Post aggiornato ore 16.59 con commento Tortorelli Comitato Acquabenecomune SP
RadioPopolare – Popolare Network ieri, nella sua trasmissione Esteri del Lunedì, ha trasmesso due ottimi servizi sul tema delle risorse idriche di cui riporto una breve sintesi:
Argentina
Nel 1992 Menem, allora presidente, attua un piano di svendita del patrimonio pubblico: la società francese Suez procede all’acquisto del servizio di fornitura idrica dell’intero paese (Argentina) grazie al supporto di Banca Mondiale e con l’apporto del solo 3% del capitale necessario.
Successivamente Suez guadagna cifre impensabili fino al 1996 quando pretende dal governo argentino un aumento consistente delle tariffe; sfidando le sanzioni economiche del WTO, nel 2007 il nuovo presidente Kirchner avvia un processo per ri-pubblicizzare il servizio idrico nell’intera nazione e costringe Suez alla rescissione del contratto.
L’unica isola ancora in mano a Suez è Cordoba (1300000 abitanti) che nel 1997 aveva concesso per 30 anni la gestione dell’acquedotto e delle fognature; dieci anni dopo, ambientalisti e sindacati, semplici cittadini stanchi di bollette salate e servizi scadenti danno vita alla “commissione popolare per la riconquista dell’acqua” che dopo mesi di lotta, assemblee popolari, blocchi stradali vince la sua battaglia attraverso la promozione di un referendum: “vogliamo che sia una compagnia pubblica gestita dai lavoratori, dagli utenti e dal governo provinciale, monitorata inoltre dall’università, a gestire la nostra acqua e garantire così la qualità del servizio e l’assenza di corruzione”.
Parigi
A proposito invece dell’economicità dell’acqua privata rispetto a quella pubblica, l’esperienza di Parigi di 25 anni di acqua privata è raccontata dall’attuale signora vicesindaco: “c’era un’opacità finanziaria e un’assenza di controllo sul servizio e non c’era più la capacità tecnica di controllo”.
Nel 2001 decidono di riprendere la gestione pubblica dell’acqua e costituiscono all’interno della municipalizzata ( a partecipazione mista) una commissione di controllo con il compito di negoziare con i partner privati obbligandoli a fare i lavori sulla rete come previsto dagli accordi sino ad allora mai rispettati.
Non sapevano quanto costasse il servizio, quali i costi di gestione, quanti gli accantonamenti per gli investimenti futuri, quali le mansioni specifiche del personale: una società municipale mista che faceva gli investimenti mentre la gestione (l’attività più lucrativa) era affidata ai privati.
La situazione intermedia:
Dopo esservi stati obbligati i privati hanno fatto gli investimenti nella rete di distribuzione che attualmente ha il 5% di perdite; sono i privati che controllano le informazioni e questa disparità di informazione rende impraticabile qualsiasi azione di controllo da parte dell’amministrazione su un servizio indispensabile in regime di monopolio privato.
La situazione attuale:
Parigi ha deciso di avere un servizio pubblico con un solo operatore pubblico municipale: “Per la prima volta da 25anni siamo in grado di abbassare dell’8 % il prezzo dell’acqua con tariffe agevolate per le fasce disagiate. Abbiamo creato un osservatorio cittadino per l’acqua, un luogo democratico di informazione, di dibattito, di iniziative sulla politica municipale dell’acqua. Un contatto più diretto per meglio rispondere alle richieste dei cittadini con la creazione di una rete di consumatori; abbiamo un servizio di migliore qualità, che costa meno e che è un servizio di prossimità.”
A meno di una svista, non ho rilevato neppure sui giornali di oggi dichiarazioni di sindaci e presidente di provincia circa l'esito del quesito sull'acqua, fatto salvo per laconiche, generiche, eventualmente strumentali e opportunistiche battute (dal SecoloXIX):
Moreno Veschi, segretario provinciale PD: «Anche gli spezzini hanno detto no a quattro brutte leggi del governo, c’è voglia di cambiamento».
Jonathan Marsella, segretario comunale Pd, parla di “riscossa civica”.
Maurizio Viaggi, Psi: “Non ci stupisce il dato alto spezzino, siamo terra di partecipazione”.
Lorenzo Azzolini di Sel: “Ora tutti insieme a costruire l’alternativa a Berlusconi”.
Maurizio Viaggi, Psi: “Non ci stupisce il dato alto spezzino, siamo terra di partecipazione”.
Lorenzo Azzolini di Sel: “Ora tutti insieme a costruire l’alternativa a Berlusconi”.
La nostra classe dirigente, ancora una volta ha dato delega a Ivan Strozzi, una faccia per tutte le stagioni, che ha così commentato:
"Partiamo dal presupposto che le tariffe idriche vengono determinate dall’Ato, ossia dai Comuni soci azionisti - spiega - La tariffa è costituita dal costo di gestione del servizio e dalla remunerazione del capitale investito pari al 7% che alla Spezia è al 5,3%. È logico che, con la vittoria del sì, viene a mancare questo secondo elemento. Sia che gli investimenti li facciano i Comuni o l’Acam, da qualche parte questi soldi, forniti dalle banche e comprensivi degli interessi, li devono recuperare. Occorre dunque un intervento legislativo che regoli la materia e mi auguro venga emanato al più presto un decreto inteso a rimodulare la percentuale. In altre parole, l’abrogazione della remunerazione del capitale investito deve trovare una qualifica propria e autonoma». In italiano corrente: bisogna aumentare le tariffe.
Temo che il pur importante lavoro dei referendari non sia ancora finito: sarà meglio che ci si organizzi, anche prendendo spunto dalle esperienze già realizzate.
Il testo del post è stato inviato al referente per i comitati acqua bene comune, Tortorelli, che così commenta:
"Le donne e gli uomini di questo Paese hanno detto con meravigliosa chiarezza che un altro mondo è possibile, che la gestione dell'acqua dev'essere ripubblicizzata, che i beni comuni devono essere difesi, che un'altra democrazia è necessaria.
Questo limpido voto dice anche quali dovranno essere i prossimi passi.
L'abrogazione del famigerato decreto Ronchi richiede una nuova normativa. Dal 2007 è depositata in parlamento una legge d'iniziativa popolare,promossa dal Forum italiano dei movimenti per l'acqua con oltre 400.000 firme: dev'essere immediatamente portata alla discussione ampia e partecipativa delle istituzioni e della società.
L'abrogazione dei profitti dall'acqua richiede l'immediata riduzione delle tariffe pagate dai cittadini, nonchè la convocazione, ATO per ATO, di assemblee territoriali che definiscano tempi e modi della ripubblicizzazione del servizio idrico in ogni territorio.
Si tratta quindi di utilizzare il modello delle municipalizzate con finanziamento da tariffa e da fiscalita' locale ( come a Parigi, Berlino, Siviglia ).
Le dichiarazioni che si leggono in questi giorni da chi prima ha osteggiato, poi ha snobbato e poi e' saltato sul carro, fanno temere per il peggio.
Ed il peggio non e' certo il ritorno al sistema abrogato ( ritorno che sarebbe impedito dalla volonta' popolare ), ma e' avere la prova che chi ci governa non solo e' cieco e sordo ma anche, in qualche modo, politicamente decerebrato.
E' evidente che a Sp il tema e' complicato dalla situazione finanziaria di ACAM e dal tema del lavoro. A nostro avviso la questione va risolta .. " in house " cioe' a La Spezia evitando che il problema ( leggi : lenta epurazione dei lavoratori, soprattutto delle fasce operaie - vedasi ultimo prospetto trimestrale di Hera sulla forza lavoro - ) venga spostato fuori sede.
E' altrettanto evidente che la situazione necessita di una ipotesi di soluzione praticabile anche sotto il profilo giuridico e finanziario.
A tal fine, gia' da qualche tempo avevo richiesto al PRC ( che faceva parte dei sostenitori esterni del comitato referendario ) quale fosse la loro ipotesi alternativa a quella proposta dal PD, avendone per risposta la sconcertante informazione che, pur dopo anni di discussioni, una proposta alternativa non c'era. Ho cosi' chiesto, sempre al PRC, di trovare un momento di confronto con un loro esperto che era venuto ad un convegno a SP, avendone, nei fatti, una non risposta.
Quindi credo che una prossima agenda del Comitato possa essere la seguente: richiesta di incontro con l'ATO; confronto con i lavoratori per evitare guerre tra poveri (ho gia' in corso contatti con sindacalisti non allineati); predisporre una ipotesi alternativa al piano Hera che sia sostenibile giuridicamente e finanziariamente con l'aiuto di un esperto.
Naturalmente c'e' anche il lavoro sul versante regionale che prevede interventi presso il Consiglio Regionale - lavoro che stanno facendo gli amici del comitato genovese in contatto con le realta' locali liguri -.
Attendo suggerimenti e consigli. Grazie"
Rino Tortorelli
abbiamo scritto sull'acqua: qui


9 commenti:
Sono parzialmente d'accordo sull'analisi di Tortorelli nel merito della questione, perchè a mio avviso l'unico profilo di soluzione è politico, a partire da un piano industriale che ricalibri le opportunità di un'azienda che investirà sul tema acqua solo una parte della sua ragione, quindi anche rifiuti ed energia.
Mi dispiace molto che Tortorelli scriva cose non vere sui rapporti con il mio partito peraltro avuti attraverso il sottoscritto. Nella fattispecie io non ho mai asserito che il nostro partito non ha una proposta alternativa per il semplice motivo che la proposta c'è sempre stata: pubblicizzazione della società idrica, rifiuti zero e piano industriale sulle rinnovabili. Ci sono documenti e decine di comunicati in merito.
Quanto al confrotno con il nostro esperto, anche qui Tortorelli sa benissimo che quando Gaddi era alla Spezia non ha risposto al mio invito, dopodichè si tratta di una persona che lavora e che vive a Mantova, quindi non ha completa disposizione. Peraltro Tortorelli stesso fu invitato e partecipò ad un dibattito che organizzammo proprio con Gaddi alla nostra festa a Lerici. Non capisco quindi questa nota.
Ad ogni modo non c'è solo il PRC che ha esperti in materia.
Un saluto
William
Dubito che Tortorelli risponderà a questo commento intendendo lui, evidentemente, affrontare la questione nel merito ricercando e condividendo proposte e soluzioni meglio, immagino, se con soggetti organizzati.
Niente di personale W ma credo che chi in qualche modo rappresenta un'organizzazione non dovrebbe mai ragionare ad un livello personale, quando non addirittura personalistico, ma assumere responsabilità più ampie.
Nello specifico, posto che il tema non siete nè tu nè Tortorelli, potrebbe essere più proficuo precisare i termini della questione, rilanciare, recuperare, spiegare... anzichè rinviare ad altro soggetto. Non fosse altro che per avvalorare la tesi secondo la quale il PRC ha una proposta alternativa.
Nel caso, si può uscire dal SpeziaPolis.
Mai posto questioni personali e mai parlato a livello personale, ma se viene espresso una realtà che mi riguarda, e riguarda le relazione che da dirigente di partito ho con un'associazione in modo falso non posso certo tacere.
E' scontato che il tema non sia ne io ne Tortorelli, ed i termini della discussione li ho già espressi, ma visto che non funziona li esplicito ulteriormente:
1. Partecipai ad un incontro in sede da Tortorelli, presenti membri di Cittadinanza attiva e del Comitato Acqua, in cui espressi la nostra posizione e dissi che peraltro era l'unica posizione alternativa all'Hera pensiero nel panorama politico spezzino. Tant'è che parti sostanziali della sinistra locale ritengono che la nostra posizione sui rifiuti sia demagogia, affari loro. Tuttavia ci sono documenti (reperibili sul nostro sito e quindi pubblici) che delineano le nostre posizioni sulla pubblicizzazione della società idrica e sulla necessità di strutturare un piano industriale serio per lo sviluppo delle rinnovabili a partire dall'esperienza di Centrogas.
2. Espressi non solo la disponibilità ma anche la gioia di poter metter a disposizione un nostro esperto, così come dissi che purtroppo il dott.Gaddi lavora e vive in Lombardia, quindi non è quotidianamente disponibile. Contattato Tortorelli per comunicare la sua dispobilità a venire alla Spezia (mail del 22 gennaio 2011 ore 14:48) non ebbi più risposta. Petaltro fui io stesso ad invitare Tortorelli ad un'iniziativa a Falconara con il dott.Gaddi stesso e Garbini, quindi di cosa sta parlando Tortorelli? Non è che ci confonde con qualcun'altro?
Francamente sono amareggiato e deluso del fatto che il referente locale del comitato acqua abbia sentito il dovere di scrivere una giaculatoria, peraltro falsa, nei confronti dei rapporti intercorsi con il mio partito. Forse non è un caso, perché gli episodi di travisazioni non sono nuovi: ricordo benissimo che durante un iniziativa che curai sul tema dei rifiuti, un membro del comitato acqua accusò PRC di Genova di aver votato la fusione di AMGA con IRIDE. Al di là dell'incomprensibile uscita dal tema, ricordo altrettanto bene la sua espressione stupefatta quando dimostrai che quel consigliere in realtà era di SEL e che quindi le sue accuse andavano rivolte ad altri.
Peraltro non mi risulta che vi sia stata altrettanta solerzia nel dimostrare coerenza o di sostenere chi, come PRC, decise di uscire dalla maggioranza quando Fiasella nominò assessore al Lavoro il proprietario della SAT.
Personalmente, e Rino lo sa benissimo, quando ho da esprimere una mia opinione non scelgo mezzi diversi se non dal confronto vis-à-vis, così come successe quando ritenni ingeneroso il suo volantino in cui si disse che il comitato acqua fu autore delle modifiche statutarie. Mi lascia perplesso anche il modo con cui esplicita tali ragionamenti, perché Speziapolis, almeno per quel che mi riguarda, può esser uno strumento di stimolo, ma il confronto necessita a mio avviso di qualcosa di meno immateriale rispetto alla rete web.
Un saluto
William
Concordo... quando ho scritto " ...potrebbe essere più proficuo precisare i termini della questione, rilanciare, recuperare, spiegare... anzichè rinviare ad altro soggetto. Non fosse altro che per avvalorare la tesi secondo la quale il PRC ha una proposta alternativa. " Intendevo proprio di parlare dell'acqua e di un progetto per il dopo-referendum.
Teneteci informati e, nel caso, coinvolgeteci...
Ne sono convinto, come sono convinto del fatto che l'unica strategia possibile sia quello di unire gli sforzi comuni.
E' anche evidente che per percorrere una strada comune, lette le parole di Rino, occorre essere almeno in due a volerlo, altrimenti diventa un viaggio in solitaria.
Credo che valga sempre il caffaziano presupposto della "sana diffidenza", ma è altrettanto evidente che se la sana diffidenza diventa conflitto ab aeternum l'unica vittoria la conseguirà il partito trasversale degli affari.
Intanto ti segnalo una nostra nota
http://www.rifondazionelaspezia.it/dopo-i-referendum-anche-alla-spezia-lacqua-deve-rimanere-pubblica.html
già ampiamente tagliata da Cronaca4, forse perchè in un paragrafo puntualizziamo ciò che la sinistra non deve fare e che in passato ha addirittura rivendicato!
Un saluto
William
Il 22 è convocato il comitato acqua sarà forse li la occasione per chiarimenti definitivi per poi affrontare la vera questione quale governance pubblica dell'Acam che garantisca efficienza, tutela dei consumatori e dell'ambiente. Vedremo perchè la questione è tutt'altro che banale pensiamo solo al tema di grande interesse spezzino se dopo il referendum abrogativo sia totalmente impossibile, in termini giuridici ovviamente, privatizzare la gestione dell'acqua o sia stata semplicemente eliminata la obbligatorietà di tale privatizzazione. E' chiaro che se la prima tesi fosse quella vincente le amministrazioni spezzine avrebbero un arma in più verso la disdetta di eventuali "impegni" con Hera......... magari da usare come scusa per continuare l'annessione di Acam da parte della utility emiliana.
Marco, sono certa che Domenichini e Tortorelli a quest'ora si saranno già chiamati e parlati, considerato che hanno un obiettivo comune sul quale concordano.
Anche in Toscana ed Emilia il PD, socio di Hera attraverso i comuni controllati, dopo aver sostenuto il referendum sull'acqua pubblica... che faranno?
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/16/referendum-guerra-in-famiglia-tra-hera-e-pd-i-sindaci-spaccati-merola-per-ora-festeggio/118481/
Cara Daniela, ti tolgo ogni dubbio perchè io non ho avuto nessun contatto da Tortorelli ne qui, ne su altri mezzi comunicativi che entrambi disponiamo.
Apprendo da Marco che il 22 è stato convocato il comitato acqua, di cui sono sostenitore come esponente PRC, ne deduco che Tortorelli o ha perso il mio indirizzo o ha deliberatamente scelto di non coinvolgerci.
Forse per lui sono interlocutori più attendibili ex-segretari di partito, ex- membri del Cda Acam al tempo della svendita del 49% gas, ex-consiglieri comunali che non hanno mai mosso un dito per cambiare le cose, piuttosto che persone "pulite" che fino ad oggi hanno proposto, e continueranno a farlo, idee alternative allo stato di cose.
Concludo che gli obiettivi comuni non solo vanno perseguiti, ma vanno affrontati con il reciproco rispetto e riconoscimento. Io non mi sono mai sognato di non riconoscere il valore del comitato e, Tortorelli lo sa, mi sono sempre speso affinchè i partiti (almeno il mio) mantenessero il loro ruolo. Forse mi sono illuso di questo rapporto di reciprocità.
Nel merito della tema affrontato da Marco, credo che oggi venga meno l'interesse di chi avrebbe avuto un introito garantito, e stiamo cercando in queste ore di pesare questi interessi. Secondariamente è certo che sia venuta meno l'obbligatorietà, ma la direttiva europea non impedisce la privatizzazione e permangono i tre modelli: gara, parternariato, in house.
Grazie comunque a voi per lo spazio di discussione.
William
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