Sono quella per l’asilo nido aziendale, prorogata sino al 31 agosto; assistenza anziani, sino al 30 settembre e quella che riguarda l’Ufficio amministrativo, prorogata sino a fine marzo in attesa delle procedure concorsuali per assumere personale interno. Il rinnovo di queste convenzioni coinvolge circa 20 lavoratori.”
La polis fu un modello di struttura tipicamente e solamente greca che prevedeva l'attiva partecipazione degli abitanti liberi alla vita politica. In contrapposizione alle altre città-stato antiche, la peculiarità della polis non era tanto la forma di governo democratica od oligarchica, ma l'isonomia: il fatto che tutti i cittadini liberi soggiacessero alle stesse norme di diritto.
lunedì 31 gennaio 2011
5 Terre: un minimo (sindacale) di chiarezza
Sono quella per l’asilo nido aziendale, prorogata sino al 31 agosto; assistenza anziani, sino al 30 settembre e quella che riguarda l’Ufficio amministrativo, prorogata sino a fine marzo in attesa delle procedure concorsuali per assumere personale interno. Il rinnovo di queste convenzioni coinvolge circa 20 lavoratori.”
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L'ordine del giorno scomparso sulla discarica di Saturnia
Pubblichiamo di seguito l'ordine del giorno alternativo a quello votato dalla maggioranza del consiglio comunale non posto in discussione e che poteva essere una ragionevole via di uscita nell'interesse del levante e della gestione corretta del ciclo dei rifiuti. Ma è noto che in questa città non basta essere corretti, competenti e ragionevoli per poter contribuire a governare bene le cose! Il Consiglio Comunale
In riferimento alla ipotesi di riattivazione a fini di discarica del sito di Saturnia ;
considerato che tale ipotesi non rientrava nel programma elettorale e di governo dell’attuale amministrazione comunale;
sottolineata la spiccata problematicità che caratterizza la questione in ragione delle sue delicate implicazioni di carattere politico, sociale, ambientale, igienico-sanitario, economico e giuridico ;
fatto presente che il Consiglio Comunale è venuto a conoscenza solo da pochissimi giorni dei termini del memorandum fra il Comune della Spezia, Acam spa ed Hera spa, che l’elemento che ha fatto emergere la prospettiva di una prossima riapertura di una discarica all’interno del territorio comunale;
evidenziati i numerosi aspetti critici riconducibili a siffatta prospettiva, così riassumibili :
a) non si evince con certezza se si sia realizzata la decadenza dell’autorizzazione di cui alla delibera n. 3141/23 luglio 1993 della Regione Liguria e precedenti collegate, in quanto nessuna di tali delibere (in tutto tre) contiene indicazione del termine di decadenza dell’autorizzazione e la normativa di riferimento è successiva a tali atti regionali (D. lgs. 36/2003 e il Testo Unico Ambientale 152/2006) e da tale normativa non risulta desumibile alcuna ipotesi di applicazione retroattiva dei termini di decadenza alle autorizzazioni pregresse;
b) l’area interessata rientra nel sito nazionale di Pitelli, rispetto alla cui rimodulazione perimetrale esiste molta confusione di informazioni : c’è la necessità di chiarire lo stato attuale del sito e l’entità delle azioni e/o proponimenti in essere circa la sua regolamentazione : di tali azioni e/o proponimenti occorre sapere quali proposte ci siano, a quali livelli istituzionali siano state poste, a che grado di discussione sono giunte, con quali piani e tempi di definizione se ne preveda la concretizzazione, verso quale scenario normativo ci si intenda orientare;
c) le dimensioni del sito (900mila m3) sono notevoli, soprattutto se coniugate a quelle del sito di Rocchetta di Vara (400mila m3) contestualmente individuato ed occorre conoscere con certezza come saranno sfruttate tali dimensioni, essendo legittimo attendersene un possibile asservimento a bacini di utenza più ampi di quello spezzino;
d) sempre a proposito di dimensioni, il Piano provinciale dei Rifiuti indica che tale sito avrebbe dovuto essere ridotto senza specificare però di quanto e come: tale mancanza di chiarezza costituisce una lacuna amministrativa di estrema attualità che ancora abbisogna di essere sanata ai fini della certezza dell’indirizzo di programmazione in merito;
e) in materia di classificazione dei rifiuti, alcun seri interrogativi vengono sollevati dalla fumosità ed ambiguità della vigente normativa di riferimento (decreto ministeriale 27/09/2010) : tale decreto, a proposito di rifiuti inerti, alla luce della lettura coordinata dell’art. 5 (specie comma b) e dell’art.10, lascia aperta la possibilità che la costituenda discarica di Saturnia accolga svariate e non facilmente inquadrabili tipologie di rifiuto;
f) sugli organi di stampa e in riunioni anche di ordine istituzionale si è sentito menzionare i c.d. “fanghi verdi”, denominazione non corrispondente ad alcuna precisa rintracciabile definizione tecnica;
g) esiste il problema della possibilità di una destinazione del sito a fini di smaltimento extraregionale, in quanto la normativa è cambiata il nuovo comma 3 del decreto ministeriale vigente la rende esplicitamente possibile in ragione di accordi la cui ammissibilità non è più vincolata al requisito di richiamo sanitario;
h) in materia di terre e rocce (voce inclusa negli elenchi dei rifiuti inerti) esistono molte ambiguità da chiarire preliminarmente : la nuova decisione dell’Unione Europea le ha riclassificate come rifiuti pericolosi e quindi occorre un parere legale circa il tipo di normativa che sarà seguita in ordine ai parametri da adottare per la metodologia di analisi per la rilevazione di concentrazioni pericolose;
i) è da chiarire l’aspetto concernente gli assetti proprietari e futuri del sito, dati di assoluta rilevanza per l’inquadramento dell’assetto gestionale e delle garanzie di controllo;
nel ritenere cogenti e pregiudiziali ad ogni valutazione di merito tutti i chiarimenti del caso in merito ai quesiti e dubbi di sopra elencati ;
nell’auspicare la massima trasparenza e il più ampio grado di coinvolgimento dei cittadini su una decisione così importante rispetto ai destini della nostra comunità;
nel sottolineare la necessità che il Consiglio Comunale si pronunci sulla questione sulla base di un patrimonio certo, esaustivo e documentato e/o documentabile di informazioni al riguardo;
il Consiglio Comunale impegna l’amministrazione
1) a promuovere un’inchiesta pubblica sull’ipotesi di riattivazione della discarica di Saturnia, come previsto dallo Statuto comunale;
2) a stendere un Protocollo ufficiale contenente la descrizione
a) delle tipologie di rifiuto destinate a detto sito,
b) dello stato attuale della discarica in rapporto al sito nazionale di Pitelli;
c) della normativa applicabile;
d) dell’assetto proprietario del sito e delle variazioni che si pensa di operare su di esso;
3) ad istituire una commissione con funzioni di osservatorio a cui sottoporre il protocollo di cui al punto 2 entro il termine complessivo di un mese, dandole mandato di elaborare una relazione da sottoporre al Consiglio Comunale per le espressioni politico-amministrativo di sua competenza.
Cercando un altro Egitto
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| clicca x ascoltare 13 Febbraio 2011 - Tutti gli appuntamenti nelle piazze italiane aggiornamento 3/2/2011 Santoro, Travaglio e Spinelli confluiscono nella manifestazione delle donne |
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domenica 30 gennaio 2011
Centrale Enel le inadempienze di legge , la non informazione del Comune

Come abbiamo spiegato in questo post la centrale Enel della Spezia non si è ancora adeguata alla nuova normativa europea sulla autorizzazione integrata ambientale (AIA), nonostante che i termini siano ormai scaduti dal 30/12/2004.
Nonostante questo ritardo sia già di per stesso sintomatico dei favori che questo impianto ha sempre avuto sia dal livello governativo che delle amministrazioni locali per non parlare dei sepolcri imbiancati dei sindacati, recentemente Enel ha ottenuto l’ennesima proroga per l’adempimento di questo importante obbligo di legge.
La notizia della proroga è stata completamente bucata non solo dai mass media locali sempre pronti a dare notizia di ogni dichiarazione, anche la più inutile, di questo o quel amministratore locale, ma non è stata neppure comunicata da chi in questa procedura autorizzatoria ha una responsabilità precisa di legge e cioè
Eppure la proroga è di grande rilievo non solo perché ritarda ulteriormente l’adeguamento della centrale di Vallegrande alla normativa europea in materia di emissioni inquinanti, ma per l’oggetto della proroga.
Infatti nonostante la domanda sia stata trasmessa nel 2006, solo nel 1/12/2010
Riassumiamole, rinviando nello specifico alla lettura della documentazione integrale, di seguito:
- mancano i dati per inquadrare lo stato di qualità ambientale dell’area interessata dalla centrale sia con riferimento allo stato attuale, sia per gli interventi di adeguamento ai piani settoriali regionali in materia di tutela della qualità dell’aria e tutela delle acque. Questo è un dato fondamentale per comprendere in chiave strategica (temporale e spaziale) l'impatto cumulativo (ambientale e sanitario) generato dalla evoluzione della presenza della centrale nel territorio spezzino in rapporto ad altre fonti inquinanti e alla situazione meteo-orografica e ambientale generale;
- Mancano dati precisi su ore di funzionamento della centrale e dati sulla sua reale capacità produttiva;
- I dati su emissioni nell’atmosfera e nell’acqua (leggi golfo della Spezia) sono datati al 2005 e devono essere aggiornati;
- Mancano dati aggiornati sulle tipologie di Migliori tecnologie disponibili applicabili alla centrale: si tratta delle tecniche di disinquinamento, di funzionamento operativo della centrale la cui applicazione è prevista in sede di AIA e che può essere adeguata alle specificità ambientali e sanitarie dell’area interessata dalla centrale secondo il concetto di norma qualità ambientale che consiste nella serie di requisiti, inclusi gli obiettivi di qualità, che sussistono in un dato momento in un determinato ambiente o in una specifica parte di esso;
- Il piano di monitoraggio e controllo delle emissioni generali della centrale non è adeguato ai protocolli predisposti da ISPRA.
Ora rispetto a queste richieste l’ENEL nonostante il suo ritardo clamoroso nell’adeguarsi alla nuova AIA ha avuto il coraggio in data 29/12/2010 di chiedere una proroga fino al 9/3/2011 per fornire le suddette informazioni.
Ovviamente il Ministero dell’Ambiente in data 18/1/2011 ha concesso questa proroga nei termini chiesti dall’Enel.
Rispetto a questo quadro già di per sé significativo di come vengono gestite le istruttorie ambientali in questo paese,
Ora a quel che ci risulta fino ad ora l’Amministrazione Comunale ha dato un incarico di consulenza all’Istituto Superiore di Sanità che si è concluso il 7/2/2010 quindi oltre 1 anno fa. Ovviamente l’Amministrazione Comunale non ha mai comunicato ufficialmente cosa ha prodotto questa consulenza, come intenda utilizzare le conclusioni eventuali della stessa e soprattutto se occorrano ulteriori approfondimenti. Sarebbe interessante sapere cosa pensa l’Amministrazione Comunale sull’elenco di informazioni mancanti fino ad ora nella istruttoria per il rilascio dell’AIA sopra riportate.
P.S.
Per chi vuole saperne di più sulla attuale normativa in materia di AIA guardi qui
Break free from Bunga Bunga
sabato 29 gennaio 2011
Discarica di Saturnia: le balle del Sindaco Federici – l’umiliazione del consiglio comunale

Il Consiglio Comunale della Spezia ha discusso il via libera alla riapertura della discarica di Saturnia nelle colline di Pitelli.
Si è arrivati a questa discussione sulla base di una mozione del centro destra
Quella di fronte alla quale sono stati posti i consiglieri non è stata quindi una scelta meditata ma la estorsione della firma ad una cambiale in bianco a favore non solo di un Sindaco sempre più colpito dalla sindrome berluscoide del “decidotuttoiochemihavotatoilpopolo” ma soprattutto di un soggetto imprenditoriale (Hera) che formalmente non ha ancora ruolo nel sistema di gestione rifiuti del nostro territorio….. non ne fa parte ma ha già cominciato a ricattarlo questo territorio, come hanno sempre fatto peraltro i precedessori: Lega delle cooperative per l’area IP, Terminalisti per la gestione delle aree portuali, Enel e Snam per gli impianti energetici.
Allora perché non si è permesso ai consiglieri di fare una scelta meditata?
Intanto non si sono chiariti i motivi per cui si è arrivati a questa scelta. Come è noto la richiesta di riapertura di Saturnia nasce dal famoso memorandum che fissa le condizioni per l’entrata di Hera in Acam. Ora non sono state chiarite dalla giunta comunale (il Comune è socio largamente maggioritario di Acam) le ragioni economiche, infatti quelle tecniche legate alla chiusura del ciclo sono scelte di competenza della Provincia e dei Comuni e non del gestore. I consiglieri avrebbero dovuto essere informati su quanto, la decisione di riaprire il sito di Saturnia, incide o potrà incidere sulla riduzione del debito Acam con cifre alla mano non con discorsi generici. Ma forse questo oggi non era possibile per una ragione non confessabile in questa fase e veniamo quindi ad altri aspetti più strettamente legati alla gestione dei rifiuti.
Allo stato attuale, leggendo le dichiarazioni del Sindaco Federici, il memorandum Acam -Hera - Comuni, nonché l’ordine del giorno presentato dalla maggioranza in consiglio comunale non si capisce quale sarà la tipologia di rifiuti che finirà in discarica!?
Infatti :
secondo l’ordine del giorno della maggioranza, Saturnia deve essere considerata come sito di conferimento di materiale inertizzato al fine di ripristino ambientale compreso il rifiuto stabilizzato (quindi per capirci senza eluato o quasi) che proviene dall’impianto di Saliceti.
Intanto andrebbe chiarito cosa si intende per rifiuto inertizzato. Infatti secondo la vigente normativa nelle discariche di rifiuti inerti possono finire non solo rifiuti assolutamente non inquinanti ma anche rifiuti che devono avere un processo complesso di analisi e verifica per dimostrarne la non pericolosità sotto il profilo dell’inquinamento, inoltre questa seconda tipologia di rifiuti può ottenere delle deroghe che possono alzare i limiti degli inquinanti (leggere il combinato disposto degli articolo 5 e 10 del DM 27/9/2010).
secondo le dichiarazioni del Sindaco Federici
Altra questione non portata a conoscenza dei consiglieri prima della decisione è quella della gestione pubblica (richiesta ribadita dall’ordine del giorno della maggioranza). Gestione pubblica vuol dire espropriazione dell’area o acquisto della stessa, chi paga e quanto? Si dice
Un'altra questione non chiarita è: il sito di Saturnia attualmente rientra ancora nel perimetro del sito di Bonifica Nazionale di Pitelli? Se noi leggiamo il Piano Provinciale
Ancora non chiarita è la questione della reale dimensione della nuova discarica di Saturnia tenuto conto quanto indicato dal vigente Piano Provinciale dei rifiuti
D’altronde se davvero ci fosse la volontà di spingere la raccolta differenziata nella nostra provincia agli obiettivi di legge (65%) non ci sarebbe bisogno di Rocchetta Vara e Saturnia potrebbe essere limitata a soli 300.000 mc (corrispondenti a parecchi anni di smaltimento del c.d. stabilizzato non recuperabile dall’impianto di Saliceti come CDR se la raccolta differenziata decolla come promesso). E badate bene che i 300.000 mc di Saturnia sono al rialzo visto che secondo Acam fino a qualche tempo fa come discarica di servizio poteva bastare il sito di Bonassola (150.000 mc); peccato che improvvisamente dopo averci speso tempo e valutazione di costi assolutamente contraddittorie (si è passati da qualche milioni a 10 milioni di euro per la realizzazione/ampliamento del sito in meno di 1 anno), improvvisamente Acam si è accorta che non si poteva fare, forse per gli stessi motivi nascosti per cui non si possono fare discariche in Val di Magra? sullo scandalo della tramontata discarica di Bonassola di servizio per il sistema provinciale dei rifiuti abbiamo scritto ampiamente qui .
Insomma e andando a concludere si è fatto votare il Consiglio Comunale su una ipotesi per la quale devono essere ancora vagliate tutte le condizioni tecniche, ambientali, economiche. Lo si è fatto con l’avvallo di quasi tutti i consiglieri comunali della maggioranza (escluso il solo consigliere Guerri) compresa l'ormai ex lista di opposizione di Schiffini e c.
Lascio a chi legge trarre le conclusioni politiche di tutto ciò ma è certo che questo modo di decidere ha fatto il suo tempo, che se vogliamo ridare un senso alla democrazia nel nostro territorio dobbiamo impostare un modello di decisione nelle scelte strategiche fondato sulla trasparenza, sulla informazione completa, sulla competenza, sulla legalità, sulla partecipazione dei cittadini senza ricatti di alcun genere, sulla possibilità di mettere a confronto scenari diversi per permettere a tutti, a cominciare dalla assemblee elettive, di decidere con cognizione di causa e in modo sostenibile sia ambientalmente che economicamente. Il prossimo banco di prova è il waterfront vedremo se questo Sindaco autoritario e allo stesso tempo confuso riprodurrà una situazione simile a quella di Saturnia!
venerdì 28 gennaio 2011
13 Febbraio 2011: grande mobilitazione o guerra civile?
«Sarebbe stata di cattivo gusto. Anche quell’iniziativa è nata nel clima dei giorni scorsi. Poi, nessuno ne sapeva niente, non è stata mai discussa dall’ufficio di presidenza. Roba archiviata». Altero Matteoli a proposito della manifestazione PDL del 13 Febbraio.
Aggiornamento 29/1/2011:
1) Berlusconi "Con ministri e partito discute anche della manifestazione contro i giudici del 13 febbraio a Milano. Viene fatto scendere a più miti consigli. Prima lo si convince a non partecipare (per i servizi ci sarebbero rischi per la sua incolumità), poi si mette in dubbio la stessa opportunità dell’iniziativa. In alternativa si ipotizza una manifestazione dei giovani del Pdl di fronte al tribunale di Milano guidata da Giorgia Meloni con uno striscione contro i giudici e pro-Silvio." la Repubblica
2) Conferenza stampa con Santoro, Ruotolo e Travaglio e i vertici della Fnsi dopo la telefonata di Masi ad Annozero. "Il 13 febbraio saremo davanti al tribunale di Milano per manifestare in difesa della magistratura".
leggi l'art 88 della Costituzione: «Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse»
********
Berlusconi muove il partito che scenderà in piazza in difesa del suo leader (che parteciperà alla manifestazione) e contro i giudici politicizzati il 13 febbraio a Milano.
Stessa data e stessa città del lancio ufficiale di Futuro e libertà da parte di Gianfranco Fini.
«Se non ora, quando?». Attrici e scrittrici, intellettuali, giornaliste e imprenditrici bipartisan hanno già risposto alla «giornata di mobilitazione» indetta «il 13 febbraio in ogni grande città italiana» contro «il modello di relazione tra donne e uomini ostentato da una delle massime cariche dello Stato». Tra le firme Francesca e Cristina Comencini, Gae Aulenti, Giulia Bongiorno e Susanna Camusso.
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5 Terre: Decadence and Democracy
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giovedì 27 gennaio 2011
Waterfront della Spezia: ma di che cosa discutere? (1)
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mercoledì 26 gennaio 2011
5 terre: qualunquemente, tutto un altro sesso
su Cetto, vedi anche qui
martedì 25 gennaio 2011
ACAM: arrivano i loro!

Il recente convegno della associazione Mediterraneo ha fatto emergere pubblicamente il livello di dissenso che in città esiste verso i nostri amministratori presenti e passati in relazione al caso Acam.
L’AUTOCRITICA INTERESSATA
Ma nonostante il tentativo di autocritica di questi amministratori emergono dalla loro dichiarazioni ancora elementi di falsità , ma anche elementi politicamente inaccettabili
Le falsità ad esempio:
Pagano, ex Sindaco della Spezia, ha affermato al Convegno: "Dovevamo incrementare l’efficienza e cominciare a superare l’indebitamento, invece si sono fatti forti investimenti, che insieme alle tariffe basse hanno incrementato la situazione debitoria.”
Ma le tariffe sono così basse davvero? Vediamo il Rapporto ufficiale del COVIRI 2009 secondo il quale per il nostro ambito Territoriale la spesa unitaria del servizio idrico, relativa a 200 m3/anno, è di 2,21 €/m3 uno dei più alti in Italia come risulta dalla tabella di comparazione n. 3.49 di detto Rapporto. Ci battono solo le città straniere ma li come è noto la qualità del servizio non solo idrico è ben altra (Berlino, Parigi, Zurigo, Ginevra, San Francisco etc.)
E ce la siamo dimenticata la storia della bocciatura da parte del Comitato di vigilanza sui servizi idrici ( nel 2008 ) della delibera sulle tariffe idriche di ACAM in quanto costruite in danno degli utenti che ha portato alla delibera sempre di detto Comitato che ha imposto la revisione del Piano di ambito spezzino ?
Sui rifiuti stendiamo un velo pietoso non c’è neppure bisogno di citare dati ufficiali per ricordare che siamo al quasi fallimento della raccolta differenziata, che non chiudiamo il ciclo dei rifiuti e rischiamo continuamente l’emergenza, che non siamo riusciti a passare a tariffa, che il servizio di spazzamento non funziona (tanto che perfino il Sindaco Federici è stato costretto a richiamare ufficialmente Acam)
Gli elementi politicamente inaccettabili
Garbini, attuale presidente di Acam: "Abbiamo fatto investimenti che dovevano pagare i comuni,..." Garbini “eravamo tutti d’accordo che Acam diventasse un ammortizzatore sociale per risolvere le grandi crisi come quella delle partecipazioni statali. Quando facevo il sindacalista avevo la fila in ufficio di gente che chiedeva raccomandazioni”
Eravamo tutti d’accordo ennò scusate il sottoscritto non lo era d’accordo e in quel breve periodo in cui ho fatto l’assessore ho provato in tutti i modi a far capire che almeno nel settore che seguivo quello dei rifiuti la situazione era completamente fuori controllo, poi si è visto che era così anche il resto. E ce la siamo dimenticata la defenestrazione nel 1999 dell'assessore Rio l'unico assessore competente messo alla partecipazioni comunali e sicuramente allontanato proprio per la sua "troppa" competenza magari su suggerimento di dirigenti di Acam e dirigenti del Comune capoluogo virtuale ( Spezia) e di quello reale (Sarzana)! D'altronde quelli erano tempi in cui l'allora Direttore generale del Comune della Spezia ( quello che guadagnava più del Presidente della Federal Reserve USA) affermava che "Acam deve controllarsi da sola", già infatti è proprio quello che è successo......purtroppo!
Con lettera del 19/1/2000 scrivevo, nella mia qualità di assessore all’Ambiente, al Sindaco, alla Giunta e all’assessore al Bilancio in relazione al bilancio 2000 del Comune relativamente al settore rifiuti, sulla inadeguata informazione degli uffici comunali sui costi della raccolta differenziata, sulla non fondatezza delle proiezioni incrementali fatta da Acam sul passaggio da tassa a tariffa per i rifiuti urbani e assimilati, sulla mancanza di una perizia per la stima dei beni mobili ed immobili conferiti ad A.C.A.M..
Nel rapporto sul contratto di servizio che legava Acam al Comune di Spezia per la gestione dei rifiuti urbani, presentato da me a Sindaco e Giunta nel marzo del 2000 , elencavo le mancanze su questioni fondamentali quali: Oggetto del contratto di servizio, Variazioni delle modalità di erogazione del servizio, Prestazioni, obiettivi, standard qualitativi, Obblighi di ACAM, Costi di manutenzione impianti e attrezzature, Modalità di Spazzamento strade, Spazzamento meccanizzato, Lavaggio strade, Lavaggio dei cassonetti, Pulizie periodiche e straordinarie, Costi Raccolta differenziata, Smaltimento eluato.
La conclusione era quella alla quale ero già arrivato con una lettera a Pagano del 27/12/1999 l’Acam era totalmente fuori controllo!
Questi documenti e queste lettere furono presentati in Giunta e allora in Giunta c’erano il futuro Sindaco della Spezia Massimo Federici e l’attuale Presidente dell’Acam Garbini, evidentemente stavano pensando ad altro probabilmente alle loro future carriere politiche. In questo più lungimiranti del sottoscritto visti i differenti destini politici mio e loro!
L’AUTOCRITICA CHE CI VORREBBE
Insomma la sensazione che si ha è che una vera autocritica non ci sia anzi la vera sensazione è che si vogliano usare una serie di argomentazioni, in modo peraltro reticente come abbiamo visto sopra, per giustificare le scelte attuali verso una strisciante privatizzazione: arrivo di Hera, società mista pubblico (62%) privata (38%), ma con logiche da multi utility quindi tipicamente imprenditoriali in due settori di pubblico interesse come quello dei rifiuti e soprattutto delle acque che richiedono una visione da gestione di beni comuni fortemente legata alle esigenze del territorio e dei cittadini che lo abitano.
In realtà l’esperienza di questi anni dimostra che non la troppa politica ma la cattiva politica e gli usi privatistici e clientelari della gestione pubblica hanno prodotto l’attuale disastro. E allora il problema non è come pensa Pagano che l’aggregazione con un partner esterno doveva essere fatta già nel 2003 ma semmai che doveva essere rivista la fallimentare gestione di allora riportando la politica alla sua funzione di indirizzo, costruendo un sistema di governance che garantisse trasparenza e la tutela degli utenti (Autorità di Ambito funzionanti ed efficaci, contratti di servizio veri e non fogli di carta inutilizzabili, Carta di qualità attivabili etc.), individuando responsabili gestionali caratterizzati da competenza e professionalità ma allo stesso tempo messi in condizione di rispettare gli indirizzi politici del vero titolare della funzione dei servizi pubblici di cui stiamo parlando: il Comune e i suoi cittadini.
Insomma ci vorrebbe non meno politica ma più politica però nella distinzione dei ruoli e nel relativo esercizio pieno delle diverse funzioni: indirizzo, controllo, gestione che è sempre mancato nel nostro territorio non solo per Acam come dimostra il caso 5 Terre. E’ in grado l’attuale ceto politico dirigente locale di mettere in piedi un ragionamento a questo livello? Temo di no e allora ci toccherà dire meno male che arrivano gli "emiliani" di Hera? Sarò vetero comunista, statalista e appioppatemi tutti gli epìteti peggiori, ma io mi auguro qualcosa di più per il nostro territorio!
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5 Terre: addio paradiso dei privilegi
P.S. e che il Commissario sia coerente con quanto afferma.
Spezia Italia: implosione in corso.
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lunedì 24 gennaio 2011
I waterfront degli antipodi e i porti europei (3)
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domenica 23 gennaio 2011
Cetta La Qualunque
Saviano: "dedico la laurea ai giudici di Milano"
Marina Berlusconi: "provo orrore"
Cetto La Qualunque: "schierarsi a favore della legge! Ma è legale questa cosa?"
La replica di Saviano
5 terre: le cose che non ti ho detto
P.S. Lascio agli interessati l'onere di trovare analoghe informazioni sul sito del Parco delle 5 Terre. Anche l'onore della scoperta, perchè saranno i primi a riuscirci.
Tutto quanto abbiamo scritto sulle 5 terre: qui
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sabato 22 gennaio 2011
Outlet di Brugnato: prima di tutto si rispetti la legge!

Abbiamo avuto occasione di intervenire sul progetto di outlet di Brugnato qui , per esprimere perplessità sul metodo di decisione dell’ennesima scelta di cementificazione del nostro territorio.
Questo progetto sembra aver già prodotto danni prima ancora di essere autorizzato e realizzato, infatti nelle more delle decisioni del nuovo centro commerciale è stato sospeso il mercatino del biologico e dei prodotti tipici locali che si teneva una domenica al mese nel centro storico di Brugnato: un caso oppure un anticipo del nuovo modello di offerta commerciale fondata sulla delocalizzazione e l’uniformità del prodotto venduto come avviene in tutti gli outlet (vedi ad esempio tra i più vicini quello di Serravalle o quello di Fidenza)?
Sui rischi di questi outlet molti sono intervenuti nel dibattito provinciale ma quasi nessuno ha sottolineato le questioni legate alle procedure di valutazione/autorizzazione da applicare al progetto di outlet di Brugnato. Eppure la questione delle procedure, come abbiamo avuto modo di spiegare anche per il waterfront della Spezia, è tutt’altro che secondaria sia per una questione di trasparenza del processo decisionale , sia per poter valutare compiutamente tutti gli impatti ambientali, economici e sociali di progetti di tipo strategico per un territorio, sia ed ancora per non limitare questa valutazione alle logiche localistiche del piccolo comune e considerare invece l’insieme degli impatti di tutto l’ambito interessato (in questo caso l’intera provincia della Spezia e prima di tutto
Voglio quindi usare questo post per chiarire l'obbligatorietà della applicazione delle procedure di VIA (valutazione di impatto ambientale di progetti ed opere) e
PERCHÈ IL CENTRO COMMERCIALE DI BRUGNATO È SOGGETTO A VIA
Il centro commerciale in quanto rientrante nella definizione di tali centri ex dlgs 114/1998 (riforma disciplina del commercio) è sottoponibile a VIA (procedura di verifica) ex allegato IV alla parte II del dlgs 152/2006 (c.d. TU ambiente) vedi in particolare lettera b) punto 7 di tale allegato. Recita infatti questo punto che sono sottoposti comunque a procedura di verifica ai fini della VIA “la costruzione di centri commerciali di cui al decreto legislativo 114/1998 (Riforma della disciplina relativa al settore del commercio)”.
Secondo la disciplina del commercio citata, in particolare vedi lettera g) comma 1 articolo 4, per centri commerciali si devono intendere “…una media o una grande struttura di vendita nella quale piu' esercizi commerciali sono inseriti in una struttura a destinazione specifica e usufruiscono di infrastrutture comuni e spazi di servizio gestiti unitariamente. Ai fini del presente decreto per superficie di vendita di un centro commerciale si intende quella risultante dalla somma delle superfici di vendita degli esercizi al dettaglio in esso presenti”. Come si vede quindi non ci si riferisce ad un centro commerciale unico (es. Ipercoop, Conad etc.) ma anche ad una somma di superfici di vendita come appare essere il centro commerciale proposto a Brugnato.
PERCHÉ
Il progetto di outlet, come dichiarato dal Sindaco di Brugnato, è soggetto a variante urbanistica. Questa variante riguardando un progetto soggetto a VIA è sottoponibile a VAS . Infatti secondo il TU ambientale sono sottoponibili a VAS i piani e le loro modifiche (varianti nel caso di piani urbanistici come quello in esame) che definiscono il quadro di riferimento per l’approvazione, l’autorizzazione, l’area di localizzazione o comunque la realizzazione dei progetti soggetti a VIA.
In questo caso come affermato dall’Avvocato UE (Cause riunite C‑105/09 e C‑110/09 49) i suddetti piani, sono sottoponibili a VAS a prescindere dal dovere preventivamente valutarne la significatività degli impatti ambientali, quindi VAS ordinaria senza neppure procedura di verifica.
Non solo ma nel caso di Brugnato non si applica la deroga prevista dal comma 12 articolo 6 del TU ambiente (dlgs 152/2006 che disciplina la materia della VAS), secondo questo articolo per le modifiche dei piani e dei programmi elaborati per la pianificazione territoriale o della destinazione dei suoli conseguenti a provvedimenti di autorizzazione di opere singole che hanno per legge l'effetto di variante ai suddetti piani e programmi, ferma restando l'applicazione della disciplina in materia di VIA (nel caso in esame il progetto ci rientra pienamente come abbiamo visto), la valutazione ambientale strategica non è necessaria per la localizzazione delle singole opere. Ora anche qui la legge regionale sul commercio (LR 1/2007) relativamente alla tipologia di centri commerciali come quello proposto per Brugnato non prevede che la autorizzazione di detti centri costituisca variante automatica (si veda in particolare l’articolo 22 di detta legge regionale).
VIA + VAS È UNA ESAGERAZIONE BUROCRATICA?
No intanto perché VIA e VAS valutano aspetti diversi delle stesso progetto .
In secondo luogo in caso di contemporaneità di VIA e VAS secondo il comma 4 articolo 10 del TU ambientale (dlgs 152/2006) la verifica di assoggettabilità alla VIA può essere condotta, nel rispetto della disciplina prevista per tale procedura ( articolo 20 del dlgs 152/2006) , nell’ambito della VAS. In tal caso le modalità di informazione del pubblico danno specifica evidenza della integrazione procedurale. Secondo il comma 5 articolo 10 (dlgs 152/2006) nella redazione dello studio di impatto ambientale relativo a progetti previsti da piani e programmi già sottoposti a VAS, possono essere utilizzate le informazioni e le analisi contenute nel rapporto ambientale. Nel corso della redazione dei progetti e nella fase della loro valutazione , sono tenute in considerazione la documentazione e le conclusioni della VAS.
CONCLUSIONI
Conoscendo la logica sia del ceto politico ma anche tecnico che dirige i nostri enti locali e soprattutto
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Cuffaro mafioso, si però secondo noi...
In particolare, la seconda sezione penale presieduta da Antonio Esposito ha rigettato il ricorso di Cuffaro, confermando così il verdetto emesso lo scorso 23 gennaio dalla corte di appello di Palermo. La condanna è ora definitiva: «Rispetto la magistratura, adesso andrò a costituirmi». Queste le prime parole di Salvatore Cuffaro, appena uscito di casa."











