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| da La Repubblica |
Qualche giorno fa un'amica mi dice: se vuoi ottenere che il Comune reagisca a qualche richiesta devi scrivere a La Nazione (che raccoglie le domande dei cittadini per il sindaco della spezia) o postare un messaggio sul suo profilo facebook.
Anche se il sindaco della Spezia (in ottima compagnia della gran parte dei suoi colleghi amministratori) ha difficoltà ad interagire con i cittadini secondo le regole democratiche, che sono anche le mie, non ho capito perchè io debba migrare su facebook al solo scopo di attirare la sua attenzione.
Giusto per facilitargli il compito di raggiungermi con i suoi spot elettorali di qui a qualche mese? Senza alcuna garanzia di risposta o pubblicazione? Per l'amor didio.
Ma il punto non è il sindaco, il punto è facebook e le sue regole. I tedeschi l'hanno capito e bandito dai siti degli enti pubblici e dei loro rappresentanti...
P.S. Ma è normale che il profilo facebook del sindaco sia gestito (tecnicamente) dai dipendenti del comune della Spezia?

2 commenti:
Il sindaco della Spezia, come gran parte dei nostri amministratori, è ignorante. Non sa, non conosce e quindi sbaglia. E' assurdo che la pubblica amministrazione utilizzi un social network come Facebook per parlare con i cittadini. Ormai tutti, o quasi aimè, sanno che tutte le informazioni inserite su Facebook diventano di loro proprietà ! Sono loro che decidono che uso farne e sono loro che decidono se un informazione o una persona può "esistere" o deve essere rimossa dal sito. Ma ce ne rendiamo conto ? Perchè il comune non investe tempo a dare risposte ai cittadini che si rivolgono all'URP o telefonano in comune ? Troppo difficile ? E allora viva l'ignoranza viva i nostri sindaci incompetenti e viva chi li vota.
saluti
La cosa divertenete ed allo stesso modo inquitante è che dopo aver aperto il profilo su Facebook se ne vantano e si sentono finalmente moderni ed al passo con i tempi. Fanno i comunicati stampa per annucnciare che adesso sono più vicini ai cittadini ecc ecc. A mio avviso non si rendono di quello che stanno facendo.
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