domenica 5 giugno 2011

Referendum 12 e 13 Giugno


"I referendum sanciscono in modo definitivo il divorzio dell’Italia da quelle quattro leggi. Chi vota sì dice che l’acqua deve rimanere pubblica, che le centrali nucleari in Italia non si fanno, che tutti gli italiani sono uguali di fronte alla legge. Avrò pure novant’anni e magari non sarò lucidissimo: ma come si fa ad avere anche un solo dubbio?" 
Raimonto Ricci, simbolo della Resistenza e dell’Anpi. (la Repubblica GE)

"Il popolo si aspetta che in questa ultima settimana prima dei referendum, invece di fare camarille e intrallazzi di potere con scambio di promesse di posti, incorporate tra le varie anime della ex sinistra, sindaci, assessori, candidati, politici, preti, vescovi, frati, suore, chierichetti bambini e chierichetti cresciuti, strutture di partito e singoli cittadini s’impegnino fino allo sfinimento per informare la gente ed invitare al voto del 12/13 giugno contro la privatizzazione dell’acqua, contro il nucleare che la Cassazione ha restituito alla democrazia diretta, abortendo il tentativo brigante di Berlusconi di scipparlo al giudizio dei cittadini.
Infine il quarto referendum che non è meno importante degli altri, ma forse il più qualificante per la dignità giuridica e democratica di una nazione: la legge è e deve restare sempre uguale per tutti, di giorno e di notte, da mane a sera, a cominciare dal capo  del governo che dovrebbe dare l’esempio, invece di fomentare divisione, seminare odio, denigrare le Istituzioni che egli dovrebbe rappresentare.
Sì, dalle Alpi alla Sicilia un nuovo vento di dignità sembra soffiare «per l’aere a volo» (Dante, Inf. XXIX, 113) che diventerà tempesta su Berlusconi con quattro solenni «SÌ» il 12 e 13 giugno. IO VOTO! Don Paolo Farinella (la Repubblica GE)


 
la Repubblica

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