Pubblichiamo di seguito l'ordine del giorno alternativo a quello votato dalla maggioranza del consiglio comunale non posto in discussione e che poteva essere una ragionevole via di uscita nell'interesse del levante e della gestione corretta del ciclo dei rifiuti. Ma è noto che in questa città non basta essere corretti, competenti e ragionevoli per poter contribuire a governare bene le cose! Il Consiglio Comunale
In riferimento alla ipotesi di riattivazione a fini di discarica del sito di Saturnia ;
considerato che tale ipotesi non rientrava nel programma elettorale e di governo dell’attuale amministrazione comunale;
sottolineata la spiccata problematicità che caratterizza la questione in ragione delle sue delicate implicazioni di carattere politico, sociale, ambientale, igienico-sanitario, economico e giuridico ;
fatto presente che il Consiglio Comunale è venuto a conoscenza solo da pochissimi giorni dei termini del memorandum fra il Comune della Spezia, Acam spa ed Hera spa, che l’elemento che ha fatto emergere la prospettiva di una prossima riapertura di una discarica all’interno del territorio comunale;
evidenziati i numerosi aspetti critici riconducibili a siffatta prospettiva, così riassumibili :
a) non si evince con certezza se si sia realizzata la decadenza dell’autorizzazione di cui alla delibera n. 3141/23 luglio 1993 della Regione Liguria e precedenti collegate, in quanto nessuna di tali delibere (in tutto tre) contiene indicazione del termine di decadenza dell’autorizzazione e la normativa di riferimento è successiva a tali atti regionali (D. lgs. 36/2003 e il Testo Unico Ambientale 152/2006) e da tale normativa non risulta desumibile alcuna ipotesi di applicazione retroattiva dei termini di decadenza alle autorizzazioni pregresse;
b) l’area interessata rientra nel sito nazionale di Pitelli, rispetto alla cui rimodulazione perimetrale esiste molta confusione di informazioni : c’è la necessità di chiarire lo stato attuale del sito e l’entità delle azioni e/o proponimenti in essere circa la sua regolamentazione : di tali azioni e/o proponimenti occorre sapere quali proposte ci siano, a quali livelli istituzionali siano state poste, a che grado di discussione sono giunte, con quali piani e tempi di definizione se ne preveda la concretizzazione, verso quale scenario normativo ci si intenda orientare;
c) le dimensioni del sito (900mila m3) sono notevoli, soprattutto se coniugate a quelle del sito di Rocchetta di Vara (400mila m3) contestualmente individuato ed occorre conoscere con certezza come saranno sfruttate tali dimensioni, essendo legittimo attendersene un possibile asservimento a bacini di utenza più ampi di quello spezzino;
d) sempre a proposito di dimensioni, il Piano provinciale dei Rifiuti indica che tale sito avrebbe dovuto essere ridotto senza specificare però di quanto e come: tale mancanza di chiarezza costituisce una lacuna amministrativa di estrema attualità che ancora abbisogna di essere sanata ai fini della certezza dell’indirizzo di programmazione in merito;
e) in materia di classificazione dei rifiuti, alcun seri interrogativi vengono sollevati dalla fumosità ed ambiguità della vigente normativa di riferimento (decreto ministeriale 27/09/2010) : tale decreto, a proposito di rifiuti inerti, alla luce della lettura coordinata dell’art. 5 (specie comma b) e dell’art.10, lascia aperta la possibilità che la costituenda discarica di Saturnia accolga svariate e non facilmente inquadrabili tipologie di rifiuto;
f) sugli organi di stampa e in riunioni anche di ordine istituzionale si è sentito menzionare i c.d. “fanghi verdi”, denominazione non corrispondente ad alcuna precisa rintracciabile definizione tecnica;
g) esiste il problema della possibilità di una destinazione del sito a fini di smaltimento extraregionale, in quanto la normativa è cambiata il nuovo comma 3 del decreto ministeriale vigente la rende esplicitamente possibile in ragione di accordi la cui ammissibilità non è più vincolata al requisito di richiamo sanitario;
h) in materia di terre e rocce (voce inclusa negli elenchi dei rifiuti inerti) esistono molte ambiguità da chiarire preliminarmente : la nuova decisione dell’Unione Europea le ha riclassificate come rifiuti pericolosi e quindi occorre un parere legale circa il tipo di normativa che sarà seguita in ordine ai parametri da adottare per la metodologia di analisi per la rilevazione di concentrazioni pericolose;
i) è da chiarire l’aspetto concernente gli assetti proprietari e futuri del sito, dati di assoluta rilevanza per l’inquadramento dell’assetto gestionale e delle garanzie di controllo;
nel ritenere cogenti e pregiudiziali ad ogni valutazione di merito tutti i chiarimenti del caso in merito ai quesiti e dubbi di sopra elencati ;
nell’auspicare la massima trasparenza e il più ampio grado di coinvolgimento dei cittadini su una decisione così importante rispetto ai destini della nostra comunità;
nel sottolineare la necessità che il Consiglio Comunale si pronunci sulla questione sulla base di un patrimonio certo, esaustivo e documentato e/o documentabile di informazioni al riguardo;
il Consiglio Comunale impegna l’amministrazione
1) a promuovere un’inchiesta pubblica sull’ipotesi di riattivazione della discarica di Saturnia, come previsto dallo Statuto comunale;
2) a stendere un Protocollo ufficiale contenente la descrizione
a) delle tipologie di rifiuto destinate a detto sito,
b) dello stato attuale della discarica in rapporto al sito nazionale di Pitelli;
c) della normativa applicabile;
d) dell’assetto proprietario del sito e delle variazioni che si pensa di operare su di esso;
3) ad istituire una commissione con funzioni di osservatorio a cui sottoporre il protocollo di cui al punto 2 entro il termine complessivo di un mese, dandole mandato di elaborare una relazione da sottoporre al Consiglio Comunale per le espressioni politico-amministrativo di sua competenza.
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