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| da il Fatto Quotidiano |
"Negli ultimi 40 anni, delle 15 occasioni in cui serviva che il 50 per cento più uno degli italiani andasse a votare ci si è riusciti solo otto volte.
L’ultimo referendum ad aver raggiunto il quorum risale al 1995. Poi più nulla.
E in ballo c’erano questioni importanti: dalla legge elettorale alla procreazione assistita, dall’articolo 18 all’abolizione dei rimborsi elettorali per i partiti.
Per questo i comitati promotori dei 4 quesiti al voto chiedono di cominciare l’operazione-passaparola, perché le persone da portare ai seggi sono tante: almeno 25 milioni 332 mila e 487.
E stavolta c’è anche l’incognita del voto all’estero: sulle schede spedite ai consolati - che saranno distribuite a partire dal 9 giugno - c’è un quesito diverso da quello che voteremo in Italia.
Il referendum sul nucleare, infatti, è stato riscritto alla luce della sentenza della Cassazione che ha interpretato (negativamente) la decisione del governo, che nel decreto Omnibus aveva provato a far credere di aver cambiato idea sulle nuove centrali.
Venerdì, il ministro Maroni, a chi gli chiedeva come il Viminale avrebbe risolto la questione, ha risposto: “Qual è il problema?”.
Berlusconi, per parte sua, ha già detto che il voto è inutile. Tanto vale andare al mare, come disse Craxi nel '91.
E infatti la gente al mare ci andò, ma dopo avere votato." (il Fatto Quotidiano)


1 commenti:
QUALCUNO ci ha lasciato le penne, lassù in montagna, perché io potessi andare a votare. Così me lo ricordo sempre, in qualsiasi
occasione. Andare a votare è un diritto, ma anche un dovere.
Non importa tanto che la gente voti sì o no, domenica prossima. L’importante è che vada a votare».
Non ha dubbi, Alfredo Biondi, vicepresidente
della Camera, più volte ministro (anche alla Giustizia), tessera numero tre di Forza Italia (dopo Berlusconi e Martino), liberale a tutto tondo. (la Repubblica GE)
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