mercoledì 30 marzo 2011

Fiasella: gli inceneritori, l’incoerenza e le palle sulla energia


La Provincia di Spezia molto attenta agli eventi mediatici ha promosso insieme con la Provincia di Venezia Ecocentrica : Prima Biennale della Sostenibilità, da tenersi ad anni alterni nelle due città di riferimento, La Spezia e Venezia. Iniziativa di per se sicuramente interessante. Ma ci sono due problemi che vogliamo mettere all’attenzione dei nostri lettori.
Il primo è la giornata di apertura della biennale caratterizzata da un Convegno dove verrà presentato uno studio del Politecnico di Milano promosso da Federambiente relativo alle emissioni di polveri fini da inceneritori.
Il secondo è la coerenza tra le dichiarazioni di principio su politiche energetiche sostenibili e concrete realizzazioni delle stesse.

LO STUDIO DI FEDERAMBIENTE SULLE EMISSIONI DI POLVERI FINI
Lo studio giunge a due conclusioni molto nette. Vediamole
  1. Al momento non esistono tuttavia indicazioni documentate sulla connessione tra specifiche attività di combustione fissa,presenza di particolato ultrafine in atmosfera e conseguente esposizione della popolazione”, ovviamente per attività di combustione fissa lo studio intende soprattutto gli inceneritori
  2. il complesso delle valutazioni che emergono dallo studio evidenziano come l’attività di termovalorizzazione di rifiuti, pur contribuendo come tutte le combustioni alle emissioni di PU, non mostra allo stato attuale elementi scientifici, né probanti né sospetti, per escludere a priori questa tecnica di smaltimento e recupero di energia in quanto fonte particolarmente importante di nano polveri
Io penso che quando si fanno affermazioni così nette su questioni così importanti per la salute pubblica, bisogna quanto meno verificare che non esistano studi alternativi e se esistono bisogna avere la capacità di confutarli prima di giungere a conclusioni definitive; altrimenti non si fa comunicazione scientifica ma si fa solo propaganda che, oltretutto, essendo lo studio commissionato da chi gestisce inceneritori risulta piuttosto interessata. La questione è tanto rilevante perché anche recentemente è stato dimostrato come studi su emissioni degli inceneritori vengano modificati ad uso e consumo dei committenti dello studio. Per non parlare di decine di studi a livello internazionale che dimostrano esattamente il contrario di quello che afferma il sopra citato studio del Politecnico di Milano.
Peraltro lo studio è stato criticato da vari esperti di fama nazionale (come Montanari e la stessa Associazione Medici per l’Ambiente) e quindi, visto che lo studio è presentato all’interno di una iniziativa promossa da istituzione pubbliche (Province di Spezia e Venezia) sarebbe stato corretto fornire una informazione più articolata vista la delicatezza del tema.
La cosa diventa ancora più grave se consideriamo che Fiasella presiede una amministrazione che ha approvato un piano provinciale di gestione dei rifiuti urbani e assimilati che esclude per principio l’incenerimento dei rifiuti. Non solo ma comunque la si pensi sugli inceneritori un inceneritore per la Provincia di Spezia sarebbe prima di tutto una follia economica visto che il costo di realizzazione e gestione non sarebbe compensato dalla quantità dei rifiuti da bruciare.

LE POLITICHE ENERGETICHE DELLA PROVINCIA
Fiasella in una dichiarazione in vista di Ecocentrica, magnifica le politiche energetiche della sua amministrazione. Quali? Per ora c’è stata solo l’adesione al Patto dei Sindaci. Una adesione tutta da concretizzare e per il momento si può solo dire che l’Amministrazione Provinciale da circa 10 anni sta elaborando un piano di azione energetica mai approvato. Peraltro su questa storia del Patto dei Sindaci sarà il caso che le amministrazioni aderenti, come la Provincia della Spezia, la smettano di citarlo e comincino a lavorare concretamente per attuarlo.
E’ uscito recentissimamente uno studio (Marzo 2011) della Lega Autonomie Locali. Secondo il Patto dei Sindaci gli enti che aderiscono devono inviare il proprio Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile entro un anno dall’adesione formale. Fino ad ora solo 21 enti italiani hanno inviato il piano e di questi solo uno (il Comune di Genova) ha avuto l’approvazione della UE. La provincia di Spezia ha sottoscritto il Patto il 6/2/2009 con un bel viaggio a Bruxelles di assessori. Se noi andiamo alla sezione del sito della Provincia di Spezia dove si parla del Patto si può vedere che ci sono tanti bei discorsi, tanti documenti europei linkati, ma atti amministrativi della Amministrazione Provinciale zero su zero.

Conclusioni. Fiasella su inceneritori e politiche energetiche appare poco trasparente e poco efficiente, forse dovrebbe impegnarsi di più.
P.S.
Una ultima cosa Fiasella la finisca di affermare che Spezia è ai primi posti della certificazione ISO 14000 per le aziende come se fosse un merito della sua amministrazione. La certificazione di cui ciancia è volontaria è di iniziativa privata quindi… basta annunci e si cominci a lavorare per una seria politica ambientale!

Outlet Brugnato dallo screening di VIA nuove illegittimità e assurdità della scelta

Nel precedente post abbiamo analizzato la questione dell’outlet di Brugnato dal punto di vista della Valutazione ambientale strategica (VAS) e delle conseguenze sia giuridiche che di pianificazione territoriale/urbanistica della mancata applicazione di tale procedura di valutazione.

Esaminiamo ora l’unica procedura di tipo ambientale che è stata applicata dalla Regione Liguria al progetto di outlet e cioè il c.d. screening di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) cioè una procedura gestita dall’ufficio apposito della Regione che doveva verificare la applicabilità o meno della VIA al progetto in esame. Con Decreto Dirigenziale del 17/2/2011 è stato deciso di non applicare al progetto di outlet neppure la VIA.

Analizzeremo di seguito questo provvedimento e soprattutto la fondatezza giuridica e ambientale delle motivazioni tecniche (relazione istruttoria di screening) che ne costituiscono la premessa.


LA QUESTIONE DELLA INFORMAZIONE/PARTECIPAZIONE DEL PUBBLICO

La procedura di screening non ha avuto alcuna pubblicazione dell’avvio del procedimento ne tantomeno partecipazione del pubblico. Sono stati consultati solo soggetti istituzionali oltre che alcuni uffici interni della Regione, questa scelta è in clamoroso contrasto con la vigente normativa nazionale (dlgs 152/2006) alla quale la Regione Liguria colpevolmente non si è mai adeguata (i termini sono abbondantemente scaduti).

Infatti nella vigente normativa, applicabile anche al caso dell’outlet di Brugnato, occorre in primo luogo che ci sia la pubblicazione dell’avviso della avvenuta trasmissione della documentazione di screening nel BURL, nonché all’albo pretorio dei Comuni interessati territorialmente (presso i quali è depositata copia degli atti). L’avviso deve contenere almeno le indicazioni: del proponente, dell’oggetto del progetto, della localizzazione, del luogo ove consultare la documentazione, dei tempi per la presentazione delle osservazioni. Entro 45 giorni dalla pubblicazione dell’avviso, della avvenuta trasmissione della documentazione da parte del proponente il progetto sottoposto a verifica, chiunque abbia interesse può far pervenire le proprie osservazioni. L’Autorità competente alla VIA conclude la procedura di verifica tenuto conto anche delle consultazioni del pubblico . Il che significa che deve motivarne il mancato accoglimento nella propria decisione.

LA QUESTIONE DEL QUADRO PROGRAMMATICO VIGENTE

La procedura di screening di VIA prevede che debba essere verificato preventivamente il rispetto da parte del progetto valutato dei piani urbanistici, territoriali, paesaggistici etc. vigenti.

Non c’è qui lo spazio per esaminare tutti questi aspetti trattati dalla relazione istruttoria, mi limito solo a due esempi significativi.

Con riferimento al Piano Territoriale paesaggistico (PTCP): la zona interessata dall’outlet è collocata in zona di insediamento sparso di mantenimento che secondo le norme attuative del PTCP deve avere come obiettivo quello di evitare ulteriori compromissioni del quadro paesistico-ambientale quali sarebbero indotte da nuovi consistenti insediamenti!

Questo comporta comunque la necessità di una variante al PTCP per l’area interessata dal progetto, variante significativa sotto il profilo dell’impatto ambientale visto quello che è scritto nelle norme del PTCP sopra citate.

Con riferimento al Piano Urbanistico Comunale (PUC) il progetto comporta una variante con modifica dei parametri di edificabilità urbanistica rispetto ad un Distretto di Trasformazione e a un area di conservazione per attività agricole.

RELATIVAMENTE AL QUADRO PROGETTUALE

Secondo la Relazione Istruttoria della Regione il progetto prevede non solo un pesantissimo intervento in termini di nuove volumetrie edilizie del comparto commerciale direzionale e artigianale, ma anche la realizzazione di nuove strade di accesso, rotatorie compresa la modifica della rotatoria dell’attuale casello autostradale. Inoltre è previsto un megaparcheggio di 1100 posti auto. L’aumento del traffico a seconda dei periodi della settimana varia da un +40 ad un +50% nella zona con un afflusso stimato di visitatori, a regime, di 1.500.000 visitatori.

Il progetto relativamente a questo aspetto fondamentale dell’impatto del nuovo traffico veicolare si limita a produrre solo alternative legata all’utilizzo puntuale del casello autostradale, non ci sono analisi non solo su alternativa zero ma neppure su scenari di sviluppo di politiche commerciali alternative a quella dell’outlet, ne sulla mobilità alternativa. Facciamo qui riferimento in particolare alla c.d. alternative strategiche (vedi linee guida per la VIA della Regione Toscana) che consistono nella individuazione di misure per prevenire la domanda e/o in misure diverse per realizzare lo stesso obiettivo.


RELATIVAMENTE AI POSSIBILI IMPATTI SOCIO ECONOMICI

L’intervento prevede un potenziale bacino turistico di qualche decina di migliaia di turisti. Sotto il profilo dell’impatto socio economico il progetto secondo la Relazione istruttoria della Regione non ha valutato l’impatto della concorrenza del nuovo outlet sugli esercizi commerciali della Val di Vara!

LO SCREENING NON POTEVA CONCLUDERSI CON LA NON APPLICAZIONE DELLA VIA

Come risulta dalla stessa Relazione di screening il progetto produce impatti sui seguenti comparti a rilevanza ambientale: rumore, aria, rifiuti, paesaggio, uso del suolo, acque (consumo e depurazione), energia. Ora secondo la DGR 398/1999 (regolamento procedura di screening della Regione Liguria): “Sono esclusi dal procedimento di V.I.A. gli impianti e le opere che non hanno impatti significativi o, pur avendo un impatto consistente su almeno due comparti, prevedono interventi adeguati alla loro minimizzazione o mitigazione, anche a seguito dell’introduzione di idonee prescrizioni al riguardo.” Come risulta dala Relazione di screening i comparti sono addirittura nel caso in esame ben 7, altro che due, e le misure di mitigazione previste potranno essere verificate solo a progetto eseguito.

E’ quindi indiscutibile che il progetto andava quanto meno sottoposto a VIA ordinaria perché questo avrebbe comportato l’0bbligo di presentare un vero e proprio Studio di Impatto Ambientale e soprattutto la valutazione sarebbe stata fatta su un progetto definitivo e non su un preliminare interno ad uno strumento urbanistico attuativo peraltro in variante ad un PUC e al PTCP. Solo di fronte ad un progetto definitivo si sarebbero potuti valutare tutti quegli impatti che emergono dalla relazione di screening della Regione.

In particolare la relazione di screening non tiene minimante conto di due parametri (ex allegato V al dlgs 152/2006, applicabile anche alla Regione Liguria) fondamentali per valutare la applicabilità della VIA ordinaria al progetto di outlet:

- la localizzazione e quindi la sensibilità ambientale del sito interessato , tenendo conto in particolare: dell’utilizzazione attuale del territorio, della ricchezza relativa qualità e capacità di rigenerazione delle risorse naturali, della capacità di carico dell’ambiente naturale

- gli impatti potenzialmente significativi del progetto……. tenendo conto in particolare: della estensione dell’impatto in termini geografici e di popolazione, della grandezza e complessità dell’impatto, della probabilità dell’impatto, della durata – frequenza - reversibilità dell’impatto”.

Tutti questi aspetti non sono stati valutati nella Relazione istruttoria che si è limitata a valutare separatamente i singoli comparti che subiranno l’impatto ambientale dell’outlet in tal modo non si è rispettata la definizione di impatto ambientale (lettera c) comma 1 articolo 5 del dlgs 152/2006) : “inteso come sistema di relazioni fra i fattori antropici, naturalistici, chimico-fisici, climatici, paesaggistici, architettonici, culturali, agricoli ed economici, in conseguenza dell’attuazione di progetti”.

LA RELAZIONE DI SCREENING CONFERMA INDIRETTAMENTE LA NECESSITA’ DELLA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA (VAS)

La Relazione di screening in modo totalmente illegittimo utilizza la procedura di verifica per l’applicabilità della VIA per dimostrare la non applicabilità della VAS. Si tratta come conferma la vigente normativa nazionale (mai recepita dalla Regione Liguria) di due procedure completamente distinte: con fasi e atti distinti, con oggetti distinti (la VIA il progetto, la VAS le varianti al PUC e al PTCP) , con documentazione da presentare distinta ma soprattutto con parametri di valutazione distinti. Non a caso il TU ambientale prevede che la procedura di screening di VIA (comma 4 articolo 10 dlgs 152/2006) possa essere svolta all’interno della procedura di VAS ma non il contrario come fa la Relazione della Regione Liguria; il motivo è ovvio la scala del piano deve essere preventivamente valutata prima di quella del progetto essendo su un livello strategico (spaziale e temporale e di ordine gerarchico sotto il profilo amministrativo) superiore.

Ma c’è di più la stessa Relazione di screening (in modo clamorosamente contraddittorio con la decisione finale) nella sue conclusioni di fatto ammette che il progetto andava valutato non su di una scala puntuale/progettuale (procedura di screening per la VIA) ma su una scala di pianificazione di area vasta. Affermano le conclusioni della Relazione di screening: “……. la capacità di attrazione ed il carico urbanistico introdotti dalla tipologia insediativa in esame costituiscono dei temi che avrebbero dovuto essere affrontati alla scala territoriale. Solo attraverso il riconoscimento della dimensione vasta dell’influenza dell’intervento si possono valutare gli effetti sull’intero sistema economico (che interessano un bacino sicuramente superiore alla sola Val di Vara) e le esigenze di accessibilità territoriale che allo stato delle conoscenze non sono ancora pienamente quantificabili. A tal proposito, come evidenziato nella istruttoria, il quadro programmatico di riferimento risulta al momento caratterizzato da alcuni aspetti di indeterminatezza, da cui la necessità di subordinare la compatibilità ambientale dell’intervento all’aggiornamento del PTCP e all’accertamento della conformità dell’intervento alla normativa e programmazione del commercio regionale. “

Quindi gli uffici della Regione hanno ragionato così: non abbiamo alcun elemento per valutare le conseguenze nel tempo e nello spazio di questo intervento ma comunque per il momento (con qualche abbellimento di verde, un po di monitoraggio addavvenì, e qualche spolveratina di risparmio energetico e di attrezzature ludiche) noi lo approviamo lo stesso.

Mi chiedo come si possa continuare a gestire istruttorie tecniche in questo modo……..


martedì 29 marzo 2011

Comunicazione e potere

la Repubblica pubblica un'anticipazione dell'intervista di G. Bosetti a Manuel Castells sul prossimo numero di Reset. Nel 2009 di Castells era uscito Comunicazione e potere.

Dice Castells "In tutti i casi Internet sta agevolando i movimenti popolari e una più libera espressione della società, a prescindere dall’establishment politico. Il punto è che i modi in cui la libertà viene sfruttata non sono garantiti dalla libertà stessa. In America, Obama non sarebbe stato eletto senza l’impiego di Internet in una straordinaria campagna popolare che ha mobilitato giovani e minoranze. Ma anche quello dei Tea Party è un movimento popolare, in effetti semifascista e populista, e anche per la sua diffusione e influenza Internet si è rivelata cruciale, perché Obama ha perso la battaglia per conquistare le menti della gente e la sinistra è completamente smobilitata, malgrado la battaglia del Wisconsin (un esempio di caro vecchio movimento di lavoratori) appaia oggi come un segnale di contrattacco. Non possiamo cedere al determinismo tecnologico. Internet garantisce la libera comunicazione, ma i contenuti di tale libertà dipendono dagli attori sociali».
....
«Penso che l’Europa stia attraversando una profonda crisi politica. Le istituzioni, i partiti, i leader, sono intrappolati nella propria storia, nei propri interessi personali, e in alcuni casi nella propria corruzione.
Sono completamente tagliati fuori dalla società, e in particolare dalla società futura, vale a dire dalle generazioni più giovani, e dalle donne. L’Italia è paradigmatica in questo senso. Il fatto che un personaggio corrotto e sgradevole come Berlusconi possa venire eletto più volte è legato allo sconforto che ormai gli italiani nutrono nei confronti dell’intera classe politica. A questo punto, è essenziale la ricostituzione dell’autonomia politica a livello della base popolare, e questo dipende complessivamente dall’instaurarsi di comunicazioni orizzontali tra gli individui, che “bypassino” la presa dei media tradizionali. In questo senso il mondo arabo, nella sua forma laica e democratica, può indicare la strada all’Europa, secoli dopo che la cultura araba ha già illuminato le fino ad allora barbare società cristiane".

Semplificando all'eccesso e per quanto rilevo personalmente: 
1) non è sufficiente che ciascuno abbia il suo bravo blog/account se non lo usa per veicolare contenuti;
2) se quello virtuale è il luogo delle comunicazioni orizzontali e anche delle elaborazioni, e non il luogo dell'informazione (diversamente da quanto accade con i media tradizionali), allora è necessario che tutti  gli attori diano il loro contributo. Infatti non esiste, in questo ambito, chi eroga e chi fruisce.

Per quanto attiene, poi, alla classe politica... che dire... se non (?) nella corruzione, se non (?) nei propri interessi personali, senz'altro i politici sono intrappolati nella loro storia (spesso anche se relativamente giovani).

domenica 27 marzo 2011

Profughi e strutture religiose destinate all'accoglienza


Domenica scorsa avevo ripreso l'"omelia laica" di Don Paolo Farinella che con riferimento alle celebrazioni per l'Unità d'Italia aveva posto in evidenza la sudditanza dello Stato italiano, nelle sue varie declinazioni, alla Chiesa cattolica.

Anche oggi vorrei "santificare la festa" riprendendo un commento da Repubblica della Prof. Chiara Saraceno a proposito dell'utilizzo delle strutture ricettive religiose (quelle esentate dall'ICI perchè destinate appunto a finalità religiose ed assistenziali), della destinazione dell'8 per mille, e della opportunità che la Chiesa dia il suo contributo in questa fase di grave emergenza connessa con la crisi rivoluzionaria del Nord Africa.

"Sarebbe bello che le istituzioni religiose aprissero almeno una parte delle proprie strutture per dare un´ospitalità decente alle migliaia di immigrati, in primis ai minori non accompagnati, che arrivano a Lampedusa in fuga dall´incertezza e dai pericoli dei loro paesi in conflitto. Sarebbe non solo una doverosa compartecipazione all´azione di solidarietà collettiva cui tutti siamo chiamati a fronte di questa emergenza umanitaria, ma un atto di restituzione di un mancato introito per il bilancio pubblico (stimato in 70-80 milioni di euro) in un periodo di tagli alla spesa sociale che  colpiscono soprattutto i cittadini più vulnerabili. 

Soprattutto sarebbe una, sia pure temporanea, dimostrazione che effettivamente quelle strutture hanno finalità religiose e assistenziali e non commerciali e quindi la giustificazione formale del sostanzioso sconto Ici di cui beneficiano gli immobili destinati "esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive o per uso culturale" ha un effettivo fondamento. Ricordo che, nonostante il parere contrario della Corte di giustizia Europea che giustamente ha parlato di trattamento di favore lesivo della concorrenza, il governo lo ha mantenuto e introdotto anche nel decreto sulla fiscalità municipale, anche se, specie per le "strutture ricettive", è spesso davvero difficile non definirle commerciali. Non basta la pur benemerita opera della Caritas, oggi in prima linea anche a Lampedusa, a giustificare perché i vari conventi trasformati in strutture alberghiere a Roma come a Venezia e in altre città debbano pagare meno Ici di qualsiasi altro albergo, pensione o bed and breakfast, facendo anche concorrenza sleale. Questo è il momento di dimostrare che sono innanzitutto dedicate allo svolgimento di attività assistenziali ed anche ricettive non commerciali.

Sarebbe anche opportuno che il governo ripensasse alla sua decisione di non avere un unico election day, buttando al vento centinaia di migliaia di euro. E´ stata una scelta sconsiderata in sé, appunto in un periodo di tagli dolorosi, ma lo è tanto più ora, quando le immagini dei profughi ridotti in condizioni disumane non possono non lasciarci pieni di vergogna. Lo scarto tra spreco e bisogno è letteralmente intollerabile.

Sarebbe infine bello che quest´anno lo Stato, a fronte di tagli alla spesa sociale e viceversa crescenti domande di sostegno in una situazione in cui una emergenza sociale non ne cancella un´altra, indicasse due-tre priorità sociali su cui si impegna a spendere l´8 per mille che gli verrà destinato nelle dichiarazioni dei redditi. Offrirebbe ai cittadini una alternativa effettiva, invogliando una quota maggiore di contribuenti ad indicare il proprio destinatario di elezione: tra le diverse chiese e confessioni religiose e, appunto, lo Stato. E´ bene ricordare, infatti, che solo una minoranza dei contribuenti indica un destinatario dell´8 per mille. Chi non sceglie, è convinto che i soldi rimangano nel bilancio pubblico. Ma non è così. L´intero ammontare dell´8 per mille delle entrate è ripartito sulla base delle scelte effettuate. Chi conquista la maggioranza della minoranza che sceglie, conquista perciò anche la maggioranza dell´intero ammontare. Come nelle elezioni, chi si astiene di fatto è come se votasse con la maggioranza. In una situazione di risorse scarse e bisogni gravi crescenti, mi sembra davvero non solo poco democratico, ma uno spreco non mettere i cittadini di fronte a possibilità di scelta effettiva sugli obiettivi concreti, in campo sociale, su cui distribuire l´8 per mille"

venerdì 25 marzo 2011

Il sito di Pitelli salva il Porto , chi salverà l’ambiente dall’inquinamento del sito?

Una notizia passata inosservata almeno da parte dei mass media locali è la seguente. Nel c.d decreto legge mille proroghe convertito recentemente in legge dal Parlamento all’articolo 2 (comma 2-novies) si prevede che “Entro il termine del 15 marzo 2011 sono revocati i fondi statali trasferiti o assegnati alle Autorità portuali per la realizzazione di opere infrastrutturali, a fronte dei quali non sia stato pubblicato il bando di gara per l'assegnazione dei lavori entro il quinto anno dal trasferimento o dall'assegnazione”. I soldi recuperati verranno reindirizzati ad altre Autorità Portuali in particolare al porto diSavona-Vado, per il progetto della piattaforma container della Maersk.

La cosa interessante è che nel successivo comma 2-undecies l’articolo 2 di detto decreto legge precisa che: “Le previsioni di cui al comma 2-novies non si applicano ai fondi trasferiti o assegnati alle Autorità portuali per il finanziamento di opere in scali marittimi da esse amministrati ricompresi in siti di bonifica di interesse nazionale”.

Quindi dopo la beffa della sentenza di assoluzione al processo di Pitelli ora si aggiunge il danno perché da un lato l’Autorità Portuale manterrà i finanziamenti per gli interventi infrastrutturali previsti per lo sviluppo del porto commerciale e ciò avverrà non grazie a particolari meriti della Autorità Portuale o degli amministratori spezzini o alla particolare qualità ambientale degli interventi previsti, ma grazie al fatto che Spezia per responsabilità politico amministrative delle Amministrazioni locali succedutesi in questi anni vede la presenza di una vasta area tutt’ora inquinata perimetrata all’interno del sito di bonifica nazionale.

Conclusioni molto amare: per la bonifica del nostro golfo e della parte a terra si continua a non mettere in campo neppure un euro da parte del governo e delle altre istituzioni interessate, ma il permanere dello stato di inquinamento diffuso diventa la giustificazione per mantenere investimenti sul territorio ad alto impatto ambientale e che non si occuperanno minimamente di bonifica.

Qualcuno si stupirà di quanto sopra? No nessun stupore è la continuazione di quanto fatto fino ad ora!

Chi legge penso si ricorderà che proprio per i dragaggi dell’area portuale il governo (allora di centro sinistra) si era inventato l’istituto del dragaggio/bonifica che è servito a bonificare non le parti più inquinate della parte a mare del sito di Pitelli ma quelle interessate dalla attività del porto commerciale.

Chissà dove hanno messo, le istituzioni nazionali e locali, il progetto preliminare di bonifica della parte a mare del sito di Pitelli (di quella a terra di un vero progetto di bonifica non si è mai parlato!), progetto elaborato da ICRAM e che affermava: “In considerazione del fatto che gli interventi di bonifica relativi alle diverse aree potrebbero essere attuati in tempi diversi, dovrà essere data priorità a quelle aree in cui livelli elevati di contaminazione dei sedimenti potrebbero determinare situazioni di rischio sanitario-ambientale”.

Le parti più inquinate sono sempre li (comprese quelle a terra) in compenso grazie alla loro esistenza manterremo i finanziamenti per il porto commerciale……. Bene finalmente abbiamo capito a cosa è servita la discarica di rifiuti pericolosi sulla collina di Pitelli!

giovedì 24 marzo 2011

Tavolo di concertazione sul PRP: quando la partecipazione diventa farsa!


Il Sindaco Federici ha convocato per il prossimo 28 marzo il c.d. tavolo di concertazione sulla attuazione del Piano Regolatore del Porto della Spezia (PRP). Per chi non è al corrente si tratta di un tavolo votato dal Consiglio Regionale in sede di approvazione del PRP della Spezia. Questo tavolo prevede la partecipazione oltre che delle istituzioni competenti, anche delle associazioni e comitati ambientalisti, della V Circoscrizione, dei sindacati e dei rappresentanti degli operatori portuali. 

martedì 22 marzo 2011

Outlet di Brugnato: una scelta non ragionata e illegittima!

Abbiamo già trattato la questione dell’outlet di Brugnato e avevamo dato anche indicazioni puntuali dal punto di vista giuridico su come doveva essere condotta una corretta procedura, a norma di legge, per la valutazione di questo progetto. Ovviamente e per l’ennesima volta la Regione ha avvallato un progetto senza rispettare la normativa vigente in particolare in materia di VAS (Valutazione Ambientale Strategica).

La questione della non applicazione della VAS nella Regione Liguria è ormai oggetto di una procedura di infrazione della Commissione della UE, in fase preconteziosa, che rischia di sfociare in una bella condanna della Regione Liguria, ma già fin d’ora tutti i piani urbanistici e gli strumenti urbanistici attuativi in varianti agli stessi, che non hanno rispettato e non rispettano la VAS sono illegittimi e i provvedimenti che li approvano nonché quelli che li attuano (compresi ad esempio permessi di costruire) sono disapplicabili anche dal giudice ordinario. Il rischio è che a breve si aprano contenziosi enormi non solo da parte della UE ( possibile multa salata alla Regione), non solo da parte della magistratura amministrativa (dichiarazioni di illegittimità di piani, varianti e strumenti urbanistici attuativi) ma anche sotto il profilo civile visto che l’approvazione degli strumenti urbanistici con una procedura illegittima rischia di far saltare interventi e aspettative da parte anche di privati cittadini. Un problema enorme che continua ad essere rimosso da amministratori e dirigenti locali e regionali.

Torniamo all’outlet di Brugnato.

Intanto prima ancora che per gli aspetti di rispetto formale della legge la mancata applicazione della VAS al progetto conferma la incapacità di ragionare in termini strategici da parte della classe politica locale, questi amministratori locali ragionano solo così c’è qualcuno che porta soldi e vuol realizzare qualcosa? Bene facciamogli ponti d’oro, acceleriamo le procedure autorizzatorie, svolgiamo istruttorie tecniche superficiali, perché l’importante è fare per “portare qualcosa nella prossima campagna elettorale”. Non c’è alcun ragionamento che cerchi di capire quale è la vocazione strategica di un territorio, quali sono le sue capacità di sopportazione ambientale sulla base di indicatori convenuti a livello di comunità locali e solo dopo decidere ciò che è meglio in termini di scelte concrete e puntuali mettendo a confronti diversi scenari economici-sociali-ambientali.

Questo non mi pare sia stato fatto neppure per l’outlet di Brugnato e su questo c'è anche un responsabilità dei Comuni della Val di Vara che una concertazione seria su questo tema non la hanno mai fatta, forse perchè se la facessero l'utilità dell'outlet cadrebbe in un batter di ciglia?

Veniamo alla questione della illegittimità della procedura di approvazione del progetto di outlet fino ad ora seguita da Comune, Provincia e soprattutto Regione Liguria.

Il progetto è stato sottoposto da parte della Regione Liguria a procedimento di screening di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) , alla fine di tale procedimento con decreto dirigenziale n. 356 del 17/2/2011 la Regione Liguria ha deciso di non sottoporre a VIA ordinaria il progetto a condizione che vengano rispettare alcune prescrizioni. Sulla mancata applicazione della VIA torneremo in un prossimo post, ora ci interessa rilevare la questione della VAS.

Come si evince dal provvedimento di screening (Decreto Dirigenziale n. 356 del 17.2.2011 ) della regione Liguria, il progetto di outlet rientra sotto il profilo degli strumenti urbanistici in un PUO (Progetto Urbanistico Operativo) in variante al PUC (Piano urbanistico Comunale di Brugnato) vigente dal 2005. La Variante va a modificare un Distretto di trasformazione del PUC, ciò dimostra che siamo di fronte ad una variante anche ai sensi della legge urbanistica regionale (si veda la lettera c) comma 1 dell’articolo 44 della legge.

Ora secondo, addirittura, la Circolare del 14/5/2008 (Prot. n. Pg/2008/64513) del Direttore del settore Pianificazione della Regione Liguria anche i PUO se vanno in variante ai vigenti piani urbanistici sono soggetti quanto meno a verifica di assoggettabilità a VAS.

Ne sono applicabili, ai fini della VAS, i c.d. margini di flessibilità per cui se i PUO rientrano in certi dati quantitativi (perimetrazione dell’area, dimensioni interventi edilizi etc.) non c’è variante ai piani urbanistici da parte dei PUO secondo l’articolo 53 della legge urbanistica ligure. Infatti nel caso della VAS non contano le soglie numeriche dimensionali dell’area o degli interventi edilizi ma i reali impatti potenziali sull’ambiente, come affermato dalle Linee Guida della UE (punto 3.47): “È consigliabile evitare criteri di selezione basati soltanto sulle dimensioni, su soglie di carattere finanziario o sull’area fisica interessata dal piano o dal programma, dato che tali criteri potrebbero non essere conformi alla direttiva” , inoltre secondo il punto 3.35 di dette Linee Guida: il criterio chiave per l’applicazione della direttiva, tuttavia, non è la dimensione della area contemplata ma la questione se il piano o il programma potrebbe avere effetti significativi sull’ambiente”.

Ma al di la del ragionamento sull’applicabilità della VAS svolto sopra, la VAS nel caso in esame è da applicare automaticamente. Infatti essendo comunque il progetto di outlet sottoposto a VIA (procedura di screening come risulta dalla sopra citata determina dirigenziale n. 356 del 2011) il PUO relativo all’outlet di Brugnato andava sottoposto automaticamente a VAS senza neppure passare dalla verifica di assoggettabilità come invece richiesto dalla Circolare della Regione Liguria sopra citata. Infatti secondo il TU ambientale (dlgs 152/2006 versione 2010) sono sottoponibili a VAS i piani urbanistici che contengono opere sottoponibili a VIA, ora secondo le Linee Guida della UE punto 3.21, rispetto a tali piani: “gli Stati membri non hanno potere discrezionale nel determinare se i piani e i programmi possano effettivamente avere effetti significativi sull’ambiente”. Insomma la Regione doveva applicare la VAS automaticamente al PUO dell’outlet in variante al PUC di Brugnato, senza alcuna discrezionalità. Non si venga a tirare fuori che trattandosi di un PUO e non di un nuovo PUC o di una variante generale al PUC, non si rientra nella categoria di strumenti urbanistici elencati dal TU ambientale a cui si applica la VAS; infatti la Regione Toscana, recentemente, nelle more di un ricorso alla Corte Costituzionale ha cambiato la sua legge regionale accogliendo le indicazioni della Avvocatura dello Stato stabilendo che anche gli strumenti urbanistici attuativi (come i PUO della Liguria) sono soggetti a VAS nel caso vadano in variante ai piani urbanistici generali e questi ultimi non abbiamo mai avuto una valutazione ambientale. Il PUC di Brugnato essendo stato approvato nel 2005 non ha mai avuto alcuna valutazione ambientale.

Infine, una ultima obiezione che potrebbe essere svolta contro il ragionamento fatto fino ad ora, è la seguente: ma in fin dei conti il progetto è stato sottoposto a screening di VIA quindi una valutazione dei potenziali impatti ambientali è stata fatta. Ora sulla VIA e su come la Regione la ha applicata al caso in esame torneremo in un prossimo post, ma è chiaro che la VIA non è lo strumento adatto per valutare una scelta strategica come un outlet che modificherà profondamente l’ambiente ma anche aspetti sociali ed economici di un territorio fragile come quello del Comune di Brugnato, per non parlare degli aspetti di impatto sul commercio su scala provinciale e quanto meno dell’intera Val di Vara. Anche in questo caso per dimostrare la nostra tesi citiamo i documenti ufficiali della UE. Secondo l’Avvocatura della UE (conclusioni recepite nella sentenza della Corte Giustizia 17/6/2010 cause riunite C-105/09 e C-110/09) : “La direttiva VAS integra, infatti, la direttiva VIA di oltre 10 anni più risalente, che ha ad oggetto la considerazione degli effetti sull’ambiente con riguardo all’autorizzazione di progetti. Con l’applicazione della direttiva VIA si è osservato che sussistevano, nel momento della valutazione dei progetti, importanti effetti sull’ambiente spesso già causati da precedenti misure di pianificazione. Anche se questi effetti possono quindi essere analizzati nella valutazione di impatto ambientale, tuttavia, essi non possono più essere presi in considerazione in maniera completa al momento dell’autorizzazione del progetto. Per questo motivo è ragionevole analizzare tali effetti sull’ambiente già nella preparazione dei piani e tenerne conto in questo contesto. Ad esempio, un ipotetico piano di costruzione stradale può stabilire che una strada venga costruita in un determinato corridoio. Non si valuterà più, probabilmente, nella successiva autorizzazione del piano di costruzione stradale, se ci sono possibilità alternative a questo corridoio che producano minori effetti sull’ambiente. Per questo si dovrebbe valutare già al momento della definizione del corridoio quali effetti abbia sull’ambiente la delimitazione del tracciato e se debbano essere previste delle alternative.”

Mi pare chiaro, anche per chi non è a suo agio nei temi giuridici; ma evidentemente i nostri amministratori locali e regionali nella loro presunzione non sono abituati a leggere i documenti europei!

La mafia si fa Stato: Giappone emblematico

Un trafiletto su la Repubblica di stamani narra brevemente del ruolo delle mafie nell'attuale disastro  terremoto/tsunami/nucleare giapponese e data 1948 la nascita di una di esse, la più recente, all'indomani dell'altro grave disastro guerra/nucleare che ha colpito il Giappone. 

Quando la crisi è grave e c'è bisogno di sostegno lo Stato interviene adempiendo ai suoi compiti, mantenendo e acquisendo consenso. Quando la crisi è molto grave, anche in presenza di uno Stato forte, c'è spazio per il sostegno di tutti, ad esempio quello della comunità internazionale.

Anche le mafie acquisiscono, gestiscono, mantengono il consenso. A volte anche senza che si verifichino  eventi straordinari, quando le istituzioni sono "ordinariamente assenti". 

La Yakuza: Anche la mafia in campo per gli aiuti
Anche la mafia giapponese, la temuta Yakuza, si sta impegnando per ridurre l’impatto dello tsunami e del terremoto. Anzi, a leggere le cronache degli ultimi giorni, sembra che si sia innescata una corsa a fare del bene alla popolazione giapponese, che non ha confronti col passato della mafia del Sol Levante.
Tre esempi nitidi di questa “inversione” di tendenza, sono arrivati nelle ore che hanno seguito la tragedia: alcuni tra i gruppi più noti della Yakuza, hanno gareggiato in uno sforzo di solidarietà ai cittadini che si sta protraendo anche nelle ultime ore.
L’Inagawa-Kai, la terza organizzazione di mafiosi in Giappone fondata nel 1948, ha inviato nei territori disastrati della regione Tohoku, dei Tir carichi di vettovaglie, luci di emergenza, batterie, bevande e cibo. Lo stesso hanno fatto anche la seconda organizzazione, la Sumiyoshi-Kai, e la prima, la Yamaguchi-Gumi.

domenica 20 marzo 2011

L'omelia laica di Don Paolo Farinella

Quest'Uomo ha la capacità di esplicitare e rappresentare egregiamente sensazioni e  intuizioni che a volte mi sfiorano alla lettura di alcune notizie. Inutile che io cerchi altre parole. Da Repubblica Genova:

"Avevo preparato un pezzo sul ritorno di Scaiola «Ô Ministru», ma devo cedere all´impulso della ragione e del cuore dopo avere visto in tv tutta la Messa di Bagnasco con in parterre (nel senso letterale di ornamento) lo Stato. Il prete insegna, la Repubblica impara. 

Scrivo come cattolico convinto e praticante, come prete della Chiesa cattolica che si fonda sul vangelo di Gesù Cristo. 17 marzo 2011, festa del 150° anniversario dell´unità d´Italia: le città sono in festa, la Lega diserta, ma è contestata; Berlusconi morde il freno perché non è la prima donna, travestito da infermiera. La giornata si apre all´altare della Patria con Napolitano, prosegue nel pomeriggio in seduta congiunta di Camera e Senato e con il messaggio del capo dello Stato e si conclude la sera con la musica di V.E.R.D.I. Eppure il clou della giornata di festa, anche cronologicamente, le ore 12,00, esattamente a metà del giorno, è la Messa celebrata da Bagnasco con i vescovi presidenti delle conferenze regionali e con le autorità di ogni razza e spessore.

Scenario grandioso dentro la basilica di Santa Maria Maggiore, che diventa il simbolo della realtà che oggi tocchiamo con mano. Per capire quello che è avvenuto è indispensabile comprendere che cosa sia la Messa, o meglio Eucaristia per la Chiesa cattolica e per i credenti. Per chi crede essa è l´atto decisivo d´identità e di vita: è la memoria della morte e risurrezione di Gesù Cristo che l´Assemblea orante rivive e rinnova come segno profetico per il mondo. Ridurla a mera cerimonia di inaugurazione di qualcosa o come momento celebrativo di qualsiasi festa è, per me, un atto grave di sacrilegio. 

Santa Maria degli Angeli era piena di miscredenti (a parte la rappresentanza di popolo), gente che era lì perché doveva pagare pegno e dimostrare al clero di essere più papalina del papa. Erano lì per protocollo, non per fede. Il Signore ha detto nel Vangelo che non bisogna prendere le perle e buttarle ai porci.

Ho visto Berlusconi fruitore di prostitute minorenni in prima fila con Schifani e Fini; Calderoli condannato ai ferri che bestemmia in celtico; Casini in terza fila che fa il pio-pio; Gianni Letta nella sua qualità di «nobiluomo di sua santità» e Bagnasco rivolgersi a loro con autorità e con deferenza, come se in questi giorni nulla fosse successo; stringeva il cuore e azzerava l´intelligenza. 

La Messa strumentalizzata per fini protocollari è quanto di più dissacrante possa fare un prete. In quella chiesa c´era il plastico di ciò che sta accadendo nel 150° anniversario dell´unità di Italia: l´Italia non esiste come Repubblica laica e Stato indipendente. Le autorità dello Stato stanno un gradino sotto il potere clericale che lo manifesta scenicamente e teatralmente. Nemmeno al Presidente della Repubblica, simbolo fisico e morale dell´unità della nazione, è stato permesso di dire una parola. Solo il clero cantava, parlava e si muoveva, tutti gli altri erano muti, fermi e sull´attenti ad audiendum verbum. 

Anche quando, ferocemente, alla fine della cerimonia, il diacono intimò: «Inchinate il capo per la benedizione», tutti i rappresentanti dell´Italia unita e sovrana da 150 anni, ubbidienti come un sol uomo, inchinarono il capo per ricevere l´investitura dal Clero: ricordatevi che voi siete lì perché noi lo vogliamo e non dimenticate che possiamo togliervi il giocattolo in qualsiasi momento. Il potere spirituale della Chiesa è diventato in 150 anni un vero potere di indirizzo e di esecuzione. Mi è parso di vedere tanti altri miscredenti fare la comunione: un pubblico peccatore (secondo la dottrina tradizionale della Chiesa cattolica perché non pentito) che in pubblico commette un sacrilegio è un altro segno della nuova Italia clericale annessa al Vaticano che avanza. Dal tempo di Enrico IV di Francia (1610), il potere colluso di supremazia vale bene una Messa! Non una parola sui civili di Libia bombardati dal pazzo Gheddafi e sugli immigrati a Lampedusa. W la festa dell´unità d´Itaglia vaticana!

giovedì 17 marzo 2011

Buon Compleanno Italia




"Un Paese che non sa custodire il suo Passato, imparando dal meglio che ne fa parte, e facendone piuttosto macerie, rischia di prevedere macerie nel suo futuro". 
 (Salvatore Veca)

mercoledì 16 marzo 2011

Nucleare: better safe than sorry?

“Le particelle possono viaggiare per migliaia di chilometri, spinte dai venti, quando per una combinazione di variabili, salgono in quota, a livelli molto alti, sopra le nuvole.”  

Due righe di giornale… stavo appunto cercando di cogliere la sensazione che si prova a respirare e ad essere in un posto, consapevoli della estrema dannosità che il solo fatto di essere rappresenta per la tua salute. E quindi per la tua vita. E per quella di tuo figlio. 

Una sensazione che in parte sperimentiamo quotidianamente con l’inquinamento e i nostri quotidiani disastri…  Un piccolissimo panorama è compreso nella sintesi delle prescrizioni  della Regione Liguria per il consolidamento della centrale Tirreno Power di Vado: “la copertura dei parchi carbone per evitare la dispersione di polveri, poi riduzione dei consumi idrici, un progetto per il riutilizzo dell’acqua del mare, la riduzione dell’inquinamento acustico,e un controllo pubblico sugli inquinanti che sia pagato dalla stessa Tirreno Power.” Ma nel caso della radioattività, anche per un fatto culturale forse, la storia è diversa e comunque il binomio Giappone-radioattività sono fin troppo evocativi.

Comunque, su sollecitazione di Ispra, le ARPA  intensificheranno la rilevazione di eventuale radioattività in atmosfera: è prevista l’installazione di apparecchiature specifiche anche a La Spezia e Imperia a cura dell’ARPAL.

La frase più gettonata è “non bisogna prendere decisione sulla base dell’emotività del momento” e il ministro Prestigiacomo da giorni ripete, quasi ossessivamente che “il nostro piano va avanti”, mentre la Merkel in Germania ha chiuso due impianti. Ma si sa, tra tedeschi (polacchi e svizzeri) e  italiani, dove stanno gli emotivi- irrazionali.

“Il terremoto ha fatto saltare l’energia elettrica, ma i generatori di emergenza hanno continuato a pompare acqua nell’impianto. Poi è arrivato lo tsunami, e ha spazzato via tutto A quel punto l’intera struttura è rimasta senza un sistema di raffreddamento. E le barre di combustibile hanno iniziato a scaldarsi oltre misura”  e così, l’altra posizione è rappresentata da quelli che parlano di statistiche: una combinazione di fattori che raramente si presenta, il nucleare è più sicuro che viaggiare in automobile… sì, certo, forse

Intanto un ministro giapponese ha dichiarato: Lo tsunami ci ha colpito per la nostra ipocrisia. La natura ha voluto punire la nostra indifferenza”  che dire, anche i giapponesi sono noti per essere emotivi-irrazionali.

I titoli dei giornali da giorni ormai parlano di apocalisse; se aggiungiamo Gheddafi che sta riconquistando la Libia e gli altri focolai di guerra e guerriglia in Africa e le nostre disgrazie caserecce (cultura e famiglia in rivolta - persino giovanardi protesta – il ruby-gate – la polizia in protesta sotto la casa di Arcore di B. – De Magistris e Beppe Grillo agli insulti- mafia, ndrangheta e camorra sempre e ovunque -  croci ficco sì/crocifisso no – leghisti contro il tricolore...) quale altro sostantivo ci possiamo inventare?
Beh, fortunatamente una buona notizia c’è: “Sesso sicuro – Nuovi contraccettivi, dal condom per lei allo stick sottopelle.”  

Better safe than sorry  - Meglio essere cauti prima che dispiacersi poi - (Giuliano Ferrara)

p.s. segnalo Il dovere della paura  di Barbara Spinelli

domenica 13 marzo 2011

Il comitato NOCAVA LASPEZIA denuncia

Il Comitato NOCAVALASPEZIA ha scritto una lettera di denuncia al Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria, architetto Giorgio Rossini, illustrando il danno temuto per la nuova autorizzazione di cava che il comune della Spezia  e` in procinto di rilasciare.

Se non ora quando e` lo slogan con il quale il Comitato ha portato all`attenzione di tutti gli Enti interessati "la ”cattiva azione” che il Comune della Spezia e in particolare il Sindaco Federici stanno compiendo, dimentico di tutte le prese di posizione dei mesi scorsi da parte dei movimenti ambientalisti, della Scuola media di Fabiano, di diversi cittadini e associazioni."

"Abbiamo letto le dichiarazioni dell'assessore all'Ambiente Ruocco che precisava al tempo dell`apertura della prima cava di portoro (aprile 2010), che l'autorizzazione alla coltivazione era regionale... e pertanto nulla si poteva obiettare; altrimenti... Il dado era stato tratto all`insaputa di tutti. Oggi però, l'autorizzazione è sempre una prerogativa regionale, ma l'area della nuova cava è del Comune della Spezia che come proprietario può decidere A) di non aprire la cava, oppure  B) di aprire la cava; è stato sufficiente attendere un anno, perche` il comune ...decidesse di aprire la cava.

Dobbiamo resistere con la forza della coerenza e delle denunce di fronte a questo atteggiamento barbaro messo in atto dal comune capoluogo, dobbiamo RESISTERE insieme, ma chiediamo a voi redazioni giornalistiche se potete, se volete, di fare uno speciale su queste cave, sul territorio dove sono collocate, sul pregio e la qualità dell'ambiente, di fare una raccolta delle affermazioni fatte dai nostri amministratori, delle loro promesse, affinché comunque si concluda questa triste vicenda possa rimanere un segno tangibile dei responsabili del nuovo scempio."

SpeziaPolis accoglie l'invito  del Comitato NOCAVALASPEZIA rendendo disponibile questo spazio per diffondere le ragioni del Comitato, raccogliere commenti e questioni. A nostra volta interverremo e daremo il nostro contributo alla discussione. Accesso alla copia integrale della denuncia

Politica e legalità: un conflitto insanabile?

Infiltrazioni mafiose nel ponente ligure: "nel palazzo della Regione circola voce che dopo il commissariamento di Bordighera, sia in arrivo quello di Ventimiglia." (la Repubblica) intanto il Ministro Scajola dichiara, riferendosi al sindaco di Bordighera «Voglio manifestargli la massima stima personale, soprattutto per l’onesta, la correttezza e la trasparenza».
Vittorio Coletti su Repubblica GE"... cosa spinge i dirigenti del PDL a irritarsi quando qualcuno parla di mafia dalle loro parti? ...Una terra è più disonorata dai criminali che l’aggrediscono o dagli onesti che li lasciano spadroneggiare? Perchè il sindaco di Bordighera "non ha  preceduto tutti, lui certamente più informato di chiunque, nel far suoi certi timori, cercando di proteggere tempestivamente la città dai criminali? Perché non poteva farlo (e allora sarebbe davvero grave) o perché non voleva farlo (e allora è accusabile di insensibilità politica e morale)?... "Se non sanno e si stupiscono, sarà perché non leggono, quelli del PDL? O perché a loro certi comportamenti non paiono così orribili e spaventosi, abituati come sono alle notti di Arcore, al commercio umano pagato con cariche politiche, alla ferrariana esaltazione dell’improntitudine, all’ostensione spavalda delle mutande, persino quando sono molto sporche?"
Domande da sottoscrivere e anche, al netto delle specificità dl caso, da estendere alla  nostra classe politica.

5 Terre: «La Regione si è impegnata da subito per affrontare l’emergenza occupazionale ci sono buone prospettive: si va alla stabilizzazione dei lavoratori che di fatto già lavoravano per l’ente, e alla riorganizzazione dei rapporti con le Cooperative, impegnate a  proporsi con nuovi servizi, in modo da ottenere lavoro da parte del Parco, e offrire sempre nuova accoglienza ai turisti».

Considerato che la legge prevede che le assunzioni negli Enti Pubblici siano fatte esclusivamente per concorso, come mai il Presidente Burlando fa simili affermazioni? Stabilizzazione, sulla base di quale norma (ordinaria/straordinaria)? di tutti i lavoratori che di fatto già lavoravano per l’ente? in barba alla pianta organica? di quali/quanti di quelli che  di fatto già lavoravano per l’ente? ne abbiamo già trattato qui.

Pitelli: Siamo proprio sicuri che ora che tutti sono stati assolti, la politica sarà  ancora (ammesso che lo sia stata in passato) in grado di riflettere sulle proprie responsabilità? che infatti, e giustamente, non devono essere stabilite e sanzionate dai magistrati? e cosa sarebbe accaduto in caso di verdetto di colpevolezza? (vedi qui e qui). Potrebbero partire dalle dichiarazioni, dal SecoloXIX, di Morgillo PDL: «Tutti ad attaccarmi solo perché dico quello che pensano tutti: ambientalisti compresi. La sinistra ha speculato per anni sulla disgrazia di Pitelli addossando le colpe e le responsabilità sui privati che la gestivano. Per anni ha ingannato i cittadini sostenendo che il sito della discarica dei veleni sarebbe stato bonificato con i soldi dei privati che avevano provocato il danno e, dulcis in fundo, che non avremmo più aperto nuove discariche. Sempre la sinistra e certi ambientalisti nostrani ci raccontano che il problema dei rifiuti nella nostra provincia non si risolve con impianti di termovalorizzazione o bruciando il cdr all’ Enel, ma potenziando la raccolta differenziata. Poi, alle parole, non fanno seguire i fatti. La nostra provincia e la nostra regione sono fanalino di coda tra le realtà del nord Italia in materia di raccolta differenziata: circa il 25% contro il 40% che avremmo già dovuto superare da tempo. Siamo l’unica regione d’Italia che non possiede un impianto di termovalorizzazione. Alla Spezia siamo l’unico caso in Italia dove produciamo cdr e non riusciamo a metterlo a profitto ma ci tocca anche sobbarcarci alti costi per trasportarlo in giro per l’Italia. Pitelli sembra non avere insegnato proprio niente alla sinistra che è capace solo di aprire nuove discariche ed ad aumentare la tariffa che i cittadini devono pagare per lo smaltimento».
 
Le manifestazioni di piazza diventano il ring dello scontro diretto (la Repubblica): "Antonio Ingroia, dal palco, denuncia il pericolo della riforma della giustizia appena varata dal governo: «In gioco non è il presente di noi magistrati, ma il vostro futuro. La cosiddetta riforma della giustizia è una controriforma e non è solo, come si dice, una ritorsione contro la magistratura ma la posta in gioco è l’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge». Il Pdl accusa Ingroia: «È schierato, altro che l’indipendenza di cui parla l’Anm»"
Come documenta Armando Spataro nel suo libro "Ne valeva la pena" anche trattando del caso di Abu Omar in cui governi di centro-destra (Berlusconi) e centro-sinistra (Prodi) hanno ripetutamente sollevato conflitti di attribuzione tra poteri dello Stato nei confronti della procura di Milano, il conflitto tra il potere giudiziario e quello esecutivo non attiene ad una sola parte politica ma è trasversale e continuativo nel tempo. 

Anche per questa ragione non emoziona D'Alema che dichiara: “La riforma della giustizia è urgente solo per gli imputati di reati gravi", mentre, come la gran parte dei suoi colleghi del PD, si guarda bene dall'esprimere le proprie posizioni nel merito della riforma, in particolare laddove riguarda la riduzione del potere (o dell'indipendenza) della magistratura. Per sapere davvero cosa pensano (meglio, come attuano ciò che dichiarano) occorre aspettare che tornino al potere. Intanto Vietti, Vicepresidente del CSM precisa: ...mi permetto di osservare che non è la riforma della giustizia, come viene presentata, ma della magistratura".

venerdì 11 marzo 2011

Pitelli: le assoluzioni penali, le responsabilità politiche


La sentenza di assoluzione in primo grado degli imputati al processo sulla gestione della discarica di Pitelli non sposta di una virgola, sotto il profilo politico amministrativo le responsabilità sulla vicenda.
La gestione sia della discarica collocata sopra l’abitato di Ruffino (c.d Sistemi Ambientali) sia del fornetto inceneritore per non parlare delle aree limitrofe è stata svolta in totale violazione della normativa ambientale vigente all’epoca.
Tutto ciò ha prodotto un danno enorme alla collettività spezzina, intanto di immagine pubblica e poi sotto il profilo economico perché la perimetrazione larga del sito di bonifica di Pitelli (GUARDATE LA FOTO DI QUESTO POST E CAPIRETE) fino a tutta la zona golfo ha comportato un aggravio dei percorsi autorizzatori per qualsiasi intervento rilevante nell’area interessata; aggravio peraltro inevitabile visti i riscontri sulla diffusione dell'inquinamento prodotto dalla gestione della discarica in oggetto (per non parlare del resto delle colline di Pitelli).
Relativamente al penale che poi era oggetto del processo, attendiamo le motivazioni della assoluzioni perché allora avremo sorprese interessanti per chi non è in mala fede cioè prono ai poteri locali; ma la responsabilità politica amministrativa è li davanti a tutti quelli che la vogliono vedere: basta andare a visitare le colline di Pitelli o leggersi il piano di caratterizzazione del sito di bonifica nazionale elaborato da enti tecnici di livello nazionale e non certo da qualche comitato o associazione di parte.
Quindi se qualche avvocato di parte o peggio ancora qualche politico si avventurerà in dichiarazioni COGLIONESCHE tipo “avete visto che era tutta una montatura degli ambientalisti” o addirittura (sentita durante le udienze del processo) “l’acqua della discarica di Pitelli è come quella minerale”, si leggano questi nostri post qui, qui, ed infine qui.
Dopo aver letto ci facciano un favore : si vadano a nascondere dentro una buca perché il loro modo di ragionare puzza peggio dei rifiuti stoccati illegalmente nelle colline di Pitelli!
P.S.
Non aggiungo altro sotto il profilo giuridico perchè mi riserbo di farlo dopo la lettura delle motivazioni della sentenza, anche se è chiaro fin d'ora che il processo di Pitelli conferma un grave vuoto legislativo sotto il profilo della repressione dei reati ambientali più gravi.

giovedì 10 marzo 2011

Sarò breve...

Purtroppo o per fortuna, non ho molto tempo da dedicare a SpeziaPolis in questo periodo. Devo tuttavia  almeno fare un elenco degli argomenti che tra ieri e stamani ho archiviato per ritornarci più avanti: 

1)    Il rifiuto della Camera dei Deputati a concedere alla magistratura di poter utilizzare le intercettazioni telefoniche come indispensabile fonte di prova per Pecoraro Scanio et altri, come appreso da questo blog di Repubblica vecchio.blogautore.repubblica.it;
Ho lasciato un commento ed immediatamente il 6° post del "Faraone... io mi ricordo.." è entrato prepotentemente nella Top 10 dei nostri post. Sono molto contenta per il post ma...

2) Il CdM ha approvato la riforma sulla Giustizia e Berlusconi ha così commentato - da Repubblica : ""Un punto di svolta", un cambiamento che se fosse stato introdotto 20 anni fa avrebbe evitato "l'esondazione, l'invasione della magistratura nella politica e quelle situazioni che hanno portato nel corso della storia degli ultimi venti anni a cambiamenti di governo, ad un annullamento della classe dirigente nel '93", e soprattutto avrebbe evitato "il tentativo che è in corso attualmente di far cadere il governo per via giudiziaria".

Che dire, fantastico: se avete letto l'articolo di Repubblica è chiaro che se non riusciamo oggi a processare i politici, figuriamoci con la nuova legge proposta e che speriamo non verrà mai approvata.  

3) Giuliano Ferrara dichiara che incasserà 3000,00 euro al giorno per la sua trasmissione a difesa di Silvio. Lui non fa l'ipocrita e tutti noi paghiamo, considerato che si tratta della RAI.

4) la Legambiente ha pubblicato un rapporto sulla situazione della qualità delle scuole italiane: come detto l'ho guardato ed archiviato. Ci sarà un sacco da scrivere: quelle indagini che servono solo a chi  le fa, una sorta di spot pubblicitario o un finanziamento pubblico mal speso (come quelle delle vele). Un po' all'ingrosso, perchè ho guardato al volo: sono valorizzate le pochissime buone pratiche ma non stigmatizzate "in chiaro" le tante pessime pratiche; il campione è di 98 Comuni (sono più di 8000 in Italia)  più qualche provincia; i dati sono comunicati dai comuni (hai visto mai l'oggettività e l'accuratezza), che tuttavia sono i grado di dichiarare che le loro scuole hanno fatto le prove di evacuazione (per citare una cosa a me cara). Ma per favore... chi legge, se vuole, chieda ai propri figli se ad oggi hanno fatto le prove di evacuazioni così facciamo una verifica lampo. Il mio no, nonostante le mie sollecitazioni alla scuola e nonostante la sicurezza sia dichiaratamente una "priorità".

Certo, altra cosa dalle rilevazioni di Cittadinanzattiva (che personalmente ho rinunciato a fare, perchè osteggiata sia dai Comuni che dalle scuole e indifferente ai genitori) fatte dai cittadini genitori e pubblicate al dettaglio della scuola e dell'indicatore...  che appena hai compilato il questionario e pubblicati gli esiti aspetti le invettive o le denunce dei sindaci e l'eterna riprovazione della dirigente.

5) Poi, per arrivare al local, ho archiviato la querelle del PD a Vezzano Ligure rispetto all'incapacità amministrativa del PD. Si perchè qui lo sport praticato da almeno 8 anni è fracassare le palle ai cittadini eccoli qui, con le rivalità interne ad uno schieramento di incapaci (quando si va di corsa è così, non si può essere troppo raffinati nel lessico). Tutta una roba di una squadretta di calcio del PD, non sono fantastici?

6) miscellanea: Andrea Orlando che a proposito delle infiltrazioni mafiose nello spezzino (in particolare pare nei cantieri navali Spezzini) dice "l'avevo detto già tre anni fa"... non ho tempo di cercare il post ma avevo annotato da qualche parte che non fosse stato così esplicito... e doveva essere meno di sei mesi fa... mi sa che aveva spinto più sul Ponente Ligure... il presidente dell'AP Forcieri che consegna ufficialmente la centralina per il rilevamento dell'inquinamento atmosferico e acustico all'ARPAL: alla buon'ora, pensavamo l'avessero convertito in una TV e se lo volessero tenere ben stretto all'AP.
Un paio d'anni che l'hanno lì? Forse l'hanno già inaugurato un paio di volte?  E poi tutto il refrain sull'opportunità che i Porti liguri facciano sistema, magari insieme a Livorno... quelle cose che ormai anche gli adolescenti locali dicono, tanto le hanno sentite... qualche pagina della Repubblica di Genova... Pubblicità Progresso?

Ecco, se ne è volata via un'oretta... ma tant'è, mica nessuno mi obbliga... anzi. 
Buona giornata, d