domenica 13 novembre 2011

Nuovenergie

C'è bisogno di azione e di speriment-azione. Le più grandi innovazioni sono figlie (femmine) dell'esperienza. In tema di diritti e democrazia, la Costituzione Italiana è figlia della Resistenza.

La Democrazia Rappresentativa è agonizzante, svilita dalla impossibilità dei cittadini di scegliere i propri rappresentanti; una contraddizione in termini: il cittadino che ha la delega come unico strumento con cui esprimersi non può disporne. Gruppi e movimenti  di cittadini, che si rifanno alla tradizione democratica svizzera, tedesca, americana, spingono per il potenziamento della Democrazia Diretta "... come complemento  essenziale e decisivo per poter esprimere compiutamente la sovranità popolare e la più ampia partecipazione dei cittadini ai processi decisionali..." (Thomas Benedikter). 

Se vogliamo considerare la Resistenza come il processo (speriment-azione) che ha portato alla Costituzione Italiana (l'innovazione), se riteniamo di essere al termine di un'epoca e che sia necessario un cambiamento di paradigma, allora dobbiamo mettere in campo una nuova speriment-azione che sia supportata da una robusta iniezione di Democrazia Deliberativa: "un'area di democrazia intermedia posta tra i momenti alti dell'attività legislativa e l'esercizio delle libertà individuali nella vita quotidiana, rispetto a cui il liberalismo - anche quando tenta di valorizzare il dialogo tra i cittadini - si trova in evidente difficoltà cercando inutilmente di depotenziarli eliminandoli dall'agenda politica." (Luigi Pellizzoni)

Nel frattempo?

Considerata l'incisività praticamente nulla che abbiamo come cittadini; posto che apparentemente le decisioni vengono prese in luoghi altri da quelli in cui siedono i nostri rappresentanti, pur eletti in qualche modo: FMI, BCE, agenzie di ratings, banche...; visto che l'unica nostra identità interessante per il mercato (il soggetto che, non eletto, decide per noi)  è quella di consumatori... allora agiamo come Cittadini Critici, mascherati da Consumatori Critici.

Come conseguenza, nuove energie dai movimenti e dai cittadini dovrebbero essere spese in queste  direzioni (primo elenco elaborato con Luca Zucconi):
  • Cambiamo il fornitore di energia se non ci piacciono le modalità con cui l'energia è prodotta; produciamo l'energia  in proprio se non possiamo controllare la lunga catena di scatole cinesi.
  • Chiediamo alla nostra banca chiarezza sui suoi investimenti: se non ci piacciono o non c'è chiarezza, cambiamo banca per non contribuire con i nostri risparmi al nostro stesso fallimento.
  • Pretendiamo di mangiare cibi non avvelenati, comperiamo cibi organici prodotti sul territorio da produttori selezionati o investiamo collettivamente nella produzione di cibo organico nei nostri territori.
  • Collaboriamo alla costruzione di cooperative  che diano lavoro vero e alternativo. 
  • Chiediamo esplicitamente acqua del rubinetto e usciamo dal bar o dal ristorante  se ci viene negato.
  • ...
p.s. questa mia breve riflessione (e quelle che seguiranno) derivano anche dalla speriment-azione con il Comitato SpeziaViaDalCarbone, l'incontro con Luca Zucconi e Marco Mariano di Retenergie (di cui sono diventata socia) la conoscenza dei GAS (grazie ad Anna Vespa), la partecipazione alla due giorni di lavori di NuoveFrontiere2011 a Marina di Massa (spunti da Marco Deriu, Leonardo Becchetti, Thomas Benedikter, Andrea Baranes, Andrea Saroldi, Stefano Caserini).

p.p.s.  La prima proposta operativa sarà elaborata per il movimento no-carbone.

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