domenica 9 gennaio 2011

Agli antipodi: Sydney e i suoi waterfront (2)

 Barangaroo - Il nuovo waterfront di Sydney  (segue da qui)

                                                             


Barangaroo è uno dei più ambiziosi e significativi progetti verdi di waterfront nel mondo. Trasformerà 22 ettari di insediamento industriale dismesso in un nuovo quartiere di Sydney, con un nuovo parco pubblico sulla baia ed una fiorente comunità residenziale e commerciale… Più o meno in questo modo inizia la presentazione e descrizione del progetto che restituirà oltre 3 ettari al mare e due nuove baie…e completerà i 14 chilometri di passeggiata da Woolloomooloo ad Anzac Bridge.
Il simbolismo di cui è carico il progetto, per quanto io intuisco da ciò che leggo, è il  consolidamento dell’immagine di Sydney quale città australiana globale attraverso la affermazione dello straordinario contesto di Sydney quale modello di riferimento per la moderna progettazione urbana delle città. Sarà un luogo disegnato per giocare e lavorare insieme, vivere e imparare
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E fin qui siamo nell’ambito dell’opinabilità circa la coerenza tra i fini (vivibilità e  cosmopolitismo nella competizione globale) e i mezzi, infatti sono piuttosto vivaci le voci, organizzate e non,  che si oppongono alla eccessiva edificazione nella parte di Barangaroo South.
Con particolare riferimento alla materializzazione di un grattacielo/hotel direttamente sul mare, apparentemente non prevista dalla progettazione originaria, è stata chiesta un’inchiesta pubblica: il sito del Barangaroo Action Group fornisce la ricostruzione della storia del progetto, dal suo punto di vista, e una chiara comunicazione circa i componenti dell'associazione ed il loro ruolo. In estrema sintesi, la finalità dichiarata del gruppo è la seguente: Barangaroo Action Group vuole contribuire ad ottenere un miglior risultato per Barangaroo ed una migliore governance dei progetti futuri della regione del NSW.
Così i media, lo scorso dicembre: Cresce l’opposizione al progetto di sviluppo da $6 bilioni di Barangaroo, con l’approvazione da parte del governo regionale di un piano di espansione apostrofato come “atto disgraziato”. 
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Quanto sopra per ribadire, come dicevo qui, che la trasparenza e le regole non sono di per sé sufficienti a garantirne il rispetto né ad evitare i conflitti e tuttavia, a mio avviso, è degno di nota il metodo comunicativo adottato:
-          Terminata la fase progettuale, in carico al Dipartimento della pianificazione, la realizzazione e la successiva gestione è stata affidata alla Barangaroo Delivery Authority appositamente istituita con una legge nel 2009: nel sito è chiaramente rappresentata l’organizzazione, i ruoli e i curriculum, la gestione di eventuali conflitti di interessi, tutti i documenti pubblici relativi;
-          sono chiaramente esposti e documentati gli aspetti  connessi con la sostenibilità ambientale del progetto e la preventiva necessità di bonifica delle contaminazioni a cui è stata interessata l’area durante l’utilizzo industriale;
-          il processo di pianificazione è costantemente attualizzato con le realizzazioni;
-          l’area, o parte di essa e compatibilmente con le attività in essere, è utilizzata in occasione di particolari eventi (la visita del papa, i fuochi d’artificio per i festeggiamenti del nuovo anno…); 
-          la sezione dedicata ai media riporta un’ampia rassegna stampa, le newsletter, una galleria fotografica;
-          infine, have your say, propone un forum pubblico che raccoglie opinioni, reclami e suggerimenti che si aggiunge ad un questionario online disponibile per la compilazione sino allo scorso Maggio 2010;  nel mese di Ottobre 2010 è stato pubblicato l’esito di una ricerca sul livello di conoscenza del progetto da parte della popolazione e sulle preferenze rispetto alle funzioni delle diverse aree. Il documento è scaricabile da questa sezione.
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Lascio per il prossimo terzo ed ultimo post qualche conclusione più approfondita mentre per il momento faccio rilevare che ho potuto disegnare questo quadro attraverso la sola consultazione di internet; il fatto, di per sé, testimonia a mio avviso di una comunità (di governanti e cittadini) democraticamente matura e costruttiva.   ... segue qui.

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