venerdì 7 gennaio 2011

Ci vediamo a Serravalle...

Ricevo e, molto volentieri, pubblico.
Ebbene sì, non sai perché (ma se ti soffermi a pensare, lo sai benissimo) tutti gli anni, verso i primi giorni dell’anno, ti ritrovi a Serravalle. Non ci sarebbe niente di male se con Serravalle indicassimo una normale località piemontese subito dietro Genova, ma con Serravalle si indicano normalmente due cose: 1) un’autostrada 2) un outlet. Ciò significa che hai dato un appuntamento al punto 1) o 2) e per me è la seconda.

Si va a Serravalle perché ci sono i saldi e tu hai bisogno di comprarti un po’ di cose per le quali hai aspettato che i prezzi scendessero. Il problema è che tu non sei in grado di gestire il meccanismo che consente di uscire dall’outlet consapevole di avere ottimizzato tempo e denaro,  tu proprio non sei in grado anche se il  meccanismo è semplice: sai ciò che vuoi, sai dove cercarlo ed hai un unico obiettivo: trovarlo. Mentre sei lì, quasi nulla può distoglierti, forse la pausa per fare uno spuntino ed una fugace visita a qualche negozio che non prevedevi di vedere. Ecco fatto esci soddisfatto. 

Torniamo a me. Io ho un’ idea di ciò che voglio, ma è un’idea……spero che all’interno del negozio la mia idea si concretizzi in un oggetto che corrisponde alle mie aspettative, ma non so in quale negozio; se lo trovo devo misurarlo perché potrebbe non essere adatto a me. 

Quale è il problema? Rispetto al meccanismo: già sto perdendo del tempo a vagare da un negozio all’altro e poi sto attraversando strade affollate di gente piena di borse, che ogni volta distolgono la mia attenzione dando il via ad elucubrazioni sullo stato della società contemporanea……e non si può fare shopping così. 

Risultato: esco senza avere comprato nulla e sempre più convinta che la nostra società sia destinata ad un declino inesorabile (ed anche sollevata da questa ultima considerazione perché certa che non ci sarà più così tanta folla sulla terra). Uno può anche chiedermi “perché mi faccia trascinare a Serravalle” e soprattutto appena sono iniziati i saldi. 

Ognuno ha i suoi problemi, ma brevi momenti di tenera complicità ci sono: quando fra la folla incontri un conoscente che sai perfettamente non essere  in grado di gestire il meccanismo  (proprio come te, lui c’è, ma si chiede continuamente perché) e vi fermate per un veloce saluto, certi che le parole non servano, così quando riprendete a risalire la corrente vi sentite un po' meno soli.
Allora? Ci vediamo a Serravalle?
Rossana Galassi

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