lunedì 18 luglio 2011

Centrale Enel e AIA: cosa devono chiedere gli enti locali spezzini


Oggi a Roma si riunisce la Commissione tecnica ministeriale insieme con i rappresentanti di Comune , Provincia e Regione per definire l'accordo sui contenuti della prossima autorizzazione integrata ambientale alla centrale enel spezzina.

GLI ENTI LOCALI E LA REGIONE POSSONO CHIEDERE DI PIÙ
Come abbiamo visto nel post precedente le richieste delle Amministrazioni locali all’Enel sono al 90% la applicazione di una normativa già vigente da tempo.
Ma a questo punto sorge una domanda inevitabile: possono le amministrazioni locali e la Regione chiedere di più ad Enel e Ministero dell’Ambiente? Direi proprio di si anzi è la legge vigente che glielo permetterebbe. Vediamo di seguito perché……
Recita il comma 16 articolo 271 del Dlgs 152/2006 (disciplina emissioni nell’aria anche delle centrali come quella spezzina): “16. Per gli impianti sottoposti ad autorizzazione integrata ambientale i valori limite e le prescrizioni di cui al presente articolo si applicano ai fini del rilascio di tale autorizzazione, fermo restando il potere dell'autorità competente di stabilire valori limite e prescrizioni più severi.”.
Come potete vedere l’autorità competente (il Ministero dell’Ambiente) può rilasciare limiti di emissione più bassi di quelli di legge se l’impianto, come è il caso della centrale Enel, è soggetto ad AIA.
Questo significa che nella filosofia dell’AIA non contano tanto i limiti di legge formali dei diversi inquinanti, come vorrebbero farci credere i nostri amministratori, ma il singolo impianto e la situazione ambientale sanitaria che lo circonda. Recita infatti il penultimo capoverso del comma 3 articolo 29sexies del Dlgs 152/2006: “Se del caso, i valori limite di emissione possono essere integrati o sostituiti con parametri o misure tecniche equivalenti.”, non solo ma secondo l’articolo 29ter del Dlgs 152/2006 la domanda di AIA deve contenere una descrizione dello stato del sito di ubicazione dell’impianto. Vista in questa ottica la richiesta di riduzione del 50% delle emissioni attuali della centrale (che come abbiamo visto è una semplice applicazione della legge vigente) non ha comunque significato perché per la specificità del sito spezzino potrebbero anche non bastare per garantire la salute dei cittadini. In altri termini se resta l'uso prevalente del carbone anche con le migliori tecniche di disinquinamento i valori di emissione, non sotto il profilo della legge, ma sotto il profilo sanitario possono restare troppo alti.
La normativa che disciplina l'AIA permette alle istituzioni competenti di inserire il suddetto modo di ragionare nella istruttoria per rilasciare detta autorizzazione? SI, vediamo perché......

I POTERI DELLE ISTITUZIONI POSSONO METTERE AL CENTRO DELLA PROCEDURA DI AIA LA SALUTE DEI CITTADINI
Quali sono i poteri delle Amministrazioni interessate dall’AIA per attuare i sopra citati obiettivi?
Ministero dell'Ambiente - Recita l’articolo 29septies del Dlgs 152/2006 (disciplina generale dell’AIA): “1. Se, a seguito di una valutazione dell'autorità competente, che tenga conto di tutte le emissioni coinvolte, risulta necessario applicare ad impianti, localizzati in una determinata area, misure più rigorose di quelle ottenibili con le migliori tecniche disponibili, al fine di assicurare in tale area il rispetto delle norme di qualità ambientale, l'autorità competente può prescrivere nelle autorizzazioni integrate ambientali misure supplementari particolari più rigorose, fatte salve le altre misure che possono essere adottate per rispettare le norme di qualità ambientale.”. Secondo il secondo capoverso del comma 5 articolo 251 del Dlgs 152/2006 (disciplina generale emissioni): “Si devono altresì valutare il complesso di tutte le emissioni degli impianti e delle attività presenti, le emissioni provenienti da altre fonti e lo stato di qualità dell'aria nella zona interessata.”.
Comune della Spezia. Recita il comma 7 articolo 29quater del Dlgs 152/2006 (disciplina generale dell’AIA): “Nell'ambito della Conferenza dei servizi di cui al comma 5, vengono acquisite le prescrizioni del sindaco di cui agli articoli 216 e 217 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265…”. E’ il parere del Sindaco volto a misurare ai sensi del TU leggi sanitarie la sostenibilità sanitaria della centrale Enel sia nella conformazione attuale che in quella futura arrivando a chiedere precise prescrizioni da inserire nell'AIA finale.
Regione Liguria. Recita il comma 4 articolo 271 del Dlgs 152/2006 (disciplina emissioni da impianti industriali come la centrale Enel): “4. I piani e i programmi di qualità dell'aria previsti dalla normativa vigente possono stabilire appositi valori limite di emissione e prescrizioni più restrittivi di quelli contenuti negli Allegati I, II e III e V alla parte quinta del presente decreto, anche inerenti le condizioni di costruzione o di esercizio, purché ciò sia necessario al perseguimento ed al rispetto dei valori e degli obiettivi di qualità dell'aria.”.
Quindi se l’autorità competente (Ministero dell’Ambiente) e le altre autorità interessate (Comune e Regione) esercitano fino in fondo i suddetti poteri possono imporre non solo valori di emissioni inferiori a quelli di legge ma anche misure che riguardano la gestione dell’impianto, la tipologia dei combustibili, le tecniche di disinquinamento.


IL CASO DI PORTO TOLLE: E' LA TUTELA DELL'AMBIENTE E DELLA SALUTE CHE DECIDE IL TIPO DI IMPIANTO ADATTO AD UN TERRITORIO

D’altronde è il ragionamento che ha portato il Consiglio di Stato a bocciare la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) positiva della conversione a carbone della centrale Enel di PortoTolle. Secondo questa sentenza, nel caso sussista una peculiarità ambientale nel territorio interessato dalla centrale, la valutazione delle alternative di progetto diventa passaggio obbligato e, sempre secondo il Consiglio di Stato, le alternative non vanno intese tra il rispetto di dati limiti di emissione o di altri , ma tra alternative di modello gestionale e quindi progettuale (per capirci tra carbone e metano). Afferma testualmente il Consiglio di Stato, in modo assolutamente applicabile anche al caso della centrale spezzina: “ l'abbattimento delle… emissioni di almeno il 50 per cento rispetto ai limiti previsti per i grandi impianti di combustione di cui alle sezioni 1, 4 e 5 della parte II dell'allegato II alla parte V del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 presuppone che sia stata adeguatamente svolta la comparazione tra l’impatto ambientale potenzialmente proprio della centrale a carbone che si intende realizzare … e quello correlato alla realizzazione e al funzionamento di centrale a gas metano: presuppone, più nel dettaglio, che all’esito di tale comparazione, l’autorità amministrativa competente abbia responsabilmente concluso per il minore o quanto meno equivalente impatto ambientale della centrale a carbone.”. Tradotto, in certe situazione critiche, prima si dimostra la sostenibilità ambientale/sanitaria del carbone rispetto ad altre scelte (ad esempio il metano) e solo dopo si decide.

COSA CHIEDIAMO AGLI AMMINISTRATORI REGIONALI E LOCALI
Alla luce di quanto sopra noi chiediamo che Comune, Provincia, Regione, avvalendosi dei poteri sopra descritti e della sentenza del Consiglio di Stato sopra citata, chiedano alla Commissione AIA del Ministero dell’Ambiente un supplemento di istruttoria al fine di effettuare quella comparazione delle alternative sul futuro della centrale spezzina, sulla base della quale, scegliere la soluzione più rispettosa delle specificità ambientali e sanitarie del nostro territorio.
Non chiediamo la luna, non chiediamo obiettivi impossibili, chiediamo semplicemente che gli enti locali esercitino le loro funzioni pubbliche come previsto dalla legge nell’interesse generale dei cittadini spezzini e senza alcuna sudditanza psicologica verso un società l’Enel che in questi 50 anni ci ha pesantemente inquinati e negli ultimi 20 ci ha pure tolto posti di lavoro: sia quelli virtuali impediti dalla occupazione degli spazi della centrale, sia quelli reali con il passaggio da circa 900 dipendenti in centrale negli anni 80 agli attuali circa 220.


P.S.
Il Sindaco la finisca di raccontare stupidaggini sul fatto che le richieste degli enti locali servono per impedire che la centrale resti per altri 50 anni. Con la attuale linea del Comune la centrale resta comunque ed in più con il carbone come combustibile principale. Dopo oltre 50 anni gli spezzini meritano qualcosa di più che i cazzeggi politichesi di questo Sindaco.

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