Come ho già avuto modo di sostenere qui il Sindaco Nardini, nonostante tutte le critiche che gli abbiamo rivolto (panigaglia et altro) e che sussistono, considerato che raramente le ha prese in considerazione contestandole o replicando, ha il pregio ogni tanto di “sbottare” e di non sapersi sottrarre alle provocazioni. Un dilettante, praticamente, considerata l’elevata capacità di giocare a “muro di gomma” di molti suoi colleghi.
Dal suo comunicato di oggi, che riporto più sotto, traggo spunto per qualche breve considerazione molto istintiva:
1) dichiarare che un atto è “legittimo” solo perché collaborato con Regione et altri e/o non condannato con pronunciamenti di TAR e Consiglio di Stato pare eccessivo. Voglio ricordare: 1) il caso del Villaggio Europa di Corniglia, in collaborazione con Regione et altri e stoppato proprio dal Consiglio di Stato e 2) il caso del ricorso sull’accesso ai Bilanci del parco delle 5 Terre respinto anche dal Consiglio di Stato;2) indignarsi perché la stampa non si degna mai di verificare sul campo ciò di cui parla è bene caro Sindaco, da questo blog lo facciamo quotidianamente. E tuttavia, la invito ad indignarsi anche quando le notizie sono pubblicate sulle pagine spezzine, e sono la mera riproposizione di comunicati stampa istituzionali, non solo quando si tratta di Repubblica dalle pagine di Genova;
3) rendersi disponibili a chiarire, solo perché lo chiedono la Legambiente e Preve da Genova, non sembra un bel gesto nei confronti dei cittadini, delle associazioni e dei comitati locali. Allo stesso modo
4) lanciare una sfida: è come fare una querela, pare più un atto di aggressione che di dovuta trasparenza e disponibilità a favorire la partecipazione dei cittadini.
Sono sicura che arriveranno comunicati più pregnanti, precisi e dettagliati in replica a quello del Sindaco di Porto Venere che riporto:
"Sono nuovamente apparse sulla stampa notizie sui lavori in corso sull’isola Palmaria insieme ad illazioni su presunte speculazioni che sarebbero la ragione prima degli interventi. Prima di tutto ribadisco come il progetto di abbattimento dello “Scheletrone” e di riqualificazione della località San Giovanni siano frutto di una stretta collaborazione tra la Regione Liguria, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali ed il Comune di Porto Venere e come la legittimità dello stesso progetto sia stata ribadita da due interventi del Tribunale Amministrativo Regionale e dal Consiglio di Stato.
Confermo la mia incondizionata fiducia nella magistratura e nel Corpo Forestale dello Stato che stanno conducendo le doverose indagini sulle presunte irregolarità segnalate negli innumerevoli esposti. Ritengo però che sia arrivato il momento di fare chiarezza sulle molte false notizie e sulle congetture sparse ad arte, da quella esigua minoranza che da sempre si è opposta al progetto di recupero, e raccolte acriticamente da una stampa che non si è mai degnata di verificare sul campo quello di cui spesso parla in termini così negativi. Così ho appreso dall’articolo a tutta pagina di Repubblica del 12 febbraio, a firma Marco Preve, come il primo piano dello Scheletrone sia ancora in piedi mentre pensavamo di averlo abbattuto, insieme a tutta la struttura, il 22 maggio 2009!
Cogliendo anche l’invito di Legambiente a dissipare qualsiasi perplessità lancio pubblicamente una sfida: venga finalmente Marco Preve sulla nostra isola, accompagnato da architetti ed ingegneri di sua fiducia, vengano i rappresentanti delle associazioni ambientaliste, venga la stampa. Noi li accoglieremo cordialmente con gli unici mezzi di verità possibili: carte progettuali e cordella metrica. L’amministrazione comunale e soprattutto la direzione lavori, affidata all’ing. Adriano Ambrosini dello studio A&G, duramente colpita sul piano professionale dalle notizie riportate, non vedono l’ora di poter illustrare sul campo, con la forza dei fatti, la rispondenza dei lavori eseguiti ai relativi progetti.
Questo sopralluogo non vuol considerarsi assolutamente alternativo alle indagini della magistratura, che auspico siano le più esaustive e rapide possibili, ma vuol essere un’occasione per un chiarimento dialettico in cui si possano confrontare le diverse ragioni avendo però sempre di fronte, almeno per una volta, la dura realtà dei fatti.
Sono certo che passeggiando insieme, dal Terrizzo a punta Beffettuccio, potremo ricacciare nel mondo delle favole le storie sulle speculazioni edilizie e sulle strade, sostenute da “muraglioni” di cemento armato, per il transito delle autovetture. Infatti solamente chi è al di fuori della realtà può pensare ad un futuro di flotte di auto che scorazzino liberamente in Palmaria sul percorso oggetto del recupero ambientale.
Per me e per la mia amministrazione si tratta di mantenere la massima trasparenza chiedendo però in cambio altrettanta correttezza.
Io ho stabilito il luogo della sfida, a Marco Preve, che saluto con estrema simpatia, ora il compito di stabilire data ed ora.
Spero inoltre che “La Repubblica” voglia doverosamente dare a questa mia richiesta lo stesso identico risalto dell’articolo del 12 febbraio. "
Confermo la mia incondizionata fiducia nella magistratura e nel Corpo Forestale dello Stato che stanno conducendo le doverose indagini sulle presunte irregolarità segnalate negli innumerevoli esposti. Ritengo però che sia arrivato il momento di fare chiarezza sulle molte false notizie e sulle congetture sparse ad arte, da quella esigua minoranza che da sempre si è opposta al progetto di recupero, e raccolte acriticamente da una stampa che non si è mai degnata di verificare sul campo quello di cui spesso parla in termini così negativi. Così ho appreso dall’articolo a tutta pagina di Repubblica del 12 febbraio, a firma Marco Preve, come il primo piano dello Scheletrone sia ancora in piedi mentre pensavamo di averlo abbattuto, insieme a tutta la struttura, il 22 maggio 2009!
Cogliendo anche l’invito di Legambiente a dissipare qualsiasi perplessità lancio pubblicamente una sfida: venga finalmente Marco Preve sulla nostra isola, accompagnato da architetti ed ingegneri di sua fiducia, vengano i rappresentanti delle associazioni ambientaliste, venga la stampa. Noi li accoglieremo cordialmente con gli unici mezzi di verità possibili: carte progettuali e cordella metrica. L’amministrazione comunale e soprattutto la direzione lavori, affidata all’ing. Adriano Ambrosini dello studio A&G, duramente colpita sul piano professionale dalle notizie riportate, non vedono l’ora di poter illustrare sul campo, con la forza dei fatti, la rispondenza dei lavori eseguiti ai relativi progetti.
Questo sopralluogo non vuol considerarsi assolutamente alternativo alle indagini della magistratura, che auspico siano le più esaustive e rapide possibili, ma vuol essere un’occasione per un chiarimento dialettico in cui si possano confrontare le diverse ragioni avendo però sempre di fronte, almeno per una volta, la dura realtà dei fatti.
Sono certo che passeggiando insieme, dal Terrizzo a punta Beffettuccio, potremo ricacciare nel mondo delle favole le storie sulle speculazioni edilizie e sulle strade, sostenute da “muraglioni” di cemento armato, per il transito delle autovetture. Infatti solamente chi è al di fuori della realtà può pensare ad un futuro di flotte di auto che scorazzino liberamente in Palmaria sul percorso oggetto del recupero ambientale.
Per me e per la mia amministrazione si tratta di mantenere la massima trasparenza chiedendo però in cambio altrettanta correttezza.
Io ho stabilito il luogo della sfida, a Marco Preve, che saluto con estrema simpatia, ora il compito di stabilire data ed ora.
Spero inoltre che “La Repubblica” voglia doverosamente dare a questa mia richiesta lo stesso identico risalto dell’articolo del 12 febbraio. "

7 commenti:
Il Sindaco di Portovenere dimentica che entrambe le sentenze che hanno respinto il ricorso sia di singoli cittadini che di associazioni ambientalisti contro il c.d. progetto Palmaria non sono entrate nel merito dei motivi di illegittimità sollevati nei suddetti ricorsi.
Così la sentenza TAR Liguria 10958/2010 ha dichiarato irricevibile per tardività il ricorso e inammissibili i motivi aggiunti per carenze di pregiudizio ai ricorrenti dell'atto impugnato.
La sentenza TAR Liguria 308/2010, quella delle associazioni ambientaliste, ha dichiarato il ricorso irricevibile per tardività.
Nessuna delle pronunce della giustizia amministrativa sulla vicenda si sono pronunciate sulle questioni relative alla violazione della normativa comunitaria in materia di Valutazione di Impatto Ambientale, di biodiversità per non parlare degli aspetti di diritto urbanistico.
Quanto sopra per quella precisione e trasparenza informativa, che in un amministratore di un ente pubblico, che amministra in primo luogo nell'interesse generale e non per difendere solo a priori le proprie scelte, dovrebbero essere un apriori........
Accogliamo volentieri l'invito (preferisco far finta di non aver letto la parola "sfida")del Sindaco Nardini ad andare, carte e metro alla mano, in passeggiata alla Palmaria. In questo modo potremo finalmente capire il senso, per esempio, dei lavori da Punta Secca a Punta Beffettuccio che sono quelli che paiono più inutili e insensati e che, data la presenza di ruderi nella ex cava, fanno venire cattivi pensieri ai più maliziosi. Capiremo finalmente il perché dello scempio a Punta Secca dove la vegetazione spontanea è stata costretta in orribili aiuole (il prof. Mariotti le ha mai viste?) Capiremo il perché di una pavimentazione e per di più in pietra sintetica (in un Parco Naturale ?!?) nella cosiddetta Piazza Lineare. Continuiamo a pensare che recupero ambientale significhi rispetto, tutela e conservazione e non riminizzazione. Infine, per piacere, è ora di finirla con la storiella che il TAR avrebbe sancito la legittimità del progetto (vedi commento di Grondacci). Lasciamo ad altri il raccontare barzellette
L'unico aspetto positivo della stizzita risposta che il sindaco ci
comunica su cronaca4 nello spazio recentemente compratoVedi delibera)
è che almeno ci mette la faccia. Non così fanno suoi delegati e dirigenti del Parco,forse perchè a loro scappa da ridere.Ma il coraggio di metterci la faccia non
autorizza a mentire sul vero motivo
per cui i 2 ricorsi al Tar sono stati respinti,non nel merito ma per tardività nel depositare gli esposti.Tale ritardo è legata alla
strategia vincente della non trasparenza e comunicazione degli
atti pubblici.Ma dove mente sapendo di mentire è quando afferma che anche il ricorso al
Consiglio di stato satrebbe stato respinto.Informo invece che di tale ricorso deve ancora essere fissata la prima udienza.Mentire ai
concittadini non credo facesse parte del suo programma elettorale.
Se è stata una "svista"ci rimetta la faccia e si scusi.
Enrico Pandolfo
spero che la sostanza sgombri il campo alle illazioni e al vento del palazzo.
Se illeciti ci sono salteranno fuori, ma se non ci fossero illeciti e se la realtà è attinente al progetto il piano si sposterà indiscutibilmente su quello "dell'opinabilità", cioè delle scelte fatte.
Preve accetti l'invito ad andare sulla Palmaria, sarebbe un'occasione d'oro
http://preve.blogautore.repubblica.it/2011/02/15/il-sindaco-di-portovenere-mi-sfida/
Questa nuova "sfida" mi ha fatto tornare in mente quella del 9 settembre scorso, quando la Giunta del Sindaco Nardini approvò la delibera di affidare ad un avvocato l'incarico di"sporgere denuncia-querela nei confronti delle varie associazioni e degli eventuali altri responsabili della campagna diffamatoria nei confronti della amministrazione comunale sulla vicenda legata al progetto di demolizione del cosiddetto scheletrone e riqualificazione ambientale del tratto da punta Beffettuccio al seno del Terrizzo"
Ricordo i commenti su questo stesso blog, che mettevano in evidenza la vaghezza della stessa delibera e il suo tono minaccioso, assolutamente in contrasto con quel famoso "parla con me" che era stato lo slogan propagandistico della stessa Amministrazione.
Ma le lecite critiche e i leciti dubbi dei cittadini di fronte alla poca trasparenza dell'operazione diventavano campagna diffamatoria,gli stessi cittadini più intraprendenti venivano definiti "integralisti ambientalisti".
Non credo sia questa la definizione appropriata per chi, in modo assolutamente disinteressato,si preoccupa , colata dopo colata, del futuro dell'isola Palmaria e ne teme la sua graduale trasformazione , dal momento che la mole dei lavori (e i soldi investiti) non giustificano, "il ripristino del sentiero"
Ben venga, quindi,questo incontro sperando possa dissipare "illazioni, congetture e false notizie" che, il Sindaco mi perdonerà, sorgono spontanei dando uno sguardo anche ai devastanti cantieri attualmente presenti in tutto il Comune di Porto Venere.
Sandra Allori
Come mai proprio ora il sindaco di Portovenere lancia una sfida e invita “questa esigua minoranza che sparge ad arte illazioni e false notizie e che da sempre si è opposta al progetto di recupero” ad andare a controllare sul campo quanto avviene in Palmaria?
Quello stesso sindaco che ha affidato incarico ad un legale per sporgere denuncia-querela nei confronti di quella stessa “esigua minoranza” che dissente rispetto alle scelte fatte dalla sua amministrazione.
Si riprenda indietro il guanto che ha lanciato e insieme alle associazioni ambientaliste e ai giornalisti, inviti tutti quanti lo desiderano, anche semplici cittadini che hanno a cuore le sorti della Palmaria e che sono preoccupati per quanto avviene, li accompagni e illustri lo stato dei lavori. Lo faccia con uno spirito diverso, con la tranquillità di chi ritiene di essere nel giusto ma che riconosce anche ad “un'esigua minoranza” il diritto a sapere, vedere, controllare e dissentire.
Giusi Ricco
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