lunedì 6 giugno 2011

Outlet: Il Sindaco di Brugnato non dice la verità…

…oppure è circondato da suggeritori tecnici profondamente ignoranti. In una intervista al Secolo XIX in contrasto con il ricorso al TAR dichiara testualmente:

1. il progetto di outlet non è in variante agli strumenti urbanistici vigenti

2. il progetto non costituisce un centro commerciale ma una galleria di negozi singoli (c.d. di vicinato dalla normativa sul commercio)

E’ così? NO!
Attenzione non sono io a scriverlo ma gli uffici della Regione Liguria che nel documento con il quale hanno deciso di non applicare la procedura di VIA (valutazione di impatto ambientale) scrivono testualmente:

Il PUO all’esame si pone in variante al PUC vigente per i seguenti aspetti:

· modifica ai limiti del distretto di trasformazione “B3/AP/T-Settore 1” e conseguentemente al perimetro del PUO, attraverso l’ampliamento dello stesso verso nord ed ovest a comprendere parte dell’ambito di conservazione “B1/A” ed una minima porzione del distretto di trasformazione “B3/AP-Settore 3” ai fini dell’individuazione e della realizzazione degli spazi a verde pubblico ed a parcheggio pubblico (vedi tavv. 12, 14);

· modifica ai limiti, prescritti dalla scheda normativa n. 18 (normativa di livello puntuale), della soglia volumetrica introdotta per ogni corpo di fabbrica, ed introduzione in suo luogo dei parametri di cui all’art. 74 delle norme di conformità e congruenza, applicabili nell’attuazione delle aree a destinazione produttiva poste a margine dell’area di intervento;

· riduzione dei parametri urbanistici previsti dalla scheda n 18 delle norme di conformità e congruenza inerenti la distanza dalle strade e dai fabbricati;

· potenziamento e riorganizzazione della viabilità per l’accesso all’area di intervento”.

Peraltro, a proposito di "non è una variante", sempre dal documento della Regione si ricava che il progetto richiede anche una modifica del Piano Territoriale Paesaggistico, infatti secondo tale documento: “L’intervento, così come prospettato, alla luce del particolare assetto planivolumetrico ed urbanistico definito dal P.U.O. in argomento, non risulta coerente con l’attuale disciplina paesistica e richiede, onde consentire la piena attuazione delle previsioni urbanistiche per l’area in questione, un aggiornamento della stessa da area soggetta a regime “IS-MO-B” a regime “IS-TR-ID”.”


Seconda affermazione del Sindaco l’outlet non è un centro commerciale ma una galleria di negozi di vicinato (negozi singoli per intenderci).

E’ così? NO!

Anche qui leggiamo la legge quadro sul commercio. Secondo tale disciplina nazionale per centri commerciali si devono intendere “…una media o una grande struttura di vendita nella quale più esercizi commerciali sono inseriti in una struttura a destinazione specifica e usufruiscono di infrastrutture comuni e spazi di servizio gestiti unitariamente. Ai fini del presente decreto per superficie di vendita di un centro commerciale si intende quella risultante dalla somma delle superfici di vendita degli esercizi al dettaglio in esso presenti”. Come si vede quindi non ci si riferisce ad un centro commerciale unico (es. Ipercoop, Conad etc.) ma anche ad una somma di superfici di vendita come appare essere il centro commerciale proposto a Brugnato. D’altronde se così non fosse non si capirebbe perché il progetto sia stato sottoposto a procedura di verifica per l’applicabilità della VIA. Procedura di verifica applicabile al caso in esame proprio perché trattasi di centro commerciale (ai sensi della legge quadro sul commercio) come si ricava dalla lettera b) punto 7 dell’allegato IV al dlgs 152/2006 (TU ambiente); a proposito la Regione Liguria per applicare la procedura di VIA ha utilizzato i vecchi allegati delle categorie di opere soggette a VIA che non trattano di centri commerciali e non sono più in vigore, ennesima castroneria giuridica di una Regione che su VIA e VAS è in clamoroso ritardo sul recepimento delle nuove normative comunitarie e nazionali.


Conclusione numero 1

Il Sindaco di Brugnato vuol fare l’outlet e alla Val di Vara questa ennesima porcata urbanistica piace, bene lo facciano ma almeno rispettino la legge e non raccontino sciocchezze giuridiche amministrative per giustificare la loro decisione

Conclusione numero 2

Il Sindaco di Brugnato sostiene, quasi piagnucolando, “le varianti per fare centri commerciali come quello di Santo Stefano e dell’area IP le hanno fatte gli altri Comuni…..Ma io mai ho contrastato le scelte dei vicini”. Come dire: ognuno padrone in casa sua e fanculo quello che succede da dopo i miei confini amministrativi.

P.S.

A proposito dove erano quelli che, ora per difendere l’outlet di Brugnato tirano fuori l’ipercoop dell’ex area IP , quando il sottoscritto da assessore del Comune di Spezia ne bloccava le concessioni edilizie per violazione della normativa sulle bonifiche? Beh è ovvio si facevano i cazzi loro nella Valle del Biologico e….. gli spezzini che si beccavano le puzze della finta bonifica dell’ex area IP per accelerare la realizzazione del nuovo Ipercoop? Cazzi loro…. “ognuno padrone in casa sua”....... merda che respira compresa! Viva la solidarietà territoriale , Viva la visione integrata e sostenibile dei territori!

5 commenti:

Daniela Patrucco ha detto...

Ho riletto questo post e, a partire dalle domande (anche retoriche) conclusive di Marco, ho cercato tutti i post che abbiamo scritto su Braugnato
http://speziapolis.blogspot.com/search?q=outlet+brugnato

Al netto delle questioni ambientali e normative, quindi rispetto al solo dato di opportunità economica, è buffo che i commercianti spezzini siano così assatanati sull'outlet di brugnato e non abbiano mosso un dito sul centro commerciale dell'ex area IP.

Con l'eccezione di una timida uscita del Nov./2010 del presidente di confcommercio, pare che nessuno colga la dimensione del prevedibile impatto che l'outlet avrà sugli affari dei negozi del centro. Possibile?

La domanda allora è: chi sono i commercianti mobilitati contro Brugnato? chi sono i commercianti che hanno già acquisito gli spazi nell'ex area Ip? chi sono i commercianti che non appartengono nè alla prima nè alla seconda categoria? quelli che resteranno con il cerino in mano? ad illuminare la città dei bancomat?

Marco Grondacci ha detto...

Alle riflessioni e soprattutto domande precise di Daniela, conoscendo l'ipocrisia del ceto dirigente ed imprenditoriale di questa città (ceto di garantiti all'ombra del potere pubblico e degli oligopoli e monopoli locali) nessuno risponderà. Mi viene da aggiungere un ulteriore riflessione relativa alla nostra stampa locale. Chi ha letto l'articolo del Secolo XIX con le dichiarazioni del Sindaco di Brugnato avrà notato il titolo del giornale: "Outlet cavilli di battaglia..." . Apparentemente un titolo ovvio, trattandosi di un ricorso al TAR come dire i cavilli sono inevitabili...... ma, c'è un ma. Visto che poi l'articolo non tratta solo di cavilli ma si inoltra nel merito della questione outlet e soprattutto presenta tutte le ragioni a favore di questo progetto, allora il titolo fa la differenza. Il titolo, visto che lo fa la redazione, dimostra come ancora una volta i mass media locali si schierino con gli interessi forti del territorio come hanno sempre fatto vedi appunto Ipercoop dell'ex area Ip, ovviamente facendo finta di essere super partes, facendo finta di dare spazio a tutti. Facendo finta, ma segnando un continuità mediatica che tende sempre a sminuire in conflittualità esasperata, cavillosità appunto, le posizioni di chi si oppone a certi interventi. Eh si! Perchè non spiegare che la mancata applicazione della VAS non è un cavillo da scontro tra avvocati, ma è rinunciare ad un metodo di valutazione corretta su quello che sarà il futuro sviluppo di un'area vasta che gira intorno al luogo dell'intervento contestato non è solo culturalmente sbagliato ma sotto il profilo dell'etica comunicativa è criminale! Si criminale perchè chi lavora attivamente per far regredire il dibattito pubblico, pur avendo gli strumenti e le competenze per farlo crescere, è un assassino di democrazia!

Marco Grondacci ha detto...

Outlet di Brugnato l'assessore Vesco propone un patto per il lavoro nell'area del costruendo centro commerciale.
http://www.cronaca4.it/liguria/_outlet_brugnato_vesco_patto_per_il_lavoro_nell_area_commerciale_di_brugnato.htm
Ma in cosa consiste questo Patto? Lo dice il nostro Assessore: assistere la società che realizzerà il centro: "alla selezione del personale, alla formazione e all’inserimento lavorativo”! Ma Vesco è assessore di un ente pubblico o il manager di una società di servizi per il lavoro!? E poi c'è ancora qualcuno che si chiede perchè da questo blog cazziamo la c.d. sinistra alternativa che governa a Spezia e in Liguria. Ecco cosa è questa sinistra di sgoverno: al servizio delle scelte strategiche decise dai capitali privati. Ma non erano le scelte strategiche pubbliche che dovevano definire gli spazi di iniziativa dei privati? Che schifo!

Anonimo ha detto...

Complimenti per la terminoligia usata...veramente democratica.....

Marco Grondacci ha detto...

sa cosa è antidemocratico caro il mio anomino? E' antidemocratico che un Sindaco dichiari in pubblico che un atto non esiste e poi lo stesso atto te lo ritrovi nella pratica autorizzatoria dell'outlet, tanto si sa che il cittadino comune le pratiche non le guarda.
E' antidemocratico un assessore di un partito come quello di Vesco che quando è fuori dalle istituzioni fa votare le mozioni sullo stop al consumo del suolo e poi quando è dentro le istituzioni lascia passare come acqua fresca scelte impattanti come quella di un outlet.
Ecco cosa è antidemocratico: non rispettare le regole democratiche, non rispettare la trasparenza amministrativa, non rispettare la legge.
Volete questo outlet? fatelo ma senza prendere per il culo il diritto e i cittadini che non la pensano come voi.