Abbiamo letto con incredulità la conclusione del comunicato emesso dalla segreteria provinciale del PD a proposito della “guida” di cui avrebbe bisogno l’Ente Parco delle 5 Terre:“Il Parco delle Cinque Terre ha bisogno di una guida che sappia dare delle risposte, che sia costantemente presente nel territorio per assumere ruolo di regia e contribuire a trovare soluzioni alle forti preoccupazioni di lavoratori ed imprese, i cui destini sono legati al parco; non abbiamo bisogno di una guida part-time che pare impegnata soprattutto a gestire l’esistente senza preoccuparsi del futuro del parco".
Seguiamo da anni le vicende delle 5 Terre, ormai quotidianamente sul nostro blog, e pensavamo di aver già detto tutto quanto si potesse dire. Francamente anche ascoltato tutto.
In particolare dall’inizio dell'Inchiesta della magistratura che ha azzerato la gestione di Bonanini, abbiamo sottolineato la necessità che il caso 5 Terre diventasse occasione per aprire un dibattito serio nel PD sul modello di gestione del potere locale nelle 5 Terre e non solo.
Non sarà una coincidenza che il PD a tutt’oggi non abbia saputo organizzare un minimo di dibattito pubblico (proprio a partire dalle 5 terre) eppure, a parte il Ministero dell’Ambiente sulle cui responsabilità abbiamo scritto più volte ad esempio qui, del Partito Democratico erano gli uomini che gestivano l’Ente Parco e del Partito Democratico erano quelli che dovevano controllarlo (Regione) e indirizzarlo (Provincia e Comuni con la Comunità del Parco).
Le timide dichiarazioni di autocritica iniziali, di fronte al rischio attuale di perdere il controllo del Parco e del Comune di Riomaggiore, sono ormai prontamente rientrate; la tensione, ora, è a far “tornare la politica” alla gestione del parco, che nel linguaggio politico locale significa "rimettere i propri uomini ai posti di comando" per continuare a fare, magari in modo meno "grezzo", quello che è stato fatto fino ad ora: attuare una gestione clientelare e proprietaria del territorio del parco.
Non la "politica" o "i politici" del PD devono tornare nel Parco delle 5 Terre ma la competenza, l'efficienza, il rispetto della legalità, il rispetto della distinzione dei ruoli nell'esercizio delle funzioni tra tutti i diversi soggetti istituzionali. Questa è la politica che vogliamo torni nelle 5 Terre. Questa è la politica che vorremmo anche fuori delle 5 terre.
Per tutte queste ragioni, la conclusione del comunicato sopracitata ci impone di ricordare ai dirigenti del PD almeno due tra le tante cose che da tempo scriviamo:
1) all’Ente Parco delle 5 Terre non c'è una guida ma un commissario; e se c'è un commissario è perchè c'è un’emergenza; e l'emergenza l'ha creata Bonanini senza che nessuno di loro (il PD) abbia fatto nulla per impedirlo, anzi lo hanno portato in palmo di mano in giro per il mondo perchè gli serviva per i voti e chissà per cos’altro.
2) se non c'è autocritica sul passato non si ha il diritto di parlare del futuro: chiediamo da tempo e ripetutamente proprio al PD di farsi carico di questo doveroso passaggio.
Daniela Patrucco e Marco Grondacci
P.S.
Sarà la mancanza di un'informazione indipendente che spiega l’incapacità di autoriformarsi del gruppo dirigente del PD o questa incapacità che produce un'informazione dipendente? Chissà, tutto si tiene affinché nulla cambi.
Alle 11.57 di stamani abbiamo inviato un comunicato a Cronaca4 e Città della Spezia, che hanno ovviamente pensato bene di non pubblicare nulla, oltre che a SecoloXIX e Nazione che leggeremo domani in edicola.
Comunque, siccome era il primo “comunicato” di SpeziaPolis, lo riportiamo integralmente così magari qualcuno ci dice cosa c’era di sbagliato:
“Leggiamo con incredulità la conclusione del comunicato emesso dalla segreteria provinciale del PD a proposito della “guida” di cui avrebbe bisogno l’Ente Parco delle 5 Terre:
“Il Parco delle Cinque Terre ha bisogno di una guida che sappia dare delle risposte, che sia costantemente presente nel territorio per assumere ruolo di regia e contribuire a trovare soluzioni alle forti preoccupazioni di lavoratori ed imprese, i cui destini sono legati al parco; non abbiamo bisogno di una guida part-time che pare impegnata soprattutto a gestire l’esistente senza preoccuparsi del futuro del parco".
Seguiamo da anni le vicende delle 5 Terre, ormai quotidianamente su Speziapolis.blogspot.com, e pensavamo di aver già detto tutto quanto si poteva dire. Francamente anche ascoltato tutto. La conclusione del comunicato odierno, tuttavia, ci impone di ripetere almeno due tra le tante cose che da tempo scriviamo su Spezia Polis:
1) all’Ente Parco delle 5 Terre non c'è una guida ma un commissario; e se c'è un commissario è perchè c'è un’emergenza; e l'emergenza l'ha creata Bonanini senza che nessuno di loro (il PD) abbia fatto nulla per impedirlo, anzi lo hanno portato in palmo di mano in giro per il mondo perchè gli serviva per i voti e chissà per cos’altro.
2) se non c'è autocritica sul passato non si ha il diritto di parlare del futuro: chiediamo da tempo e ripetutamente proprio al PD di farsi carico di questo doveroso passaggio.
Daniela Patrucco e Marco Grondacci – SpeziaPolis.blogspot.com”
11 commenti:
Pd, si dimette Nicola Rossi:
«Mi sento inutile...»
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«Non mi riconosco più in questa politica», fatta di penalizzazione delle idee e dei territori e che purtroppo non mette a frutto la possibilità di collaborazione offerta da chi vorrebbe farlo.
Nicola Rossi rassegna così le proprie dimissioni in una lettera inviata alla capogruppo del Pd a palazzo Madama nella quale spiega di sentirsi sostanzialmente «inutile», anche se dal Pd assicurano che le critiche non rivolte alla formazione politica quanto alla politica in senso lato.
Le dimissioni di Nicola Rossi verranno votate domani alle 12 dall'AUla di palazzo Madama, e al suo posto, qualora venissero accettate (e non è detto che lo siano, visto il forcing dei suoi sul professore) a prendere il posto di Rossi sarà la prima dei non eletti nelle Marche.
Le reazioni
«Le dimissioni di Nicola Rossi da senatore sono una perdita significativa per il parlamento e per il gruppo Pd del Senato. Il suo contributo al nostro dibattito e all'elaborazione di politica economica è sempre stato prezioso e utile ad arricchire la nostra pluralità di posizioni. Speriamo sinceramente di poter ancora avere il suo apporto nel lavoro programmatico del partito», dice Stefano Fassina, responsabile economia del Pd.
«Il gesto di Nicola Rossi fa riflettere e mette una certa tristezza. Se se ne vanno le persone più libere mi pare difficile che migliori la qualità della politica». È il commento di Marco Follini.
«Le dimissioni di Nicola Rossi mi lasciano molto amareggiato. Il gruppo parlamentare del Pd al Senato dovrà rinunciare a una grande intelligenza e a una straordinaria competenza. Il suo gesto non può essere liquidato con superficialità...», scrive in una nota Nicola Latorre, vicepresidente del Gruppo Pd al Senato.
da l'Unità - 1 febbraio 2011
Sin dalla fine di settembre assistiamo a notizie sempre più angoscianti e ricette sempre più inutili sul tema Parco nazionale delle 5 terre.
Ho spesso provato a pensare cosa eravamo prima dell'avvento del Parco e non ricordo che la gente morisse di fame. Ricordo che tanti si davano da fare con la loro cultura tipica del paesano delle 5 terre per guadadgnarsi la pagnotta.
Nonostante tutto eravamo invidiati per la nostra economia dai cittadini della vicina città: ci chiamavano i pirati delle 5 terre.
Quest'appellativo è un po passato di moda, non ho più sentito i ...cittadini dire la parola pirati delle 5 terre.
Ho però sentito spesso i ...cittadini lodare l'operato di colui che ora non è più, ho visto i ...cittadini venire nelle 5 terre a trascorrere qualche giorno sia a dormire che a mangiare, alcuni solo a mangiare.
Non so se ne vale la pena di continuare a parlare di temi simili a questi. Il pensiero che più mi passa per la testa ma che non ho ancora sentito proporre da nessuno, è: perchè non togliere il barattolo di marmellata dalla dispensa?
Se Daniela e Marco ritengono l'idea proponibile, proviamoa parlarne e vediamo quantio la pensano come noi. Se invece ritengono che è un'idea stupida,mi limito a ringraziarli per non aver pubblicato questo mio commento.
Un'idea non è mai stupida per definizione. Se non lo pensassi smetterei immediatamente di scrivere, ci metto anche nome e cognome figuriamoci...
Piuttosto, magari, se potessi capire meglio il tema del "togliere il barattolo di marmellata dalla dispensa" potrei meglio ragionarci su.
Comunque, siccome sono senza vergogna: togliere il barattolo dalla marmellata significa prenderlo...
chi lo toglie? è autorizzato o lo ruba?
cosa ne fa? ciò che vuole o ci sono limiti?
parliamone e, se le va, magari ci dice anche qualcosa di lei... anche uno pseudonimo, altrimenti è un pò deprimente... comunque veda lei...
nonostante me la tiri da intellettuale ambientalista io resto una persona semplice (qualcuno che non mi vuole bene direbbe anzi sempliciotto) e quindi prego l'anonimo di aiutarmi a capire in concreto cosa intende con la metafora del barattolo della marmellata. Io ricordo che di solito questa metafora è riferita a chi in modo infantile non sa gestire da solo i propri sogni/bisogni e ha bisogno di qualcuno che gli somministri secondo tempi e dosi decise da lui la marmellata che tiene ben chiusa nel suo "forziere". Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi ma anche più semplicemente di somministratori di marmellata. Forse è arrivato il tempo anche per i cittadini delle 5 Terre di fabbricarsela da soli la marmellata, d'altronde fuor di metafora molti lo fanno/facevano già no?
certo dopo questo commento di Marco è tutto molto più chiaro (?)
Il comunicato del PD ( al quale quando vado a votare di solito do il voto) parla anche delle incertezze riferite alla potatura che potrebbero mettere a rischio la vendemmia 2011. Vorrei tranquillizzare in quanto la superficie vitata nelle 5 terre supera ancora, (nonostante gli abbandoni) i 70 ettari di vigneto specializzato in piena produzione, al quale si aggiungono circa 20 ettari di superficie vitata in conduzione per l’autoconsumo o non perfettamente vitatata. Le potature delle superfici sono ormai terminate e si sta provvedendo alla concimazione e legatura.
Le superfici alle quale si riferivano gli estensori del documento sono pari a circa 6 ettari pertanto una superficie di scarso rilevo se rapportata all'economia complessiva che si auspica comunque possa essere riportata alla normale conduzione agraria sperando che i costi della stessa non ricadano sulla collettività.
Inviterei infine gli estensori del documento a non procurare inutili allarmismi augurando invece ai vignaioli un’annata tranquilla e magari libera dei cinghiali.
giusto per chiuderla con la marmellata , che poi ultimamente commento troppo e forse è il caso che mi dia una calmata, io la questione del barattolo di marmellata la vedo così. C'è una corrente di pensiero post inchiesta sul caso 5 Terre che pensa che senza una guida rigidamente clientelare/autoctona, autoritaria e magari anche al limite della legittimità delle procedure il parco non produce interessi materiali sul territorio (il barattolo della marmellata), quindi tanto vale o rimuovere il barattolo/parco o al massimo gestirlo burocraticamente al minimo senza interferire di fatto con lo sviluppo delle 5 Terre. Io penso invece sia arrivato il momento di gestire l’ordinario che se fatto correttamente può comunque garantire anche l’interesse materiale del territorio(il barattolo della marmellata) anche perché e per fortuna c’erano anche nell’era "del Napoleone III dè noaltri" persone che ci hanno provato con difficoltà ad andare avanti senza somministrazioni controllate di marmellata. Morale non serve la gestione dall’alto, i colpi di mano amministrativi e i "mandati dalla provvidenza" servono il rispetto del regole e la distinzione delle funzioni e dopodiché siano il mercato, le capacità individuali, la capacità di fare comunità etc. a fare la differenza (il fabbricarsi da soli la marmellata appunto: senza padrini e padroni locali o foresti).
Certo tutto questo va dimostrato nei fatti e non sarà una passeggiata......
il 5 febbraio città della spezia ha pubblicato una parte del nostro comunicato con il seguente titolo:
Due lettori sul Parco delle Cinque Terre: "Da parte del Pd Manca autocritica"
non sono un lettore di cds e non mi piace che ciò che scrivo sia travisato nel contenuto (il testo) e nella forma (la firma speziapolis).
Resta un fatto: se questa è la modalità con cui si gestiscono notizie e informazioni, è palese il ruolo di disinformazione esercitato a Spezia dai velinari.
http://www.cittadellaspezia.com/Rubrica/Due-lettori-sul-Parco-delle-Cinque-77336.aspx
sarebbe stato più onesto intellettualmente non mandare nessun tipo di comunicato ai giornali (che tanto avete criticato - molte volte a ragione), che tanto scrivono quel che vogliono, nel modo che vogliono e per chi vogliono, e continuare il lavoro sul blog e su web che state facendo.
La stampa locale in effetti non
brilla per audacia e ritiene che
argomenti riguardanti potentastri
locali,se non agiografici,siano tabù.
Spesso però il risultato conseguito è proprio quello
opposto.Vi ricordate quel:una risata vi seppellirà?
Pasquino
Il barattolo del miele può essere equiparato a quello della marmellata? Ho lasciato aperto il barattolo del miele per un paio d'ore, mentre leggevo i giornali, e quando sono andata a richiuderlo ci ho trovato un moscerino morto affogato. Può voler dire qualcosa?
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