
Come avevo scritto qui la Centrale Enel della Spezia non si è ancora adeguata alla Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).
Non solo ma come avevo scritto qui la centrale Enel della Spezia aveva avuto l’ennesima (e illegittima) proroga di adeguamento alla suddetta AIA. La documentazione richiesta dalla proroga ministeriale è stata consegnata solo qualche settimana fa come risulta da qui ma attualmente la centrale continua a non essere adeguata all’AIA, non solo ma come vedremo dalla sentenza di seguito esaminata alla Centrale Enel è stato dato un tempo veramente infinito per adeguarsi all’AIA, secondo modalità totalmente in contrasto con le finalità ambientali della normativa comunitaria.
Finalmente la Corte di Giustizia conferma quanto da noi sostenuto da tempo e cioè che il termine di scadenza ultimo fissato dalla normativa comunitaria con sentenza interpretativa della Corte di Giustizia per adeguarsi all’AIA era il 30/10/2007 (quello della Direttiva era addirittura il 30/12/2004). La cosa interessante è che il Governo italiano per giustificare questo ritardo aveva motivato che comunque era stata fatta una verifica sulla compatibilità delle autorizzazioni degli impianti esistenti con la normativa comunitaria sull’AIA (come la Centrale Enel della Spezia, in tutto oltre 600 impianti fortemente inquinanti in tutta Italia). Di fronte a questa motivazione leggete cosa scrive la Corte di Giustizia nel condannare lo stato italiano: “come risulta dall’art. 1 della direttiva IPPC (quella che disciplina l’AIA ndr), tra i vari obblighi che il legislatore dell’Unione ha imposto agli Stati membri figurano quelli di cui all’art. 5, n. 1, di tale direttiva, finalizzati al conseguimento di un livello elevato di protezione dell’ambiente nel suo complesso. Pertanto, soltanto un’esecuzione piena e conforme, da parte degli Stati membri, degli obblighi ad essi incombenti in forza della citata direttiva consentirà il raggiungimento di tale obiettivo di protezione.”
Secondo la Corte di Giustizia la valutazione di una “esecuzione piena e conforme” degli impianti esistenti alla direttiva sull’AIA deve essere fatta come se fossimo di fronte ad una nuova AIA, quindi conclude la sentenza della Corte di Giustizia: “… la mera verifica delle autorizzazioni preesistenti, diretta esclusivamente a valutare l’assenza di un evidente contrasto con i requisiti della direttiva IPPC, non appare adeguata al fine di garantire il rispetto degli obblighi previsti dall’art. 5, n. 1, di tale direttiva. Ciò premesso, l’argomento della Repubblica italiana secondo il quale gli impianti esistenti rispettano gli ulteriori obblighi di legge introdotti successivamente e, pertanto, il loro funzionamento sarebbe conforme ai requisiti della direttiva IPPC, non può essere accolto. Tale verifica delle autorizzazioni preesistenti non consente infatti di accertare la conformità del funzionamento degli impianti esistenti ai requisiti della direttiva IPPC. Ciò vale a maggior ragione in quanto, come sottolineato dalla Commissione, la Repubblica italiana non ha fornito e nemmeno menzionato informazioni quali il riferimento delle procedure di riesame e l’indicazione dei motivi in base ai quali le autorizzazioni preesistenti non necessitavano di un adeguamento.”
Insomma detto in termini meno tecnico giuridici per anni la Centrale Enel della Spezia ha funzionato senza che fosse stata fatta alcuna seria e approfondita verifica sulla reale compatibilità dell’impianto alla nuova normativa ambientale. Possiamo dire che la Centrale Enel ha continuato ad essere autorizzata sulla fiducia, per il Governo italiano, e senza che gli enti locali spezzini si siano mai peritati di sollevare il problema. Per fortuna alle istituzioni europee non basta la fiducia ma questa bisogna guadagnarsela con i fatti concreti.
P.S.
In un prossimo post verificheremo la nuova documentazione prodotta da Enel lo scorso 9 Marzo in attesa di questa AIA che verrà! Intanto siamo sempre in attesa che l’assessore all’Ambiente del Comune capoluogo ci comunichi come sta utilizzando i suoi poteri in materia di prevenzione sanitaria dell’inquinamento della centrale enel all’interno della istruttoria per il rilascio dell’AIA.
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