giovedì 4 agosto 2011

Centrale Enel e democrazia: lettera aperta alle associazioni ambientaliste e al Comitato SpeziaViaDalCarbone


Quella che segue è una lettera aperta che ho inviato ai rappresentanti delle associazioni e al Comitato SpeziaViadalCarbone relativamente alla questione sul partecipare o meno all’incontro richiesto unilateralmente dall’Assessore all’Ambiente del Comune della Spezia nel quale dovrebbero essere presentati lo stato dei lavori dei consulenti dell’Amministrazione Comunale in relazione alla istruttoria per il rilascio della nuova autorizzazione alla centrale enel (la c.d. AIA). Su questo aspetto il Comitato ha prodotto un documento che trovate qui e che nonostante la durezza dei contenuti non ha prodotto una scelte di rottura sulla partecipazione all’incontro unilaterale organizzato dall’assessore all’Ambiente.
 
Cari tutti,
la domanda da cui partire è: il carbone inquina di più dei processi decisionali non democratici? Rispetto a come rispondiamo a questa domanda deriva automaticamente il nostro giudizio e la nostra scelta politica rispetto all'incontro di venerdì. Per me la risposta è no, per me i processi decisionali antidemocratici non solo inquinano quanto il carbone ma sono addirittura il presupposto, l'humus, il fondamento delle scelte inquinanti, altrimenti non si spiegano la Campania, la TAV e da noi Pitelli.
Allora in sostanza al di la di quello che avete discusso l'altra sera, al di la del comunicato, al di la delle interpretazioni o sintesi del dibattito giuste o sbagliate che siano, al di la delle distinzioni tra associazioni e comitato, al di la delle sensibilità individuali, al di la della curiosità di conoscere e sapere le posizioni delle istituzioni, al netto di tutto questo noi non dovremmo andare all'incontro ed invece presentarci simbolicamente con una unica persona, che ci rappresenti tutti, e che dovrebbe leggere/consegnare il nostro comunicato e poi andarsene. Questa ultima cosa non per rispetto verso l'assessore all'ambiente e alla amministrazione di cui fa parte ma per il solo rispetto verso le istituzioni democratiche: come dire a te assessore non riconosco una cultura democratica ma le istituzioni pubbliche resteranno comunque un mio interlocutore perchè il mio fine non è sostituirmi ad esse (in una logica neotribale) ma di avere la garanzia che il mio punto di vista pesi adeguatamente nel processo decisionale la cui conclusione continuerà a spettare alla istituzione e non certo a questo o quel comitato a questa o quella associazione, almeno fino a quando non saremo in grado di approntare un modello di democrazia rappresentativa diverso o di democrazia diretta che è poi quello che io auspico ma per il quale occorre ancora lavorare molto e non solo a Spezia ovviamente. Ma questo riconoscimento di principio deve legarsi, proprio per non essere ipocrita, ad un nostro comportamento che sia coerente con la critica radicale che facciamo da tempo alla cultura antidemocratica della Amministrazione Federici.
Torniamo a noi. La decisione, di quasi tutti voi, di andare domani è sbagliata perchè in questo modo noi legittimiamo un modo di condurre il processo decisionale: antidemocratico, unilaterale, non trasparente, e diciamolo proprio per questo anche incompetente sotto il profilo tecnico, da parte di questa amministrazione. Non è la prima volta lo abbiamo già visto con Area IP, Tavolo di concertazione sul PRP, discarica di Saturnia, Waterfront tanto per fare degli esempi recenti e non. Ora noi non possiamo rimuovere per l'ennesima volta questo dato; sulla questione enel come sulle altre sopra elencate la amministrazione avrebbe dovuto impostare il confronto con la città, con il consiglio comunale, con le altre istituzioni locali interessate (gli altri Comuni), in modo totalmente diverso e lo riassumo:
1. confrontarsi con il punto di vista di tutto gli altri soggetti (associazioni, consiglio comunale, altri Comuni) convocandoli all'inizio del procedimento e chiedere il loro punto di vista sulla questione
2. costruire delle proprie linee guida operative sulla questione e tornare al confronto con i soggetti di cui sopra
3. predisporre un documento di indirizzo politico e tecnico per i propri consulenti sulla base del quale incaricarli
4. ogni passaggio ed incontro formale avrebbe dovuto essere reso pubblico in anticipo, presentando report di preparazione con sintesi non tecniche e confrontando preventivamente il tutto con i soggetti di cui sopra
5. ogni conclusione di incontro con i relativi verbali andava resa pubblica, con appositi documenti anche in versione di sintesi non tecnica, immediatamente a tutti gli interessati
6. alla fine di questo percorso la amministrazione avrebbe dovuto presentare una proposta di parere sanitario e una proposta di convenzione socio economica mettendola a disposizione di tutti per osservazioni e momenti di confronto sia tecnici che politici.
Tutto questo non è stato fatto e continua a non essere fatto come è noto. E questo non è solo un problema di forma, peraltro come è noto il rispetto delle regole democratiche è sempre sostanza come insegna la storia del 900 e di questo inizio secolo, ma è anche un problema di qualità della decisione finale. Un processo decisionale non democratico produce cattive decisioni perchè non meditate, perchè non fondate su: tutti gli scenari e le fonti di conoscenza, utili per produrre una scelta adeguata alla realtà concreta in cui verrà calata. L'Amministrazione Federici non vuole impostare in questo modo le proprie decisioni perchè, come insegna la TAV, non vuole riconoscere un principio che Lucio Gallino (in Tecnologia e Democrazia) ha ben spiegato: la partecipazione non è semplicemente miglioramento della comunicazione al pubblico dei risultati delle ricerche svolte dagli esperti. L’approccio partecipativo si fonda sul presupposto che il pubblico , qualora gli sia dato modo di discutere ed esprimersi in forme e luoghi appropriati, sia atto a orientare gli esperti verso ciò che non sanno – l’area della tecno ignoranza specifica – o non sanno nemmeno di non sapere – la tecno ignoranza a-specifica. Tale partecipazione richiede strutture e metodologie idonee.
E allora aggiungo che lo stesso modo di usare gli esperti da parte di questa Amministrazione è non solo non trasparente e autoritario ma frutto di una visione riduttiva del sapere scientifico (d’altronde avete mai letto una argomentazione contro i No TAV che avesse una valenza scientifica?). Nella logica di una corretta applicazione del principio di precauzione che sappia valorizzare adeguatamente la percezione sociale del rischio ambientale, occorre affermare una funzione dell’esperto non come soggetto che valida gli asserti scientifici a supporto delle decisioni pubbliche o a rilevanza pubblica , ma piuttosto come soggetto che prima di tutto garantisce la credibilità sociale ai suddetti asserti scientifici sviluppandone gli aspetti di trasparenza delle fonti, di origine delle fonti, di descrizione di tesi alternative, di evidenziazione delle situazione di incertezza scientifica, di semplificazione del linguaggio e della comunicazione. L'Amministrazione Federici quindi degrada, con il suo comportamento autoritario, la funzione dell'esperto e della scienza come strumento di conferma delle scelte del potere a priori, una ben misera visione della scienza, una visione che nel 900 ha prodotto molti mostri che si aggirano tutt'ora ammorbando la nostra democrazia.
Quella descritta sopra è la partita che stiamo giocando, la partita che stanno giocando tutti i partecipanti ai conflitti ambientali strategici nel nostro Paese da Vado fino alla TAV per passare dai vari rigassificatori, inceneritori etc. E’ la concezione della democrazia che è in gioco non solo i milligrammi di emissioni in più o in meno, od ancora il semplice accesso a questo o quel documento per non parlare del bisogno, come ha scritto qualcuno di voi: “di andare perché comunque ci hanno convocato”. Il ceto politico dirigente di questa città come del resto del paese deve cominciare ad ammettere che il conflitto non è una piaga ma il sale della democrazia come peraltro affermato (con un linguaggio più tecnico ma altrettanto efficace) perfino, udite udite, dal superistituzionale Consiglio di Stato che qualche anno fa partendo dalla questione del diritto di accesso e andando ben oltre ha affermato che: “nel sistema della democraticità delle decisioni e della accessibilità dei documenti amministrativi, l’adeguatezza dell’istruttoria si valuta anzitutto nella misura in cui i destinatari sono stati messi in condizione di contraddire” (Cons. Stato, Ad. Plen., 15 settembre 1999, n. 14).
Certo non è solo con venerdì che si risolvono tutti i problemi sia che andiamo o non andiamo, ma da qualcosa bisogna cominciare no? Cominciamo da venerdì non andiamo, presentiamoci solo con uno di noi che consegna simbolicamente il comunicato alza i tacchi e se ne va.
So che molti di voi non lo faranno per giochi di ruolo , rappresentanza di sigle , curiosità legittima (umanamente ma politicamente inutile) di sapere ed altre ragioni più o meno confuse. Ognuno si assume le responsabilità delle proprie scelte ma è chiaro che se alla prima questione politica di spessore il comitato si divide vuol dire che è nato morto e quindi ben venga il suo funerale. Ovviamente questo non significa che non si possa continuare la battaglia contro il carbone, lo faremo con i mezzi tradizionali: il coordinamento delle associazioni, mi sembra ques’ultimo un modello organizzativo realisticamente più adeguato alla attuale livello di dibattito sulla democrazia che ci caratterizza, anche se il sottoscritto non lo condivide.
In conclusione se andrete io vi manifesto fin d’ora il mio più totale disaccordo e faccio un passo indietro da ora in poi mi limiterò, se e quando lo riterrete utile, a dare il mio contributo tecnico giuridico : niente di più ma neppure niente di meno. E' un ricatto? ci mancherebbe è solo questione di coerenza con il mio pensiero se non c'è condivisione sui fondamentali della democrazia non si può neppure essere o sentirsi parte politicamente attivita di un soggetto collettivo no?
Un saluto,
Marco Grondacci

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Ecco,
per questo non credo nei comitati e temo anche per questo sia sempre più difficile credere nella "politica": per l'incapacità di presentarsi con una sola voce, che espone contenuti critici e rappresentativi di una pluralità che insieme ha lavorato per raggiungere un'obiettivo unico.
Vi auguro che questa volta possa essere diverso.

carmelita ha detto...

in totale accordo non credo si possa aggiungere altro. Durante la riunione di comitato, martedì sera, le opinioni della maggioranza esprimevano la necessità di prorompere , nelle sedi istituzionali, per meglio rendere chiara l'esistenza di una maggioranza, a parere di tutti, fin troppo silenziosa e rassegnata . Il fatto che l'assenza dei comitati avrebbe potuto essere strumentalizzata dagli amministratori , che la avrebbero potuta traslare alla pubblica opinione come inadeguatezza
politica delle rappresentanze sociali, a parere di alcuni, induceva alla non sottovalutazione del'evento.
Al contrario : penso che i comportamenti, questi comportamenti, rientrino ancora nella fase delle formalità suggestive, ovvero:"ti faccio credere che.....", da una parte e "voglio sperare che..."dall'altra.
Secondo me è tempo perso, convinta come sono, ma posso anche sbagliarmni, che non esista democrazia e che la salute e l'ambiente e la qualità della vita e il senso di comunità si debbano riconquistare con ogni mezzo di comunicazione , compresa l'assenza rumorosa. Si debbaoo riconquistare ancor più se in presenza di comportamenti scorretti ed inadeguati di una pubblica amministrazione che mostra insofferenza verso qualsiasi scambio dialettico con gli interlocutori naturali ed obbligati : i cittadini, appunto. Concordo su quanto espresso in merito alla democrazia diretta, perchè, al punto in cui siamo, non è accettabile continuare ad investire apparati ,svuotati del valore sociale , di significati profondi, che non possono e non sono in grado di rappresentare

carmela grillo , meetup AnaGrilli Spezia

Marco Grondacci ha detto...

mi rivolgo all'anonimo, qui la utilità dei comitati non c'entra nulla e mi pare argomento utilizzato per sviare il dibattito dalla vera ciccia.
La ciccia è la seguente è giusto o meno il modo di impostare le decisioni rilevanti per il nostro territorio da parte della amministrazione comunale ora sulla centrale enel, prima su Piano regolatore del porto, bonifica area IP, discarica di Saturnia, waterfront? Se non è giusto allora non andare all'incontro farsa di questa mattina con l'assessore Ruocco è una conseguenza automatica.
L'incontro è una farsa perchè chiamare al confronto quando ormai siamo vicini alla decisione su un documento di oltre 1 anno fa è prendere per il culo i cittadini. Dispiace che le associazioni ambientaliste non abbiano capito tutto ciò. Quindi natura e ruolo dei comitati qui non c'entrano un tubo, caro il mio anonimo, qui c'entra la coerenza di chi (le associazioni ambientaliste) prima chiedono un nuovo modo di decidere insieme con il Comitato SpeziaViadalCarbone e poi si comportano politicamente in modo diverso. E basta quindi di divagare sempre ogni volta che c'è una discussione impariamo se vogliamo confrontarci a stare ai temi concreti, di cazzeggiamenti inutili ne ho fin sopra i capelli

anna ha detto...

direi comunque di continuare ad informare i cittadini (che non sanno un accidente di quello che succede)e a smuovere l'opinione pubblica,che è la cosa di cui le ns amministrazioni (e non solo)hanno più paura...quindi domenica tutti al palio a volantinare!!!