lunedì 16 maggio 2011

Elezioni amministrative: Riomaggiore come Milano

A causa di un problema di Blogspot, il post "Elezioni amministrative: Riomaggiore come Milano" del 12/5 ore 10.00 circa è andato perduto. Di seguito la sua ricostruzione "approssimativa", priva delle mie considerazioni, ed i commenti recuperati (esclusi i miei). 

"... almeno da quando perse l’indipendenza, all’inizio del ’500, Milano ha sempre avversato lo Stato, forestiero o nazionale che fosse. Gli ha sempre opposto un’alleanza di interessi costituiti, ecclesiastici e non, che esecravano il bene comune e la stessa politica. Ha avuto sempre la vocazione a far prevalere la società civile sulla volontà generale, senza accorgersi che la società smette d’essere civile quand’è allergica alla politica e alle sue regole. Infine, ha sempre prodotto personaggi che da qui partirono, da questa cultura riottosa e egoista, per prendere Roma. Nel ’900, ben tre personaggi chiave della storia italiana iniziarono qui la corsa al potere: Mussolini, Craxi, e Berlusconi. Il loro decisionismo («ghe pensi mi») è stato distruttivo più che costruttivo...
Marco Alfieri spiega bene come, tramite i "lunedì di Arcore" l'imprenditore-Premier regni sulla città fin da quando costruì le new town attorno a essa (La peste di Milano, Feltrinelli). Il cavaliere sa che Milano è stata e resta un terreno fertile per la propaganda antipolitica, non da oggi ma da secoli. Che sono sempre stati pochi e non udibili gli avversari della vocazione anti-statale, anti-istituzionale, interessati a premiare il fare da sé sul fare comune..." BARBARA SPINELLI - LA PREVALENZA DI MILANO ©  la Repubblica

In occasione delle primarie milanesi avevo posto qualche domanda alla mia amica milanese, che aveva votato Pisapia. Ho approfittato ancora di lei, chiedendole brevi risposte (lunghe non me le avrebbe mai date) a queste domande:

1) Considerato che negli ultimi anni - dall'avvento di Prodi con l'Ulivo in poi - alle elezioni hai sempre optato per il PD in quanto "voto utile", come pensi di comportarti alle elezioni di domenica?
voto SEL che appoggia Pisapia

2) Se ritieni che la situazione a Milano sia cambiata, riesci a sintetizzare gli aspetti peculiari di tale cambiamento? le ragioni, secondo te?
la autocandidatura di Pisapia ha rotto i giochi già fatti del PD e lo ha costretto a fare buon viso a cattiva sorte 

3) Mi pare che tu ti sia impegnata a fondo nella campagna elettorale, quindi li hai "visti" da vicino: delusa, soddisfatta? confortata?
la campagna di Pisapia mi pare discreta 

4) Che differenza fa, se la fa, un candidato forte con il PD a sostegno? Rispetto ad un candidato di partito con la società civile che lo sostiene?
non so dire bene, quello che posso dire è che qui molte persone non dentro ai partiti si sono sentite impegnate in prima persona e lo hanno fatto con molta dedizione e risorse personali di tempo e denaro.

Tutto questo solo per la memoria, considerato che a Riomaggiore si hanno i risultati definitivi che hanno premiato la lista Per Riomaggiore e che a Milano Pisapia pare essere in vantaggio sulla Moratti. Che è buona cosa anche se si dovesse andare al ballottaggio. Anche a Napoli, al momento, sembra probabile il ballottaggio e possibile che passi De Magistris anzichè Morcone.


Forse il vento cambia davvero, "ha da passà 'a nuttata".


5 commenti:

alessandro palermo ha detto...

ex 12/5 14.57

Io sinceramente di giochi delle parti non ne vedo.

La fusione di PerRiomaggiore col PD, se mai è stata possibile, alla fine non si è realizzata, punto e basta.

Non si tratta di voler vincere o perdere.
Seppoi si deve vincere e non poter attuare il proprio programma e ispirarsi alle proprie idee allora è meglio lasciar perdere.

Come da me illustrato una fusione simile avrebbe prodotto un consiglio comunale equilibrato, ma forse fragile.

Il PD ha responsabilmente fatto una proposta e non è andata in porto.
Dopo ha fatto quello che è naturale fare, cioè organizzarsi.
Senza problemi e senza colpe.
I laboratori hanno provato far qualcosa, e ci è mancato poco che funzionassero.
Ma l'esercizio della democrazia non è un fallimento.

Se non la si pensa uguale che problema c'è?
E' il valore aggiunto della democrazia, se poi questa la si vuole veramente.

Il confronto è bello, per quello che io son qui, e continuo a confrontarmi con tutti, da Anna P a Andrea, Giuliano, Eugenio o altri. Con quelli che la pensano diverso da me mi ci trovo benissimo.

Non c'è niente da rinnegare per nessuno, e se proprio bisogna farlo, io dico, cominciamo da quelli che hanno lasciato questo bel casino alla gente che ha 20 o 30 anni adesso.
Cominciamo da quelle che per una volta che c'è una donna dicono che questa è troppo così o cosa.

Io 30 fa ero all'asilo, certi erano a fare le battaglie, poi si sono presi una pausetta di 20, che problema c'è...

Difendiamo il diverso, che sia sessuale, etnico o religioso...
Ma per il pensare diverso su quello mi sa che ci sono parecchi pregiudizi.

3 Liste a Riomaggiore?
Bene, benissimo, c'è il voto.
Il voto di Margherita Hack che guarda Marte, vale quanto il mio.

Anonimo ha detto...

ex 12/5 13.00

“almeno uno dei contendenti esce dal gioco della difesa della propria identità”: cerchiamo allora di focalizzare la maggiore emergenza tra le aspettative di chi si appresta ad andare alle urne!
Penso che l'appoggio a chi ha determinato la rottura di un sistema di potere deviato sia legittimo e sentito. Penso anche che chi riconosce di essersi piegato a tale sistema, pur anche per ragioni di sopravvivenza, riconosca in se i sintomi di un malessere che nasce dalla consapevolezza di una corresponsabilità, sia pur minima. Credo che nell'intimo molti cittadini di Riomaggiore abbiano fatto i conti con qualche senso di colpa. Gli esempi non mancano, da chi ha avuto necessità di lavorare a chi ha avuto necessità di esercire e sino a chi semplicemente doveva interagire con l'infrastruttura amministrativa del nostro territorio. Sono pochissimi gli stoici che si sono trovati, a mio parere, nella condizione di non poter evitare di mettersi chiaramente in contrasto con la passata amministrazione. Penso che per qualcuno, che si è sentito particolarmente vessato, sia enormemente difficile scrollarsi di dosso qualche briciola di rancore ed alla base delle divisioni che si manifestano in questo blog ci siano cause che , più che nell'ideologia, si misurano nella consapevolezza di ognuno di noi di essere stato più o meno vessato.
Un mio grande rammarico, pertanto, è quello di vedere gente che vuole esattamente la stessa cosa divisa su più fronti ma questo fa parte della democrazia e quindi assolutamente giusto.
Se riconosciamo tuttavia come criticità centrale l'enorme danno culturale prodotto (citando il commento di D. P. "Concordo anche circa l’enorme danno culturale prodotto a Riomaggiore e la cesura tra il prima e il dopo del ventennio faraonico, con conseguente diversa percezione della realtà amministrativa e partitica da parte delle generazioni che si sono succedute." al precedente post) sostengo che l'importante è che chi vinca crei effettivamente le condizioni per la cura di questo danno culturale. Credo che se avessimo subito solo un danno economico sarebbe sufficiente un bravo tecnico al governo ed una seria ed attenta pianificazione nell'attuazione di risorse. Ma per far fronte ad un danno culturale è necessario avere un orizzonte temporale molto ampio e una larghezza di vedute che superi ampiamente qualsiasi concetto puramente economico. E' necessaria una visione cristiana, non solo in senso cattolico del termine, ma in senso universale, che tenda cioè ad abbracciare ogni sperimentazione funzionale a riattivare in tutti noi quella disponibilità a tagliare con il passato risvegliandoci collettivamente dal letargo. E' fondamentale che chi si troverà ad amministrare non solo sia rispettoso della legge, trasparente e aperto alla partecipazione, ma con un esercizio quotidiano, sia esempio di riconciliazione della comunità.

Lea ha detto...

ex 12/5 20.16

Perdonate l'intrusione in “dibattiti” che volevo caldamente evitare perché fino ad ora sono stati piuttosto vuoti di contenuto e pieni di inutilità.
La nascita di 3 liste è stata la 2° sconfitta di Riomaggiore dal 28 settembre! Su questo credo che l’accordo sia largamente condiviso. Mi ritrovo a condividere, tuttavia la lettura che ne dà Alessandro, non solo perché facciamo parte della stessa lista, ma anche perché ero presente anche all’incontro fatidico con il direttivo PD e con qualche esponente di quella che sarebbe diventata la lista civica a loro collegata.
Per non piangere sul latte versato mi piacerebbe che la discussione si concentrasse sulle modalità di dibattito alla milanese con cui si sta affrontando la campagna elettorale, non tanto da chi le liste le compone, ma piuttosto da tutto l’entourage che le circonda.
Certo è che alcuni più di altri si sono trovati a fare i kamikaze e le pettegole di paese ed hanno contribuito a creare questo clima di tensione….. provocando risposte e/ o affermazioni che hanno a loro volta inasprito le discussioni.
Per quanto mi sforzi di voler parlare con le persone intorno a me di questioni normali in una campagna elettorale, si finisce sempre per discutere di gossip politico. In tutto il paesello (dalla macelleria, al bar, agli alimentari) si sente vociare che “questa è cattiva e si veste male” , “quelli sono ingenui”, “quelli sono del vecchio regime” (evito le dicerie peggiori) . E’ ovvio che la storia delle persone non si può dimenticare, ma se la politica (intesa in senso letterale) è davvero la guerra con altri mezzi (parafrasando Carl von Clausewitz) , beh allora niente migliorerà.

Nel momento in cui si è ritenuto di non avere la stessa idea e le stesse modalità nella gestione della cosa pubblica , non ritengo giusto abbracciare le idee degli altri ed avere gli stessi pensieri a tutti i costi, perché ognuno deve mantenere la propria identità, ma questo non dovrebbe vietare il dialogo!
3 liste possono anche andare, ma la logica da seguire dovrebbe ( anzi, ormai doveva) essere quella del dibattito e del confronto, per poter collaborare dove le idee si assomigliano. Lo scontro ci deve essere, ma fatemi il favore scontriamoci sulla gestione della cosa pubblica e non sulla vita privata degli altri. Ne siamo capaci? Ne sto dubitando!

Voglio proprio entrare nel merito del titolo: Riomaggiore è esattamente come Milano. Gli argomenti che abbiamo utilizzato sono simili alla conclusione dell’intervento della Moratti a SKY TG 24 …. PIETOSI!

Lea Sturlese

Daniela Patrucco ha detto...

"Mi congratulo con tutti i miei colleghi di lista, sono stati tutti e nove ottimi compagni di avventura. Abbiamo svolto una campagna elettorale nel pieno rispetto dei candidati avversari, cosa che non hanno fatto gli altri. Questa è l'unica critica che mi sento di fare". Leandro Calzetta, candidato sindaco sconfitto del PD.

Le persone che non sanno perdere non sanno neppure vincere e forse non lo meritano neppure.

giuli ha detto...

Brevissimo commento al termine di una giornata faticosa e felice.Il lavoro svolto da tanti cittadini di Riomaggiore e' iniziato dal 29 settembre,per alcuni da sette anni, per altri da dieci...e' stato un lavoro duro a tratti snervante ma oggi ha prodotto i suoi frutti e da domani si deve iniziare un altrettanto duro lavoro di ricostruzione nel nostro comune per ricompattare il tessuto sociale dilaniato da tanti anni di malgoverno, non sara' facile per chi e' stato delegato ad amministrarci e neppure per tutti quei cittadini che all'interno di varie associazioni giocheranno un ruolo importante se non fondamentale.Non solo lo scarto "di vittoria" della lista PerRiomaggiore sulla seconda, ma anche perche' se non ci sara' condivisione di intenti e collaborazione nel Consiglio, difficilmente anche l'esterno avra' possibilita' di compattarsi.Le dichiarazioni del candidato sindaco della lista "Partecipazione e trasparenza" a mio avviso sono , proprio per quanto da me illustrato sopra,fuori luogo anche perche' ben sa che i candidati avversari , almeno nel caso di Riomaggiore,si sono comportati correttamente e non come da Lui pubblicamente dichiarato.Come inizio non mi sebra dei migliori, capisco la tensione del momento ma ritengo sia doveroso ,anche verso tutti gli elettori,rivedere questa dichiarazione.Buon lavoro a tutti i nuovi componenti del Consiglio comunale e a tutte le associazioni sul territorio.Giuliano olivieri