martedì 3 maggio 2011

Golfo della Spezia a Rischio?

Siamo entrati in possesso di due documenti significativi relativi ai rischi di incidenti e danni ambientali nell’area golfo della Spezia a causa della gestione/trasporto delle merci pericolose.

Il primo documento è il Rapporto redatto dalla società SICUR FIRE s.c.a.r.l. che da tempo collabora alla gestione/prevenzione antincendio nell’ambito portuale. Il secondo documento riguarda un Ricorso al TAR Liguria contro la Ordinanza della Capitaneria di Porto n. 47/2010 in materia di gestione dell’imbarco, sbarco e trasbordo di merci pericolose nel porto della Spezia.

Non ci interessano le ragioni che hanno portato questa società a redigere questo Rapporto, ci interessa invece rendere note i contenuti del Rapporto e soprattutto i giudizi tecnici sulla gestione della sicurezza antincendio nell’area portuale da parte di una società che ha una competenza specifica in questo campo tanto da collaborare da tempo con il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco della Spezia.

Sul merito, di quanto esposto nel Rapporto e riportato di seguito, ci riserviamo di intervenire con post successivi dove esprimeremo meglio il nostro punto di vista e soprattutto cercheremo di spiegare, sotto il profilo della vigente normativa, come dovrebbero funzionare le attività di prevenzione del rischio incidenti e incendi nell'area portuale.

Allora vediamo cosa dice questo Rapporto della SICUR FIRE s.c.a.r.l., lo riportiamo distinguendo le parti in corsivo (tratte direttamente dal Rapporto) con le altre che costituiscono nostre elaborazioni.

Il Rapporto analizza in schede successive le principali attività a rischio, nell’area del golfo, di incidente ed in particolare di incendio.

RIGASSIFICATORE DI PANIGAGLIA

Intanto emerge un dato storico che non era di conoscenza diffusa, mentre per legge dovrebbe essere il contrario ovviamente. Negli anni 70-80 ci sono stati almeno tre incidenti gravi nell’impianto con esplosioni e principi di incendio ( a cominciare dallo scoppio di un compressore per il GPL) che afferma il Rapporto (pag. 5 ): “solo per un miracolo non hanno avuto sviluppi catastrofici”.

Altri elementi che emergono dal Rapporto:

  1. non risulta siano mai stati effettuati test o verifiche sulle condizioni strutturali dei serbatoi del gas attualmente esistenti nell’area dell’impianto, in esercizio da oltre 40 anni.
  2. non è previsto alcun mezzo nautico o rimorchiatore con componente antincendio sotto bordo alla nave gasiera in fase di scarico al terminal come invece previsto dalla ordinanza della Capitaneria della Spezia n. 123/2010 per le operazioni di bunkeraggio alle navi gasiere
  3. il sistema di gestione delle emergenze per l’impianto di rigassificazione è affidato solo a sistemi automatici. La squadra interna aziendale (attivata in caso di emergenza in quanto normalmente il personale svolge altri compiti) appare troppo limitata per un impianto a rischio di incidente rilevante, non esiste quindi nessuna vigilanza esterna specialistica (con personale appositamente addestrato).

SPETER CLP

Speter SpA è il principale terminal multipurpose presente nel Porto della Spezia (aree operative Molo Garbaldi, calata Paita, calata Malaspina, calata Artom)

Come risulta dal Rapporto che stiamo esaminando sarebbe interessante sapere se La Speter abbia presentato entro il 5/7/2010 un piano sui rischi da merci pericolose in deposito e sul modello organizzativo emergenziale ed il sistema antincendio previsto per far fronte alle emergenze. Se è stato presentato questo piano sarebbe il caso fosse resto pubblico! Ad esempio se andiamo nel sito della Speter o nella sezione del sito della Autorità Portuale sui terminalisti, si legge tanta bella pubblicità, ma di questo documento non c’è traccia!


MOLO FORNELLI – LA SPEZIA CONTAINER TERMINAL (CONTSHIP ITALIA GROUP)

Il terminal è uno dei due autorizzati con apposita ordinanza della Capitaneria di Porto al deposito di merce pericolosa. In questo terminal il servizio di prevenzione incendi esterno al gestore del terminal è adottato per le merci esplosive o solo saltuariamente per le operazioni trasferimento delle merci pericolose.

Il piano di sicurezza sui rischi da merci pericolose in deposito e sul modello organizzativo emergenziale ed il sistema antincendio previsto per far fronte alle emergenze doveva essere presentato entro il 5/7/2010. Non risulta sia stato pubblicato come si evince anche dalla apposita sezione del sito della Autorità Portuale. Secondo il Rapporto SICUR FIRE s.c.a.r.l. che stiamo esaminando il piano antincendio aziendale aggiornato, su sollecitazione della Capitaneria di Porto nel 2009, prevede che in caso di emergenza il servizio antincendio sia svolto da personale disponibile di turno quindi non specializzato per questa funzione. Il personale di turno potrà usare una autobotte vetusta con una formazione da 626 (quindi da sicurezza ambienti lavoro e non da sicurezza per attività a rischio di incidente rilevante o da gestione merci pericolose). Sempre secondo il Rapporto nei piazzali di stoccaggio dei container è assente il sistema idrico portuale. Non solo ma le caratteristiche idriche di portata e pressione del sistema idrico portuale non sarebbero, sempre secondo il Rapporto, rispettose delle norme UNI-VF per gli impianti idrici antincendio in termini di portata e pressione.

La vasca per la raccolta di sostanze pericolose/infiammabili che dovessero colare durante le attività di scarico/carico e stoccaggio/trasbordo, non sarebbe, sempre secondo detto Rapporto, dotata di sistemi di recupero dei liquidi né di sistemi di filtraggio in caso di lavaggio da acque meteoriche. La vasca è di dimensioni limitate al massimo per due contenitori e quella mobile in integrazione non ha alcun sistema di recupero di eventuali spandimenti.


TERMINAL RAVANO - LA SPEZIA CONTAINER TERMINAL (CONTSHIP ITALIA GROUP)

Secondo il Rapporto potrebbero esserci stoccaggi o movimentazione di merci pericolose visto che il terminal è gestito dalla stessa società che gestisce il Fornelli (che invece è autorizzato a gestire merci pericolose). Se così fosse occorre precisare che in questo terminal non è presente una rete idrica antincendio, mentre il servizio emergenze è gestito da una squadra interna (quindi formata solo per la sicurezza negli ambienti di lavoro: corso di 8 ore standard) alla LSCT con mezzo antincendio obsoleto.

TERMINAL DEL GOLFO – GRUPPO TARROS

E’ situato nella zona est del porto commerciale. Ed è insieme al Fornelli l’unico autorizzato a stoccare e movimentare merci pericolose. Anche qui la vasca per eventuali colaggi di merci e sostanze pericolose/infiammabili non è adeguatamente dimensionata per emergenze significative. Secondo il Rapporto mancherebbe un controllo diretto e capillare sui transiti e depositi e sugli imbarchi delle merci pericolose quindi è difficile capire se la ordinanza della AP che aveva autorizzato stoccaggi/movimentazione di merci pericolose sia rispettata o meno.

TERMINALE CENTRAL ENEL

Secondo il Rapporto per tutte le operazioni di scarico e carico il terminale non prevede l’ausilio di personale specializzato per la sicurezza antincendio, provvedendo ad impiegare solo personale interno.

CAMPO P.O.L. NATO

L’oleodotto e relativo terminal a mare è situato nello specchio acqueo compreso tra i Cantieri navali della Spezia e i Cantieri Baglietto. E’ gestito dai militari e su di esso non vige alcuna vigilanza dei Vigili del Fuoco.

Peraltro secondo il Rapporto l’intero Arsenale Militare non ha più un servizio H24 (nelle 24 ore) di pompieri!


PARCO BOE SOCIETÀ PETROLIFERA ITALIANA

Distante circa 680 metri dalla costa quasi di fronte a Porto Lotti. Presso il terminal ci sono due serbatoi, già oggetto di due incidenti, e durante la movimentazione dei prodotti petroliferi non è presente alcuna vigilanza antincendio. Secondo il Rapporto non viene rispettata la ordinanza della Capitaneria n. 150/2001 che prevedeva la stesura in mare di sistemi (panne) di contenimento al momento dello scarico-carico e di un rimorchiatore di presidio. Che il Rapporto colga elementi di verità è dimostrato dal fatto che la suddetta ordinanza è stata rinnovata con la n. 49/2011 però senza fare più riferimento alla presenza del rimorchiatore di presidio, il che conferma quanto denunciato dal Rapporto secondo il quale il personale destinato alla gestione della emergenza si riduce in caso di necessità a quello di bordo e ai due operatori presenti nel terminal della Società Petrolifera Italiana. La nuova ordinanza si limita a chiedere a detta società concessionaria di comunicare ex post alla Capitaneria eventuali anomalie, procedura che potrebbe comportare ritardi nell’intervento preventivo.

CONCLUSIONI

Il quadro che emerge dal Rapporto sopra descritto sinteticamente è fortemente inquietante anche se fossero vere solo la metà delle notizie riportate.

Ma la nostra inquietudine aumenta se consideriamo che quello che abbiamo riportato non è un Rapporto segreto ma pubblico dalla fine della scorsa estate. Infatti come si evince dal ricorso al TAR (timbro segreteria TAR del 25/10/2010) che SICUR FIRE s.c.a.r.l. ha presentato contro l’ordinanza della Capitaneria di Porto n. 47/2010 sui rischi da trasporto di merci pericolose nel porto della Spezia, il contenuto di questo Rapporto era stato oggetto di discussione di un Tavolo Tecnico avviato il 9/8/2010. Il tavolo tecnico era composto da Capitaneria, Servizio Chimico del Porto, Comando dei Vigili del Fuoco e Autorità Portuale e dal verbale del Tavolo risulta la consapevolezza della mancanza di un servizio antincendio che avrebbe dovuto sostituire il ricorso al personale interno dei terminal.

Non solo ma dal 6/4, quindi da circa 1 mese, a cura della V Circoscrizione, il Rapporto è stato inviato al Presidente della Provincia e ai Sindaci dei Comuni di La Spezia, Portovenere, Lerici oltre che ai sindacati. E’ passato circa 1 mese e non si è avuta alcuna reazione ufficiale o semiufficiale da parte di queste Amministrazioni e dei rappresentanti dei lavoratori. E qui la nostra inquietudine si trasforma in indignazione, perché almeno da questi soggetti ci si sarebbe aspettato una minima reazione pubblica immediata almeno per chiedere conto alle autorità preposte sulla veridicità di quanto espresso dal Rapporto.

La questione almeno per noi non finisce qui...

vedi ai seguenti link

http://speziapolis.blogspot.com/2011/05/i-rischi-nel-golfo-della-spezia-le.html

http://speziapolis.blogspot.com/2011/05/golfo-della-spezia-comunicare-fa-male.html

3 commenti:

Daniela Patrucco ha detto...

Dettaglio di poco conto, forse: la data dell'ordinanza della CP 47/2010 è 7 aprile 2010 ed entra in vigore il 3 Maggio 2010.
Nelle sue premesse, tuttavia, sono citati "gli atti istruttori dei lavori del “Tavolo Tecnico” sopra specificato, rispettivamente in data 19.11.2009, 10.12.2009, 23.02.2010 e 09.08.2010..."
Come dire l'ordinanza si basa su un tavolo tecnico successivo alla sua emissione?
Il ricorso al TAR da chi è stato proposto e per quali ragioni?
Seguono altre questioni su apposito post...

Marco Grondacci ha detto...

No si tratta di due tavoli tecnici distinti. Quello a cui fa riferimento il ricorso al TAR è stato avviato dal Conmandante del Porto in data 19/8/2010 a conclusione del quale è stata emanata una nuova ordinanza n. 178 del 18/8/2010 che è stata ulteriormente impugnata perchè sostanzialmente ad avviso dei ricorrenti non recepiva correttamente le conclusioni del Tavolo Tecnico dell'agosto 2011. In sostanza e uscendo dal giuridichese: prima si impugna la 47/2010 poi ai avvia un confronto informale con i ricorrenti alla fine del quale si avvia il nuovo Tavolo Tecnico dell'agosto 2011 che produce la ordinanza 178/2010 impugnata da ultima. Quindi nessuna contraddizione temporale ma solo purtroppo una continuità nell'impostare in un certo modo la politica sulla sicurezza nell'area portuale.

Marco Grondacci ha detto...

Risposta alla seconda domanda di Daniela.
Il ricorso al TAR è stato proposto come scritto nel mio post dalla società SICUR FIRE s.c.a.r.l. I motivi sono che la società non condivide la decisione contenuta nelle ordinanze impugnate di non incaricare il servizio di vigilanza anticendi nelle zone a rischio dell'area portuale a soggetti esterni ai terminalisti.