giovedì 10 novembre 2011

Enel: tra efficienza energetica, mercato e identità nazionale

da la Repubblica
Investire nell'efficentamento energetico: una scelta di business drammatica e suicida, che solo amministratori "distratti" penserebbero di chiedere a chi ha come core business la produzione e la vendita di energia elettrica. 

Superfluo dire che si tratta di una delle richieste del Comune della Spezia a Enel, nell'ambito della "trattativa" per il rilascio della Autorizzazione Integrata Ambientale.  Una richiesta tra le tante infilate nelle ultime righe, quelle che "lavano di verde" il tutto: si tratta pur sempre di un'azienda e di un'assessora green.

Di tutto ciò, naturalmente, si è già detto ma riporto ancora due cosette dai giornali di questa mattina:

"Il dilemma è lo stesso ogni volta che si manifesta un autunno con temperature più elevate della media. Sono contenti i cittadini che, anche nelle regioni tradizionalmente più fredde del nord, sta limitando al minimo le ore di accensione del riscaldamento. E, quindi, risparmiano, il che di questi tempi è quasi una buona notizia. Dall’altra parte, però, soffrono le utility, soprattutto quelle locali, che sperano sempre che l’inverno anticipi i tempi. Lo dicono, del resto, i numeri i consumi.
A ottobre, la diminuzione dei consumi di metano (dai Anigas) è stati pari al 13% rispetto a un anno fa, nonostante il consumo nell’industria è addirittura salito dello 0,3%. Lo stesso vale per i consumi di elettricità (dati Terna) a ottobre scesi dell’1,3%. E, secondo le temperature medie di questi primi giorni di novembre, le cose sembrano mettersi anche peggio per le imprese." (Luca Pagni, Repubblica)


Oltre che in ragione delle elevate temperature e già "in sofferenza" dove deve bruciare metano anzichè carbone, e per questa ragione in grande movimento per ridurre ulteriormente tale "sofferenza", Enel subisce un duro colpo anche dall'allargamento dell'area di applicazione della Robin Tax: "... con l'inclusione delle società operanti nel settore delle energie rinnovabili (fotovoltaico, eolico e biomasse) e delle infrastrutture energetiche, che quindi si vedranno tassare anche redditi già prodotti nel corso del periodo di imposta." Non conforta Enel il fatto che il provvedimento riguardi solo "Le società attive in questi campi che, nel corso del 2010, abbiano conseguito ricavi superiori a 10 milioni di euro e presentino un reddito tassabile superiore a 1 milione di euro..."(Ilsole24ore) come conferma il SecoloXIX in questo trafiletto:

ENERGIA La Robin Tax fa male a Enel e Terna
La Robin tax pesa come un macigno sui conti delle aziende energetiche.
Le trimestrali di Enel e Terna presentate ieri stanno lì a dimostrarlo, con il colosso energetico che avrà un impatto di 400milioni sull’utile 2011 (e quindi anche effetti sul dividendo) e la società di trasmissione dell’elettricità che archivia i primi tre trimestri con un risultato in calo del 41%. L’Enel ha chiuso i primi novemesi del 2011 con un utile netto di 3,49miliardi, in aumento dell’1,2%rispetto ai 3,44 dello stesso periodo del 2010. L’aggravio fiscale colpisce anche Terna, che ha registrato ricavi per 1,2miliardi (+3,8%) e un ebitda di 939,3milioni (+5,6%).

Sì, sono davvero tempi duri per Enel. Peccato, applicando il teorema grilliano ispirato alla shock economy, si sarebbe potuto chiedere ad Enel di finanziare il Comune e/o la Provincia della Spezia... in cambio acquisendo, naturalmente, delle quote di tutti noi.

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