venerdì 27 maggio 2011

Nuova autorizzazione centrale enel: ma la salute degli spezzini chi la tutela?

Da tempo abbiamo posto la questione del parere sanitario che il Comune della Spezia deve rilasciare all’interno della nuova autorizzazione integrata ambientale (di seguito AIA).

Si tratta di una normativa molto innovativa che impone, agli impianti a rilevanti emissioni inquinanti, importanti vincoli procedurali, informativi, di emissione e di tecnologie disinquinanti .

Sui ritardi inaccettabili dell’adeguamento della centrale Enel a questa AIA abbiamo scritto qui, e qui.

La novità, se così si può definire come vedremo, è che l’assessore all’Ambiente del Comune ha consegnato ieri alle associazioni ambientaliste il documento elaborato dall’Istituto Superiore di Sanità propedeutico al rilascio del Parere sanitario da parte del Comune.

Intanto un elemento temporale, questo documento è datato all’estate del 2010, quindi è trascorso quasi 1 anno senza che l’Amministrazione Comunale si sia posta il problema di renderlo pubblico integralmente o almeno in una sintesi non tecnica.

Nel frattempo come avevo illustrato qui l’Enel ha ottenuto una ennesima proroga al rilascio della AIA e ancor più recentemente ha presentato (marzo 2011) una documentazione integrativa come richiesto dalla Commissione Ministeriale che segue l’istruttoria tecnica della AIA

Questa documentazione integrativa risponde alle richieste della Commissione Ministeriale che riguardavano ad esempio:

  1. I dati per inquadrare lo stato di qualità ambientale dell’area interessata dalla centrale sia con riferimento allo stato attuale, sia per gli interventi di adeguamento ai piani settoriali regionali in materia di tutela della qualità dell’aria e tutela delle acque
  2. I dati su emissioni nell’atmosfera e nell’acqua (leggi golfo della Spezia), in quanto erano datati al 2005 e dovevano essere aggiornati
  3. I dati aggiornati sulle tipologie di Migliori tecnologie disponibili applicabili alla centrale
  4. Il piano di monitoraggio e controllo delle emissioni generali della centrale, in quanto non adeguato ai protocolli predisposti da ISPRA

Ovviamente nel documento vecchio di 1 anno, e presentato solo ora da parte del Comune, non c’è alcuna valutazione sulla nuova documentazione presentata da Enel. Questo nonostante l’avvio (ieri) della istruttoria davanti alla Commissione ministeriale che a termine di legge nel giro di poche settimane potrebbe concludere l’iter propedeutico al rilascio della AIA da parte del Ministero dell’Ambiente.

E’ chiaro che questo approccio confuso ed incerto da parte dell’Amministrazione Comunale rende poco credibili le dichiarazioni dell’Assessore all’Ambiente del Comune di Spezia sulla trasparenza del percorso che porterà al rilascio del parere comunale e dell’AIA ministeriale.

Ma al di la di questi aspetti, diciamo di principio, vediamo il merito del documento elaborato dall’Istituto Superiore di Sanità. Il fine di questo documento, essendo propedeutico al rilascio di un parere comunale ai sensi del TU leggi sanitarie (articoli 216 e 217) dovrebbe essere quello di dimostrare la accettabilità sanitaria della presenza di una industria insalubre, in questo caso la centrale enel, in zona abitata. Quindi il parere con prescrizioni del Sindaco deve essere finalizzato a stabilire l’effettiva pericolosità della centrale per la salute e l’incolumità pubblica nel contesto urbanistico, il che comporta come minimo:

  1. una valutazione della rilevanza sanitaria delle emissioni dell’impianto
  2. una valutazione dello stato sanitario della popolazione interessata
  3. una valutazione della evoluzione del contesto urbanistico interessato dall’impianto
  4. una valutazione dei rischi di incidenti rilevanti dall’impianto

Vi riporto un esempio concreto di parere sanitario comunale a fini del rilascio di un AIA.

Ora un approccio come quello sopra descritto è totalmente assente dal documento dell'Istituto Superiore di Sanità, che si limita ad analizzare lo stato impiantistico sollevando alcune questioni già note:

  1. l’eccessivo uso del gruppo a carbone della centrale rispetto a quelli, meno inquinanti, che usano gas
  2. la mancanza di dati alle emissioni aggiornati
  3. il problema della gestione degli avvii dei gruppi con relative problematiche di emissioni
  4. il problema del trasporto del carbone e della gestione dei carbonili
  5. limiti di emissione applicati alla centrale non in linea con quelli di altre centrali simili italiane e non

Il documento conclude con le seguenti proposte:

  1. la richiesta di applicazione di tecnologie disinquinanti più aggiornate, peraltro già note dalla pubblicistica e dai documenti della UE (recepiti dall’Italia);
  2. la richiesta di adeguamento alla nuova normativa in materia di qualità dell’aria (immissioni) e di emissioni da impianti industriali, anche qui nulla di nuovo;
  3. l’introduzione di filtri diversi per captare le polveri fini emesse dal gruppo a carbone ( questi filtri, definiti a manica, il movimento ambientalista li chiede dagli anni 80, come dire meglio tardi che mai!)
  4. la necessità di misurare anche le polveri più fini (quelli sotto i 2,5 milionesimi di metro di diametro). Grazie sapevano anche questo e la UE ha stabilito modalità di rilevamento dal 2004.

Insomma questo documento, comunque datato rispetto alla attuale fase della istruttoria per il rilascio della AIA come abbiamo visto sopra, ci sembra con tutto il rispetto per l’Istituto Superiore Sanità non solo poco completo ma comunque poco adatto a rilasciare un parere che miri ad imporre prescrizioni precise e puntuali fino alla rimessa in discussione radicale della attuale struttura impiantistica della centrale, perchè per poter fare questo occorreva scendere sul terreno, nel caso in esame, di competenza del Comune cioè quello sanitario.

A nostro modesto avviso visto il rilievo della occasione, la nuova autorizzazione dell’impianto industriale tra i più inquinanti se non il più inquinante del nostro territorio, occorreva utilizzare il potere comunale per elaborare una Valutazione di Impatto sulla Salute (Concorrente) come indicato ad esempio dal Manuale dell' Istituto per la Salute Pubblica dell'Irlanda. Secondo questo manuale la VIS Concorrente avviene mentre la politica, il programma o il progetto sono in fase di attuazione o revisione come il caso della centrale della Spezia.

C’era il tempo per svolgere una attività di questo tipo? Direi proprio di si visto che un incarico di consulenza all’Istituto Superiore di Sanità è stato deliberato in data 23/2/2009 e si è concluso il 7/2/2010 quindi oltre 1 anno fa. C’è il tempo per farlo ora? Se le cose restano come sono ora non credo purtroppo! Dal momento che è partita (ieri) l’istruttoria ufficiale della Commissione potrebbero passare non molte settimane prima del rilascio dell’AIA alla centrale.

Ma per una volta non voglio chiudere solo con una polemica un mio post ma con un suggerimento all’Amministrazione Comunale. Perché l’Amministrazione con il supporto tecnico dei consulenti dell’Istituto Superiore di Sanità non prova a chiedere alla Commissione una proroga della istruttoria per l’AIA al fine di utilizzare i mesi estivi per elaborare questa Valutazione di Impatto Sanitario? Forse i tempi sono stretti ma non è impossibile comunque fare un buon lavoro se il gruppo che svolge la VIS si apre all’esterno e utilizza la collaborazione anche delle competenze locali a cominciare dall’Ordine dei Medici e non solo. Certo su tutto c'è la spada di damocle della sentenza della Corte di Giustizia come abbiamo spiegato qui, ma in questo caso si potrebbe motivare la proroga per ragioni di tutela della salute e non di ritardi burocratici dello stato italiano a favore degli inquinatori!

Vedremo se una volta tanto l’Amministrazione Comunale seguirà un nostro consiglio……. sono aperte scommesse da parte dei nostri pazienti lettori.


7 commenti:

Anonimo ha detto...

Chissà cosa sarebbe successo se Federici, mantenendo una specie di "impegno", avesse messo magari te (come in tanti ci aspettavamo) al posto della Ruocco. penso che in Comune manco fra 10 anni riuscirebbero a fare un'analisi tecnica così lucida.

Mister X

Marco Grondacci ha detto...

grazie sul serio Mister X, chiunque tu sia, per i complimenti... ma sinceramente visto come ha governato fino ad ora Federici e sapendo come sono fatto io a quest'ora non sarei più assessore della sua giunta. Ora dimettersi da un incarico di potere la prima volta (l'ho fatto con la Giunta Pagano) può essere un bel gesto di principio, dimettersi una seconda volta potrebbe essere un bel gesto....... "da coglione".

Daniela Patrucco ha detto...

Chissà cosa succederebbe se questa città, non fosse altro perchè è di moda (vedi Napoli e Milano), potesse esprimere ed eleggere, alla prossima occasione, un candidato sindaco autorevole.

Sai quelle persone capaci, che quindi non hanno "paura" di "ascoltare" e cercare di capire; non hanno paura di circondarsi di persone capaci perchè, capaci anche loro, non se ne sentirebbero minacciati.

Quella persona che, se esistesse e fosse disponibile a spendersi, potrebbe finalmente farsi carico dei tanti problemi e delle tante soluzioni. Sì, perchè ci sono anche le soluzioni.

Il punto è: se Milano ha impiegato vent'anni a reagire abbiamo noi qualche speranza?

Dove sono la borghesia spezzina, l'elite intellettuale, culturale e imprenditoriale che potrebbe guidare una ipotetica rinascita?

Dove sono i cittadini che potrebbero sostenere, con il loro voto, un nuovo progetto di città?

Daniela Patrucco ha detto...

Scusi Mister X, per me che un po' foresta capisco sempre poco del "non detto".
1) Con chi avrebbe preso, Federici, questa "specie di impegno?
2) In cambio di cosa avrebbe preso questa "Specie di impegno"?
3) Chi sono i "come in tanti ci aspettavamo"?
4) Come mai non avete preteso il rispetto della "specie di impegno"?
5) Cos'avete avuto, se avete avuto, in alternativa?

Grazie Mister X, davvero di cuore chiunque lei sia, per una risposta.

Marco Grondacci ha detto...

scusate Mister x e Daniela ma visto che qui è tirata in ballo la mia persona posso assicurare a voi due ma anche al resto dei lettori del blog che Federici non aveva alcun impegno personale verso di me e che questo tema non è mai stato discusso. Semmai visto che si chiede trasparenza Federici in una telefonata al sottoscritto prima delle elezioni mi disse testualmente che "io non avrei più potuto fare l'assessore perchè su di me c'era il veto di autorevoli dirigenti del Comune della Spezia". Questo per la parte personale, quindi non c'è stato nessuno scambio in alternativa semplicemente perchè non si è mai posto seriamente il problema della mia presenza nella futura amministrazione Federici.
Invece Federici aveva ed ha l'impegno di rispettare la parte ambientale del suo programma alla quale io ho dato un mio contributo significativo avendo partecipato alle primarie del centro sinistra sostenendo il candidato Giorgeri. Ebbene Federici accettò nel suo programma dopo la vittoria alle primarie molti dei punti che facevano parte del programma di Giorgeri con in aggiunta alcuni aspetti frutto del confronto tecnico con il sottoscritto. Ne ho scritto qui
http://speziapolis.blogspot.com/2010/12/centrale-enel-le-balle-di-fine-anno-del.html

Inutile dire che il Sig. Federici si è bellamente dimenticato di quegli impegni non solo sull'Enel, ma anche sull'Area IP, sull'attuazione del Piano Regolatore del Porto. Ma come dire questa ultima parte è ormai conosciuta da tutti coloro che seguono questo blog.

Anonimo ha detto...

Questa è la prova provata che in comune a Spezia comanda la triade dei dirigenti. Spero che qualcuno reagisca, ma temo di no, e alle prossime elezioni lo spettro della destra farà confluire tutti i voti al buon federici (la città del sole docet)

A Daniela Patrucco vorrei dire che la borghesia spezzina, l'elite intellettuale, culturale e imprenditoriale è quella che ha rovinato Spezia e provincia. Le famiglie potenti sono ed erano dietro alle grandi speculazioni edilizie, alle "grandi imprese", e a livello personale queste persone fanno "comunella" (a parte questioni di grembiulini), e mai andrebbero uno contro l'altro, ed è per questo che Spezia è un polpo senza testa.

Saluti

Mister X

Daniela Patrucco ha detto...

Se l'"elite intellettuale" a Spezia è riassumibile nelle "famiglie potenti" allora abbiamo un problema. Ma io non credo.
Ecco quali sono le risorse disponibili x Pisapia http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/31/la-squadra-al-femminilexx-che-deve-salvare-l%E2%80%99expo/114845/

Tanta roba eh?