giovedì 13 gennaio 2011

L’Autorità di bacino, il dissesto idrogeologico e il rispetto per i sindaci.

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Io che sono spezzina da tempo relativamente recente ho sentito spesso parlare, molto bene, di Marco del Soldato da  un “grande vecchio” che mi onora della sua amicizia e con il quale ragioniamo spesso di dissesto idrogeologico, con pellegrinaggi sui luoghi dei disastri (anche mentre sono in corso). Non ne ho mai scritto granchè perché la mia ignoranza è profonda: mi limito ad osservare ciò che accade, mentre accade, scoprendo così le cause più elementari e, forse anche per questa stessa ragione, le più ovvie a cui porre rimedio. 

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Ho incontrato il “dissesto idrogeologico” per la prima volta nel ’97 alle 5 Terre (manco a dirlo) e tra una ricostruzione di muretti a secco e l’altra ho capito che c’entra con l’acqua che, in ragione di piogge molto insistenti o di nuove edificazioni prive di conseguenti adeguamenti al sistema di regimentazione delle acque, appesantisce il terreno, gonfia e fa esplodere muri, strade e argini dei fiumi.  Lo incontro quotidianamente dove vivo e sulle strade che percorro.

Forse mi sarò anche distratta ma in questi  anni è la prima volta che leggo una dichiarazione del geologo dell’Autorità di Bacino (da trent’anni) che risponde alle domande di Coggio sul SecoloXIX di ieri.
Non dice tutto sommato cose stratosferiche o particolarmente lontane dalle mie elaborazioni di semplice buon senso: non sa naturalmente come mai nessuno nomini mai l’autorità di bacino anche se “Di certo sanno che esistiamo ma forse parlare di Protezione Civile piace di più. Eppure sono cose diverse. Noi operiamo nella prevenzione, loro sull’emergenza”. Ehi, fantastico, come mai non lo interpellano mai?  Dice che i piani di bacino sono «Strumenti per pianificare azioni di conservazione e difesa del suolo: con una corretta utilizzazione delle acque, in base al territorio danno una visione globale per favorire gli interventi di riduzione del rischio idrogeologico».

Il tema è quello della richiesta di nuovi geologi, avanzata in ragione dell’attuale emergenza; Del Soldato dice OK ma magari potrebbero intanto considerare il nostro lavoro (sta andando in approvazione il nuovo piano di bacino che sostituisce quello dell’81) che apparentemente, invece resta solo sulla carta perché «Il fatto è che si lavora ormai sempre e comunque sotto emergenza: e quando non c’è emergenza, e dunque si dovrebbe intervenire per fare vera prevenzione, si fa dell’altro. Ci sono sempre altre priorità. E la sensazione,è che non si lasci ai tecnici un ruolo centrale, nelle scelte,ma alla politica». 
Giuro che è ciò che pensavo anch’io:  
«Si agisce sull’onda emozionale. Crolla da una parte? Tutti mobilitati, tutti lì. Promesse, foto, annunci, richieste di nuovi studi. Passa un po’di tempo, non viene fatto niente, si apre un altro fronte: e tutti si spostano là. Ma intanto non si interviene».
«A Roma si chiedono milioni per l’ultimo caso: ne arriva una parte, si fa un lotto di lavori. Si comincia e si lascia. E alla gente si fanno promesse non mantenute…  i tecnici altamente qualificati, ci sono. Se si facesse quanto previsto dai piani, a piccoli interventi preventivi, si eviterebbero grossi problemi tutti insieme».

Posso dire di Del Soldato che è come un “fiume in piena?” banale? si offenderà? 

Dott. Del Soldato, io la ringrazio perché lei sta dicendo con autorevolezza ciò che avrei potuto dire io “a buon senso” completamente inascoltata: che le carte “non collimano con l’esigenza all’italiana, di fare immagine, e intervenire dove più si nota… .e capita che in piena alluvione ci chiedano di autorizzare un parcheggio in pieno alveo…  La legge dà gli strumenti: investendo poco e con coerenza, si evitano problemi seri … La tecnologia. Il monitoraggio delle frane di Molunghi e Castagnola, con il radar, ci ha consentito di seguire il movimento franoso in diretta. …  «Molte frane si sono ripetute negli stessi luoghi, e molte frane al centro di promesse milionarie, non hanno avuto risposte». Se ne esce con una filosofia diversa: più fatti, più coerenza, tecnici al loro posto, politici al loro.

Apriti cielo! (giuro che non lo faccio apposta: viene così) Sul Secolo di oggi, dura reprimenda del sindaco di Ameglia, Galazzo: Del Soldato porti rispetto ai sindaci.
«Intanto, Del Soldato si ricordi di essere un dipendente della Difesa del suolo della Provincia per cui certi toni insinuanti e il suo dire e non dire non sono consoni a un dipendente pubblico. In ogni caso, ritengo grave che un progettista si metta a polemizzare con il Comune che lo ha pagato. Quando noi sindaci eravamo con i nostri concittadini a liberare le strade dalle frane o a togliere l’acqua dalle case, lui era in ferie. Quando il tecnico della Provincia asserisce che occorrono più fatti e più coerenza e che tecnici e politici devono stare al loro posto si raggiungono toni paradossali e grotteschi. Non aggiungo altro».

Ho omesso le affermazioni del sindaco sul merito di alcuni casi citati da Del Soldato (omessi allo stesso modo) e riepilogato, testualmente, le affermazioni di Galazzo che hanno a che fare con la richiesta di rispetto ecc.

Caro Sindaco, 

io non la conosco (se non per averle scritto diverse lettere, come ai suoi colleghi, tutte senza risposta va da sè), ma mi pare che lei non abbia scritto un bel pezzo della sua storia oggi con questa invettiva contro un tecnico della Provincia. Non so se la lusingo o la offendo, ma lei mi ricorda il faraone quando mi disse che ero “irriverente”. 

Scusi sindaco, ci sono dipendenti che fanno anche gli assessori o sono segretari di partito e lei pretende di impedire ad un dipendente pubblico di esprimere una opinione, anche politica, relativamente ad un ambito di sua competenza? I dipendenti pubblici non hanno diritto di opinione e di parola? In particolare nei confronti di un Comune che l’ha in qualche modo pagato?

Infine Sig. Galazzo, le posso dire che non mi commuove sapere che un sindaco spala il fango con i suoi cittadini perché credo, nella mia semplicità, che buona parte delle emergenze siano l’esito di una ordinarietà mal gestita e, soprattutto, che ciascuno si debba assumere le proprie responsabilità.  Per quel che serve, mi dichiaro in completo accordo con le affermazioni del Dott. Del Soldato, che spero non sarà frustato per le sue esternazioni. 

Abbiamo variamente parlato di dissesto idrogeologico qui.

21 commenti:

Marco Grondacci ha detto...

Un Sindaco che spala il fango? Ridicolo! Prima di prendere in mano la pala dovrebbe dimostrare che quel fango non è finito li per scelte della amministrazione di cui è primo responsabile di fronte ai cittadini. Non abbiamo bisogno di Sindaci-Rambo, abbiamo bisogno di Sindaci che esercitino tutti i giorni le loro funzioni nel rispetto della legge e dell'interesse generale e lo facciano con stile equilibrato e rispettoso delle opinioni altrui. Forse è chiedere troppo a questi sindaci espressione di maggioranze che governano da troppo tempo senza opposizioni vere!

Anonimo ha detto...

Le emergenze sono sempre un'ottima occasione per i governi di turno (Berlusconi docet) per sfruttare - a fini propagandistici ed elettorali - i meccanismi psicologici che naturalmente si innescano: sono occasioni in cui la cittadinanza solidarizza, unisce le proprie forze verso un medesimo obiettivo, senza potersi concedere il tempo e il modo di comprendere se l'evento disastroso sarebbe stato in qualche modo evitabile. Il rappresentante del governo o l'amministratore locale che scende tra la gente, si arma di pala per spalare il fango, a mio parere fa soprattutto (consapevolmente o meno) un'efficace campagna di promozione della propria immagine, suggerendo "un che di mitologico": un dio che scende dall'Olimpo e - per un attimo - si spoglia della sua essenza divina per abbracciare e sostenere la stirpe umana. Sì, solo per un attimo, perchè - sentitosi poi tirato in causa da dichiarazioni tecnicamente corrette e corroborate dal semplice buon senso - sguaina nuovamente la fiammeggiante spada del potere divino per lasciarla cadere sulla testa dell'insolente. Sapete cosa vi dico? Non sopporto più l'arroganza, la presunzione e l'inadeguatezza di certi amministratori. Gli elettori di questa provincia dovrebbero fare solo una cosa: smettere di chiedersi se i candidati siano di destra o di sinistra, valutarne oggettivamente le capacità e l'etica, e poi decidere se confermarli o mandarli a casa. Infine, doverosa, una manifestazione di solidarietà per il tecnico che ha dimostrato lucidità e coraggio: che i politici facciano bene i politici, e che ai tecnici venga consentito di fare appieno il proprio lavoro. Elena

Anonimo ha detto...

Rifondazione: "Concordi col sindaco Galazzo: inaudite le parole del geologo".

Val di Magra - Val di Vara. Il circolo di Ameglia di Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra comunica la propria adesione alle parole rilasciate dal sindaco Umberto Galazzo, in risposta a quanto asserito dal geologo Del Soldato della Autorità di Bacino, "le cui parole ci sono apparse subito strane, inaudite ed anche omertose. Se ha da fare delle accuse precise le faccia, con nomi e cognomi, altrimenti non lanci parole al vento e non usi il metodo poco trasparente del dire e non dire, che non è certo ciò che deve avere un tecnico di un ente sovraordinato ai comuni. "Un Ente, l'Autorità di Bacino del fiume Magra, non scevro da errori rispetto a certe decisioni assunte sul territorio amegliese. Se poi il geologo vuol fare politica, non ha che da dirlo e buttarsi nella mischia".

Anonimo ha detto...

Io francamente non ho mica capito quali atrocità abbia detto del Soldato, per meritarsi un simile attacco...Ha fatto nomi? Ha accusato qualcuno in modo circostanziato? Ha usato improperi? A me pare che abbia semplicemente fatto osservare un deficit di metodo nella gestione pubblica che - è sufficiente leggere la cronaca - risulta essere piuttosto diffuso in tutta Italia. Elena

Daniela Patrucco ha detto...

Ho tagliato gli esempi fatti da Del Soldato e le relative repliche di Galazzo. Comunque sì, faceva esempi che, a parer mio, potevano essere considerati tali e che, date le condizioni del nostro territorio, potevano tirare in ballo anche altri sindaci.

Posso dire una cosa in difesa dell'indifendibile Galazzo: si è preso il rischio di replicare.
In questa zona non capita quasi mai ed è un "merito" che io amo riconoscere. L'avevo fatto anche con il sindaco di Porto Venere.

E cosa vogliamo dire del comunicato di RC?

Anonimo ha detto...

è davvero poco comprensibile l'intervento di Rifondazione se non
nell'ottica di ribadire la priorità
della politica anche su argomenti
tecnici e che obbediscono solo a
concetti di fisica applicata.
Se il politico prevarica col suo
parere quello del geologo è normale amministrazione,il caso
contrario viene subito letto come
inopportuna ingerenza.Ma spero di aver capito male.
Credo che la conseguenza del degrado idrogeologico,cui i sindaci debbono far fronte in emergenza,non sia certo imputabile a loro.Ma credo che omettere la manutenzione dei fossi,il permesso
a costruire nel greto delle vie di
acqua(ad esempio il sindaco di Porto Venere è anche assessore all'edilizia)impedisca di chiamare
in causa la fatalità.Cementificare il terreno ed ostacolare il deflusso delle acque è esattamente
il contrario di quanto asserisce il geologo dott.Del Soldato.
Se questo tecnico dipendente della
provincia è poco ascoltato,non deve anche,TACENDO, privare delle sue competenze noi cittadini.
Se parla in occasione di disastri annunciati,ben venga,è l'unico
momento in cui qualcuno lo ascolterà e se viene aiutato sarà più difficile che gli rimettano il bavaglio.
Pasquino

Marco Grondacci ha detto...

Rifondazione sostiene Galasso? Un problema di careghe, sono in maggioranza e quindi.... Come insegna l'esperienza di tutti questi anni quando questo partito entra in maggioranza o addirittura in amministrazione diretta diventa più realista del re. Sarzana, Spezia, Acam sono li a dimostrarlo. Solo quando vengono cacciati dalle careghe tornano ad essere "rivoluzionari", vedi la Amministrazione Provinciale.
Un partito schizofrenico: come partito scrive e dice spesso cose condivisibili a livello locale, come amministratori non solo non riescono ad incidere su quasi niente ma addirittura diventano gli ascari peggiori delle amministrazioni di cui fanno parte.

Un caso da lettino psichiatrico? No un caso di bassa cucina politica: incompetenza, tasso etico limitato, scarso senso delle istituzioni democratiche e quindi del proprio ruolo istituzionale..... insomma il solito virus antidemocratico della politica spezzina.

Anonimo ha detto...

Sì, un caso da lettino psichiatrico: sul sito di RC SP il 10 gennaio compariva questo Post sulla necessità inderogabile di attuare quando rimasto sulle carte ed eventualmente pure apportare modifiche più stringenti:
http://www.rifondazionelaspezia.it/la-messa-in-sicurezza-del-territorio-tra-le-priorita-del-2011-dopo-le-parole-si-passi-ai-fatti.html

e ora da Ameglia attaccano Del Soldato...
e a Lerici attaccano la giunta a cui appartengono dissociandosi dalle responsabilità della medesima...

sì, certo, anche bassa cucina..

Anonimo ha detto...

Ha ragione Grondacci a dire che non servono i sindaci-rambo. Questa lucidità però dovrebbe usarla anche quando firma appelli SOS contro la cementificazione con vituperati politici locali, transfughi verdi e rifondaroli che pare si rifacciano una verginità grazie all'appeale pugliese, ma che di fatto sono responsabili proprio della cementificazione stessa del nostro territorio.
Su Rifondazione, che attira le pungentissime critiche di Grondacci, va riconosciuto che è stato l'unico partito che ha fatto proposte concrete piuttosto che slogan accattivanti, così come dimostra una certa schizzofrenia, più territoriale che istituzionale.
Chi ha fatto un pochino di militanza sa bene che mettere d'accordo un gruppo di persone è assai più complesso che esprimere pareri personali, dopodichè mi risulta assai difficile capire come si potrebbe uscire dall'empasse se non sosteniamo proposte concretamente condivisibile. In questo marasma l'unica certezza è che se la caverà chi vuol continuare a fare affari con i beni comuni.

Daniela Patrucco ha detto...

Quelle di Del Soldato non erano critiche/proposte condivisibili? perchè non cogliere l'opportunità anzichè intimare di mettersi in gioco...
qui per esprimere un'opinione è necessario avere in tasca una tessera?
sembra di sì, anche dall'ultimo commento dell'anonimo...

Marco Grondacci ha detto...

L'appello era giusto nei contenuti e quindi non vedo perchè non dovevo firmarlo. Ma quello che l'anonimo non comprende è che un partito che si dichiara alternativo non può vivere in perenne contraddizione tra lotta e governo, alla lunga perde di credibilità.
Da tempo provo a spiegare agli amici di rifondazione che ci vogliono non solo le proposte del partito ma un modo diverso di governare dove si ricoprono incarichi amministrativi. Ma mi pare, come dimostrato dal commento dell'anonimo continuino a prevalere le logiche della difesa di ufficio e delle bandierine e allora...... la vedo male, molto male!

Anonimo ha detto...

Se una lettura delle cose è vista come difesa d'ufficio è davvero tutto difficile. Per esprimere un opinione basta averla, cosa c'entrano le tessere?
Si potrebbe aprire un interessante dibattito sulla libertà d'espressione data dall'avere o non avere una tessera. Io sono tesserato Avis, quindi mi sento compentente e libero.
A Marco dico che è l'appello era giustissimo e se l'avesse proposto lui stesso nessuno avrebbe avuto nulla da eccepire. Ma se la sua firma è affianco a gente che non ha detto nulla sull'ex-Sirma o sul Puc di S.Stefano ho il timore che la sua firma sia solo strumentalizzata. Ognuno è libero d'altronde!

Marco Grondacci ha detto...

bah gli appelli sono appelli e non gli darei una gran importanza, detto ciò e non mi riferisco tanto all'anonimo resta il problema che pongo sulla schizzofrenia della c.d sinistra alternativa a livello locale (SEL, Federazione della Sinistra) tra partito di lotta e di governo, su questo varrebbe la pena di aprire una discussione vera a prescindere dalle tessere, io non ho neppure quella Avis perchè dopo la mia epatite C non possono più donare il sangue.... vedi un pò

Anonimo ha detto...

Schizzofrenia che a mio avviso coglie anche la società civile se si firmano documenti, appelli o quant'altro (che non sono solo appelli, ma un segnale di condivisione con soggetti schizzofrenici. Quindi... mutatis mutandis...
Ha ragione che occorre aprire una discussione. Francamente penso che se i cittadini sostenessero posizioni o scelte condivisibili concrete e "sputtanassero" le prese in giro con meno pregiudizialità e con realismo allora avremmo fatto un passo avanti.
Noto invece che, in generale non mi riferisco a casi specifici, c'è più tendenza ad assumere visibilità attraverso denuncie roboanti piuttosto che a fare proposte concrete.
Al netto delle tessere, ovviamente.

Daniela Patrucco ha detto...

Purtroppo non so chi è lei, e me ne dispiaccio, ma ha toccato un punto che mi sta molto a cuore: quello delle proposte.
Personalmente ho studiato e fatto proposte negli ultimi dieci anni, sola e con altri, con riferimento a:
partecipazione dei cittadini e organizzazione nella PA;
creazione di un distretto provinciale di edilizia di qualità;
sicurezza degli edifici scolastici e partecipazione dei cittadini;
modalità di governo dei conflitti con riferimento alle aree costiere (ad esempio il golfo della spezia);
e una marea di altre che non ricordo neppure...
I miei interlocutori sono stati, a seconda dei casi, amministratori pubblici, esponenti di partito, di associazioni di categoria, imprenditori... altro.
Posso dirle che mai, dico mai, le mie proposte hanno avuto un esito? anche negativo del tipo: la sua proposta fa schifo si faccia venire qualche idea migliore?
Direi che da queste parti, speziapolis intendo, l'eventuale visibilità non ha mai portato grandi frutti e di proposte concrete e studiate ne sono state fatte, evidentemente, più di quanto valesse la pena fare.

grazie per il suo commento... ragionerò più a fondo su questa cosa e tornerò senz'altro con un post...

Marco Grondacci ha detto...

come dire che la mia sarebbe una schizzofrenia da contatto....... come fosse un malattia infettiva trasmissibile virtualmente, interessante teoria ci rifletterò sopra...

Anonimo ha detto...

Ho letto l'intervista al geologo della provincia,ufficio piani di bacino e la immediata e risentita
replica del sindaco di Ameglia.
Il sindaco che conclude con"non aggiungo altro" quasi un amen,
dimostra una suscettibilità,
personale che mimetizza con la difesa corporativa della categoria
e pare invocare il castigo per la lesa maestà.
Il compito di un sindaco è certo
assai complesso,perciò l'apporto di
una professionalità tecnica dovrebbe essere vista come un contributo,non come una accusa.
Ma la censura ad "un progettista che si metta a polemizzare con il Comune che lo ha pagato" rivela nell'inconscio la ricerca di un
assenso obbligatorio.Per lui chi è
pagato dal Comune deve solo rispondere sì : questo film si è già visto alle 5terre....
Enrico Pandolfo.

Daniela Patrucco ha detto...

L’ASSESSORE provinciale alla Difesa del suolo Maurizio Giacomelli venerdì prossimo incontrerà in Provincia il direttore dell’Istituto di ricerca per la protezione geologica del Cnr e l’Ordine dei geologi per approfondire le questioni relative al dissesto idrogeologico del territorio. «E’ mia intezione — anticipa Giacomelli — portare successivamente all’attenzione della Regione quanto emergerà dal tavolo tecnico che ho organizzato ed aprire il confronto con tutti i Comuni del territorio, a partire da quelli maggiormente colpiti dalle ultime alluvioni».
... Giacomelli afferma che «anche a livello locale la politica della gestione del territorio, da subito, è chiamata a fare un salto di qualità. Da anni sono presenti strumenti come i Piani di bacino attraverso i quali sono state prodotte mappature delle zone a rischio frane, pianificate azioni di conservazione e difesa del suolo, una corretta utilizzazione delle acque finalizzate a favorire interventi di riduzione del rischio idrogeologico. Domando però: alla prova dei fatti i piani di bacino si sono dimostrati all’altezza dei problemi connessi agli ultimi eventi alluvionali?»
Da La Nazione di oggi.

Assessore, dovrebbe lei essere in grado di rispondere alla sua stessa domanda, considerata la sicurezza ostentata all'indomani delle dichiarazioni del geologo della Provincia Dott. Del Soldato.
Se è necessario un approfondimento, significa che c'è un problema; non è detto che chi lo segnala ne sia responsabile o addirittura l'abbia determinato.

gaia ha detto...

Vorrei evidenziare che i Piani di Bacino sono stati redatti seguendo rigidamente le indicazioni della normativa allora vigente ovvero il DL 180/98 (decreto Sarno) e i criteri forniti da Regione Liguria tramite Linee guida deliberate dalla Giunta regionale. I tecnici che hanno compilato i Piani di Bacino si sono limitati ad applicare le indicazioni normative a loro fornite, evidenziando zone in frana e zone esondabili. A seguito dell'approvazione dei piani di Bacino i Comuni avevano 270 gg di tempo per adeguare i rispettivi strumenti urbanistici alle indicazioni dei Piani, cioè dovevano rendere inedificabili le zone in frana e ad alta pericolosità, ma non solo, qualora avessero riscontrato imprecisioni sui piani di Bacino potevano segnalarle all'Autorità di Bacino e proporre modifiche. Questo è stato fatto? Non credo!
Sappiamo che ai politici(sia di destra che di sinistra) non piacciono i vincoli di inedificabilità, di conseguenza non piacciono i Piani di Bacino. Nell'articolo di oggi si legge che l'assessore Giacomelli opta per l'affidamento di incarichi esterni, invece di utilizzare le professionalità interne all'ente che amministra, questo oltre ad andare contro al concetto di riduzione della spesa come richiesto dal ministro Brunetta, conferma quanto detto dal Dott. Del Soldato ovvero che ai politici non piacciono gli studi dei tecnici, ma non di tutti i tecnici, preferiscono gli studi fatti da tecnici "mercenari" assoldati dai politici stessi.

Daniela Patrucco ha detto...

COSA fa l’Europa per aiutare la Liguria a proteggere il suo territorio dai rischi delle alluvioni e dei problemi
idrogeologici?
E’ la domanda che il parlamentare europeo del pdl Mario Mauro ha rivolto in una interrogazione alla commissione europea. La risposta? «Dice che gli stati membri sono i soli responsabili delle scelte e che possono decidere quale è l’urgenza più grave del loro territorio: la Regione Liguria, che è l’autorità di gestione per il programma regionale 2007-2013, ha scelto
come priorità lo sviluppo urbano
», dice Mauro.
...
Il presidente Claudio Burlando e l’assessore allo Sviluppo economico Renzo Guccinelli, ieri hanno cominciato una pignola raccolta dati sull’utilizzo dei fondi europei a disposizione
della Liguria. Oggi risponderanno: «fornendo cifre e date».

Daniela Patrucco ha detto...

"Politica del territorio significa, innanzitutto, governo e gestione del territorio. Cura, controllo, progettazione, pianificazione.

Ma, ancor prima, significa cultura del territorio: cioè conoscenza e rispetto. Consapevolezza di un bene comune, di un´appartenenza e di un´identità. E quindi, difesa della natura, dell´ambiente, del paesaggio.

Un fango materiale e un fango virtuale minacciano oggi di sommergere l´Italia. Il fango prodotto dal maltempo, dall´acqua e dalla terra. E il fango prodotto dal malcostume dilagante, dall´affarismo e dall´edonismo sfrenato. Vanno fermati entrambi, in ragione della responsabilità e della solidarietà.

La convivenza di una comunità nazionale si fonda necessariamente sull´etica civile. Questa riguarda l´ambiente in senso stretto e l´ambiente in senso lato, la società e la politica. Non c´è legge elettorale, consenso popolare o federalismo municipale che possa surrogare o sostituire un tale valore costitutivo.
È proprio attraverso la devastazione del territorio che rischia di passare fatalmente la disgregazione del Paese."
Giovanni Valentini, Repubblica