Imbarazzante dal punto di vista culturale e politico la puntualizzazione sui dati epidemiologici fatta girare dall’assessore all’ambiente dopo l’audizione dell’ASL 5 in commissione consiliare sul tema AIA-Enel il 14 u.s.
Sembra ancora una volta che, in un’ottica di prevenzione di “inutili allarmismi e superficialità scientifiche”, si vogliano minimizzare i possibili danni della combustione del carbone nel nostro territorio. Nella parte iniziale del documento si sottolineano infatti i ruoli delle cattive abitudini ( fumo, alcool, vita sedentaria ecc) dei nostri incoscienti concittadini.
Nel documento diffuso da notizie-ambiente del comune si sottolineano costantemente gli aspetti meno negativi della situazione senza poter comunque omettere realtà fondamentali. Citando direttamente dal documento si legge,in un tono beatamente rassicurante, che “gli uomini presentano tassi di mortalità superiori alla media nazionale…. i tassi di mortalità per tumore polmonare sono negli uomini maggiori della media italiana…. i tassi di mortalità per malattie ischemiche cardiache sono nei maschi più elevati di quelli liguri e in linea con quelli del nord-ovest….. e costantemente superiori nelle donne rispetto a tutti i confronti…… le mortalità per malattie cerebrovascolari di poco più elevate di quelli liguri in entrambi i sessi…..i tassi di ricovero per malattie ischemiche e polmonari cronico-ostruttive costantemente superiori rispetto alle varie realtà”
Sulle leucemie e linfomi viene ribadito poi l’eccesso di incidenza rispetto a Genova di leucemie e linfomi nel 1° distretto e dei tumori del cervello nel 2° distretto ( confrontando questi dati con quelli dei registri tumori italiani avevamo a suo tempo rilevato un assoluto primato di queste neoplasie ambiente-correlate rispetto a tutte le realtà censite).
Vogliamo ricordare qui i risultati recenti dello studio s.e.n.t.i.e.r.i. sul SIN di Pitelli, ben conosciuti dai nostri osservatori, che ci hanno confermato l’eccesso di incidenza del tumore polmonare negli uomini residenti nel sito e la molto probabile correlazione specifica tra le emissioni delle centrali elettriche con tale neoplasia.
L’aspetto inaccettabile del tono e della posizione degli amministratori riguarda ancora una volta la completa incuranza del Principio di Precauzione (recepito dalla legislazione italiana) che impone una difesa della salute rispetto a tutto ciò che può essere nocivo ( e che lo è sicuramente per le emissioni da combusti del carbone) così come della responsabilità pubblica rispetto alle “morti evitabili”. Se è responsabilità individuale correggere quelle abitudini e stili di vita che sicuramente aumentano l’incidenza di varie patologie, è assoluta responsabilità culturale e politica quella di evitare disturbi e morti legati ad atteggiamenti e scelte fondamentali sulla qualità dell’aria e dell’ambiente.
L’Agenzia Europea per l’Ambiente ci dice che in Europa 348000 morti all’anno sono attribuibili alle micro polveri da inquinamento e che riducendo le PM2,5 a 10 microgr./mc ce ne sarebbero solo 50000. Quante saranno quelle evitabili per la nostra provincia attribuibili alle scelte in corso per la sezione 3 della centrale nei prossimi 8 anni ( quanto vale la sentenza dell’AIA) ?
Venti? Settanta? o solo tre o quattro? Chi lo può sapere… e chi lo decide? In autostrada se uno va a 150 all’ora e un cretino per caso gli va addosso e crepa, quello va in galera e non guida più. Era solo un concorso di colpa. Ma su quelle morti? Speriamo, soprattutto,…..che siano tutti fumatori!
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