla partecipazione, e potrà trovare nei prossimi mesi ulteriori momenti di confronto e di dibattito, coinvolgendo in primo luogo gli enti pubblici territoriali e le associazioni che hanno sperimentato l’attuazione della legge.

La legge 69 ha certamente bisogno di una “manutenzione ordinaria”, in alcuni suoi meccanismi, o anche di modifiche più incisive; ma ha anche bisogno, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, di essere pienamente applicata, anche per quanto riguarda quei dispositivi, come il Dibattito Pubblico Regionale, che fino ad oggi non sono stati ancora sperimentati. Ve ne sono oggi le condizioni e si presenta anche un’occasione precisa: la recente approvazione della Variante al Piano di Indirizzo Territoriale, relativa al Parco della Piana fiorentina e alle ipotesi di qualificazione dell’aeroporto, prevede esplicitamente che “ai fini dell’esame dei progetti aventi ad oggetto la qualificazione dell’aeroporto di Firenze-Peretola sono assicurati la promozione e l’espletamento delle forme più idonee di partecipazione della cittadinanza alla discussione pubblica in ordine ai presupposti, ai contenuti progettuali, ai criteri ed alle modalità della loro valutazione”. Senza entrare nel merito della questione, riteniamo che un Dibattito Pubblico, opportunamente adattato al caso e alle questioni in discussione, possa essere la modalità più opportuna per individuare una soluzione condivisa ed efficace per questo importante snodo problematico delle politiche infrastrutturali della Toscana.

Come oramai è dimostrato da innumerevoli esperienze, non è la partecipazione a rallentare o impedire tempestive decisioni: al contrario, come tutte le vicende più complesse registrate in Toscana in questi anni dimostrano, è la partecipazione che le può sbloccare, visto che, quasi sempre è proprio l’assenza di un’effettiva e strutturata discussione pubblica a rendere più difficile una decisione.

Il nostro appello è rivolto a chi governa in Toscana e a tutti coloro che nella società hanno a cuore le scelte pubbliche e la loro capacità di risolvere i problemi collettivi. Auspichiamo che le politiche e le strategie istituzionali promosse in questi anni vengano confermate e rafforzate: la Toscana, terra di antiche tradizioni civiche, deve restare una frontiera avanzata del pensiero e della pratica democratica.

Umberto Allegretti Università di Firenze.
Roberto Bin Università di Ferrara
Luigi Bobbio Università di Torino
Pierangelo Isernia Università di Siena
Rodolfo Lewanski Università di Bologna
Alberto Magnaghi Università di Firenze.
Massimo Morisi Università di Firenze
Giancarlo Paba Università di Firenze.
Luigi Pellizzoni Università di Trieste

martedì 17 maggio 2011

Elezioni a Santo Stefano Magra: una lettera che impegna tutti!

Dal Presidente del Comitato “Vivere bene la macchia” di Santo Stefano Magra riceviamo una amara lettera di commento al risultato delle elezioni in quel Comune. Vittoria con oltre il 65% dei voti del Sindaco uscente del PD che addirittura aumenta la propria percentuale di voti del 9% rispetto alle elezioni precedenti.

Gentile redazione
Alla luce dei risultati delle elezioni comunali ,il seggio n°3 risulta il maggior elettore del sindaco Mazzanti. Nel seggio 3 si riversa tutto il territorio della macchia. Ergo: la politica portata sin qui avanti va benissimo agli elettori della macchia. Pertanto il comitato "vivere bene la macchia" nella persona del suo presidente prende atto dei risultati , ritiene che tentare di preservare quel che rimane di un territorio una volta pregiato, e memoria storica di S. Stefano non sia prioritario per i suoi abitanti, riconosce il suo vulnus comunicativo, rimette la sua nomina a disposizione dei componenti il comitato.
Bertolotti Carla

Una lettera lucida ed amara fatta da chi in questi anni ha visto trasformare il territorio di Santo Stefano Magra in un contenitore di ogni scelta ad alto impatto ambientale – territoriale e sociale, senza alcun criterio di pianificazione, senza alcuna logica che mirasse non diciamo all’ambiente ma all’interesse di chi sul territorio vive. Ma, nonostante questo scempio sia sotto gli occhi di tutti, i cittadini hanno votato in massa per la coalizione di governo che ha sempre sgovernato questo territorio.

La Presidente prende atto di tutto ciò dimostrando una lucidità e un senso alto della politica totalmente sconosciuto a tutti i nostri politici nazionali e locali; mentre una parte significativa della classe politica locale che è stata coinvolta nello scandalo di Pitelli è ancora lì a svolgere e ricoprire funzioni pubbliche, tanto per fare un esempio.
 
Resta una riflessione per tutti noi che abbiamo a cuore il nostro territorio: come organizzarsi, come agire e produrre idee, aggregare persone e culture, presentare progetti alternativi di governo che impediscano a chi distrugge il nostro territorio di continuare ad essere eletto. Come coinvolgere la maggioranza dei cittadini, come arrivare ai giovani, come riuscire a diventare maggioranza culturale prima ancora che elettorale.

La Lettera di Carla parla a tutti noi non solo ai cittadini di Santo Stefano e pesa come un macigno sulle nostre impotenze, i nostri limiti, le nostre debolezze, ma allo stesso tempo ci impone il dovere di aprire una riflessione seria sulle divisioni, le autoreferenzialità, le piccinerie personali, l'incapacità di assumere le proprie responsabilità, di un movimento ambientalista che alla Spezia ormai da anni non ha più alcun peso politico e sempre meno peso culturale.
 
Grazie comunque Carla e non mollare……..

Chiesa e Partito Democratico: altri mondi possibili

" Ma questo don Riccardo Seppia è solo la punta di un iceberg, sbaglieremmo se ne facessimo un  caso isolato. ...L'importante è mandare avanti la Ditta. ...Un altro dei problemi è che la Chiesa ha più a cuore la propria struttura, la propria dottrina, la conservazione dell’edificio esistente, piuttosto che l’avvenire del singolo. Se il mio primo obiettivo è quello di custodire quello che sono, quello che ho, non mi preoccuperò troppo di quello che offro e di come lo faccio. E, non mettendomi in discussione, perdo autorevolezza».
(la Repubblica GE) Vito Mancuso, teologo, a proposito delle difficoltà della Chiesa nella selezione dei sacerdoti con particolare riferimento al tema della castità e della repressione sessuale, importante concausa delle derive pedofile.


"Dobbiamo ripartire di qui, cominciando dal ballottaggio dove appoggeremo de Magistris nelle forme che concorderemo. Il centrodestra ha mostrato segnali di indebolimento e non ha sfondato nonostante l’utilizzo di ogni mezzo. In questo senso de Magistris è stato più abile nel comprendere la richiesta di cambiamento che Napoli invocava. Noi non siamo stati in grado di svolgere questa funzione e i napoletani hanno scelto un’offerta diversa e più rabbiosa votando de Magistris ma non la sua coalizione". On. Andrea Orlando, commissario del PD a Napoli, dopo la vittoria di De Magistris su Morcone (la repubblica NA).

"Mi congratulo con tutti i miei colleghi di lista, sono stati tutti e nove ottimi compagni di avventura. Abbiamo svolto una campagna elettorale nel pieno rispetto dei candidati avversari, cosa che non hanno fatto gli altri. Questa è l'unica critica che mi sento di fare". Ing. Leandro Calzetta, candidato sindaco, sconfitto, della lista del PD a Riomaggiore (CdS).
"Quello di Riomaggiore è un risultato importante anche a fronte delle difficoltà che abbiamo dovuto affrontare ... sottolineiamo il valore e il significativo risultato conquistato in una realtà difficilissima come Brugnato dalla nostra candidata Cristina Bronzina ...  Queste elezioni dimostrano ancora una volta come il PD alla Spezia sia forza radicata e presente in tutto il territorio provinciale in un ruolo propositivo e di governo." Moreno Veschi, segretario provinciale del PD alla Spezia (CdS).

L'importante è mandare avanti la Ditta, pensando di poterlo fare ignorando o sparando a zero su chiunque solleciti una riflessione e una presa di coscienza circa gli errori e le possibilità. Solo così si riesce a spiegare, anche all'indomani delle primarie perse, l'atteggiamento di Orlando a Napoli (sosteniamo De Magistris "rabbioso"), di Calzetta a Riomaggiore (collaboreremo con "avversari non rispettosi"), di Veschi che a fronte di tre amministrazioni perdute (hanno vinto a S. Stefano) rilascia dichiarazioni da vincitore.

Anche da questo blog, noi e non solo, abbiamo posto ripetutamente questioni a Orlando, a Veschi e a Calzetta: inascoltati. La richiesta di chiarimento, avanzata con un commento a Leandro Calzetta circa il contenuto della pag. 495 delle intercettazioni, è diventata apparentemente motivo di "mancanza di rispetto" da parte degli avversari ma non è mai stata considerata una domanda a cui dover dare risposta.

Come ho già tentato di spiegare personalmente, e vanamente, ad un esponente del PD: il rispetto per gli elettori avrebbe richiesto che Calzetta, al momento della sua candidatura, dichiarasse e motivasse la presenza del suo nominativo nelle intercettazioni. Avrebbe, tra l'altro, disinnescato qualsiasi strumentalizzazione. Certo che non abbiamo dubbi circa la sua estraneità a qualsivoglia reato ma la "trasparenza" è più esigente della "legalità".

So what? 

Ovunque, apparentemente, il PD vince se guidato da una persona che non sia "embedded" al sistema dei partiti o proposta direttamente dal PD: succede a Napoli e succede a Milano
A Milano succede anche altro: Boeri e Onida, che avevano partecipato alle primarie insieme a Pisapia, hanno continuato a sostenere con forza Pisapia; se vincerà al ballottaggio questa sarà una squadra eccellente, formata dal meglio disponibile. Formata di persone autorevoli perchè, come dice Mancuso, sanno mettersi in discussione.

Ecco perchè credo nell necessità di allargare il più possibile le coalizioni e i gruppi; ecco perchè sarebbe auspicabile che la Chiesa e la Politica (quella dei partiti e anche quella della c.d. società civile) uscissero dalla loro cornice: potrebbero scoprire altri mondi possibili.




P.S. IL CENTROSINISTRA PUÒ SORRIDERE - La nostra gente ha capito tutto, ora avanti così. La ricetta giusta? Quella della mia giunta CLAUDIO BURLANDO presidente della Regione Liguria (Pd)  - (il SecoloXIX)

lunedì 16 maggio 2011

Elezioni amministrative: Riomaggiore come Milano

A causa di un problema di Blogspot, il post "Elezioni amministrative: Riomaggiore come Milano" del 12/5 ore 10.00 circa è andato perduto. Di seguito la sua ricostruzione "approssimativa", priva delle mie considerazioni, ed i commenti recuperati (esclusi i miei). 

"... almeno da quando perse l’indipendenza, all’inizio del ’500, Milano ha sempre avversato lo Stato, forestiero o nazionale che fosse. Gli ha sempre opposto un’alleanza di interessi costituiti, ecclesiastici e non, che esecravano il bene comune e la stessa politica. Ha avuto sempre la vocazione a far prevalere la società civile sulla volontà generale, senza accorgersi che la società smette d’essere civile quand’è allergica alla politica e alle sue regole. Infine, ha sempre prodotto personaggi che da qui partirono, da questa cultura riottosa e egoista, per prendere Roma. Nel ’900, ben tre personaggi chiave della storia italiana iniziarono qui la corsa al potere: Mussolini, Craxi, e Berlusconi. Il loro decisionismo («ghe pensi mi») è stato distruttivo più che costruttivo...
Marco Alfieri spiega bene come, tramite i "lunedì di Arcore" l'imprenditore-Premier regni sulla città fin da quando costruì le new town attorno a essa (La peste di Milano, Feltrinelli). Il cavaliere sa che Milano è stata e resta un terreno fertile per la propaganda antipolitica, non da oggi ma da secoli. Che sono sempre stati pochi e non udibili gli avversari della vocazione anti-statale, anti-istituzionale, interessati a premiare il fare da sé sul fare comune..." BARBARA SPINELLI - LA PREVALENZA DI MILANO ©  la Repubblica

In occasione delle primarie milanesi avevo posto qualche domanda alla mia amica milanese, che aveva votato Pisapia. Ho approfittato ancora di lei, chiedendole brevi risposte (lunghe non me le avrebbe mai date) a queste domande:

1) Considerato che negli ultimi anni - dall'avvento di Prodi con l'Ulivo in poi - alle elezioni hai sempre optato per il PD in quanto "voto utile", come pensi di comportarti alle elezioni di domenica?
voto SEL che appoggia Pisapia

2) Se ritieni che la situazione a Milano sia cambiata, riesci a sintetizzare gli aspetti peculiari di tale cambiamento? le ragioni, secondo te?
la autocandidatura di Pisapia ha rotto i giochi già fatti del PD e lo ha costretto a fare buon viso a cattiva sorte 

3) Mi pare che tu ti sia impegnata a fondo nella campagna elettorale, quindi li hai "visti" da vicino: delusa, soddisfatta? confortata?
la campagna di Pisapia mi pare discreta 

4) Che differenza fa, se la fa, un candidato forte con il PD a sostegno? Rispetto ad un candidato di partito con la società civile che lo sostiene?
non so dire bene, quello che posso dire è che qui molte persone non dentro ai partiti si sono sentite impegnate in prima persona e lo hanno fatto con molta dedizione e risorse personali di tempo e denaro.

Tutto questo solo per la memoria, considerato che a Riomaggiore si hanno i risultati definitivi che hanno premiato la lista Per Riomaggiore e che a Milano Pisapia pare essere in vantaggio sulla Moratti. Che è buona cosa anche se si dovesse andare al ballottaggio. Anche a Napoli, al momento, sembra probabile il ballottaggio e possibile che passi De Magistris anzichè Morcone.


Forse il vento cambia davvero, "ha da passà 'a nuttata".


domenica 15 maggio 2011

Il "rigore intellettuale" del vescovo Moraglia e il rispetto delle "regole della chiesa"

Francamente non so da dove cominciare. Facciamo che ripropongo gli stimoli che mi spingono a scrivere questo post, nella successione in cui mi si sono presentati stamani:

(la Repubblica)  
Pedofilia e droga, arrestato parroco. 
L'ira di Bagnasco: "Sono venuto, cari amici, a condividere lo sgomento e il dolore del cuore, insieme alla vergogna e alla totale disapprovazione se le gravi accuse risultassero confermate." “Siamo vicini alla comunità ferita e alle eventuali vittime offese da azioni indegne”

Le dichiarazioni dei parrocchiani: “Da lui non mandavamo bambini" "Quando è arrivato tredici anni fa ci ha dato l’impressione di essere un po’ diverso, ma si dava da fare". "Se da anni in questa chiesa non ci sono più bambini ci sarà un motivo. Era sempre in giro a strusciarsi." "Quando l’abbiamo saputo ci è cascato il mondo in testa, è un uomo preciso e molto perbene."

Sentimenti provati:
sgomento, indignazione, rabbia per l'ipocrisia del clero e dei parrocchiani che non denunciano e non si ribellano
 
 (il SecoloXIX)
"Il vescovo della Spezia, monsignor Francesco Moraglia, ha imposto un “giro di vite” nell’avvicinamento dei fedeli al cuore del culto: porte aperte per chi vive come vuole, libero di entrare a pregare, ma attenta selezione nella gestione della comunità pastorale, perché chi non segue le regole del suo stesso credo non abbia  accesso ad un ruolo che dovrebbe essere di esempio. Il vescovo, noto per il suo rigore intellettuale, ha incontrato i parroci, ed è stato molto chiaro."
Sentimenti provati: non mi è molto chiaro se il "ruolo di esempio" è quello dei parroci o quello dei fedeli: cos'è la comunità pastorale, quella dei preti o quella dei fedeli? Proseguo la lettura:
"Se una persona non mostra di credere veramente, allora è inutile che il sacerdote si presti ad affidare incarichi delicati, come quello di assistere la famiglia nell’educazione cristiana del figlio, attraverso il battesimo o la comunione. Se un uomo o una donna vivono da conviventi, non uniti dal vincolo matrimoniale, è inopportuno che il sacerdote affidi proprio a loro la lettura di un passaggio biblico dall’altare, durante la liturgia: passaggio nel quale, magari, viene esaltata la castità e la fedeltà matrimoniale.
L’ammonimento del monsignore ha previsto anche una “auto certificazione” da parte dei padrini e delle madrine, chiamati da oggi a firmare un impegno scritto, nel quale dichiarano di vivere secondo le regole della Chiesa. In concreto: essere sposati, non tradire, non vivere da conviventi, non essere omosessuali che vivono con persone dello stesso sesso, non comportarsi in modo scandaloso."

Sentimenti provati: sollievo. Nessuno potrà più venire a chiedermi di essere testimone di nozze (in chiesa) o madrina. Stupore, furore, rabbia, indignazione: ma come, quotidianamente, da decenni e ancora ieri, centinaia di preti nel mondo si sono resi responsabili di abusi nei confronti di minori e non, che hanno intimidito, fagocitato e sottomesso facendosi forti della loro "supposta superiorità morale";  quotidianamente leggiamo sui giornali di preti, indagati per abusi, che vengono "trasferiti", a titolo cautelativo, sino a quando le loro responsabilità non saranno "eventualmente" accertate; quotidianamente leggiamo che la "comunità pastorale" (ora ho capito qual'è la comunità pastorale) aveva dei sospetti; i bambini mica ci andavano; era un po' strano, effettivamente...

E il vescovo Moraglia? "noto per il suo rigore intellettuale" invita caldamente i parroci ad una "attenta selezione della comunità pastorale"? a dire che io, non sposata (e per questo, secondo loro, non fedele e indegna), sono più pericolosa di un prete pedofilo e cocainomane? che io, non sposata, non seguo le regole della chiesa? Io non seguo le regole della chiesa, vero, e infatti ne sono fuori. 
Mi piacerebbe, allo stesso modo, che chi è nella chiesa e non segue le regole del "contratto sociale", fosse fuori dalla società; quantomeno messo in condizioni di non nuocere. Allo stesso modo, mi piacerebbe vedere meno ipocrisia nella "comunità pastorale".

C'è un antefatto. 
La settimana scorsa, a Spezia, ho partecipato ad un funerale in occasione della morte di una vecchia signora; normalmente aspetto fuori della chiesa ma faceva molto caldo e la chiesa era fresca. Il sacerdote, che doveva avere circa quarant'anni, ha iniziato la sua omelia con un attacco molto violento alla società consumistica, che non ha tempo di pensare alla morte; ha ricordato le (a suo dire) oltre 30 vittime della RU486, l'ultima delle quali (sempre a suo dire) una ragazza di 16 anni scomparsa recentemente. 

Ha osannato alla quindicina di vecchiette presenti, compagne di rosario della signora scomparsa e meritevoli di recitarlo tutti i giorni. Finita l'omelia, recitando alcune preghiere "standard", mi sono accorta che le modificava inserendo degli incisi che le attualizzavano facendo riferimento a "noi peccatori" (tipo "i tre ladroni forse neppure peggiori di tanti di noi"). Anche quando è sceso ad incensare la bara, ho visto una persona emotivamente alterata, in uno stato fortemente ansioso.

Inutile dire che per tutto il tempo ho importunato il mio vicino con domande in virtù delle quali ho capito che:
Non si trattava del parroco, ma del "curato"; che no, i bambini con lui non ci vanno; che sì, effettivamente è un po' strano ma la messa di solito non la fa lui; che sì, è sempre stato uno strano anche prima di farsi prete.
All'uscita dalla chiesa, i commenti erano tutti per il sacerdote e tutti confermavano le mie sensazioni di "miscredente", solo che quella era la sua "comunità pastorale".

Certo non è che siccome "uno è strano" dev'essere etichettato, ci mancherebbe. Ma mi pare interessante la dinamica per la quale la maggioranza della comunità pastorale tollera in silenzio un comportamento che non condivide; tollera ed ascolta una persona di cui evidentemente non ha stima e anche poca fiducia; continua, nonostante tutto, ad accompagnare i bambini in quella chiesa, ma non li lascerebbe soli con quel prete. Chissà se almeno cercheranno di spiegare a quei ragazzi che, a volte, anche i preti possono sbagliare? se e in quale maniera cercheranno di metterli in guardia? come spiegheranno la contraddizione insita nella necessità di "guardarsi da chi ti dice ciò che è giusto e ciò che non lo è"?.

Che dire? Più umiltà e meno ipocrisia da parte della chiesa? un po' di attenzione in più nella selezione delle persone che devono accedere ad un ruolo che non solo deve essere di esempio ma ha la pretesa di sancire e insegnare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. 

Nanni Moretti, a proposito del suo film Habemus Papam e delle polemiche che lo accompagnano ha recentemente dichiarato: "Basta con la politica, il mio papa non è quello vero". Peccato davvero.