domenica 27 novembre 2011

Enel e carbone: riflessioni intorno a una slide

Secondo il Decreto Bersani:
"Il gestore della rete di trasmissione nazionale gestisce i flussi di energia... ad assicurare la sicurezza, l'affidabilita', l'efficienza e il minor costo del servizio e degli approvvigionamenti... L'Autorita' prevede, inoltre, l'obbligo di utilizzazione prioritaria dell'energia elettrica prodotta a mezzo di fonti energetiche rinnovabili e di quella prodotta mediante cogenerazione."
La competizione alla borsa dell'energia si giocherebbe dunque sulla capacità di offrire al miglior prezzo energia da rinnovabili o da cogenerazione. 

Dall'audizione del direttore della centrale Enel della Spezia (dati provvisori Terna 2009):  
ITALIA "in Italia noi produciamo ad oggi il 13% della nostra produzione con il carbone e la vediamo su in alto, il secondo grafico, la seconda barra a partire da sinistra, il 51% con il gas, l’11 con l’olio combustibile e il 25% con le rinnovabili, compreso l’idroelettrico." 
ENEL "Come ENEL noi gestiamo diversi impianti a carbone tra cui quello di Spezia...  come ENEL noi abbiamo circa un 30% del nostro portafogli impianti a carbone, un 40% di rinnovabile e quindi siamo leader nel mondo delle rinnovabili ed un circa 23% a gas..."

Come si vede dalla slide, Enel ha un sostanziale equilibrio della quota di cogenerazione e di rinnovabili; la quota di cogenerazione a base carbone è tuttavia quasi tripla di quella di Italia e Spagna e superiore alla media dei 27 paesi UE  e quella da rinnovabili è mediamente doppia rispetto a tutti gli altri paesi europei (al momento soprassediamo sugli estremi: Germania e Francia). 
Se la cogenerazione può essere indifferentemente a base carbone o a base gas e il primo è meno costoso del secondo, allora va da sè che sei più competitivo se utilizzi la fonte meno costosa (inserendo nei costi anche l'utilizzo delle Migliori Tecnologie Disponibili per ridurre l'impatto ambientale) e Enel dichiara per la centrale della Spezia un utilizzo di carbone all'80%. 

Il direttore spiega così la scelta (apparentemente non sua nè di Enel) di operare con carbone o gas:

"...noi tutti i giorni diamo disponibili le nostre tre unità di produzione e quindi una a carbone e due a gas e le diamo disponibili a quello che si chiama il mercato dell’energia e poi tutti i giorni vengono chiamati in servizio quei gruppi che rispettano due caratteristiche, da un lato l’efficientamento del sistema energetico e da quell’altro la sicurezza della rete nazionale, traduco: vuole dire che non decidiamo noi qual è il gruppo che entra in servizio, estraiamo i dati di consuntivo, i gruppi a gas hanno scontato in qualche modo, ma lo si vede anche dalla curva che dicevo prima, una minore competitività sul mercato, ma che ripeto non decidiamo noi come gestori dell’impianto, chi è che entra in servizio oppure no, noi diamo l’impianto disponibile e tutti i giorni ci viene chiesto di far funzionare l’uno o l’altro gruppo. Con quale criterio? Il criterio dell’efficienza energetica del Paese.

Secondo me (mi scuso per l'ardire):
Cogenerazione:  privilegiare il carbone significa vincere quotidianamente la battaglia della competizione economica rendendola inaccessibile per i produttori di energia che utilizzano gas per la cogenerazione: più saranno le centrali che Enel convertirà a carbone (Porto Tolle docet) e più aumenterà la sua quota di mercato condizionandolo.
Rinnovabili: la delocalizzazione degli impianti di produzione da rinnovabili, in paesi in cui esistono misure lasche rispetto all'impatto ambientale, ha come obiettivo la minimizzazione del costo di produzione e (come nella cogenerazione) la capacità di offerta ad un prezzo migliore. 

Secondo il direttore, Ing. Moro:

"Se ci confrontiamo con gli altri paesi europei vediamo come l’Italia è ancora un paese che utilizza poco il carbone, basta confrontarsi con la Germania... la nostra politica è quella di garantire adeguato mix di produzione e naturalmente... utilizzando le migliori tecnologie disponibili per gestire il combustibile carbone... non considerando questo combustibile come obsoleto: il carbone è una fonte energetica assolutamente di primo livello che si può utilizzare, la usano in tutto il mondo e va utilizzata bene, naturalmente con tutti gli impianti di trattamento fumi che sono necessari per gestire questa fonte di produzione energia elettrica".

Da la Repubblica di oggi scopriamo che gli amici tedeschi (quelli del 46% di utilizzo di carbone e 17% di rinnovabili - guarda cosa si scopre a volte leggendo) appartengono alla Stato più inquinante dell'Unione Europea: "La quantità di CO2 prodotta dagli impianti industriali tedeschi crea danni alla salute e all’ambiente stimati tra i 22 e i 34 miliardi di euro. Seguono in classifica la Polonia, il Regno Unito, la Francia e, al quinto posto, l’Italia, con circa 10 miliardi.

Possiamo dire che una centrale a carbone non è un impianto industriale? 
Possiamo dire che non sappiamo (as usual) se la CO2 arriva proprio da lì? Possiamo, certo.
Possiamo anche decidere che la devono smettere di esternalizzare (sulle tasche della collettività, sulla salute e sull'ambiente) i costi la cui riduzione consente alle multinazionali (tutte) ampi margini di profitto; coerentemente, come proposto qui, possiamo pensare di orientare i nostri consumi verso operatori che privilegiano l'attenzione all'ambiente (in Italia e non).

Eventualmente accollandoci l'onere dell'efficienza, che si traduce anche nel rifiutare offerte "all inclusive" a prezzo stabilito che si traducono in: consuma quello che ti pare, il prezzo non cambia. Privilegiando invece la tariffa bioraria, riducendo i picchi (dalle 8 alle 19.00) consumando energia, laddove possibile, nelle altre fasce.  Ma di questo abbiamo già dato indicazioni qui http://speziapolis.blogspot.com/p/nuovenergie.html
Presentazioni, verbali, documentazione di audizioni, video e quant'altro sono invece disponibili qui http://speziapolis.blogspot.com/p/comitato-speziaviadalcarbone.html

1 commenti:

Daniela Patrucco ha detto...

Lo stesso mercato che decide chi ci deve governare, che decide il tipo di combustibile da utilizzare nella produzione di energia elettrica, decide anche le fermate dei treni:
(la repubblica)

È il mercato a decidere le fermate del treno

Federico Fabretti
Direzione Centrale Media Fs

I CLIENTI di Reggio Emilia potranno continuare a utilizzare i Frecciabianca per Milano anche dopo l’11 dicembre, data di avvio del nuovo orario di Trenitalia. I Frecciabianca continueranno infatti a fermare nel capoluogo emiliano.
È tuttavia opportuno precisare
che i Frecciabianca non sono
né commissionati né finanziati
da amministrazioni pubbliche
(Stato o Regioni). Come treni
a mercato le loro caratteristiche
rispondono quindi solo a esigenze di sostenibilità economica
e le fermate si giustificano
in base all’effettiva domanda.