martedì 17 maggio 2011

Elezioni a Santo Stefano Magra: una lettera che impegna tutti!

Dal Presidente del Comitato “Vivere bene la macchia” di Santo Stefano Magra riceviamo una amara lettera di commento al risultato delle elezioni in quel Comune. Vittoria con oltre il 65% dei voti del Sindaco uscente del PD che addirittura aumenta la propria percentuale di voti del 9% rispetto alle elezioni precedenti.

Gentile redazione
Alla luce dei risultati delle elezioni comunali ,il seggio n°3 risulta il maggior elettore del sindaco Mazzanti. Nel seggio 3 si riversa tutto il territorio della macchia. Ergo: la politica portata sin qui avanti va benissimo agli elettori della macchia. Pertanto il comitato "vivere bene la macchia" nella persona del suo presidente prende atto dei risultati , ritiene che tentare di preservare quel che rimane di un territorio una volta pregiato, e memoria storica di S. Stefano non sia prioritario per i suoi abitanti, riconosce il suo vulnus comunicativo, rimette la sua nomina a disposizione dei componenti il comitato.
Bertolotti Carla

Una lettera lucida ed amara fatta da chi in questi anni ha visto trasformare il territorio di Santo Stefano Magra in un contenitore di ogni scelta ad alto impatto ambientale – territoriale e sociale, senza alcun criterio di pianificazione, senza alcuna logica che mirasse non diciamo all’ambiente ma all’interesse di chi sul territorio vive. Ma, nonostante questo scempio sia sotto gli occhi di tutti, i cittadini hanno votato in massa per la coalizione di governo che ha sempre sgovernato questo territorio.

La Presidente prende atto di tutto ciò dimostrando una lucidità e un senso alto della politica totalmente sconosciuto a tutti i nostri politici nazionali e locali; mentre una parte significativa della classe politica locale che è stata coinvolta nello scandalo di Pitelli è ancora lì a svolgere e ricoprire funzioni pubbliche, tanto per fare un esempio.
 
Resta una riflessione per tutti noi che abbiamo a cuore il nostro territorio: come organizzarsi, come agire e produrre idee, aggregare persone e culture, presentare progetti alternativi di governo che impediscano a chi distrugge il nostro territorio di continuare ad essere eletto. Come coinvolgere la maggioranza dei cittadini, come arrivare ai giovani, come riuscire a diventare maggioranza culturale prima ancora che elettorale.

La Lettera di Carla parla a tutti noi non solo ai cittadini di Santo Stefano e pesa come un macigno sulle nostre impotenze, i nostri limiti, le nostre debolezze, ma allo stesso tempo ci impone il dovere di aprire una riflessione seria sulle divisioni, le autoreferenzialità, le piccinerie personali, l'incapacità di assumere le proprie responsabilità, di un movimento ambientalista che alla Spezia ormai da anni non ha più alcun peso politico e sempre meno peso culturale.
 
Grazie comunque Carla e non mollare……..

7 commenti:

William ha detto...

Ogni tanto, mai quanto vorrei, seguo le riflessioni del vostro blog, che spesso condivido, che spesso sono d'aiuto quando si tratta di aspetti tecnici che sfuggono a chi non è, per esempio, pratico di diritto.
Questa riflessione, del tutto politica, non la condivido, per un motivo molto semplice se si arriva a sostenere che "tentare di preservare quel che rimane di un territorio una volta pregiato, e memoria storica di S. Stefano non sia prioritario" per i propri concittadini, vuol dire che quel vulnus comunicativo non lo si è proprio capito.
William

Marco Grondacci ha detto...

scusa William se te lo dico in modo un poco paternalista, ma la differenza di età in questo caso me lo permette, ma questa volta hai proprio travisato sia la lettera del Presidente del Comitato che il mio commento. Allora il punto che pone Carla è se io dopo anni di battaglia per la difesa di un territorio violentato dal potere locale (su questo credo che siamo tutti d'accordo spero?) vedo che i cittadini continuano a votare i violentatori o i loro epigoni, mi viene da dire forse sono io che sbaglio , forse sono io che non rappresento quindi rimetto il mio mandato e apro un confronto. Insomma Carla pone il problema della assunzione della responsabilità, della verità sui fatti, della fine della propaganda autoassolutoria molto diffusa a sinistra anche dopo sconfitte ben più pesanti di quelle del Comitato Vivere bene la Macchia. E' questo il dato generale interessante della lettera della Presidente del Comitato e sarebbe bene che su questo si aprisse un dibattito serio pubblico non chiuso nelle fumose e asfittiche riunioni della c.d. sinistra radicale.

William ha detto...

Caro Marco sai bene che non sono certo la persona che vuole arrogarsi il diritto di onniscenza, tuttavia penso che quell'autocritica di cui parli non traspare minimamente.
Credo di essere normodotato e, pur sapendo leggere e scrivere nella mia lingua, trovo difficile cogliere un aspetto autocritico ma solo desolante, che comprendo, ma che francamente trovo limitante. Salvo poi sapere che i responsabili di questo insuccesso sono altri e non se stessi.
Quindi ho la netta sensazione, confortata da scambi di mail, che il punto posto da Carla non sia il rilancio di una battaglia ma la ricerca di un colpevole.
Poichè, per la mia giovane età, sono più propenso a costruire che a distruggere, credo che siamo di fronte all'ennesima sconfitta culturale di un movimento spezzino. Sono d'accordo con te sul dibattito, che dovrebbe essere non solo aperto ma scevro da ogni pregiudizio, cosa che spesso non avviene. Mi è capitato di dover parlare delle purghe staliniane...
William

Marco Grondacci ha detto...

D'accordo sul dibattito, l'ho proposto anch'io nel mio commento, però scusa ma, va bene le sconfitte del movimento spezzino ( su questo blog non siamo mai stati teneri con un certo ambientalismo estremista e piagnone che peraltro non appartiene al Comitato vivere bene la macchia ma ad altri noti e meno noti)....... ma dato atto di tutto questo vogliamo iniziarla o no una discussione seria sulla quasi totale incapacità di governo mostrata in questi anni dagli amministratori espressi dalla c.d. sinistra radicale. Vogliamo cominciare a dire, vedi ad esempio Sarzana e Spezia, che la presenza di rappresentanti di detta sinistra nelle amministrazioni non solo non ha contribuito a cambiare quasi nulla a livello di politiche territoriali (tranne qualche dichiarazione di principio)ma spesso e volentieri ha avvallato/difeso e promosso scelte nefaste per il territorio. Altrimenti poi non ci si può stupire e tanto meno criticare lo scoramento di quei cittadini che in questi anni hanno provato a cambiare le cose e si sono trovati di fronte i muri di gomma degli amministratori locali sia del PD che della sinistra? Vogliamo iniziare a discutere pubblicamente di queste cose, forza basta con le difese d'ufficio caro William. Andiamo al merito delle questioni come abbiamo sempre fatto nel nostro blog credo.

Anonimo ha detto...

Caro Marco, sai bene che per quel che mi riguarda non sono mai sottratto da discussioni, tant'è che non l'ho proposta ma accordavo la tua. Discussione sulla base di un ragionamento futuro non per elencare gli elenchi delle mancanze, perchè, come tu sai la mia militanza non è datata come quella di tanti. Nel mio piccolo ho sempre cercato di partire dallo stato reale delle cose per proporre qualcosa di nuovo, forse poco, anzi pochissimo, ma i numeri sono sempre quelli. Allora è giusto lamentarsi di Lerici, ma non mi sembra che al consiglio comunale ci fossero folte schiere per sostenere la nostra mozione per la moratoria del cemento. E mi sento già certi "ambientalisti" che diranno, ormai è tutto cementificato. Non mi sembra che ci fossero manipoli di "ambientalisti" quando abbiamo approvato Rz a Spezia.
Ti sbagli se pensi che io faccia difese d'ufficio, per due semplici motivi: il primo è perchè credo in quello che faccio, il secondo perché non ho nessuna mira eccetto quella di fare il presidente della repubblica rincoglionito se arriverò a 80 anni.
Occorre guardare avanti. La tua analisi è totalmente condivisibile, quello che mi lascia perplesso, in generale e non della tua riflessione, è il fatto che si faccia un dramma di un risultato elettorale, accusando e brandendo strali, senza andare ad indagare dove la gente non è stata sensibile. Io penso in un aspetto: che quell'ambientalismo che anche tu critichi ha il limite insormontabile 1. di non essere univoco e coerente, 2. di ambiare opinione a seconda dei momenti e a seconda delle convenienze. La mia non è una riflessione su casi particolari, tuttavia ci sono esperienze che hanno saputo solo denunciare, mai proporre strade praticabili. Mi viene in mente il paradosso Micheloni: quando su nostra proposta avanzò la conversione transitoria di Saliceti da TMB a compostaggio tutti attaccavano il Piano dei rifiuti voluto blablabla, ora ci sono pseudoambientalisti che ripropongono la stessa cosa senza vergognarsi nemmeno un attimo.
Per inciso, tu proponi una discussione che io auspico, ma ci sono molti "ambientalisti" nostrani che pongono pregiudiziali solo per partecipare ad una riunione. Non mi pare che siamo messi molto bene anche sul fronte società civile.
Un saluto
William

Marco Grondacci ha detto...

scusa io non ho fatto l'esempio di Lerici ma quelli ben più significativi, in negativo per la sinistra c.d. radicale, di Spezia e Sarzana. Per il resto, dibattito e pregiudiziali, stai certo che se la sinistra alternativa cominciasse sul serio, dove ha rappresentanza e ruolo istituzionale, a produrre atti e fatti amministrativi, gli "ambientalisti nostrani che pongono pregiudiziali solo per partecipare ad una riunione", cito dal tuo ultimo commento, sarebbero spazzati via dalla discussione pubblica in un attimo.

William ha detto...

Se permetti, ne dubito.
All'adesione in consiglio comunale alla Spezia alla Strategia Rifiuti Zero, sai quanti ambientalisti c'erano? 0.
Mi chiedo come si possa andare avanti se la collaborazione è subordinata a qualche peccato originale di cui mi sfugge il senso.
Vogliamo contare di più? Allora certi ambienti dovrebbero smettere di autocommiserarsi o di trovare capri espiatori. Tu sai bene che c'è chi ci sta provando e chi mette a disposizione il proprio tempo libero per dare un contributo fattivo, e sai meglio di me come sia difficile.
Se bastasse puntare il dito e gridare, certi comitati e soprattutto certi presunti ambientalisti che hanno ben dimostrato la loro utilità, come tu hai ben detto per esempio sulle 5 Terre.
Nel mio piccolo cerco di portare avanti un modello sociale che non sia preda di chi sfrutta, e ci credo e non ho certo la velleità di riuscirci al primo colpo. Di certo il contesto politico/culturale/sociale spezzino è assai deprimente. Lo dico alla luce delle mie esperienze nel parmense e in Toscana.
William