Dopo Tirreno Power di Vado sotto la lente della procura, Illva di Taranto, Enel a Porto Tolle indagata per "omissioni dolose di cautele".
Credo che quanto riportato nell'articolo del Fatto Quotidiano, (link al testo integrale più sotto) possa costituire un precedente importante e un monito: con la salute non si scherza; il principio di precauzione non è un'invenzione dei comitati del no; fare indagini epidemiologiche, anche non su base storica si può.
Che i cittadini, Enel e il Sindaco della Spezia (che deve dare il proprio parere sanitario nel procedimento di rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale) prestino particolare attenzione a questo caso perchè pare avere, nelle sue conseguenze sulla salute dei lavoratori e dei cittadini, molti aspetti comuni a quelli di altri siti in cui sono ubicati impianti industriali e centrali termoelettriche.
Come quella della Spezia.
Estratto dell'articolo sul Fatto Quotidiano
"Le malattie respiratorie e cardiovascolari sono finite sotto la lente di ingrandimento del professor Paolo Crosignani e della dottoressa Teresa Magnani, consulenti che hanno analizzato i possibili effetti sanitari nella popolazione dei Comuni entro un raggio di circa 30 chilometri dall’ impianto: Porto Tolle, Porto Viro, Ariano nel Polesine, Taglio di Po e Rosolina, in provincia di Rovigo, e Mesola, in provincia di Ferrara. I consulenti hanno usato “uno studio epidemiologico osservazionale” contenuto in una relazione di consulenza tecnica dello scorso 3 maggio. Questo, per rispondere ad un quesito del magistrato che ha portato i consulenti alla considerazione, a dir poco chiara, contenuta nel capitolo conclusivo."
“Lo studio – si legge – ha messo in luce profili di rischio per la popolazione degni di nota, specialmente in relazione ad alcuni indicatori biologici strettamente correlati con l’ attività della centrale (…) Come nei biomonitoraggi condotti nelle precedenti Ctu, in cui si erano registrati sintomi a carico della componente della flora più sensibile ed esposta alle immissioni della centrale di Porto Tolle- riduzione di biodiversità, bioaccumulo abnorme di vanadio e nichel – così anche gli effetti avversi alla salute evidenziati nel presente studio hanno riguardato la componente maggiormente esposta e sensibile della popolazione umana, quella dei bambini”.
Resta, infine, il fatto che le “conseguenze di tipo sanitario, registrate in termini di incremento di ricoveri ospedalieri per patologie respiratorie, hanno interessato i bambini residenti nelle aree di maggior impatto della centrale; le percentuali di aumento dei ricoveri, rispetto alla popolazione di bambini non o meno esposti alle immissioni della Cte (centrale termoelettrica, ndr) sebbene non particolarmente alte (intorno al 10-15%) non possono tuttavia ritenersi trascurabili”. La consulenza, che prende in esame anche le patologie sui minori dagli 0 ai 14 anni, ha dato dunque una svolta notevole all’inchiesta che porterà il prossimo 22 novembre alla celebrazione dell’ udienza preliminare per Scaroni e gli altri vertici di Enel.
Resta, infine, il fatto che le “conseguenze di tipo sanitario, registrate in termini di incremento di ricoveri ospedalieri per patologie respiratorie, hanno interessato i bambini residenti nelle aree di maggior impatto della centrale; le percentuali di aumento dei ricoveri, rispetto alla popolazione di bambini non o meno esposti alle immissioni della Cte (centrale termoelettrica, ndr) sebbene non particolarmente alte (intorno al 10-15%) non possono tuttavia ritenersi trascurabili”. La consulenza, che prende in esame anche le patologie sui minori dagli 0 ai 14 anni, ha dato dunque una svolta notevole all’inchiesta che porterà il prossimo 22 novembre alla celebrazione dell’ udienza preliminare per Scaroni e gli altri vertici di Enel.

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