sabato 19 novembre 2011

Occupy Wall Street: Roberto Saviano a Zuccotti Park

Roverto Saviano - la Repubblica
"... SONO molto diversi i cuori che sincronizzano i loro battiti a Zuccotti Park, le menti di coloro che si ritrovano per ragionare insieme. Alcuni sono liberali, alcuni anarchici, altri si dichiarano socialisti, libertari, ambientalisti, democratici, e ci sono persino ragazzi che si definiscono repubblicani. Troviamo ragazze e ragazzi atei e molti credenti. Ci sono musulmani, ebrei, indù, buddisti e cristiani. Molti ventenni, ma tanti manifestanti sono più maturi. Ci sono studenti e disoccupati, però la maggior parte di chi protesta ha un lavoro: insegnanti, consulenti finanziari insoddisfatti, istruttori di Pilates, infermieri.

Questa è la prima grande differenza che ho incontrato. Tutti cercano di dare risposte a domande che si pongono milioni di persone. 
  • Perché se studio molto non riesco a trovare lavoro? 
  • Perché se sono bravo sul lavoro non riesco a guadagnare di più? 
  • Perché non posso permettermi una scuola decente e cure mediche adeguate? 
  • Perché la finanza sta creando ricchezza ma non sviluppo? 
  • Perché anche quando sbagliano i finanzieri non pagano mai? 
  • Perché i broker hanno bonus milionari anche quando hanno guadagnato solo da speculazioni?
... I ragazzi di Occupy ti dicono che se senti tue quelle domande, puoi provare a rispondere insieme a loro. 
Questa fiducia in un movimento capace di includere è il contrario di quanto ho visto spesso in Italia, dove si sottolineano le differenze per non aggregarsi, dove si dibatte su chi ha tradito, dove ci si isola andandone fieri perché il vicino è sempre troppo moderato o troppo radicale, o è amico del nemico. Invece a Zuccotti Park non c’è la gara per chi dev’essere incoronato re degli oppositori, non si cercano i depositari più autentici dei sentimenti critici dei cittadini. Per cogliere appieno questa diversità molteplice che è stata in grado di farsi movimento, invito tutti a guardare le foto, i video, e leggere cosa dicono i manifestanti. Lì risiedono i loro programmi. Non sono trattati di economia, né manifesti politici. Sono riflessioni possibili che sgorgano dalla condivisione di singole esperienze.

... Sorrido perché so che il potere delle persone è molto più forte delle persone al potere."

Qualcosa da aggiungere? Anche no.

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