Solo una premessa/promessa
Questo fine settimana è stato davvero ricco di avvenimenti che hanno spaziato dalla dimensione internazionale Marchionne che si scusa prontamente con Obama per una sola parola scomposta
a quella nazionale - ancora con Marchionne che, con atteggiamento affatto diverso dice me ne vado, forse no, provocando timidissime e poco rassicuranti reazioni: Fassino e Chiamparino – rispetti gli impegni – Quali impegni? Marchionne aveva detto che, compatibilmente con le condizioni, avrebbe investito un miliardo di euro… ma anche che Fiat non può continuare ad essere condizionata, ottenendo in cambio l’approvazione dei Chiamparino, dei Fassino ed altri. Accordo? Quale accordo?
Il Presidente del Consiglio, che nei giorni del referendum a Mirafiori, si era guardato bene dall’intervenire, personalmente o con il suo ministro (c’è un ministro?), oggi convoca Marchionne e con tutta l’autorevolezza di cui dispone mette le mani avanti: timone a Detroit ma garanzie per Torino. Io non so se gli operai di Mirafiori, che abbiano votato sì o no, si sentono rappresentati da Silvio Berlusconi e se sono fiduciosi in ragione del suo intervento (al ribasso).
Ma è successo altro. Dopo che venerdì Repubblica aveva pubblicato questo articolo e prima della manifestazione al Palasharp di Milano, ho avuto il privilegio di ascoltare lo stesso Zagrebelsky a Pavia (effettivamente è un tipo piuttosto mobile, quasi ubiquo direi se si potesse) dove, manco a dirlo, si parlava ancora di diritti e, con riferimento al caso di Mirafiori, si cercava di dare delle definizioni ai concetti di “cittadini” “democrazia” “consumatori". Quali le condizioni per essere "cittadini"? Quale il ruolo delle "regole"?
A quella locale. Nella stessa giornata di Venerdì, a Spezia, i miei colleghi di Cittadinanzattiva (CA) aderivano all’invito di ATC a fare osservazioni sulla Carta della Mobilità 2011 proposta dalla stessa ATC. Durante l’incontro, in ragione di una recente querelle tra ATC e CA, gli esponenti di CA che rivendicavano il diritto di essere coinvolti nella elaborazione delle scelte aziendali di ATC sono stati interrotti dal rappresentante di un’altra associazione che li richiamava alla necessità, in quella sede, di trattare di “cose pratiche”: l’aumento delle tariffe, la riduzione delle corse, la cassa integrazione del personale…
Qual è il nesso (c'è?) tra la rivendicazione dei “diritti” e le “cose pratiche” e qual è la differenza tra i “cittadini” e i “consumatori”?
Il mio collega gli ha urlato “…che non c'era bisogno che facesse il portatore d'acqua all'Azienda, che, proprio quando si chiede di aumentare le tariffe, ridurre le corse e mettere in cassa integrazione il personale le associazioni dei consumatori devono poter controllare l'Azienda.”
Se avesse parlato di Mirafiori avrebbe forse detto che proprio quando la minaccia della perdita del posto di lavoro è forte bisogna fare muro nella difesa e nel rafforzamento dei diritti, anziché cederli.
In ultimo, i “diritti” e le “cose pratiche” alle 5 terre: ai cittadini impegnati nella preparazione delle elezioni, consiglio l’ascolto e il riascolto degli interventi di Zagrebelsky e di Eco (cercando di trasporre alla loro realtà locale i principi enunciati).
I “diritti” e le “cose pratiche” stanno in una relazione gerarchica ben precisa, non sono antinomici e neppure assimilabili, così come i concetti di “cittadino” e di “consumatore”. Se ragionare in termini di diritti e di cittadini garantisce i consumatori e le cose pratiche, non è vero il contrario.
Mi rendo conto, ma è stato un week end davvero ricco; se qualcuno vuole collaborare si può approfondire da questa premessa/promessa. Io cercherò di fare la mia parte.
Avevamo trattato di fiat qui e di diritti in ogni singolo post presente su Spezia Polis.


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