lunedì 14 febbraio 2011

13 Febbraio 2011: davvero una gran giornata, anche ad Atene

Sarebbe bello essere in piazza a Milano, Roma, ma sì anche a Genova. A questo pensavo ieri. Perché quando si è davvero tanti, in una giornata come ieri, ti vengono i brividi. A me vengono i brividi, mi emoziono, quasi il mio esserci sia fondamentale, come se stessi scrivendo un pezzo di storia.

Invece ero in Piazza del Mercato, a Spezia: è qui la festa?  Sentivo commenti: “per essere Spezia c’è tanta gente”. Per essere Spezia.   

 



Avevo anche un pezzo di testa a Riomaggiore, dopo la lettura dei giornali del mattino: cosa starà succedendo, mi chiedevo.

 
Dobbiamo anche discutere sul significato dell’assordante silenziosa assenza dei cittadini di Riomaggiore?  A me pare chiaro.



Riporto i virgolettati che i giornali di ieri hanno  attribuito al faraone:
  • Voglio incontrare i miei paesani”
  • “Farò una passeggiata con la mia famiglia nel borgo. Avrò modo di incontrare i miei paesani
  • “ Cercherò di organizzare una riunione”
  • “Credo che loro abbiano compreso le mie motivazioni” in risposta alla domanda Quale sarà l’impatto con la sua gente?
  • Voglio tornare a respirare l’aria della mia casa e poi fare un giro nel paese e incontrare un po’ di gente”.
  • “No, non c’è niente di organizzato, voglio solo passeggiare, incontrare gli amici e le tante persone che in questi mesi mi sono state vicine. Tutti quelli che mi sono venuti a trovare nella casa in cui ora vivo alla Spezia, quelli che mi hanno chiamato”.
  

Mi pare abbastanza evidente: i cittadini, anzi i convocati, non hanno risposto all’appello. Basta, finito.

Se proprio non  vogliamo credere che a Riomaggiore si siano ormai tutti affrancati dalla sudditanza, possiamo pensare che un conto è andare a trovare il faraone lontano dal paese, un altro è mostrarsi lì davanti ai concittadini. Un po’ come con Berlusconi: nessuno di noi ha amici che lo votano ma lui vince  le elezioni. Un conto è votarlo, altro è dirlo apertamente.

Possiamo anche pensare che sia successa una cosa straordinaria: nel giorno del rientro del faraone la gente ha girato i tacchi e se n’è andata. Le donne di Riomaggiore hanno sì fatto gli striscioni contro il faraone, ma li hanno portati a Spezia. Geniali. Donne.

Perché sprecare un’occasione universalmente condivisa per stare a Riomaggiore. A fare cosa? Opposizione? A chi? C’era qualcuno ieri a Riomaggiore? No, deserto. E quelli che c’erano se ne sono rimasti in casa.

Chiuso per dignità”: era in senso metaforico, ma a Riomaggiore sono già avanti. Complimenti.

Resistenza passiva: mi rifiuto di uscire se ritengo di non poter essere libero di stare, semplicemente, senza dovermi schierare pro o contro qualcuno che non rappresenta più nulla se non se stesso.  Davvero una gran giornata!

Ma Lottini, ti prego, non farmi stare in casa ogni giorno.

p.s. a chi avesse ancora dubbi propongo questo link con i miei complimenti all’autore  http://lab.cinqueterre.com/bonanini-ritorna-nel-silenzio

3 commenti:

Anonimo ha detto...

a vedere le facce dietro( e davanti) lo striscione pro lottini anti faraone di domenica in piazza cavour vengono i brividi...altro che paese di pecore a riomaggiore hanno proprio un coraggio da leoni.

Anonimo ha detto...

le foto della manifestazione
https://picasaweb.google.com/101146130200317512564/SeNonOraQuando?authkey=Gv1sRgCLS-hcKp28Kj2wE&feat=directlink#5573242482972513170

Daniela Patrucco ha detto...

Politica & Magistratura: L´inchiesta Cinque Terre

Esposto del senatore: "Visita vietata a Bonanini"

LA SPEZIA - Il Consiglio Superiore della Magistratura ha preso atto di un esposto presentato dal senatore Michelino Davico, sottosegretario agli Interni in quota Lega, che lamentava di non aver potuto incontrare Franco Bonanini quando il Faraone ed ex presidente del Parco delle Cinque Terre, coinvolto nello scandalo del passato settembre, si trovava ricoverato nell´ospedale di La Spezia agli arresti domiciliari. Il Csm ha aperto un´inchiesta nei confronti dei pubblici ministeri e del giudice spezzino che avevano dato parere negativo alla richiesta del senatore. Un´inchiesta dovuta, come hanno precisato dal Palazzo dei Marescialli, inevitabile dopo l´esposto del politico. I pm avevano precisato che la richiesta di colloquio con Bonanini, così come l´aveva presentata da Davico, era decisamente ‘generica´: «In qualità di parlamentare mi reco in ospedale a trovare Franco Bonanini», scriveva in sostanza il sottosegretario. Considerata la formula inedita - i magistrati non si erano opposti ad una precedente visita a Bonanini, però nel carcere di Pisa, fatta dal senatore Luigi Grillo - , ma anche altri aspetti come il coinvolgimento in quel momento dell´inchiesta del ministro Renato Brunetta e il fatto che lo stesso Bonanini - intercettato telefonicamente - aveva più volte millantato presunti ‘contatti romani´ che l´avrebbe tirato fuori dai guai, i pm e il giudice avevano preferito dire di no. Da qui l´esposto e l´apertura dell´inchiesta.