sabato 16 aprile 2011

La sinistra e l'ambiente: dalle elaborazioni culturali all'azione di governo locale

Il titolo di questo post è "volutamente" pretenzioso e solo apparentemente non corrispondente al suo contenuto. Infatti non scriverò un trattato nè un programma ma qualche probabilmente ovvia banalità che tuttavia pare difficile da praticare. Da qui la pretenziosità.
Lo spunto arriva dalla serie di commenti, tra lavoro e ambiente, che con qualche lettore abbiamo postato  qui  stimolati da Marco.
Faccio riferimento in particolare a una questione:

- la quantità di "elaborazioni culturali" che quotidianamente ci vengono proposte dai partiti, nell'ambito di convegni che si intensificano sotto elezioni amministrative o in previsione di crisi di governo, e dalla cd società civile di cui anche questo blog, nel suo piccolo, è parte. 
Se solo guardiamo alla giornata di oggi, vediamo che a Riomaggiore c'è un convegno della Città dei diritti e dei doveri; a Sarzana SEL promuove un convegno dal titolo  Un nuovo Patto per il territorio; tutti sappiamo della gran quantità di convegni e luoghi di elaborazione promossi o partecipati dalle forze politiche di sinistra, PD incluso, spesso dalle stesse istituzioni (basti pensare all'attivismo ambientale della nostra provincia). Della RC diciamo con le parole di William nei commenti citati, e non solo.

Ora, la mia questione attuale è la stessa che ho posto una decina di giorni fa all'assessore all'ambiente  (SEL?) del Comune di Ameglia (che tra l'altro ha a sua volta appena concluso una serie di incontri interessanti  da lui promossi) che partecipava ad un incontro con le associazioni (promosso da SEL). 
Il tema era il ciclo dei rifiuti, la sua chiusura, l'opportunità di spingere sulla raccolta differenziata o di optare per sistemi industriali "avanzati" che ci consentano (in estrema sintesi e semplificazione) di ottenere gli stessi risultati della raccolta differenziata senza farla (secondo qualcuno è un impresa da "missionari", la raccolta differenziata).

Mi sono permessa, anche in quell'occasione, di uscire dalle elevate elaborazioni strategico-culturali per porre, banalmente,  al suddetto Assessore, una domanda che ripropongo a tutti gli assessori all'ambiente dei Comuni della Provincia della Spezia, diciamo di SEL e del PRC (che non sono mica pochi), assumendo che al PD e alla destra/lega nulla importi del tema.

"Lei che è assessore, ci vuole spiegare:
1) se pensa che la raccolta differenziata andrebbe potenziata (sorvolando sulle disposizioni di legge)?
2) se sì, ci racconta per quale ragione non è riuscito a farla, almeno nei limiti di legge, nel suo comune?"

La domanda non è per niente retorica, tanto meno provocatoria o polemica:
"credo" alle parole di coloro che fanno dichiarazioni di principio. 
"immagino" che abbiano seri problemi a trasformare in "pratiche" tali "princìpi". 
vorrei sapere quali sono i "problemi". 
"Dopo", su quei problemi, se serve, sono contenta di sedermi intorno a un tavolo e anche ad andare a parlare "alla pancia della gente", a pulire le aree dei cassonetti (per restare in questo ambito) Però lo faccio "dopo"che ho avuto la risposta. Perchè "prima", direi che abbiamo già dato... sempre senza risposta alcuna. Nè da destra nè da sinistra.

Questo è un taglia incolla dei commenti a cui faccio cenno. 

"...un approccio orientato al pragmatismo e alla coerenza che sarebbe necessario contagiasse non solo le istituzioni locali, ma anche i cittadini, che non sono certo esenti da responsabilità. Penso che è proprio così che si dovrebbero affrontare sempre i grandi temi che investono il territorio: con un confronto serrato sui fatti, sugli scenari possibili, le opportunità e le scelte da affrontare con metodo, lucidità e capacità critica." Elena

"Il conflitto ambiente-lavoro è solo nella propaganda di chi non ha ne la fantasia, nel il coraggio di proporre un modello di sviluppo compatibile. Quanta occupazione darebbe un modello di gestione del ciclo dei rifiuti come la Strategia RZ? Quanta occupazione lo sviluppo e la creazione di impianti micro-cogenerativi rinnovabili? Quanta sistemi di produzione-consumo a Km 0? Quanta attività di manutenzione del territorio? Quanta lo sviluppo di sistemi di mobilità alternativi?" William


"Come stimolare chi governa a prendere in considerazione altri percorsi di sviluppo? Come possiamo innescare un cambiamento? Questo territorio ha sicuramente bisogno di scelte coraggiose, e di una visione strategica condivisa di medio e lungo periodo; ha bisogno di dare spazio a chi detiene le competenze tecniche e professionali perché possa diventare un luogo di eccellenza, non di mediocrità. Credo che sarebbe davvero necessario un forte movimento di opinione in grado di tracciare una nuova rotta di navigazione." Elena

"In diversi comuni spezzini e in Provincia abbiamo ed abbiamo avuto assessori del suo stesso partito. Spesso in questi anni ci sono stati tentativi di connessione tra quel partito e la cd società civile su diversi temi... non tutti hanno avuto successo. E' forse arrivato il momento di connettere le pur interessanti elaborazioni del PRC spezzino con la sua azione di governo?" Daniela
 
"...un osservazione rispetto alla tua domanda che pone un punto di grande rilevanza, e cioè il portare nell'azione di governo elaborazioni condivise. Esistono oggettive difficoltà: da un lato occorre avere occhi ed orecchie puntate sugli "agguati" di chi è pronto a vampirizzare il territorio. ... Questo porta sistematicamente a scendere dalla sintesi tra forze politiche o tra sensibilità differenti in compromessi al ribasso. ...porto anche l'esperienza democratica interna ad un partito, nel senso che non sempre certe linee passano indolore, ne è scontato che vengano recepite. Si discute, ci s'incazza (anche parecchio) e poi si arriva ad una sintesi che spesso è difficoltosamente trasformata in agire. Rimane il fatto che questa "rivoluzione" può essere chiara nelle nostre teste, ma l'immane lavoro da fare resta quello nelle pance della gente" William
Senza voler nulla togliere al ruolo di PRC alla Spezia - personalmente non ne so valutare il peso politico sulle decisioni delle Amministrazioni locali - credo si potrebbe parlare di un decisivo passo avanti se quanto dichiarato da William fosse sottoscritto anche dagli esponenti del primo partito di maggioranza, il PD, che invece mi pare dimostri poche idee progressiste e soprattutto una scarsa capacità (o coraggio?) di tradurre con coerenza le idee in fatti. "Se io votassi in un comune della provincia della Spezia e William facesse di quei contenuti il suo programma elettorale, probabilmente gli darei il mio voto senza neppure guardare al suo colore politico: ma vogliamo parlare di tutti quei cittadini che non leggono neppure il programma dei candidati? ... la mia sensazione è che ancora troppi cittadini votino il medesimo partito solo per abitudine o per appartenenza “al colore politico”. Elena
"perchè non mettiamo in piedi un gruppo di lavoro che si pone l'obiettivo intanto di analizzare, consentitemi per il momento solo la battuta, sui NON POSTI DI LAVORO prodotti dalla scelte urbanistiche ed industriali di questi ultimi 15 , 20 anni;"Marco

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