giovedì 28 luglio 2011

Palazzina Ufficiali Aereonautica Militare: difendiamone la storia, la valenza architettonica, l’uso sociale.


Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo intervento della nostra lettrice Rachele Farina, nonché iscritta alla Associazione Culturale di Promozione Sociale “POSIDONIA” , che tocca il tema molto importante per il nostro territorio delle dismissioni di aree ed edifici del demanio militare che rischia di avvenire senza un confronto reale con i cittadini che vivono nelle diverse frazioni interessate e di conseguenza senza un adeguato rispetto delle valenze storiche architettoniche di questi immobili per non parlare del non rispetto di possibili usi collettivi degli stessi al fine di sottrarli a speculazioni private. Insomma è il tema del rapporto tra democrazia, trasparenza e rispetto del territorio naturale e/o antropizzato che come blog abbiamo spesso portato all’attenzione dei lettori con riferimento alle varie vertenze passate e presenti della nostra provincia.


L'argomento delle dismissioni militari, per quanto importantissimo per le varie ipotesi di soluzioni che suscita causa il valore economico e culturale delle aree occupate e per le polemiche connettibili, pare non abbia che una scarsa attenzione da parte della stampa nazionale e locale. Eppure La Spezia e tra le città che prescntano una gran dovizia di beni che passeranno presto secondo la legge ancora vigente - dal catasto militare al catasto civile, suscitando appetiti non indifferenti.
Alla sottoscritta interessa in modo particolare ma non esclusivo, la destinazione che si farà di un edificio e di un'area, poco lontani dalla sua abitazione di Fezzano, ma visto con gradimento quasi da ogni punto del paese, e di cui -come si dirà- si sono vociferate, ma non seriamente precisate, ipotesi di modificazioni, in tutto o in parte accettabilissime o repellenti. Nessuna autorità o qualificato cittadino ha presentato sinora per iscritto le varie ipotesi che in proposito sono state venti late.
Ma veniamo all'oggetto dei desideri di enti e industrie di cui la sottoscritta parla in particolare la Palazzina degli Ufficiali dell'Aereonautica, che si trova tra Cadimare e Fezzano, quindi tra il Comune di Spezia e quello di Portovenere, anche se la maggioranza degli edifici di cui il complesso e costituito appartiene al Comune di Portovenere.
E' una Palazzina che porta molto bene i suoi 78 anni, essendo stata completata nel 1933. Posta sulla riva destra del Neto, il torrentello, oggi rigagnolo coperto nel suo ultimo tratto, che per secoli divise la Repubblica di Genova dal vescovado di Luni. La costruzione fu ideata secondo i criteri della " razionalità" del tempo, sfuggendo quindi non poco agli stilemi delI 'architettura Littoria caratterizzata dalla ricerca d' imponente monumentalità e quindi all'adornamento del sito di statue romanizzanti. ...
L'incarico del progetto venne dato nel 1929 all'architetto Costantino Costantini (1904-1982),torinese, già realizzatore nella sua città della Casa del Balilla, che tanto era piaciuta a Renato Ricci, allora presidente appunto del '0pera Nazionale Balilla. Costantini trovò ottimo collaboratore nell'ing. Giorgio Guidugli, spezzino, addirittura di famiglia fezzanese; ma - come assicura Chiara Anna Terzano, autrice di una validissima tesi sul Costantini - , ebbe anche nella manovalanza ogni aiuto. L'appoggio degli operai avrebbe avuto il suo apice nel 1936, quando, all’inaugurazione a Roma della Stadio della Pallacorda, ideato dal Costantini, durante la visita del Duce, gli operai si schierarono in modo da comporre con i loro corpi il nome dell'architetto e non quello di Mussolini. Episodio forse inventato,suppone Chiara Anna Terzano, nella sua gran tesi, ma ovviamente, se avvenne, non riportato al la stampa dell'epoca.
Costantini scelse come area del nuovo idroporto,la zona della costa occidentale del golfo, abbandonando il Muggiano, prima base spezzina per gli idrovolanti, per l'estremo lembo di Fezzano, proprio nella zona che era stata sede della gran villa dei Cattaneo, la potente famiglia genovese qui stabilitasi nel Quattrocento e qui rimasta sino alla fine del l'0ttocento. Essa è ancor oggi in auge e vive nel suo antichissimo palazzo genovese. Da quella che era la punta del Fezzano si poteva godere un bellissimo paesaggio verso il golfo: ad oriente lo splendido paesaggio delle Alpi apuane con cime sempre imbiancate, per la neve d'inverno e per il candore delle cave di marmo di Carrara nella buona stagione: il paesaggio che il Botticelli aveva per buona parte ritratto nella sua "Nascita di Venere" e che aveva suggerito al Poliziano lo sfondo boschereccio delle "Stanze" al fine di esaltare la bellezza di Simonetta Vespucci.
Vennero espropriati 65.000 mq. e venne abbattuta 1a vecchia villa dei Cattaneo innalzata nel 600 e ormai abbandonata e disabitata. Così Costantini poté tener conto - secondo la Terzano - di un paesaggio che sarebbe stato gradevolissimo anche se visto dall'alto, dagli aviatori, con le emozioni che avrebbe potuto suscitare da un punto di vista prospettico del tutto nuovo sia dall'alto e sia dal mare. Non s'impegnò a valorizzare facciate, viali d'entrata o altro. Inoltre, per raggiungere una soddisfacente simmetria tra le parti, egli si avvalse anche delle palafitte, poste nel prospiciente arenile, con punti di sostegno non certo di legno ma di cemento armato, così come aveva insegnato con i suoi "pilotis" Le Corbusier, l'artista svizzero massimo esponente del I'architettura razionale. E col cemento bloccò anche le risorgive d'acqua dolce nel mare, caratterizzanti originalmente la zona, ma che dovevano essere sacrificate perché avrebbero potuto determinare inconvenienti al decollo e all'ammaraggio degli idrovolanti.
Anche il paesaggio ad occidente aveva un suo fascino in un declivio di prati, di uliveti, di macchia mediterranea che confortavano la vista di ogni osservatore. .
Ma dopo il 1936, dopo l'inaugurazione dello stadio citato, una coltre di pesante censura statale coprì il nome del Costantini e solo i privati lo ingaggiarono per realizzare i loro edifici. Nessuno per vari anni lo ricordò più neppure casualmente.
La Palazzina è ancora intatta , conservata con cura dall'Aereonautica militare, anche se a nessuna autorità, militare o civile che sia, a nessun privato, venne mai in mente di porla sotto la tutela della Sovrintendenza delle Belle Arti e sottrarla così ad ogni possibile indecoroso destino. Però si potrebbe ancor oggi procedere a tale richiesta.
Solo gli abitanti del Fezzano, durante le passeggiate/sopralluogo e le discussioni a cui parteciparono durante il felice esperimento della"Urbanistica partecipata, realizzato con il servizio e I'aiuto, tecnico e metodologico del prof. Pizziolo dell'Università di Firenze, furono gli unici che s'interessarono della Palazzina, convenendo e comunicando al Comune di Porto Venere nel 2007, i loro suggerimenti per il futuro di Fezzano e di tutta la costa. In particolare:
- Una sistemazione che dovrà progressivamente estendersi da Cadimare a Le Grazie con una passeggiata a mare che renda possibile un vero contatto tra i borghi, un itinerario percorribile dai turisti lungo tutta la zona costiera" , mentre a monte sarebbe stato opportuno accettare nei suoi punti fondamentali, il progetto di una passeggiata turistica denominata "Simonetta Cattaneo” già presentata da una piccola commissione di persone di Fezzano e di Cadimare ai due Sindaci interessati, perche fosse di diporto per tutti e di verifica delle ipotesi recentemente presentate per una precisa individuazione geografica e quindi una nuova interpretazione critica della "Nascita di Venere" e della "" Primavera" del Botticelli.
- Porre il campo sportivo a disposizione di manifestazioni promosse dai tre borghi viciniori, salvando tutta la zona verde.. E così si espresse il gruppo di urbanistica per la Palazzina: " nel caso in cui alla dismissione seguisse una vendita, chiunque sia l'acquirente, l'area dovrebbe mantenere un utilizzo sociale e pubblico e la sua funzione di polmone verde." E per questo tipo d'utilizzo si pensava ovviamente ad aree universitarie, musei, sale convegni, etc.. Nell'attesa si sarebbe fatto addirittura un "Accordo di programma tra Aereonautica e Comune di Porto Venere e di Spezia" , ma soprattutto del primo, che ha diritto alla rivendicazione di quasi tutti gli edifici interessati che sono posti al di qua del Neto, per una gestione concordata su programmi convenzionati.
Nello scorso autunno/ inverno vi è stato ( a Fezzano ) un incontro pubblico dei due Sindaci sul destino della palazzina, di cui certo s'ignorava la singolare storia dell’ architetto, il cui nome non ebbe più gloria dopo il 1936 e che pure oggi meriterebbe qualche riconoscimento. Ma i due Sindaci subito dichiararono che loro intento era venderla e senza clausole restrittive per ricavarne il denaro che tanto manca alle due amministrazioni. La diversità delle eventuali parti di introito ( 1a maggioranza degli edifici, come già detto e nell'area del Comune di Portovenere), forse non piacque ad uno dei sindaci e I'accordo non venne stipulato. La vanificazione dell'intesa forse fu accolta con un sospiro di sollievo dalla popolazione di Fezzano, che, se non richiede davvero altri incontri tra i due responsabili politico-amministrativi, tuttavia vuole il rispetto dei bisogni a suo tempo espressi e più volte conclamati per una frazione portovenerina così operosa come la loro.
Rachele Farina
Fezzano, luglio 2011

1 commenti:

William Riker ha detto...

Sono nato e cresciuto a Fezzano e mi trovo totalmente in accordo con chi teme speculazioni sulla palazzina ufficiali.
Sarebbe anche utile che qualcuno spiegasse ai sindaci che non basta vendere quanto in loro possesso per sistemare i conti: alla fine, se non si riducono le spese, prima o poi si finisce comunque per non avere più soldi. A meno che il loro intento non sia quello di passare la patata bollente al successore.
Sarebbe interessante collegare la vendita della palazzina auspicata dal sindaco Nardini con il milione di euro speso per portare acqua e gas alla Palmaria: era veramente necessario spendere così tanto per due tubi? Mah...
Tornando alla palazzina, mi piacerebbe pertanto evitare la solita svendita ma, visti i tempi di crisi, risulta fastidioso vedere delle persone che usano gratis un albergo a nostre spese.