sabato 29 ottobre 2011

Fermiamo il Carbone: la piazza di Spezia


Clicca sulla mano 
x il video 
della manifestazione 
di Spezia (BEROMEDIA)


Il testo dell'intervento conclusivo della manifestazione di oggi alla Spezia:  

"La Centrale Enel della Spezia, costruita all’inizio degli anni 60, condiziona da 50 anni la salute dei cittadini dell’intera provincia e non solo.

Nonostante l’esito del referendum che nel 1990 aveva dato indicazioni per la dismissione della centrale a partire dal 2005, nonostante la chiusura di due gruppi a carbone nel 2000 e la loro trasformazione a metano, attualmente la centrale della spezia produce il 90% dell’energia con l’utilizzo del solo carbone.

Carbone che viene scaricato dalle navi presso il pontile situato nel porto, a poche decine di metri dalle abitazioni, dagli esercizi commerciali, dalle attività del terziario e produttive.  Scaricato all’aperto, per mezzo di benne, ed avviato alla vicina centrale.

Come dire: una centrale in città, con i suoi carbonili, il carico e scarico e la combustione.

A Spezia, la mobilitazione di oggi coincide con la conclusione di un percorso che ha visto il Comitato SpeziaViaDalCarbone impegnato in un’intensa campagna di informazione e sensibilizzazione dei Cittadini che, numerosi, credono che la Centrale funzioni a metano.
“Le poche centrali che utilizzano metano, ha dichiarato recentemente il direttore della centrale, sono in sofferenza, economica naturalmente e a suo dire”.

Tutte la azioni sin qui intraprese dal Comitato sono state supportate dall’approfondimento degli aspetti normativi, tecnici, sanitari e socio-ambientali pertinenti al procedimento dell’Autorizzazione Integrata Ambientale.
Tutti i documenti prodotti dal Comitato sono stati pubblicati e inviati al Ministero dell’Ambiente e illustrati alle Commissioni Ambiente del Comune e della Provincia della Spezia nel corso delle audizioni della scorsa settimana.

Alle istituzioni locali (comune provincia, regione) il Comitato attribuisce la responsabilità, grave, di accettare le proposte formulate da Enel, che si sostanziano nell’impegno a rispettare i limiti di emissione previsti dalle norme, di cui si chiede solo una generica riduzione percentuale, e di non aver saputo o voluto utilizzare tutti gli strumenti messi a disposizione dalla normativa AIA.

In particolare, non si è voluto tenere in sufficiente considerazione la specificità del sito, che a Spezia significa:
-  posizione geomorfologica che non favorisce la dispersione degli inquinanti in atmosfera;
- posizione del golfo, che impedisce il ricircolo dell’acqua di mare che subisce un aumento di temperatura anche in ragione dello scarico delle acque derivanti dai processi della centrale;
- forte presenza di sorgenti inquinanti e fattori di rischio: il rigassificatore di Panigaglia, l’arsenale militare, il porto commerciale, la discarica di pitelli (sito di bonifica nazionale che interessa buona parte del golfo della spezia) l’ex area ip, in pieno centro cittadino, solo parzialmente bonificata per realizzarvi un centro commerciale;
- situazione sanitaria estremamente delicata, con picchi di morbilità e mortalità superiori alle medie nazionali, anche in ragione delle sorgenti inquinanti di cui sopra;
- indisponibilità di dati epidemiologici recenti;

Elementi tutti che adeguatamente misurati ed elaborati potrebbero consentire al sindaco di formulare un parere sanitario a supporto di richieste ben più impegnative per Enel, a partire dalla chiusura del gruppo a carbone e l’utilizzo del metano.


Siamo consapevoli e partecipi del grave momento che vivono la nostra provincia e quella di Massa:
devastati dalla furia degli incendi poco più di dieci giorni fa e da quella dell’acqua ora, abbiamo subìto perdite umane e danni morali, economici e ambientali: neppure ancora quantificati e difficilmente quantificabili.
Riteniamo tuttavia che non si possa ogni volta ricorrere solo alle categorie dell’emergenza e della calamità per spiegare tali perdite.


Questa giornata di mobilitazione contro il carbone è un’occasione di solidarietà e confronto con tutti coloro che ritengono che solo attraverso la salvaguardia dell’ambiente e l’azione di prevenzione di tutte le calamità si possano tutelare la salute, la sicurezza e la vita delle persone.

In nome di un sistema economico ormai chiaramente imploso, a difesa di posti di lavoro apparentemente unici e non altrimenti sostituibili, continuiamo a tollerare cementificazione selvaggia e insediamenti produttivi e industriali insalubri.


Anche la grave situazione sanitaria spezzina è una calamità?
Oppure, anche, è frutto di anni di mancata prevenzione primaria e misurazione degli inquinanti?

Le frane delle 5 terre,
il fango della Val di Vara,
la devastazione di Aulla,
l’esondazione del Magra e la cassa integrazione già richiesta per le attività che insistevano sulle sue sponde dimostrano che nessun abuso ambientale resta impunito e, alla fine, in qualche modo, è pagato dai Cittadini.

Con il denaro, con la salute, con la vita. 
Propongo un minuto di silenzio per le vittime
dell’alluvione che ha colpita la  provincia della Spezia e quella di Massa.

Grazie per aver partecipato numerosi,
daniela patrucco
portavoce del Comitato SpeziaViaDalCarbone


p.s.un ringraziamento particolare ai ragazzi di Greenpace di Pisa, Viareggio e Firenze che hanno manifestato con noi.


le altre piazze: guarda le foto qui

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