sabato 16 luglio 2011

Centrale Enel le proposte di Comune e Provincia: già tutto previsto dalla legge!


Nella conferenza stampa dello scorso venerdì gli enti locali spezzini hanno presentato la loro piattaforma con la quale andranno al confronto con Enel in vista del rilascio della nuova autorizzazione integrata ambientale alla centrale termoelettrica esistente.
Le proposte degli enti locali vengono spacciate per richieste “innovative” ma in realtà non sono altro che l’adeguamento della centrale a norme di legge già in vigore per lo più da oltre 5 anni! Vediamo perché! (in grassetto le proposte di Comune e Provincia e di seguito i miei commenti)
1. riduzione delle emissioni almeno del 50% per gli ossidi di zolfo e delle polveri.
Attualmente per l’SO2 vale il limite del decreto ministeriale del 29 gennaio 1997 : 400 mg/Nm3 riferito ovviamente al gruppo a carbone della centrale. La riduzione del 50% da 400 a 200mg/Nm3 è prevista dall’allegato II alla parte V del dlgs 152/2006.
Attualmente per le polveri vale il limite del decreto ministeriale del 29 gennaio 1997: 50 mg/Nm3 riferito al gruppo a carbone della centrale. La riduzione di c.a. il 50% (si passa da 50 a 30 mg/Nm3) è già prevista dall’allegato II alla parte V del dlgs 152/2006.
In sostanza nel momento in cui verrà rilasciata la nuova autorizzazione integrata per legge ( e non perché lo chiedono gli enti locali) si dovranno applicare i nuovi valori ridotti del 50% rispetto alle emissioni concesse attualmente.

2. passare dalla misurazione dei limiti medi mensili all’adozione dei limiti giornalieri.
Questo è un obbligo già in vigore dalla entrata in vigore del dlgs 152/2006 versione iniziale (quindi da circa 5 anni!) si veda punto 4.1 allegato II alla Parte V di detto dlgs.


3. monitoraggio a camino dei cosiddetti “transitori” (fase di avvio dell’accensione della centrale), che secondo la normativa non devono essere monitorati, ma di cui si richiede il monitoraggio e la contabilizzazione.
Anche questa norma era prevista dal dlgs 152/2006 articolo 271 comma 14 (quindi da oltre 5 anni) secondo il quale per detti transitori si possono prevedere apposite prescrizioni nella autorizzazione alla centrale . Non solo ma sempre secondo questa norma, che ripeto esiste da oltre 5 anni, nel caso di emissioni di sostanze cancerogene, tossiche per la riproduzione o mutagene o di sostanze di tossicità e cumulabilità particolarmente elevate (tutte emesse da questa centrale) l’autorizzazione deve stabilire prescrizioni volte a consentire la stima delle quantità di tali sostanze emesse durante i periodi transitori e fissare appositi valori limite di emissione, riferiti a tali periodi, espressi come flussi di massa annuali.


4. riduzione delle emissioni diffuse nell’area circostante la centrale e l’area portuale attraverso una gestione della movimentazione del carbone con dispositivi di contenimento delle emissioni diffuse e, quindi, una riduzione dell’inquinamento atmosferico locale con processi gestionali e procedurali condivisi e monitorati dagli Enti Locali.
Questa è una richiesta talmente generica che solo di fronte ad un progetto impiantisco preciso potrà essere valutata. Resta il fatto che su questo punto la Commissione tecnica AIA del Ministero dell’Ambiente aveva chiesto integrazioni progettuali alla fine del 2010 e l’Enel a tutt’oggi non ha ancora risposto a questa richiesta neppure con le integrazioni presentate a marzo del 2011.



5. L’attivazione di teleriscaldamento, che ha il potere di incrementare il rendimento della produzione energetica a livello locale e di ridurre il contributo all’inquinamento delle emissioni atmosferiche a bassa quota emesse dagli impianti di riscaldamento.Il teleriscaldamento consolida la presenza della centrale e quindi non contribuisce a migliorarne la riduzione delle emissioni soprattutto dei microinquinanti cancerogeni

6. L’opposizione netta alla proposta di Enel di bruciare biomasse.
Su questo ci permettiamo di rinviare al nostro post.

7. L’adozione degli standard di emissione previsti dalla normativa europea, non ancora recepita dall’Italia che entrerà in vigore tra qualche anno.
Intanto gli stessi amministratori spezzini ammettono che la nuova Direttiva entrerà in vigore tra qualche anno (tra il 2013 e il 2014) ma al di la di questo per gli standard di emissione il discorso cambia poco per l’SO2 il valore limite ad esempio resta sempre di 200mg/Nm3 cioè lo stesso che deve essere raggiunto da oltre 5 anni come abbiamo visto sopra. Peraltro i nostri amministratori dovrebbero sapere che se venisse fatto il teleriscaldamento i valori di emissione di questa nuova Direttiva sarebbero posticipati al 2022! Questo bruciando carbone è molto importante perché il teleriscaldamento per usi civili andrebbe a sostituire il gas metano che come è noto non emette tutti i microinquinanti cancerogeni e nelle quantità emesse dal carbone . Quindi grazie alla proposta di teleriscaldamento si permette all’enel di continuare a bruciare grandi quantità di carbone in centrale e quindi emettere grandi quantità di microinquinanti cancerogeni…… complimenti un bel modo di anticipare le nuove norme comunitarie!

CONCLUSIONE
Ma se questi obiettivi erano previsti dalla legge da oltre 5 anni cosa hanno fatto fino ad ora Comune, Provincia, Regione e Ministero dell’Ambiente? Hanno studiato la normativa vigente e finalmente dopo oltre 5 anni hanno capito che era applicabile? Forse si nel frattempo la centrale ha continuato a non essere adeguata ad una normativa vigente da anni come abbiamo spiegato qui.
Cosa avrebbero potuto o potrebbero fare gli enti locali invece lo spiegherò nel prossimo post a cominciare dalle questione relative: alla tutela della salute, ai limiti degli inquinanti significativamente inferiori a quelli di legge, ai limiti all’uso dei combustibili come il carbone.

P.S.
Sulla convenzione socio economica (tra enel ed enti locali) avremo modo di tornare con più attenzione ma già fin d’ora c’è una cosa che fa incavolare per non usare altri termini impropri per un blog, ed è la richiesta all’enel di sviluppare ulteriori fasi dello studio epidemiologico in corso. E’ in corso uno studio epidemiologico? non ci risulta. Soprattutto: ma come l’AIA dovrebbe essere rilasciata proprio sulla base di un parere del Comune che valuti preventivamente il rischio alla salute dei cittadini spezzini e il Comune chiede all’enel di sviluppare indagini epidemiologiche dopo che la centrale a carbone viene confermata nell’attuale sito? Sono veramente spudorati anche qui per non dire di peggio!

1 commenti:

Marco Grondacci ha detto...

voglio specificare prima che arrivi qualche commento interessato a criticare quanto affermato nel post, che la centrale enel della Spezia nel momento in cui va ad autorizzazione integrata viene considerata impianto nuovo infatti ai sensi dell'articolo 29ter del dlgs 152/2006 (disciplina dell'AIA) la procedura per il rilascio dell'AIA non fa distinzione tra impianti nuovi o adeguamento impianti esistenti e d'altronde la Corte di Giustizia con sentenza del 31/3/2011 aveva considerato ai fini dell'AIA gli impianti esistenti come fossero impianti da autorizzare ex novo ai fini dell'AIA. Ecco perchè nel post sostengo che si applicano alla AIA della centrale di Spezia i limiti di emissione già ridotti ex lege del 50% come si trattasse di impianto nuovo. Peraltro come dimostrerò nel prossimo post il problema nell'AIA non sono i limiti di emissione di legge ma la istruttoria che porta alla autorizzazione che potrebbe permettere, come vedremo, di applicare limiti di emissione ad esempio per l'SO2 anche inferiori ai 200 mg/Nm3, agendo non sui limiti formali di legge ma sulle modalità gestionali dell'impianto e sul tipo e quantità dei combustibili (leggi metano al posto del carbone) il tutto legandolo alla specificità ambientale e sanitario del sito dove è collocata la centrale.