In un comunicato di oggi, il Comitato SpeziaViaDalCarbone esprime preoccupazione circa la effettiva coerenza di Enel tra assunzione e rispetto degli impegni, con riferimento alla registrazione EMAS e al rapporto con le comunità locali (vedi comunicato qui).
Allo stesso modo, non rassicura l’imponente campagna pubblicitaria lanciata da Enel su Mobilità Elettrica e Smart Grids (reti intelligenti di produzione e distribuzione di energia): l’energia disponibile nelle colonnine per il rifornimento delle auto elettriche determinerà un aumento della richiesta complessiva di energia elettrica, con relativa sottrazione al mercato petrolifero, in virtù della quale Enel è disponibile a realizzare investimenti anche massicci nella realizzazione delle medesime.
Ciò che si può ipotizzare, considerata la rinnovata corsa alla realizzazione di impianti termoelettrici alimentati a carbone, è che per molti anni Enel (e competitors dell’energia) rifornirà le colonnine delle grandi città italiane ed europee con energia prodotta dalla combustione del carbone, in centrali poste in aree periferiche (Spezia, Brindisi…) dell’Italia e del mondo. Come mettere la polvere sotto il tappeto o relegare il disordine nello sgabuzzino.
A conferma di tale ipotesi si possono interpretare gli Indicatori di Performance Ambientali pubblicati dalla stessa Enel per il 2010, con riferimento alle emissioni:
- in atmosfera - in generale più o meno stabili, quelle relative alle polveri segnalano un aumento di circa il 40% dal 2008 (0,67) al 2009 (0,77) al 2010 (0,94). L’aumento, secondo Enel, è dovuto alla “maggiore produzione dell’impianto di Reftinskaya in Russia in unità meno efficienti e per il maggior contenuto di incombusti nel carbone utilizzato.” (sulla tipologia del carbone utilizzato, anche in Italia, anche alla Spezia, si rimanda al reclamo del Comitato SpeziaViaDalCarbone).
- in acqua – nel periodo 2008/2009, in aumento per tutte le tipologie di emissioni con punte di oltre il 40% per BOD (Biochemical Oxygen Demand) e fosforo.
E’ interessante inoltre rilevare che alla diminuzione degli investimenti destinati alla ricerca, all’innovazione tecnologica e al personale allo scopo impegnato, fa da contraltare un aumento del 351% del numero dei contenziosi ambientali pari a 1295 contenziosi ambientali nel mondo nel 2010. Non è chiaro perché Enel abbia scelto di non scorporare il dato relativo all’Italia a cui i dati del 2008/2009 si riferivano.
Infine, a conferma anche della difficoltà di Enel con EMAS (vedi comunicato SVDC), le registrazioni Emas di Enel scendono del 5% mentre salgono dell’1,6 le ISO14001: oltre alla riduzione del 3,4% della copertura dei Sistemi di Gestione Ambientale, sembra di intravedere un cambiamento di rotta che porta Enel lontano dal regolamento europeo EMAS, verso i mari più calmi di una certificazione ambientale privata, che non obbliga a comunicare.
In compenso la propaganda cresce, sempre più sfruttando le immagini di giovani adolescenti quali portatori di energie pulite e rinnovabili. Gli stessi adolescenti a cui a scuola sono proposti i questionari di Enel sull'energia (qual'è la risposta giusta sui rischi del nucleare? se indovini vinci un premio) e le iniziative dei giornali in classe: quella del SecoloXIX, oltre che da Enel è sponsorizzata da Iplom. Repubblica, invece, ci fa giocare online con PowerConnect.
Su energia distribuita vedere anche http://speziapolis.blogspot.com/2011/12/le-comunita-dellenergia-come-strumento.html

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