Disastri e non. Tecnici, politici cittadini: chi decide? Una sorta di risposta parziale alla questione arriva da alcune dichiarazioni di esponenti politici:
Il sindaco di Brugnato, Galante: "Gli investimenti programmati da privati nel nostro territorio, non solo andranno avanti, ma verranno portati a termine. Shoppinn Brugnato5terre darà la spinta alla nostra economia, ci permetterà di rialzare la testa e sarà la vittoria di tutti." e ancora: " Il tutto è ancora in fase di studio ma abbiamo conferme riguardo alla validità della nostra idea di costruire una centrale a biomasse: oltre ai posti di lavoro, ci permetterà di bruciare il legno e magari ci darà una mano nel tenere boschi e, soprattutto, fiumi puliti". (Il SecoloXIX)
Come dire: dopo la lezione dell'alluvione, si cambia registro!
A proposito delle scelte sul futuro della Nazione, Beppe Fioroni (PD) pronostica l’ineluttabilità del governo di larghe intese: "Non è più né nelle nostre mani, né in quelle di Berlusconi. Saranno i mercati ad imporlo" (Repubblica).
Con una flebile speranza: la protesta globale.
La conclusione di una riflessione di Joseph Stiglitz (Repubblica) sul significato della protesta: "Su un livello, chi oggi scende nelle piazze chiede poco: la possibilità di usare la propria capacità, il diritto a un lavoro decente e a una retribuzione decente e una economia e una società più giuste. La loro speranza è di tipo evoluzionistica, non rivoluzionaria.
Su un altro livello invece si chiede molto: una democrazia nella quale contino le persone e non i dollari e un’economia di mercato che dia i risultati promessi.
I due livelli sono correlati: come abbiamo visto, senza regolamentazione i mercati generano crisi economiche e politiche, mentre lavorano correttamente solo quando operano all’interno di un appropriato quadro normativo. Questo quadro può essere solo costruito in una democrazia in grado di riflettere gli interessi generali e non solo gli interessi dell’1 per cento. Non è più sufficiente avere il miglior governo che si può comprare con il denaro."
Su un altro livello invece si chiede molto: una democrazia nella quale contino le persone e non i dollari e un’economia di mercato che dia i risultati promessi.
I due livelli sono correlati: come abbiamo visto, senza regolamentazione i mercati generano crisi economiche e politiche, mentre lavorano correttamente solo quando operano all’interno di un appropriato quadro normativo. Questo quadro può essere solo costruito in una democrazia in grado di riflettere gli interessi generali e non solo gli interessi dell’1 per cento. Non è più sufficiente avere il miglior governo che si può comprare con il denaro."
Emergenza politica e emergenza ambientale consentono di operare al di fuori di un eventuale appropriato quadro amministrativo. Il progressivo degrado della situazione politica e quello di un territorio: quanto sono inevitabili o quanto invece sono ricercati, indotti, perseguiti? A chi giova?
All'1%.
All'1%.


2 commenti:
Aggiornamento delle ore 10: la proposta del PD spezzino è "lasciamo fare ai tecnici". Avevamo già avuto questo sospetto con la vicenda Enel...
h. 10.00
http://www.cronaca4.it/politica/_post_alluvione_pellegrini_pd_fare_prevenzione_e_riflettere_su_modello_di_sviluppo.htm
Perché non scegliere a livello territoriale lo stesso percorso che a livello nazionale viene indicato come soluzione alle emergenze economiche di questo Paese: un Economista alla guida del Governo, non dico di affidare ai tecnici e ai professionisti competenti (geologici, ingegneri idraulici) il governo del territorio ma, in questo momento di grave emergenza con loro lavorare in stretta sinergia (bisogna difendere il suolo, bisogna rilanciare lo sviluppo del nostro territorio).”
l’Outlet non si può fermare. Marylin Fusco 29/11/2011
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