
Sabato scorso ho partecipato al convegno organizzato dal Comitato Che Botta dove si parlava tra le altre della mancata applicazione della VAS ai nuovi piani regolatori (in liguria si chiamano PUC Piani Urbanistici Comunali).
Come ha dimostrato il Comitato Botta con una veloce ricerca in vari siti dei Comuni della nostra provincia sono numerosi i casi di avvio delle procedure di approvazione dei nuovi PUC senza aver rispettato le procedure della Valutazione Ambientale Strategica
MA CHE COSA È QUESTA VAS si tratta di una procedura, disciplinata da normativa europea ormai in vigore, in Italia e quindi anche in Liguria, che è volta a valutare gli effetti ambientali per tutti i piani a rilevanza territoriale/urbanistica il cui iter sia iniziato dopo il 21/7/2004 a prescindere dallo stadio di avanzamento in cui si trovano nella loro elaborazione, se invece è iniziato prima di quella data allora occorre verificare se sia stato approvato o meno entro il 21/7/2006, se è approvato entro questa ultima data va applicata
Si chiama strategica perché vuole fare la suddetta valutazione su una scala temporale lunga (10- 15 anni e anche oltre) in modo da prevenire gli effetti ambientali negativi della pianificazione decisa, ma si chiama strategica anche perché questa valutazione degli effetti deve essere svolta parallelamente alla scenari di impatto economico e sociale dello strumento di pianificazione in discussione.
Gli obiettivi settoriali andranno quindi valutati in rapporto alla loro capacità di raggiungere gli obiettivi ambientali, i quali a loro volta saranno definiti tenendo conto della legislazione ambientale, dei dati di conoscenza del territorio interessato, degli studi ufficiali e non sulle emergenze ambientali naturalistiche, della percezione del rischio ambientale sanitario paesaggistico da parte della comunità locale.
Come verranno valutati questi obiettivi settoriali al fine di raggiungere gli obiettivi ambientali? Attraverso degli indicatori di vario genere: quantità/qualità rifiuti prodotti, quantità/qualità suolo consumato, quantità di emissioni nella atmosfera etc.
E’ chiaro però che affinché la procedura di VAS abbia il carattere strategico sopra indicato gli obiettivi settoriali e gli obiettivi ambientali andranno inseriti e quindi costruiti all’interno di scenari di sviluppo alternativo del territorio interessato dal piano.
Quindi per fare un esempio e ovviamente schematizzando un poco, potremmo avere:
Scenario 1 : sviluppo turistico di massa con centri commerciali e infrastrutture di offerta turistica di dimensioni significative
Scenario 2: sviluppo più interessato alla realizzazione di infrastrutture industriali
Scenario 3 : sviluppo di turismo di qualità , con limitati interventi infrastrutturali sia in termini viari che di costruito
Scenario 4: opzione zero nell’ottica del blocco al consumo del suolo e quindi del modello della decrescita.
All’interno di ognuno di questi scenari verranno definiti gli obiettivi specifici di tipo urbanistico e pianificatorio e gli obiettivi ambientali da raggiungere e attraverso gli indicatori qualitativi e quantitativi ad ogni scenario potrà essere dato un peso in termini di sostenibilità ambientale, economica e sociale.
COME SI DEVE ORGANIZZARE UN COMUNE per poter applicare correttamente la sopra descritta procedura di VAS?
Intanto deve organizzarsi in modo che gli uffici che elaborano il piano siano distinti da quelli che dovranno valutarlo.
LA PARTECIPAZIONE
Comunque anche nella ipotesi di VAS di sola competenza regionale la garanzia per un processo di VAS trasparente e coinvolgente la comunità locale interessata dal nuovo piano, starà nella definizione di una procedura partecipativa bene regolamentata ( soprattutto nei diritti dei partecipanti) e soprattutto nella garanzia che vengano messi a disposizione dei cittadini tutti gli strumenti informativi necessari per definire gli scenari da mettere a confronto.
All’Amministrazione Pubblica nei processi decisionali di tipo strategico (come nella VAS di un piano urbanistico) spettano tre compiti fondamentali:
1 la trasparenza: supportare il percorso sia logisticamente che sotto il profilo della messa a disposizione di dati, studi, atti istruttori rilevanti in processi decisionali in possesso e/o di competenza della Pubblica Amministrazione interessata dallo stesso;
2 la non strumentalità : dichiarare in apertura del percorso su quali questioni, di sua competenza, l’amministrazione è disponibile ad aprire il confronto all’interno del processo partecipato
3 la coerenza: verificare e giudicare (solo in questo caso) la recepibilità delle proposte e progetti del percorso partecipativo nella attività politica amministrativa di governo del territorio. Motivando adeguatamente l’eventuale rifiuto di recepire tali proposte e assumendosene quindi la responsabilità politica anche in rapporto a quanto dichiarato al punto 2.
I tre compiti suddetti richiedono una tecnicità in termini di conoscenze e strumenti da attivare, che per non sfalsare il processo partecipativo, non possono essere lasciati in mano nella dialettica classica pubblica amministrazione procedente e suoi uffici - soggetti privati proponenti progetti e opere da valutare e decidere - pubblico . E’ chiaro che ciò comporterebbe una gestione dei rapporti di forza a sfavore del pubblico.
Per questo occorrono garanti esterni ai tre soggetti sopra individuati, garanti di due tipo e con funzioni diverse :
A. garanti della procedura partecipativa
Devono garantire il rispetto delle regole condivise all’inizio del percorso con poteri di sanzione
B. garanti degli strumenti informativi – valutativi – di monitoraggio
Relativamente :
- alla fornitura e validazione dei dati attendibili,
- predisposizione delle messa a disposizione delle migliori informazioni,
- della messa a punto di tecniche di simulazione degli impatti,
- del parere tecnico al processo di valutazione e consultazione, alla fase di monitoraggio dell’attuazione del Piano e Programma,
- delle informazioni utili per la revisione del piano/programma stesso (valutazione ex post)
PERCHE’ LE AMMINISTRAZIONI LOCALI NON APPLICANO
Questo è un modello assolutamente applicabile di VAS, previsto dalla normativa vigente, frutto di buone pratiche a livello europeo e nazionale, e allora perché in Liguria non lo si vuole applicare?.
Lasciando perdere le motivazioni giuridiche che non hanno alcun fondamento come abbiamo dimostrato qui, le scuse invece di merito sono ridicole, in particolare quella per cui
Allora perché le amministrazioni spezzine continuano a non applicare
Per tante ragioni particolari ma per una generale che in un certo senso le racchiude tutte: non è
P.S.
Questo è un primo articolo di metodo seguiranno altri articoli in cui cercheremo di esaminare come i singoli Comuni della Provincia della Spezia stanno o meglio non stanno applicando
1 commenti:
Certo,
la VAS semplifica il processo decisionale perchè lo incardina in un percorso stabilito e normato.
Il punto interessante, come tu dici, è il livello di partecipazione e trasparenza a cui la PA vuole arrivare nell'elaborazione di un piano: chiaro che devi decidere nella fase preliminare di partire con il processo e portarlo fino in fondo, eventualmente alle estreme conseguenze.
Ma il punto centrale, per ciò che colgo io, riguarda la trasparenza.
Se vuoi fare il centro commerciale nell'area IP o il waterfront senza aver neppure affrontato il nodo della mobilità urbana, non puoi permetterti di avviare un processo di VAS e poi verificare che non sta in piedi, ad esempio perchè sono migliori scenari alternativi non solo dal punto di vista ambientale ma magari anche economico (interesse distribuito vs interesse di pochi).
Come dire, un conto è pianificare perseguendo il meglio (sulla base di indicatori oggettivi e della partecipazione dei cittadini) un altro è sapere esattamente dove vuoi andare a parare (magari sulla base di progetti che i "committenti" hanno già in tasca).
In questo secondo caso sono gli interessi economici che guidano la politica e non, ahinoi, il contrario come ci aspetteremmo che fosse.
Ma d'altra parte, non vorrei ripetermi, se a guidare fosse la politica noi saremmo cittadini.
Invece siamo consumatori.
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