Non più di 70 persone, nessun amministratore pubblico, ha partecipato Martedì scorso al convegno sulle centrali a carbone che si è tenuta nel salone della Provincia; con lo scopo di fare il punto della situazione della centrale Enel Eugenio Montale situata a La Spezia, sono stati affrontati gli aspetti energetici, sanitari e giuridici della vicenda che hanno assunto maggiore pregnanza anche grazie all’intervento degli esponenti del comitato Uniti Per La Salute di Savona che da anni si batte attivamente per liberarsi dal pestilenziale carbone che inquina pesantemente l’intera area del savonese.
Per dare un’idea della situazione ligure nella figura sottostante (tratta dal “Piano di risanamento della qualità dell’aria” della Regione Liguria) sono evidenziati in arancione i diversi livelli di alterazione della biodiversità lichenica. Sorprende (?) che i dati siano riferiti alla rilevazione ARPAL del 2000 e mai aggiornati. Considerando che in Liguria le Centrali che producono energia sono ubicate a Savona/Genova/Spezia e che questi luoghi sono caratterizzati da colore arancione (più o meno intenso) suggerisco di leggerne il significato a pag. 65/67 del piano che si trova qui.
Sorprendentemente il convegno era moderato da S. Sarti, Legambiente Liguria, che ha introdotto i relatori ricordando che:
1) la prospettiva della dismissione della centrale E. Montale come punto qualificante del programma elettorale sia del sindaco Federici che del presidente della provincia Fiasella;
2) l’esito del referendum che nel 1990 aveva di fatto promosso la dismissione della centrale della Spezia a partire dal 2005 e che nella realtà si è concretizzato con la trasformazione dei due gruppi da carbone a metano portando la centrale alla attuale configurazione; (audio: minuti 1-6)
Come noto:
1) la centrale Enel produce energia mediante l’utilizzo primario del gruppo a carbone, essendo quelli a metano meno “profittevoli” ed importando, nottetempo, energia prodotta con il nucleare francese;
2) con l’obiettivo di massimizzare ulteriormente i profitti, dall’avvio della realizzazione dell’impianto di produzione del CDR a Saliceti (forse anche prima, vien da pensare), l’idea che ogni tanto spunta è quella di conferire il CDR medesimo all’Enel per la sua combustione.
Il primo intervento (link inseriti a mia cura), a cura del Prof. Giovanni Ghirga membro dell’Albo degli Esperti ISDE Italia (Medici per l’Ambiente) e corredato di presentazione che auspico possa essere resa disponibile al più presto, ha confermato che:
1) le industrie che inquinano tendono in maniera sistematica a mettere in dubbio che gli effetti dell’inquinamento siano reali usando argomenti pretestuosi;
2) l’Italia ha energia sufficiente (quasi il doppio) per il proprio fabbisogno e la importa (di notte dalla Francia) solo per massimizzare il profitto;
3) nessuna agenzia governativa promuove il risparmio energetico (che potrebbe incidere sul consumo domestico per il 46% solo sostituendo gli elettrodomestici con quelli di nuova generazione);
4) in futuro l’80% dell’energia potrebbe provenire dalle rinnovabili; la Germania con il sole produce attualmente con le rinnovabili energia pari a quella di 17 centrali nucleari di vecchia generazione;
5) il problema dell’inquinamento non riguarda solo le città sedi di impianti inquinanti, con venti favorevoli gli inquinanti possono raggiungere i 300 km di distanza in 12 ore (OMS): un modello matematico applicato alla centrale di Cerano (BR) rappresenta il movimento degli inquinanti nelle 24 ore di un periodo determinato e dimostra che gli inquinanti sono trasportati dalla parte opposta dell’adriatico (est), a nord/sud di Brindisi e anche nell’entroterra; le ricadute maggiori avvengono tuttavia nel raggio di 50/60 km;
6) nel 1952 a Londra, in condizione di particolare freddo e quindi di massiccia combustione di carbone si verifica un fenomeno atmosferico chiamato “inversione termica”: il governo consiglia ai cittadini (bambini) di evitare il più possibile di uscire dalle case: alla fine della prima settimana sono morte oltre 4000 persone ed altrettante nelle settimane successive; già i romani si erano accorti dell’esistenza di quelli che chiamavano “vapori pestilenziali e ceneri”;
7) la partecipazione alle scelte ambientali è un diritto sancito sia dall’UE (Direttiva 2003/35/CE "che prevede la partecipazione del pubblico nell'elaborazione di taluni piani e programmi in materia ambientale", che doveva essere recepita dagli Stati Membri entro il 25 giugno 2005) sia dalla nostra costituzione eppure “guadagna un’industria, soffre la popolazione”;
8) secondo l’OMS fino al 9% di tutte le malattie è causato dall’inquinamento: è provato che la prima paura degli italiani è il cancro, che è in aumento in tutto il mondo. L’esposizione involontaria a fattori cancerogeni presenti nell’ambiente contribuisce in modo importante all’aumento dell’incidenza del cancro: nei bambini tale incidenza aumenta dell’1% in Europa e del 2% in Italia;
9) le polveri sono l’inquinante atmosferico più pericoloso: polveri sottili (PM10) fini e ultrafini (PM2,5 e inferiori, sino a PM0,1 nei fumi della combustione) sono presenti nel carbone (tra le altre 67 sostanze inquinanti, di cui 55 interferiscono con lo sviluppo del sistema nervoso e 24 hanno un rapporto con il cancro) e non possono essere trattenute dai filtri;
10) tra gli altri, il carbone contiene arsenico tanto più presente quanto peggiore (più economica) è la qualità del carbone (35g arsenico/1000g di carbone); il mercurio è particolarmente tossico per il sistema nervoso dei bambini, immesso in atmosfera torna al suolo attraverso le piogge: assumiamo mercurio attraverso i pesci di cui ci alimentiamo (es. pesce spada che mangia pesci più piccoli con fattore di accumulo); in tutto il mondo ¼ del mercurio presente è generato dalle emissioni delle centrali a carbone; la presenza del cloro nell’aria (ambienti marini) peggiora la presenza di altri inquinanti (es. ozono);
11) 20 anni di studi della Commissione Europea hanno stabilito i danni prodotti dall’inquinamento: ogni anno 348.000 persone muoiono in Europa a causa delle PM2,5 con una riduzione della vita media; 100.000 ricoveri/anno per malattie respiratorie e cardiache; 30 milioni di giorni di assunzione di farmaci per contrastare tali malattie; parecchie centinaia di milioni di giornate di lavoro perse; 700 morti/ora; se riducessimo tali emissioni potremmo ridurre le morti del 50%: la proposta della UE non è stata accolta da nessuno dei 26 paesi (40 milioni di abitanti) a cui è stata avanzata;
12) l’Agenzia europea dell’ambiente sostiene che il 50% delle emissioni di queste polveri è connessa alla produzione di energia, l’altro 50% al traffico;
13) dopo 25 anni di attività, le attuali emissione della centrale di Civitavecchia determinerebbero una spesa per la mortalità di circa 300 milioni di euro e 100 milioni per le malattie (malattie coronariche, infarti, embolie polmonari, aritmie, ipertensione arteriosa, incidenza del diabete, arteriosclerosi, riduzione dello sviluppo dei polmoni dei bambini, asma e polmonite nei bambini, 7% dei cancri al polmone): lo studio è stato presentato al senato senza alcun esito;
14) il danno più grave è il danno genetico: l’esposizione agli inquinanti nel primo anno di vita predispone l’organismo a malattie croniche e alla loro insorgenza anche a distanza di quarant’anni (audio: minuti da 6-fine)
Quello del contrasto al carbone nella produzione di energia non è un problema tutto italiano, a detta di molti paese caratterizzato dalla sindrome Nimby, ma interessa anche i cugini svizzeri che non possono essere certo accusati di mancanza di pragmatismo nelle loro scelte:
Ticino Libero: “votiamo un convinto Sì a favore dell’iniziativa contro il carbone, contro una centrale che a Lünen con ogni probabilità, anche se dovesse venir ultimata, non entrerà mai in azione grazie alla volontà delle persone che hanno vissuto sulla propria pelle le conseguenze di un’economia basata su una fonte insostenibile. Via dal carbone, subito, com’è possibile e responsabile, con lungimiranza e fiducia.”
Centrale di Lunen: Approvato il controprogetto - Ad avere la meglio è infatti il controprogetto, approvato dal 52% dei cittadini (44.1% i no). Controprogetto che infatti la spunta nettamente (46% contro il 39% dell'iniziativa) nella domanda sussidiaria, che fa stato in questo caso. Questo significa che l'Azienda elettrica ticinese avrà tempo fino al 2035 (e non il 2015 come chiedevano gli iniziativisti) per uscire dall'investimento.
PPD: "il pragmatismo vince sulla demagogia" - Il PPD esprime in un comunicato "grande soddisfazione per il voto di oggi. Il Popolo ticinese sostiene la proposta ragionevole, pragmatica e innovativa elaborata in casa PPD e fatta propria da Consiglio di Stato e Gran Consiglio. Si pongono le basi -continua il comunicato- per garantire l’approvvigionamento cantonale di energia elettrica nei prossimi 10-20 anni.
Una prima considerazione, anche banale: l'inquinamento atmosferico, anche grazie all'azione del vento, è un fenomeno molto democratico, inclusivo, che (quasi) non conosce differenze sociali: lo ricordino amministratori, manager e industriali che per aumentare i propri profitti convivono quotidianamente con l'inquinamento da loro stessi provocato.
…segue QUI
Documenti citati:
http://www.ambienteinliguria.it/lirgw/eco3/ep/contentView.do?contentId=315748&pageTypeId=36525&contentType=DTS_GENERALE&pianieprogrammi=&channelId=-51363&lingua=Italiano&idgenerale=PR_aria&BV_SessionID=@@@@0701139279.1309418342@@@@&BV_EngineID=ccccadfdmelmljgcefeceffdgnndffk.0
Piano di risanamento della Qualità dell’aria della Regione Liguria
Piano di risanamento della Qualità dell’aria della Regione Liguria
Dott. Paolo Franceschi Referente ISDE Savona
La chiusura del ciclo dei rifiuti e la quadratura del bilancio ACAM (Ambiente): CDR all'ENEL e raccolta differenziata.
Precedenti contributi di SpeziaPolis sul tema: http://speziapolis.blogspot.com/search/label/Energia e precedenti



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