martedì 1 novembre 2011

Shock Economy: ti distrai un attimo e ti privatizzano la nazione!


Terremoto dell’Aquila, Aprile 2009: gli imprenditori embedded dell’economia dei disastri si preparano a raccogliere il bottino:
- GAGLIARDI:..oh ma alla Ferratella occupati di 'sta roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito... Non è che c'é un terremoto al giorno
- PISCICELLI:... no...lo so (ride)
- GAGLIARDI:... così per dire per carità.. poveracci
- PISCICELLI:.. eh certo ... Io ridevo stamattina alle 3 e mezzo dentro al letto
- GAGLIARDI:... io pure... va buo'... Ciao.

"La Prefettura della Spezia rivolge nuovamente un invito a non recarsi presso i Comuni interessati dagli eventi alluvionali in quanto la presenza di volontari singoli non organizzati sta creando intralcio alle operazioni di soccorso e sgombero delle strade."

 (Shock Economy – L’ascesa del capitalismo dei disastri – Naomi Klein –RCS, 2007)
 “Date le temperature bollenti, sia climatiche sia politiche, i futuri disastri non avranno bisogno di cospirazioni segrete. Tutto lascia pensare che, se le cose restano come sono ora, i disastri continueranno a presentarsi con intensità sempre più feroce. La generazione dei disastri, dunque, può essere lasciata alla mano invisibile del mercato. Questa è un’area in cui il mercato funziona davvero.”


La Klein, a proposito dell’uragano Katrina che nel 2005 ha spazzato New Orleans, ha ipotizzato che le autorità abbiano deliberatamente assecondato la furia della natura che, radendo al suolo l’intera area, avrebbe facilitato la delocalizzazione delle popolazioni (povere) residenti e un’imponente opera di riurbanizzazione.

In questa alluvione ligure ho sperimentato (che è diverso dal generico sapere, leggere, vedere in TV) l'ovvio, in una giornata trascorsa a Brugnato:
1) massiccia presenza di imprese riconducibili ai settori della movimentazione di terra e dell’edilizia;
2) massiccia presenza di volontariato organizzato e istituzionalizzato, che opera in coordinamento con la protezione civile;
3) tentativo, da parte delle istituzioni, di tenere fuori i volontari – volontari (comunque ben rappresentati);
4) quantità smisurata di iniziative di raccolta fondi.

Mentre si spala si argomenta, si dibatte, si delibera e uno degli esiti di tale deliberazione è stato il seguente:
“In un’Italia di disoccupati, di occupabili, di disastri, non avrebbe maggior senso destinare alla cura del territorio lo stesso denaro che inevitabilmente viene investito “nell’emergenza”? non di più o di meno, lo stesso denaro; garantendo occupazione e stabilità economica a un maggiore numero di persone?” Banale? Mica tanto.

Se si ragiona in termini di economia dei disastri, allora il quadro diventa molto chiaro: si preferisce investire nell’emergenza perché le medesime risorse sono ridistribuite in una ristretta cerchia di soggetti, spesso ben selezionati.  Socializzazione dei costi, privatizzazione dei profitti.

 Come il prigioniero terrorizzato che rivela i nomi dei compagni e abiura la sua fede, capita che le società sotto shock si rassegnino a perdere cose che altrimenti avrebbero protetto con le unghie e con i denti”. Se si ragiona in termini di shock economy, si può ben capire il senso della proposta del senatore Grillo: l'attivazione dei privati, attraverso il project financing, per la ricostruzione delle zone alluvionate nello spezzino, in cambio dell’acquisizione di una struttura dismessa da una forza armata o di una concessione che ne preveda l’uso protratto nel tempo.

Il senatore Grillo, naturalmente, ha già coinvolto gli americani: Milton Friedman docet.

p.s.  ho ricevuto ieri da Chiara Bramanti:
Sen. Grillo, ma l'Abruzzo non ha insegnato niente?


Leggo con sconcerto le dichiarazioni del Sen. Grillo del Pdl che propone l'avvio di una sorta di project financing, cioè l'attivazione dei privati, per la ricostruzione delle zone alluvionate nello spezzino.
Secondo la proposta di Grillo, i privati potrebbero essere pagati "in natura", cioè con parte del patrimonio pubblico che il Governo intenderebbe dismettere; il sen. Grillo fa esplicito riferimento ai beni della Marina Militare presenti nel nostro territorio che, invece che essere restituiti alla nostra comunità, verrebbero privatizzati.
In questo modo la ricostruzione diventerebbe l'occasione per nuove speculazioni: questa proposta fa venire in mente quegli imprenditori senza scrupoli che poche ore dopo il terremoto all’Aquila  pensavano già a come lucrare sulla tragedia.
Possibile che l'Abruzzo non abbia insegnato nulla?
E possibile che nemmeno questa tragedia abbia fatto capire che bisogna abbandonare per sempre le logiche della cementificazione e della privatizzazione del territorio che hanno amplificato gli effetti di questo disastro?

E non ci racconti la frottola, Sen. Grillo, che non ci sono i soldi: invece che regalare ai soliti noti miliardi e miliardi per opere inutili e dannose come il Ponte sullo Stretto e l'Alta Velocità in Val di Susa, questi soldi potrebbero essere ben spesi nella ricostruzione delle zone colpite da quelle da calamità che si fa fatica a chiamare "naturali" e nella manutenzione del territorio.
Ne guadagnerebbero non solo la nostra comunità, ma anche la moralità di questo Paese."

Sergio Olivieri
Segretario regionale Rifondazione Comunista/Federazione della sinistra della Liguria

5 commenti:

Anonimo ha detto...

L’APPUNTAMENTO è alle 8 davanti alla Ferrovia.
Il calcio è capace di aggregare circa 150 tifosi anche senza partita.
Tutti hanno le attrezzature
e le scarpe per lavorare in
mezzo al fango, molti hanno sacchi
pieni di vestiti da portare agli alluvionati, che vengono caricati su un camion da traslochi di un tifoso. Si
parte subito,ci sono poche ore di sole da sfruttare. Un gruppo andrà a
Monterosso,uno a Brugnato e uno a
Pignone. Tutti in auto. È stata dura
farsi accettare dalle autorità. Marco Frione, leader della curva, si trincera dietro un diplomatico «Evitiamo le polemiche, però…». Altri sono già stati a Casale di Pignone nei giorni scorsi,parlano di mancanza di coordinamento,
specie nei centri più piccoli lasciati a se stessi. «In barba
a tutti i filtri burocratici, i pompieri ci hanno detto: mi raccomando tornate su e portate gente, che qui c’è un gran casino».
(Mirco Giorgi, ilSecoloXIX, pagina dello sport)

Daniela Patrucco ha detto...

L'economia dei disastri: a volte toglie, a volte dà... dipende da che parte ti trovi.

Certo è che parte sempre da un disastro: naturale, provocato, non ostacolato.

"In Iraq un porto da 5 miliardi di euro. L’Autorità Portuale della Spezia coordina il progetto di formazione del personale dirigente."

http://www.porto.laspezia.it/notizie/in-iraq-un-porto-da-5-miliardi-di-euro.-l2019autorita-portuale-della-spezia-coordina-il-progetto-di-formazione-del-personale-dirigente

Daniela Patrucco ha detto...

Sempre sull'economia dei disastri, sulla facilità di bypassare le regole, con un approccio elettorale naturalmente:

«FERMIAMO la gara d'appalto per
l’affidamento dei servizi oggi svolti dall’associazione temporanea d'imprese».

È l’appello del presidente
dell’Amministrazione provinciale
Marino Fiasella al presidente del
Parco nazionale dell Cinque Terre.

LETTERA AL COMMISSARIO COSENTINO
APPELLO DI FIASELLA: «ALLE 5 TERRE
LASCIAMO I SERVIZI ALLE COOP» (il secoloxix)

Daniela Patrucco ha detto...

Intermarine: SARZANA rischia di perdere l’Intermarine,
Ameglia conserverà senza
dubbio la presenza dei Cantieri San
Lorenzo.

Ciò che non hanno ottenuto negli utlimi dieci anni, diventa immediatamente possibile dopo l'alluvione: il senatore Forcieri e presidente dell'autorità portuale fa da mediatore con la Marina Militare per trovare una collocazione x Intermarine in arsenale. Una garanzia. E gli altri?

Daniela Patrucco ha detto...

«INTERMARINE non se ne deve andare
invito il presidente Colaninno,
nonostante abbia ragioni da vendere,
a credere ancora nelle potenzialità
di questo territorio, che tanto ha
dato alla sua azienda ed ancora è disposto a profondere tutte le energie possibili per tenersi stretto questo importante e strategico presidio industriale»

Il sindaco di Sarzana Caleo, sul "territorio che tanto ha dato, e tanto è ancora disposto a dare..."