giovedì 24 febbraio 2011

Un faraone alle 5 Terre: io mi ricordo, do you? (7)

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Nel 2001, a dieci mesi dalla loro nomina nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale delle 5 Terre, gli esponenti delle associazioni ambientaliste “testimoniarono” il loro “disagio” sia al presidente dell’Ente Parco sia alle medesime associazioni di riferimento arrivando a conclusioni, che nulla avendo a che  fare con il livello giudiziario o penale, paiono analoghe a quelle della magistratura  nella sua OCC del Settembre 2010. Quello riportato è un estratto del documento originale.

-         " … pur apprezzando l’attivismo e la capacità propositiva del presidente del parco, si rileva come egli sia refrattario ai vincoli imposti dalle procedure e scarsamente attento agli aspetti formali e sostanziali che gli derivano dal suo incarico.

-          L’impostazione sin qui seguita pare approntata a un dirigismo arbitrario che sfugge al confronto e al controllo su tutte le scelte di fondo, riguardanti la strutturazione, i piani, i progetti e le linee di intervento del parco.

-          E’ stata dimostrata più volte una tendenza a non tollerare le critiche e gli appunti, che sfiora in alcuni casi la caratterialità e l’abuso di potere.

-          Il presidente ha la tendenza di revocare d’autorità incarichi assegnati all’interno del consiglio o a smentire quanti li hanno ricevuti delegittimandone l’operato, nel caso di divergenze o conflitti anche di scarso rilievo. Inoltre… gli incarichi vengono riassegnati arbitrariamente a persone non competenti ma di sua fiducia.

-          Si ha la tendenza a costruire il consenso sulla base di un coinvolgimento acritico e tramite la dispensazione a pioggia di incarichi o finanziamenti.

-          L’impostazione autoritaria, l’approssimazione e l’arbitrarietà delle scelte, l’opacità dei fini dovuta alla confusione persistente tra l’impegno profuso nel parco e sul territorio comunale, stanno provocando una sempre più diffusa insofferenza tra i cittadini di Riomaggiore  e più in generale delle 5 Terre. Analoghi segnali di disagio si segnalano all’interno del Consiglio…

-          Nella situazione attuale difficilmente si può pensare che vengano rispettate le deleghe assegnate o che si possa instaurare un rapporto di collaborazione e di reciproco rispetto.

Si ritiene assolutamente necessario e urgente un intervento ufficiale e concorde delle associazioni ambientaliste che chieda una netta e radicale correzione di rotta rispetto all’impostazione sin qui scelta, se si vuole conservare il valore dell’esperienza delle Cinque Terre come concreto esempio di buna gestione del territorio in un parco nazionale, su cui le nostre associazioni hanno scommesso, dalle caratteristiche del tutto peculiari, riconosciute in ambito internazionale e nazionale.

26 Gennaio 2001
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