Ieri ho assistito all’audizione della Dott.ssa Colonna in rappresentanza di Arpal SP presso la Commissione Ambiente della Provincia: ogni volta mi ripeto che se i cittadini (singoli o associati) partecipassero a qualcuna di queste sedute potrebbero meglio valutare (ascoltando le dichiarazioni dei "tecnici" e le dissertazioni dei "politici") la qualità delle decisioni che quotidianamente vengono prese in loro nome e la congruità delle informazioni su cui basiamo le nostre scarse certezze. Certo, bisognerebbe che la Provincia si facesse carico di darne comunicazione e, in generale, che le Istituzioni incoraggiassero i cittadini ad interessarsi a ciò che accade dove si decide (più spesso non si decide, ahinoi).
La Dott.ssa Colonna apparentemente disponeva di una presentazione, sfogliata nella sua versione cartacea ma che non ha ritenuto necessario proiettare riservandosi di inviare in un secondo tempo i dati che ha illustrato: decisione curiosa trattandosi di un’audizione tecnica. Forse era stanca, forse annoiata, certo è che l’audizione ha assunto un andamento un po’, come dire, colloquiale: pochi dati, molte valutazioni già pronte all’eventuale uso dei consiglieri presenti (secondo me, voi dovreste, e d’altra parte… è difficile sapere con esattezza...).
Altri passaggi suggestivi, dalle mie note:
… non siamo in un momento in cui possiamo decidere se vogliamo o no l’Enel …ora Enel può emettere sulla base della normativa vigente… l’AIA è solo un’autorizzazione ulteriore che vede l’attività nel suo insieme…
…il gruppo istruttorio (di cui Arpal fa parte) non può chiedere modifiche impiantistiche ma il rispetto di determinati limiti… noi abbiamo chiesto che tali limiti facciano riferimento a medie giornaliere e non mensili… abbiamo chiesto il rispetto dell’utilizzo delle bref: limiti di 200 per gli ossidi di azoto e zolfo e 15 per le polveri… (il presidente della Commissione fa sapere che secondo la Commissione Ambiente dell'UE, un limite a 10 mg/m3, ridurrebbe ad 1/5 le malattie ambiente correlate)...
…piuttosto che con l’elettrofiltro, che comunque va sostituito, sarebbe meglio il filtro a manica… con l’attuale non ce la fanno a stare entro il limite di 15 e il filtro a manica agisce maggiormente sulle polveri sottili… noi abbiamo caldeggiato questa scelta…
… chiaro che dobbiamo prestare molta attenzione ad Enel, come a qualsiasi altra attività in una situazione di pressione antropica rilevante… i parametri richiesti in sede AIA sono sicuramente migliorativi… se non si fa questo passaggio Enel può lavorare con limiti molto più elevati…
La Dott.ssa non ha reagito alle questioni poste dalla Consigliera Falcinelli a proposito della tipologia del carbone utilizzato, delle emissioni conseguenti e dell’importanza di questi dati per consentire agli epidemiologi di valutare gli effetti sinergici (la combinazione dei diversi inquinanti) rispetto alla salute umana… vedi qui
La Dott.ssa ha seguitato poi a ripetere (quasi ossessivamente) che Arpal può fare solo ciò che viene deciso e regolato da piani regionali, nazionali e europei… che gli studi hanno un costo… deve farli l’azienda (Enel) secondo il concetto che chi inquina paga… in sede AIA le si può ascrivere il finanziamento degli studi… lo studio con i deposimetri è costato tantissimo e noi non possiamo rifarne… è un problema di costi benefici… costa 40.000,00 euro come niente… ogni analisi 1000 euro… se facciamo un’altra campagna deposimetri bisogna trovare un finanziamento… magari la facciamo solo per un mese e cerchiamo di farla in estate… chiediamo all’azienda (Enel)… in modo che almeno vengano fatti…
Poi, l’ineluttabile:
… noi (Spezia) siamo sotto i limiti, una certa pressione antropica c’è, siamo in una città… ogni attività contribuisce un pochino all’inquinamento… è il prezzo che si paga… bisogna vigilare e controllare… monitoraggi costanti e continui… non è facile rilevare… differenziare… tra quando è in funzione o no… concause… io non ci credo che (Enel) sia irrilevante…
… i limiti richiesti: le bref applicabili sono diverse tra primo insediamento e vecchio: se vecchio ci sono limiti più alti… i limiti che siamo riusciti a imporre non sono i più bassi ma neppure i più alti… limite delle polveri a 15... noi abbiamo puntato moltissimo sulle polveri… spero che mettano i filtri a manica…
Controlli:
Arpal scarica i dati dei rilevamenti ai camini che fa Enel e che arrivano in continuo in Provincia… Arpal li prende dalla Provincia… in alcune occasioni Arpal assiste al campionamento (perché non abbiamo una sonda con cui farlo direttamente) … nell’AIA sarà previsto che ogni anno Arpal/Ispra facciano un’ispezione che riguarda tutto il processo industriale autorizzato.
Consigli finali:
Un’istruttoria è già stata fatta … con valutazione sulle migliori tecnologie disponibili… in questo momento si sta aspettandolo solo la conferenza dei servizi… un ambito politico a cui parteciperanno il sindaco, il presidente della provincia … lì sarà possibile ottenere delle cose su studi, attenzioni, valutazione… piuttosto che sui limiti che sono già stati concordati… il problema è che è difficile fare degli studi epidemiologici perché i numeri sono piccoli…
Io sono un tecnico, voi politici… potete chiedere (a Enel) fateci questo studio… questo… noi (Arpal) potremmo validare e certificare i dati attraverso misurazioni di comparazione… abbiamo utilizzato il sistema nelle bonifiche con ottimi risultati… abbiamo problemi di soldi e persone (facendo il 10% possiamo validare la loro attività).
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Mi è parso che si sia confermata la tendenza alla rassegnazione rispetto all'indisponibilità di dati utili e sufficienti all'assunzione di decisioni responsabilmente prese.
Mi è parso anche che:
- la salute e l'ambiente, il loro rispetto o il loro pregiudizio, siano affidate in toto all'industria che in ragione della massimizzazione del profitto (a scapito di ambiente e salute) può permettersi di omaggiarci di qualche studio o ricerca... naturalmente a posteriori;
- non sia ragionevole chiedere misure fortemente restrittive in attesa di valutare più attentamente la situazione... anche perchè è difficile, le concause, i fondi, le risorse...
- gli approfondimenti dovrebbero eventualmente essere fatti considerando il rapporto costo/benefici...
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Il Comune della Spezia sarà illuminato di rosa fino a fine mese, grazie ad un'uniziativa congiunta del Comune e della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori: "La campagna ha lo scopo di sensibilizzare le donne sull’importanza della diagnosi precoce. A questo scopo, da questa sera fino a fine mese, la facciata di Palazzo Civico sarà illuminata di rosa." Madrina, l'Assessore Ruocco come donna e come responsabile della sostenibilità ambientale alla Spezia. Not in my name, thanks!
Una iniziativa dal rapporto costo/benefici uguale a zero: costi energetici e CO2 per l'illuminazione del Palazzo, zero benefici. Complimenti vivissimi anche alla LILT.
In compenso la diagnosi precoce serve eccome perchè prima o poi un tumore ce lo becchiamo tutte/i.
1 commenti:
BEL BLOG
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