
Come abbiamo spiegato in questo post la centrale Enel della Spezia non si è ancora adeguata alla nuova normativa europea sulla autorizzazione integrata ambientale (AIA), nonostante che i termini siano ormai scaduti dal 30/12/2004.
Nonostante questo ritardo sia già di per stesso sintomatico dei favori che questo impianto ha sempre avuto sia dal livello governativo che delle amministrazioni locali per non parlare dei sepolcri imbiancati dei sindacati, recentemente Enel ha ottenuto l’ennesima proroga per l’adempimento di questo importante obbligo di legge.
La notizia della proroga è stata completamente bucata non solo dai mass media locali sempre pronti a dare notizia di ogni dichiarazione, anche la più inutile, di questo o quel amministratore locale, ma non è stata neppure comunicata da chi in questa procedura autorizzatoria ha una responsabilità precisa di legge e cioè
Eppure la proroga è di grande rilievo non solo perché ritarda ulteriormente l’adeguamento della centrale di Vallegrande alla normativa europea in materia di emissioni inquinanti, ma per l’oggetto della proroga.
Infatti nonostante la domanda sia stata trasmessa nel 2006, solo nel 1/12/2010
Riassumiamole, rinviando nello specifico alla lettura della documentazione integrale, di seguito:
- mancano i dati per inquadrare lo stato di qualità ambientale dell’area interessata dalla centrale sia con riferimento allo stato attuale, sia per gli interventi di adeguamento ai piani settoriali regionali in materia di tutela della qualità dell’aria e tutela delle acque. Questo è un dato fondamentale per comprendere in chiave strategica (temporale e spaziale) l'impatto cumulativo (ambientale e sanitario) generato dalla evoluzione della presenza della centrale nel territorio spezzino in rapporto ad altre fonti inquinanti e alla situazione meteo-orografica e ambientale generale;
- Mancano dati precisi su ore di funzionamento della centrale e dati sulla sua reale capacità produttiva;
- I dati su emissioni nell’atmosfera e nell’acqua (leggi golfo della Spezia) sono datati al 2005 e devono essere aggiornati;
- Mancano dati aggiornati sulle tipologie di Migliori tecnologie disponibili applicabili alla centrale: si tratta delle tecniche di disinquinamento, di funzionamento operativo della centrale la cui applicazione è prevista in sede di AIA e che può essere adeguata alle specificità ambientali e sanitarie dell’area interessata dalla centrale secondo il concetto di norma qualità ambientale che consiste nella serie di requisiti, inclusi gli obiettivi di qualità, che sussistono in un dato momento in un determinato ambiente o in una specifica parte di esso;
- Il piano di monitoraggio e controllo delle emissioni generali della centrale non è adeguato ai protocolli predisposti da ISPRA.
Ora rispetto a queste richieste l’ENEL nonostante il suo ritardo clamoroso nell’adeguarsi alla nuova AIA ha avuto il coraggio in data 29/12/2010 di chiedere una proroga fino al 9/3/2011 per fornire le suddette informazioni.
Ovviamente il Ministero dell’Ambiente in data 18/1/2011 ha concesso questa proroga nei termini chiesti dall’Enel.
Rispetto a questo quadro già di per sé significativo di come vengono gestite le istruttorie ambientali in questo paese,
Ora a quel che ci risulta fino ad ora l’Amministrazione Comunale ha dato un incarico di consulenza all’Istituto Superiore di Sanità che si è concluso il 7/2/2010 quindi oltre 1 anno fa. Ovviamente l’Amministrazione Comunale non ha mai comunicato ufficialmente cosa ha prodotto questa consulenza, come intenda utilizzare le conclusioni eventuali della stessa e soprattutto se occorrano ulteriori approfondimenti. Sarebbe interessante sapere cosa pensa l’Amministrazione Comunale sull’elenco di informazioni mancanti fino ad ora nella istruttoria per il rilascio dell’AIA sopra riportate.
P.S.
Per chi vuole saperne di più sulla attuale normativa in materia di AIA guardi qui
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