sabato 21 maggio 2011

Chiesa e partito democratico: basta con la messa in latino

Sono solita fare paralleli tra fatti e situazioni che, pur molto lontani tra loro per dimensione/spazio/tempo, spesso presentano analogie utili come chiave di lettura di dinamiche che si ripetono. L’ultimo, qui, qui e qui, con oggetto la Chiesa e il Partito Democratico riguardava:

1) l’incapacità di avviare una riflessione critica:  della chiesa rispetto al dramma della pedofilia (ultimo caso, Sestri Ponente) e della classe dirigente del PD rispetto ai frequenti casi di corruzione che riguardano suoi amministratori locali;
2) la tendenza al comportamento omertoso:  sia i “fedeli”, sia la “base” tendono a giustificare, quando non decisamente a coprire, certo non a denunciare, le mancanze più o meno gravi dei loro riferimenti politici o religiosi;
3) il rifiuto della trasparenza e della condivisione: quand’anche dovessero riuscire a superare le difficoltà di cui ai due punti precedenti, sia la “classe dirigente” sia la “base” delle due “organizzazioni” non riesce a condividere in un processo trasparente con i “cittadini” l’analisi dei problemi e la ricerca delle soluzioni.

Per sgombrare subito il campo dai "ma" di coloro che sostengono “sei fuori dalla chiesa, sei fuori dal PD, abiti in un altro luogo, non ti riguarda”, voglio scrivere forte e chiaro  che in virtù del mio status di “cittadina”, non credente e non residente,  sono mio malgrado coinvolta da comportamenti illegali, omertosi, opachi, che mi danneggiano e di cui pago le conseguenze, a seconda dei casi:

-  economicamente: quando non direttamente, partecipo in qualche modo a compensare il danno erariale derivante da comportamenti illegali  o di cattiva amministrazione;
-  culturalmente: il persistere di atteggiamenti inadeguati ad una società moderna, diciamo di cultura europea, contribuisce alla costruzione di una società a cui sento di non appartenere ma che condiziona fortemente la mia vita e il mio benessere;
-   fisicamente: un pedofilo coperto dall’omertà rappresenta una minaccia per la mia famiglia e per la comunità di cui faccio parte, non necessariamente residente in uno stesso luogo; così come una pessima gestione degli aspetti ambientali insiti nelle azioni di governo dei territori rappresenta una minaccia alla mia salute.

Detto questo continuo con il mio esercizio per aggiungere elementi all'analisi che voglio condividere, anche facendo astrazione dei singoli esempi portati a supporto. 

Sull’edizione di Genova de la Repubblica di ieri erano presenti due articoli che invito a leggere integralmente: 

- uno di R. Paita (la donna del PD da me invocata (?) che tuttavia pare affetta da quel celodurismo che nell’immaginario collettivo è tipicamente leghista ma che invece, forse, è necessario per la gran parte delle donne che vogliono fare politica).  

Nel suo bel pezzo di retorica con cui dimostra di essere pronta per Roma, la Paita cita Savona dove il PD ha vinto "nonostante le vicende giudiziarie”; ma non cita i comuni della provincia della Spezia (che la elegge) dove il PD ha perso "in considerazione delle vicende giudiziarie”  + vedere precedenti punti 1-2-3, oltre che per non essere stato in grado di contrastare la Lega.  La ricetta della Paita?  “…riannodare il rapporto fiduciario tra elettorato e centro sinistra al Nord…” “...un grande cantiere di lavoro che dal Nord coinvolga le energie di tutti quelli che hanno dimostrato di saper rilanciare il centro sinistra. Sono i Sindaci e i Presidenti delle Provincie che lavorano a livello locale, sono i Presidenti del centro sinistra alla guida delle Regioni del Nord e del Centro Italia, come Burlando, Errani, Rossi. Questa è la classe dirigente che può segnare la svolta e lanciare la vera sfida alla Lega che non ha convinto né presentandosi organicamente al Pdl, né in autonomia…” a dire che il mondo visto dalla politica, quindi dall'alto, finisce con il livello degli amministratori (del PD)... per "vedere" i cittadini ci vogliono altre lenti.

- l’altro articolo, era di Don Paolo Farinella. Secondo me Don Paolo Farinella sarebbe in grado di risolvere il mio gioco correttamente ed entro i 5 minuti.

Scrive Don Paolo, a proposito della dichiarazione del Cardinal Bagnasco (secondo la quale nulla faceva prevedere quanto successo”) ...Mi dispiace dovere ancora una volta dissentire da codesto modo di sminuire la gravità e anche le responsabilità del sistema clericale che recluta preti a costi di saldi, purché garantiscano obbedienza esteriore, rinunciando a pensare con la testa, e uomini funzionali alla struttura, anche se immaturi, inadatti e potenziali bombe a orologeria perché affettivamente incompleti e infantili. La domanda è: qual è la causa che produce simili mostri che a loro volta sono persone malate da curare in tempo e non dopo 17 anni? La stessa gerarchia cattolica che ora si scandalizza e cerca disperatamente  di correre ai ripari sforzandosi di coprire vergogne secolari con foglie di fico sgualcite, ha taciuto ed è stata inerte, nascondendo la testa sotto la sabbia, non credendo possibile che la realtà fosse così tragica, raggiungendo profondità carsiche. Essa si è nascosta dietro il paravento di una pseudo-spiritualità inconsistente…"

e continua:

“Di fronte a un clero decaduto, stremato, confuso, malato, perduto, annaspante e senza risorse, il papa attuale non sa offrire altro che il rimedio della Messa in latino, cioè un rito di cinque secoli fa e una lingua che gli stessi preti non capiscono più. E' veramente il segno della desolazione e dell'incapacità della gerarchia di cogliere i segni dei tempi e di leggere la realtà così come è. E' arrivato il tempo per il cardinale Bagnasco di prendere atto del fallimento educativo della Chiesa e di interrogarsi sul modo di reclutamento dei preti, di mettere in discussione il celibato obbligatorio come condizione previa e di ripensare il ruolo del prete nel contesto di una comunità reale e non al di fuori e sopra di essa.”

Don Paolo Farinella osserva, vede, riflette, dissente, condivide, comunica; R. Paita dice la messa in latino

Certo, Don Farinella è una mosca bianca e infatti sempre ieri il fatto Quotidiano dava conto dell’attacco di Avvenire a Merlo per un suo articolo su la Repubblica.

Certo, Don Farinella non deve sponsorizzare se stesso, può evitare di fare calcoli di convenienza. Invece il PD: Tra de Magistris e Pasquino è nato un legame e una simpatia veri,  confermano nei due staff. Numerosi incontri riservati tra i due, l’ultimo è di due sere fa in un ufficio defilato a Posillipo. De Magistris ha incontrato a lungo anche il commissario Pd Andrea Orlando e non nasconde che potrà inserire in giunta «figure nuove che hanno votato per Pasquino o per Morcone». Il centrosinistra, pur senza alcun apparentamento formale, potrebbe ricompattarsi sull’europarlamentare? Resta, tuttavia, quel calcolo che raffredda gli slanci meno nobili: nel caso di vittoria di de Magistris, il Pd otterrebbe solo 4 consiglieri, la metà di quelli che entrerebbero in aula se diventasse sindaco Lettieri. (la Repubblica).

Il PD, ovviamente, appoggerà De Magistris sacrificando 4 poltrone. Purtroppo, fuori tempo massimo.

Ai cittadini è dedicata la vignetta di Altan.

2 commenti:

Daniela Patrucco ha detto...

Omertà...
"VITTIME che diventano carnefici, ritrattano, correggono il tiro e dicono che forse avevano equivocato;
testimoni che cambiano versione, la Chiesa
di Genova che si chiude a riccio, i arrocchiani di via Ludovico Calda che dicono che non sapevano.
E un clima di omertà che inevitabilmente protegge gli abusi. Di fronte a tutto questo si trova a lavorare la Procura della Repubblica di Genova ed i carabinieri
del Nas di Milano (a cui è affidata l’indagine)
Non ne fanno mistero."
la repubblica GE

Daniela Patrucco ha detto...

Il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata da Repubblica:

"L'ipotesi della costruzione della moschea a Milano, dice, risponde al "diritto fondamentale della libertà religiosa e di poter disporre di luoghi di culto", ma non essendo la moschea solo luogo di culto, ma anche di "aggregazione sociale", deve rispondere anche "alle esigenze di vita sociale e comunitaria secondo la nostra comunità civile, la nostra Costituzione e le leggi che in Italia regolano la convivenza".

Sarebbe stato più corretto dire che "le moschee, come le chiese, sono luoghi di aggregazione sociale" e che devono rispondere alle leggi che regolano la nostra convivenza?