martedì 31 maggio 2011

Pisapia – de Magistris: vittoria del centrosinistra?


Da una breve telefonata alla mia Amica Milanese (AM), di nuovo in marcia verso la piazza, ieri pomeriggio:

“ IO - Sono troppo contenta, anche per Napoli. Pensa che lì il deus ex machina del PD, dopo i brogli alle primarie è stato Andrea Orlando, deputato PD eletto alla Spezia. Dopo le primarie napoletane mi ha detto, ironico, tu voteresti senz’altro De Magistris: certo che sì, peccato che non l’abbia fatto il PD da subito.”
“AM - Guarda io non ho parole, avremo tempo per parlarne a lungo, è stata un’esperienza incredibile… Pisapia sembra molto competente…”
“IO – anche da qui pare così… inoltre ho la sensazione che abbia anche l’umiltà necessaria e sufficiente a fargli vedere i suoi limiti e a compensarli coinvolgendo persone preparate, senza avere paura. Era evidente che avrebbero vinto loro, non capisco come possa il PD non capire cose che a noi paiono così evidenti e su cui poi i fatti ci danno ragione”.

… Poi, un'idea provvisoria sulla quale concordiamo: “Quelli del PD non possono essere così “tonti” da non saper vedere e interpretare il cambiamento; quelli del PD "vedono" benissimo il cambiamento ma lo ostacolano deliberatamente: troppe finestre aperte potrebbero generare una corrente così forte da spazzarli via.

Oggi si fa festa, più avanti mi farò raccontare questa “storia milanese vista da vicino” e approfondiremo. 


Al momento, sono d’accordo con Tabacci e in parte con Vendola, non con Ezio Mauro e Caldoro e secondo me: 
  • non è stato un voto di “protesta” ma “uno straordinario evento politico, una grande prova di disobbedienza civile, morale, di popolo”; 
  • non ha vinto il centrosinistra che infatti, nonostante i “pronostici” di Bersani, dichiara ancora di aver perso le primarie con Pisapia; Il PD ha sostenuto tardivamente sia Pisapia sia De Magistris: SEL ha sostenuto tardivamente De Magistris il quale non è soggetto completamente ascrivibile a IDV;
  • la vittoria di Pisapia e De Magistris non è la vittoria di IDV, SEL e PD: avrei votato entrambi i candidati ma, alle condizioni attuali, a livello locale non voterei né IDV e SEL nè il PD e, quasi sempre, la valutazione del livello locale condiziona fortemente il mio voto alle elezioni politiche nazionali.
 

Ritengo che abbia vinto la credibilità e la competenza dei candidati, l’originalità e la libertà della loro proposta; ancorché in qualche modo riferibili ai partiti e da questi (poi) sostenuti, De Magistris e Pisapia sono stati percepiti e sono “altro” dai partiti di riferimento; sono “di più” dei loro partiti e in questo “di più” c’è stato il voto di chiunque volesse un cambiamento.

Come dire, tanta roba! Apriamo le finestre.




Variamente, dai giornali (la Repubblica e il SecoloXIX) di stamani:

 “A dieci metri di distanza, Michele Serra sfotte un cinquantenne barbuto di area piddina: «mi raccomando, adesso di’ al tuo amico D’Alema di non rompere i c.»

“…de Magistris come candidato si è fatto strada attraverso forti diffidenze e resistenze di apparato…”

«Massimo D’Alema, col quale sono in grande amicizia, mi chiese di proporre a De Magistris l’apparentamento con il Pd, ma io rifiutai. Massimo comprese la mia obiezione e, in una intervista al Mattino, dichiarò che il Pd doveva appoggiare il candidato dell’Idv senza se e senza ma». (Vincenzo Siniscalchi, PD)

“La svolta nasce nelle città che scelgono i sindaci di centrosinistra e bocciano la destra…” (Ezio Mauro)

«Non ho mai votato a sinistra, ma mai come in questo periodo mi sono sentito così poco rappresentato dal Pdl. Occorreva agire e fare. Non vociare e denigrare” (elettore di Pisapia)

“Ricordo le risatine quando tre mesi fa pronosticai che Giuliano Pisapia avrebbe vinto facile a Milano. Com’è finita?” (Bersani)

È stata una vittoria di sinistra? «È stata, prima ancora che uno straordinario evento politico, una grande prova di disubbidienza civile, morale, di popolo. A Milano come a Napoli. Un terremoto ».
«Il peso di un partito si misura sulla base delle percentuali, ma non solo. Il risultato a Napoli ottenuto dall’Idv con De Magistris basta quasi da solo a determinare un’influenza politica generale.
È un ragionamento che, al di là del nostro soddisfacente esito elettorale, vale anche per Sel. Per me, come ho detto fin dal primo momento, non si trattava di riaprire un partito ma di riaprire la partita». (Nichi Vendola)

“Il voto (a Milano) spazza la cricca del cemento”

Il governatore della Campania Caldoro (Pdl): “Ha vinto la protesta, ma è un segnale da cogliere”.

“Nonostante il PD avesse perso le primarie  a Milano…” (Serracchiani a La7)

“Questa non è una vittoria della sinistra…” (Bruno Tabacci)

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Non mi esalterei troppo. A Milano la Moratti si è appiattita troppo sulla linea governativa, berlusconiana che ha sparato troppe cazzate incompatibili con lo spirito moderato. Trasferimento ministeri, zingaropoli, stop alle demolizioni napoletane ??? Il Pisa se ne è stato saggiamente zitto e ne ha tratto profitto. Poi dopo x legislature di centrodestra, ben venga un'alternanza. Non mi piace la proposta del Pisa di abolire l'ecopass che un referendum vorrebbe invece estendere. Ma anchè in quel caso la Moratti è stata ambigua dicendosi favorevole all'ecopass come cittadina, ma contraria come sindaco.

Anonimo ha detto...

Questo è un post che stimola enormemente a riflettere, al netto dei pensieri di giornalisti, commentatori, dirigenti, ecc., quindi riflettere noi, tutti.

Analisi: c'è un malessere diffuso e una voglia di risorgere impressionante nelle persone che hanno un contratto a progetto, che si ammalano perché vivono in un ambiente indecente, che non possono curarsi o che non avranno mai una pensione, che vedono erosi i propri diritti, che vedono annichilire giorno per giorno le conquiste passate (quando se ne ha la consapevolezza!), che sentono mancare la terra sotto i piedi.
Questo malessere però non ha una collocazione precisa, anzi. Il dato di queste elezioni dimostra solo che paga il cambiamento, l'innovazione e l'alchimia di un ritrovato patto sociale tra chi si mette a disposizione e chi intorno ad un nuovo gruppo dirigente fa quadrato. Il caso Napoli è emblematico: De Magistris si è candidato con il solo sostegno di Idv, FdS (PRC + Pdci) e liste civiche.
Ma il caso Napoli dimostra quanto sia strano il nostro sistema elettorale: a livello nazionale crea un finto bipartitismo che non rappresenta nessuno, a livello locale compie acrobazie per cui con il 4% ci si aggiudicano 7 seggi, senza contare l'onnipotenza del sindaco eletto. Ma questo è un altro discorso, complesso e forse fuorviante.

Il punto, e lo dico con la mia visione generazionale, è che occorre da un lato la coerenza delle idee, dall'altro la condizione al contorno fondamentale: nessuno pensi che De Magistris o Pisapia hanno la bacchetta magica, nessuno pensi che la loro elezione modificherà lo stato reale delle cose per incanto. La mia speranza è che si rompa l'inganno della delega in bianco e la società civile partecipi attivamente ad un processo che non si conclude con le elezioni, ma inizia dopo l'ultima scheda strutinata.
Il mio auspicio, e lo dico da partigiano, è che la Sinistra, e chi la sostiene, faccia tesoro delle lezioni Milano, Napoli, ecc., non per dirci chi è meglio o peggio, ma per capire come affrontare i problemi e dare risposte che non siano isole felici, ma orizzonti comuni.
Un saluto
William

Daniela Patrucco ha detto...

@anonimo 14.38
Non sarà che il Pisa abbia in mente di rimuovere le cause che hanno portato all'introduzione dell'ecopass (traffico e inquinamento) laddove la Leti avrebbe continuato per l'eternità a lavorare su vincoli e repressione?

Prevenzione del Pisa vs. repressione della Leti? Preferisco il Pisa.