venerdì 25 marzo 2011

Il sito di Pitelli salva il Porto , chi salverà l’ambiente dall’inquinamento del sito?

Una notizia passata inosservata almeno da parte dei mass media locali è la seguente. Nel c.d decreto legge mille proroghe convertito recentemente in legge dal Parlamento all’articolo 2 (comma 2-novies) si prevede che “Entro il termine del 15 marzo 2011 sono revocati i fondi statali trasferiti o assegnati alle Autorità portuali per la realizzazione di opere infrastrutturali, a fronte dei quali non sia stato pubblicato il bando di gara per l'assegnazione dei lavori entro il quinto anno dal trasferimento o dall'assegnazione”. I soldi recuperati verranno reindirizzati ad altre Autorità Portuali in particolare al porto diSavona-Vado, per il progetto della piattaforma container della Maersk.

La cosa interessante è che nel successivo comma 2-undecies l’articolo 2 di detto decreto legge precisa che: “Le previsioni di cui al comma 2-novies non si applicano ai fondi trasferiti o assegnati alle Autorità portuali per il finanziamento di opere in scali marittimi da esse amministrati ricompresi in siti di bonifica di interesse nazionale”.

Quindi dopo la beffa della sentenza di assoluzione al processo di Pitelli ora si aggiunge il danno perché da un lato l’Autorità Portuale manterrà i finanziamenti per gli interventi infrastrutturali previsti per lo sviluppo del porto commerciale e ciò avverrà non grazie a particolari meriti della Autorità Portuale o degli amministratori spezzini o alla particolare qualità ambientale degli interventi previsti, ma grazie al fatto che Spezia per responsabilità politico amministrative delle Amministrazioni locali succedutesi in questi anni vede la presenza di una vasta area tutt’ora inquinata perimetrata all’interno del sito di bonifica nazionale.

Conclusioni molto amare: per la bonifica del nostro golfo e della parte a terra si continua a non mettere in campo neppure un euro da parte del governo e delle altre istituzioni interessate, ma il permanere dello stato di inquinamento diffuso diventa la giustificazione per mantenere investimenti sul territorio ad alto impatto ambientale e che non si occuperanno minimamente di bonifica.

Qualcuno si stupirà di quanto sopra? No nessun stupore è la continuazione di quanto fatto fino ad ora!

Chi legge penso si ricorderà che proprio per i dragaggi dell’area portuale il governo (allora di centro sinistra) si era inventato l’istituto del dragaggio/bonifica che è servito a bonificare non le parti più inquinate della parte a mare del sito di Pitelli ma quelle interessate dalla attività del porto commerciale.

Chissà dove hanno messo, le istituzioni nazionali e locali, il progetto preliminare di bonifica della parte a mare del sito di Pitelli (di quella a terra di un vero progetto di bonifica non si è mai parlato!), progetto elaborato da ICRAM e che affermava: “In considerazione del fatto che gli interventi di bonifica relativi alle diverse aree potrebbero essere attuati in tempi diversi, dovrà essere data priorità a quelle aree in cui livelli elevati di contaminazione dei sedimenti potrebbero determinare situazioni di rischio sanitario-ambientale”.

Le parti più inquinate sono sempre li (comprese quelle a terra) in compenso grazie alla loro esistenza manterremo i finanziamenti per il porto commerciale……. Bene finalmente abbiamo capito a cosa è servita la discarica di rifiuti pericolosi sulla collina di Pitelli!

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