martedì 7 giugno 2011

Milano, Napoli: nostalgia della città.

Certo complice questo clima da "risorgimento" socio-politico-culturale, dopo oltre dieci anni per la prima volta mi capita di rimpiangere la "città".
Complice la circostanza che dalla lettura dei giornali percepisco l'inesistenza politica, culturale e comunicativa della "provincia" in cui vivo.
Complice, forse anche, l'evergreen  da vicino nessuno è normale: le cose viste da vicino sono sempre diverse, meno perfette di quelle più lontane (miracoli dell'era della tecnologia dell'informazione?). Complice forse la pioggia.

Per leggere di qualche iniziativa stimolante nell'edizione spezzina del SecoloXIX bisogna superare le pagine della Spezia e la Repubblica di Genova non parla di Spezia. 
Alt. 
Su questo apro una parentesi: riconosco di scontare un forte pregiudizio che probabilmente ha  a che vedere con l'evergreen di cui sopra: la conoscenza diretta di coloro (amministratori e classe dirigente a vario titolo) che promuovono eventi anche interessanti e a cui evidentemente partecipano. 
Faccio un paio di esempi: a Vezzano Ligure questa sera alle 18.00 c'è una Lectio Magistrale di Don Andrea Gallo (introduce il Sindaco Fiorenzo Abruzzo, partecipa la Preside dell'Istituto Comprensivo M. Rebecchi et altri...);
qualche settimana fa a Spezia, in occasione di "Parole di Giustizia", hanno tenuto le loro relazioni Romano Prodi, Giancarlo Caselli ed altri apprezzabili esponenti della politica, giustizia e cultura (partecipavano a vario titolo M. Federici, M. Fiasella, A. Orlando...): non ci sono andata, così come faccio fatica a partecipare agli eventi del Festival della Mente promossi e partecipati dagli amministratori locali et altri. 
Mi conforta che su questa riflessione una cara amica, spezzina e meno ideologica di me, concordasse qualche settimana fa: come fai a partecipare ad un evento nel quale sono rappresentati sul palco la tesi e l'antitesi, ma non si può dire; comunque nessuno lo dice ad alta voce, non si può; e comunque l'antitesi è sempre rappresentata dagli stessi volti e dagli stessi nomi? Io non ce la posso fare.
Chiusa la parentesi.

Dicevo della nostalgia... per riprendermi questa mattina  mi sono letta l'edizione milanese di Repubblica:

"Pisapia resiste al pressing dei partiti e prepara altre sorprese per la giunta". Pisapia se ne frega che Tabacci sia un centrista, gli interessa Tabacci (punto). Pisapia, se va bene, si becca come vice-sindaco la Balzani: qualcuno se la ricorda la Balzani? Quella che ha messo a  posto il Bilancio del Comune di Genova? Quella che ha sfidato le ire orlandiano - bonaniniane ed è andata a ragionare di bilanci europei al Parlamento Europeo? Quella che non fosse stato perchè era candidata per il PD (ligure) l'avrei votata anch'io? Lei!

"... nel costruire la propria vittoria il sindaco è riuscito a qualificarsi, di fronte ai partiti e movimenti che lo sostenevano e soprattutto di fronte agli elettori, come il mediatore di posizioni che apparivano inconciliabili, guadagnandosi sul campo il diritto di costruire con quello stesso metodo la sua squadra di governo fuori dai diktat e dai veti incrociati che hanno ormai estenuato il popolo di sinistra." (Filippo Azimonti - la Repubblica Milano)

"Fortini, l'AD di Asìa che gestisce la raccolta dei rifiuti, consegna le sue dimissioni: che "De Magistris scelga liberamente". Avete mai visto? Nell'edizione napoletana i pezzi forti sono due: l'analisi (di Lorenzo Zoppoli) e l'opinione (di Ernesto Paolozzi) che sfortunatamente sono disponibili solo a pagamento. 
E. Paolozzi mette a confronto la situazione post-elettorale di Milano e Napoli rilevando che a Napoli, alle spalle di De Magistris, non c'è il PD: 
" ... Diversità non da poco, come si vede, che pongono sia Napoli che Milano al centro di un possibile processo politico oggi solo agli albori. A Milano si potrebbe prevedere infatti, soprattutto a sinistra, la creazione di un nuovo profilo politico capace di essere assieme riformista e radicale e del quale il Partito democratico rappresenta sicuramente l’architrave ma non l’unica forza portante. A Napoli l’assenza, di fatto, del Pd potrebbe invece costituire un grave handicap alla costruzione di una reale alternativa politica al berlusconismo. La responsabilità dunque dei dirigenti nazionali e locali del Pd è enorme perché qui si gioca una partita decisiva. Mi permetto di ricordare che da anni cerco di distinguere fra il riformismo e il moderatismo. Il riformismo, quello vero, è intrinsecamente rivoluzionario, è, per così dire, liberante, non si limita a difendere il buono acquisito ma prospetta nuovi orizzonti e nuove visioni della vita. Una libertà per e non solo da."

Nella sua analisi dal titolo "Attivare il cittadino collettivo", Lorenzo  Zoppoli dà la sua interpretazione della "Vittoria della Politica" proclamata da De Magistris dopo il suo successo elettorale. "... se con politica alludiamo a quella sfera dell´agire umano in cui i cittadini si relazionano per realizzare il massimo del bene comune e non il proprio immediato tornaconto ..." Napoli ha bisogno di "... istituzioni democratiche ed efficaci capaci di saldarsi con il consenso popolare, di attivare la cittadinanza, di far diventare concreta, visibile, tangibile la convenienza del "bene comune" rispetto all´urgenza del bisogno individuale (che incombe ben al di là di quella fascia che chiamiamo, compassionevolmente, "bisognosi"). 
E continua "... Per questo credo che vadano tenuti strettamente intrecciati due percorsi dell´azione comunale: uno diretto a potenziare enormemente l´efficacia di ogni intervento amministrativo, l´altro volto a promuovere e sostenere il coinvolgimento collettivo dei cittadini, ovvero la democrazia partecipativa...  significa che il Comune propone un modello da realizzare gradualmente ma inesorabilmente, con passaggi e tappe chiare e note a tutti, condivise perché conformi al bene comune... Questo, a mio parere, è il punto cruciale: nessun successivo conflitto politico deve essere o apparire generato dalle logiche della "vecchia politica...".

Come dire, valeva la pena. Ci riguarda? Potrebbe, anche, magari!  Considerato che "... Toccherà comunque a Andrea Orlando, per il quale è in arrivo una proroga del mandato di commissario, cominciare a tirare le somme con de Magistris" (la Repubblica Napoli), speriamo legga i giornali locali, quelli di Napoli.

1 commenti:

Daniela Patrucco ha detto...

Voi che ne dite? Dal SecoloXIX

L’indiscrezione sulla sua candidatura per la squadra del neosindaco Pisapia con la conseguente possibile staffetta a Strasburgo
con Bonanini - il quale una volta nominato si potrebbe far forte nell’inchiesta in cui è
imputato dell’immunità parlamentare
ancora prevista per i deputati europei - è stata al centro di supposizioni rimbalzate anche sulla stampa secondo cui sarebbe
stata ordita una sorta di trama
per favorire l’ex presidente del
Parco delle CinqueTerre. In altre parole chi ha suggerito la candidatura della Balzani avrebbe avuto l’obiettivo di sgomberare lo
scranno a Strasburgo a vantaggio
di Bonanini.