mercoledì 6 luglio 2011

L’ampliamento di Panigaglia non serve: lo dimostrano i dati dello stesso Governo!


Dal Sole24ore di ieri: il sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia a nome del Governo dichiara “Riprendiamo il filo sui rigassificatori: non ce ne servono 10, quante sono le domande sul tavolo ora, ma 3 o 4 sono indispensabili”.
Vogliamo prendere alla lettera le dichiarazioni del sottosegretario e quindi facciamo un veloce calcolo aritmetico.

Attualmente la situazione dei rigassificatori in Italia è la seguente:
  1. Nella rada di Priolo-Melilli sulla costa siciliana tra Augusta e Siracusa, committenti Erg e Shell: VIA favorevole nel 2008 e Intesa con la Regione nel 2011
  2. Al largo del delta del Po (Rovigo) committenti Exxon e Qatar Petroleum: realizzato
  3. Al largo di Livorno committente OLT: VIA favorevole e Intesa con la Regione, in fase di realizzazione
Quindi siamo già ai 3 rigassificatori di cui parla il rappresentante del Governo, con in aggiunta l’impianto esistente di Panigaglia e i seguenti impianti che hanno già avuto la VIA favorevole del Ministero dell’Ambiente:
  • localizzato nel Porto di Brindisi, sulla colmata di Capo Bianco presentato dalla Società di Brindisi LNG S.p.a.
  • nell’area di sviluppo industriale dei Comuni di Gioia Tauro, San Ferdinando, Rosarno in provincia di Reggio Calabria, presentato dalla società LNG Medgas Terminal
  • localizzato nel porto industriale di Trieste, località Zaule, presentato dalla Gas Natural Rigassificazione Italia S.p.a.
  • localizzato nel porto di Porto Empedocle (Agrigento). Proponente la società Nuove Energie S.r.l.
  • da realizzarsi nel Comune di Rosignano Marittimo (Livorno), presentato da Edison S.p.a.
Alla luce di quanto sopra, e anche non considerando i sopra elencati progetti che hanno avuto la VIA favorevole ma non ancora l’Intesa con la Regione interessata, risultano due conseguenze oggettive:
  1. L’ampliamento del rigassificatore di Panigaglia non ha alcun senso e non risponde agli interessi energetici del nostro Paese, tanto meno a quelli del territorio spezzino
  2. In prospettiva è realistico pensare alla dismissione dell’impianto esistente anche alla luce dei nuovi gasdotti in fase di realizzazione e di approvazione e del fatto che si tratta dell’impianto sicuramente più pericoloso come collocazione attuale come abbiamo spiegato qui.
Quanto sopra a prescindere ovviamente da quello che noi pensiamo da tempo: i rigassificatori non servono al nostro Paese!

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Marco frena, lascia il tempo di leggere, perché tra questo post e quello precedente c'è da studiare parecchio.

P