"Martedì notte, a 87 anni, Giovanni Giudici si è spento all’ospedale di La Spezia, dove era ricoverato da qualche giorno.
Tra i maggiori poeti del secondo Novecento, la sua poesia è stata un continuo e ininterrotto mettere in versi la vita. Giudici, ha sempre rivolto l’attenzione a quegli aspetti minimi, quotidiani e comuni della vita, traducendoli poi in versi." Caffè News
UN MIO RICORDO DI GIOVANNI GIUDICI
(Sandra Allori)
Non mi è stato possibile essere presente ai funerali di Giovanni Giudici ma vorrei in qualche modo ricordarlo.
Ho avuto la fortuna e l'onore, in quanto amica di famiglia, di conoscerlo, parlargli, ascoltarlo; quando negli ultimi anni lo incontravo alle Grazie e notavo la sua bella, profonda mente sempre più lontana e il suo corpo sempre più dipendente dagli altri provavo una grande tristezza e tenerezza. Eppure, l'ultima volta è accaduto a Pasqua, bastava citargli una poesia, ricordargli un verso e i suoi occhi anche se per poco, riuscivano a trovare la luminosità e il sorriso di un tempo.
Ecco, i suoi occhi... Dalla prima volta che lo conobbi, ho sempre ritrovato nei suoi occhi quell'espressione, propria dei poeti, che il Pascoli definiva del "fanciullino", e non legata all'età anagrafica. E Giovanni aveva "quello" sguardo, anche da vecchio, anche quando non riusciva più a esprimersi con i suoi bei versi.
Ricordo, tra tante cose, il suo forte legame con il territorio spezzino; pur avendo vissuto tanti anni a Roma e poi a Milano era tornato in Liguria: prima alla Serra e poi alle Grazie, lì dove era nato, lì dove custodiva i pochi ,vaghi ma struggenti ricordi di sua madre.
Quando anni fa andai a trovarlo nella casa dove ha abitato gli ultimi anni, mi disse che aveva comprato la dimora definitiva: non si riferiva però a quel luminoso appartamento delle Grazie, ma, come mi spiegò, alla tomba del cimitero dello stesso paese, vicino alla madre, come per chiudere il cerchio della sua vita.
E oggi, che non c'è più, mi piace ricordare la strofa finale di una sua bella, struggente poesia :
" Inoltre metti in versi che morire
è possibile più che nascere
e in ogni caso l'essere è più del dire".
Mi sembra che in queste pochi versi ci sia la profondità del suo pensiero, il senso di lucida malinconia e, in sintesi , la filosofia del suo vivere.

0 commenti:
Posta un commento