martedì 25 gennaio 2011

ACAM: arrivano i loro!

Il recente convegno della associazione Mediterraneo ha fatto emergere pubblicamente il livello di dissenso che in città esiste verso i nostri amministratori presenti e passati in relazione al caso Acam.

L’AUTOCRITICA INTERESSATA

Ma nonostante il tentativo di autocritica di questi amministratori emergono dalla loro dichiarazioni ancora elementi di falsità , ma anche elementi politicamente inaccettabili

Le falsità ad esempio:

Pagano, ex Sindaco della Spezia, ha affermato al Convegno: "Dovevamo incrementare l’efficienza e cominciare a superare l’indebitamento, invece si sono fatti forti investimenti, che insieme alle tariffe basse hanno incrementato la situazione debitoria.”

Ma le tariffe sono così basse davvero? Vediamo il Rapporto ufficiale del COVIRI 2009 secondo il quale per il nostro ambito Territoriale la spesa unitaria del servizio idrico, relativa a 200 m3/anno, è di 2,21 €/m3 uno dei più alti in Italia come risulta dalla tabella di comparazione n. 3.49 di detto Rapporto. Ci battono solo le città straniere ma li come è noto la qualità del servizio non solo idrico è ben altra (Berlino, Parigi, Zurigo, Ginevra, San Francisco etc.)

E ce la siamo dimenticata la storia della bocciatura da parte del Comitato di vigilanza sui servizi idrici ( nel 2008 ) della delibera sulle tariffe idriche di ACAM in quanto costruite in danno degli utenti che ha portato alla delibera sempre di detto Comitato che ha imposto la revisione del Piano di ambito spezzino ?

Sui rifiuti stendiamo un velo pietoso non c’è neppure bisogno di citare dati ufficiali per ricordare che siamo al quasi fallimento della raccolta differenziata, che non chiudiamo il ciclo dei rifiuti e rischiamo continuamente l’emergenza, che non siamo riusciti a passare a tariffa, che il servizio di spazzamento non funziona (tanto che perfino il Sindaco Federici è stato costretto a richiamare ufficialmente Acam)


Gli elementi politicamente inaccettabili

Garbini, attuale presidente di Acam: "Abbiamo fatto investimenti che dovevano pagare i comuni,..." Garbini “eravamo tutti d’accordo che Acam diventasse un ammortizzatore sociale per risolvere le grandi crisi come quella delle partecipazioni statali. Quando facevo il sindacalista avevo la fila in ufficio di gente che chiedeva raccomandazioni

Eravamo tutti d’accordo ennò scusate il sottoscritto non lo era d’accordo e in quel breve periodo in cui ho fatto l’assessore ho provato in tutti i modi a far capire che almeno nel settore che seguivo quello dei rifiuti la situazione era completamente fuori controllo, poi si è visto che era così anche il resto. E ce la siamo dimenticata la defenestrazione nel 1999 dell'assessore Rio l'unico assessore competente messo alla partecipazioni comunali e sicuramente allontanato proprio per la sua "troppa" competenza magari su suggerimento di dirigenti di Acam e dirigenti del Comune capoluogo virtuale ( Spezia) e di quello reale (Sarzana)! D'altronde quelli erano tempi in cui l'allora Direttore generale del Comune della Spezia ( quello che guadagnava più del Presidente della Federal Reserve USA) affermava che "Acam deve controllarsi da sola", già infatti è proprio quello che è successo......purtroppo!

Con lettera del 19/1/2000 scrivevo, nella mia qualità di assessore all’Ambiente, al Sindaco, alla Giunta e all’assessore al Bilancio in relazione al bilancio 2000 del Comune relativamente al settore rifiuti, sulla inadeguata informazione degli uffici comunali sui costi della raccolta differenziata, sulla non fondatezza delle proiezioni incrementali fatta da Acam sul passaggio da tassa a tariffa per i rifiuti urbani e assimilati, sulla mancanza di una perizia per la stima dei beni mobili ed immobili conferiti ad A.C.A.M..

Nel rapporto sul contratto di servizio che legava Acam al Comune di Spezia per la gestione dei rifiuti urbani, presentato da me a Sindaco e Giunta nel marzo del 2000 , elencavo le mancanze su questioni fondamentali quali: Oggetto del contratto di servizio, Variazioni delle modalità di erogazione del servizio, Prestazioni, obiettivi, standard qualitativi, Obblighi di ACAM, Costi di manutenzione impianti e attrezzature, Modalità di Spazzamento strade, Spazzamento meccanizzato, Lavaggio strade, Lavaggio dei cassonetti, Pulizie periodiche e straordinarie, Costi Raccolta differenziata, Smaltimento eluato.

La conclusione era quella alla quale ero già arrivato con una lettera a Pagano del 27/12/1999 l’Acam era totalmente fuori controllo!

Questi documenti e queste lettere furono presentati in Giunta e allora in Giunta c’erano il futuro Sindaco della Spezia Massimo Federici e l’attuale Presidente dell’Acam Garbini, evidentemente stavano pensando ad altro probabilmente alle loro future carriere politiche. In questo più lungimiranti del sottoscritto visti i differenti destini politici mio e loro!

L’AUTOCRITICA CHE CI VORREBBE

Insomma la sensazione che si ha è che una vera autocritica non ci sia anzi la vera sensazione è che si vogliano usare una serie di argomentazioni, in modo peraltro reticente come abbiamo visto sopra, per giustificare le scelte attuali verso una strisciante privatizzazione: arrivo di Hera, società mista pubblico (62%) privata (38%), ma con logiche da multi utility quindi tipicamente imprenditoriali in due settori di pubblico interesse come quello dei rifiuti e soprattutto delle acque che richiedono una visione da gestione di beni comuni fortemente legata alle esigenze del territorio e dei cittadini che lo abitano.

In realtà l’esperienza di questi anni dimostra che non la troppa politica ma la cattiva politica e gli usi privatistici e clientelari della gestione pubblica hanno prodotto l’attuale disastro. E allora il problema non è come pensa Pagano che l’aggregazione con un partner esterno doveva essere fatta già nel 2003 ma semmai che doveva essere rivista la fallimentare gestione di allora riportando la politica alla sua funzione di indirizzo, costruendo un sistema di governance che garantisse trasparenza e la tutela degli utenti (Autorità di Ambito funzionanti ed efficaci, contratti di servizio veri e non fogli di carta inutilizzabili, Carta di qualità attivabili etc.), individuando responsabili gestionali caratterizzati da competenza e professionalità ma allo stesso tempo messi in condizione di rispettare gli indirizzi politici del vero titolare della funzione dei servizi pubblici di cui stiamo parlando: il Comune e i suoi cittadini.

Insomma ci vorrebbe non meno politica ma più politica però nella distinzione dei ruoli e nel relativo esercizio pieno delle diverse funzioni: indirizzo, controllo, gestione che è sempre mancato nel nostro territorio non solo per Acam come dimostra il caso 5 Terre. E’ in grado l’attuale ceto politico dirigente locale di mettere in piedi un ragionamento a questo livello? Temo di no e allora ci toccherà dire meno male che arrivano gli "emiliani" di Hera? Sarò vetero comunista, statalista e appioppatemi tutti gli epìteti peggiori, ma io mi auguro qualcosa di più per il nostro territorio!

18 commenti:

Daniela Patrucco ha detto...

"... così i cittadini pagano due volte la scellerata conduzione di questi anni.
Non è il fallimento di una classe dirigente come dice Pagano, ma della classe dirigente di sinistra che governa da anni la città con la complicità di qualche accolito, esterno alla sinistra, che si è accomodato a tavola accontentandosi
di qualche briciola"

Dichiarazione del Sen. Luigi Grillo
che, ancorchè non arrivato ieri da Marte, si appresta a fare piatto ricco alle prossime elezioni... considerati ACAM e 5 Terre (altro verrà)...
Benvenuti a tavola, paghiamo noi.

Anonimo ha detto...

Non per difendere la sinistra, che a spezia è indifindibile, ma non mi sembra che la città si governata solo dal centro sinistra. Il comune e la provincia sono sempre stati in mano loro ma l'economia (CCIAA, Confindustria, Carispe, Porto, ecc) sono sempre (o quasi) state in mano alla destra o a qualche suo "rappresentante" e sappiamo che l'economia viaggia parallelo, per non dire a braccietto, con la politica. Del resto anche in acam la destra aveva i suoi rappresentanti nei vari CDA e i suoi "amici" assunti nei vari posti. Insomma si sono divisi la torta almeno alla pari !

Daniela Patrucco ha detto...

Lo sappiamo bene... infatti di Grillo dico non è arrivato ieri da Marte...
tuttavia, poichè riteniamo che i nostri valori di riferimento dovrebbero essere interpretati dalla sinistra e poichè il comando l'hanno e l'hanno avuto loro, a loro ne chiediamo conto.
Questo il mio punto di vista su questa ed altre vicende da copia-incolla...

Marco Grondacci ha detto...

destra e sinistra si sono divisi la torta ma nel forno per cuocere chi ce l'ha infilata? ahimè la nostra sinistra tutta compresa quella alternativa.......c.d. alternativa.

Anonimo ha detto...

Ma pensiamo davvero che la desolazione sia riconducibile a destra e sinistra?
Associazioni, pseudo movimenti, società civile, comitati monouso e comitatini monodose. Ma quale risposta da la cittadinanza oltre il (legittimo) mugugno?
Il nulla. Sentiamo tanti grilli parlanti, qualche sacca di Resistenza ma nessuno che punta il dito sul vero problema.
Questa città, questa provincia non ha un vero piano industriale circa le questioni fondamentali del territorio: servizi (acqua, rifiuti ed energia), riconversione, recupero aree, ricerca e sviluppo.
La verità, almeno la mia, è che nessuno riesce a proporre (ripeto eccetto qualche sacca di Resistenza) qualcosa di alternativo, ma si sprecano le omelie analitiche sulle cause dei tumori che metastizzano il territorio.
Scusate l'inglesismo, ma che Grillo è quello che è, che i poteri forti governano più o meno agevolmente a seconda del grado di accondiscendimento del sindaco di turno che novità sono?

Daniela Patrucco ha detto...

Lei ha ragione.
Purtroppo ognuno fa quello che può e che pensa di saper fare..
Qualcuno non fa nulla.
Lei che fa? Se ha un contributo, è gradito.

Anonimo ha detto...

Condivido a metà.
Chi può fare alla Spezia non ha mai fatto abbastanza per costruire un fronte ampio e davvero alternativo, ma è sempre arenato in personalismi.
Sabato assemblea dei cosiddetti Comitati spezzini, un pianto, la rappresentazione vivente di una presa in giro dal sentore fascistoide, autoreferenziale e inconcludente.
Il nemico è noto, ma l'obiettivo manca.
Penso che se nei partiti ci sia questo stato di servilismo e di catatonia, nonostante in qualcuno vi siano scintille di vita che rischiano di essere soffocate dalla mediocrità, la risposta non possa essere il populistico è tutto una merda.
Prima socialmente e poi istituzionalmente occorre lavorare per creare un fronte in cui vi siano tutti coloro i quali credono in un modello sociale diverso da quello che attraversa trasversalmente il territorio spezzino e non solo.
Un fronte che comprenda tutti i volenterosi ed i capaci, di dare un contributo al cambiamento.
Io non ce l'ho con chi non fa nulla, forse perchè crede di non essere all'altezza. Mi lascia perplesso chi con tutti i mezzi e le capacità si limita a, per l'appunto, omelie analitiche sulle metastasi cultural-politiche del territorio. Cose note e a volte analisi un pochino dozzinali (o forse volutamente tali, chissà)... poi?

Daniela Patrucco ha detto...

Grazie, lei ha le idee molto chiare vedo. Se ci dice almeno come si chiama potremmo magari attuare insieme la sua strategia...
lei sta tra i volonterosi o i capaci?

ACAM ha detto...

Grillo aveva Gatti, dieci anni fà dove era Gatti, che commissione presiedeva?
fatti i debiti conti, anche i Sig.ri della Destra nazionale popolare sono stati buoni buoni, per una bella carega da occupare.
Pagano ha fatto mea culpa, ma forse NOI lavoratori di ACAM avremmo voluto NOMI & COGNOMI, non che non li sappiamo, ma quanto meno per girarli alla opinione pubblica.
oggi siamo allo sfascio anche perchè ci sono personaggi che ci guidano (Geom, Ing. ecc) che non sanno fare una "O" con un bicchiere rosvesciato.
insomma siamo in balia di incapaci, vedi con la rumenta, forse gli unici sono quelli del Gas, ma tra poco il bocconetto lo pigliano anche loro.
un lavoratore ACAM

Marco Grondacci ha detto...

Gatti è uno che quando da assessore intervenivo in consiglio comunale (tra fine 1999 e inizio 2000) sulle questioni della gestione rifiuti non aveva altro di meglio da fare che uscire dall'aula. Ricordo che una volta dichiarai che il contratto di servizio con Acam era inapplicabile e che il Comune non aveva un proprio regolamento sulla raccolta e spazzamento dei rifiuti. Non battè ciglio. Come quando sollevai, sempre da assessore, lo scandalo dell'area IP e lui in Regione non mosse foglia. Insomma un degno rappresentante della finta opposizione di questa città

io ha detto...

togletemi una curiosità, certamente sapete che si può vedere (solo da voi amministratori del blog) quanti contatti avete giornalmente ?
moltiplichiamo questi contatti per due, chi vi legge poi ne parla sicuramente con altri.
quindi in tanti vi leggono, mettiamo che non tutti vi apprezzino, mettiamo che in molti condidono, a questo punto possiamo affermare che VOI siete una realtà che dà fastidio, e per di più non siete neppure residenti nelle 5 terre.
ma ne parlate, quindi più se ne parla più l'opinione pubblica è informata, l'unico scoglio è la disinformazione della carta stampata e di qualche giornale on line pagato dal regime con pubblicità.
Grazie SPEZIPOLIS, anche se un pò di parte sapete unire più pensieri, forse vi vorrei un pò più tenaci ciao

Anonimo ha detto...

La catena di sant'Antonio mediatica
ha comunque il merito di far circolare idee ed un dibattito tra
chi non si limita allo sterile mugugno.Non è poco,considerando che le premesse consiglierebbero di:
"non mostrare ciò che sai fare e non esprimere opinioni
se non conosci quelle di chi ti comanda.Nel dubbio taci".
La logica del cittadino suddito a la Spezia è la vera ideologia globale

Daniela Patrucco ha detto...

prego,
tenace:
tenace [te-nà-ce] agg.

1 Che possiede forza adesiva: una colla t.; che fa presa facilmente: calce t.

2 Che non si spezza o non si deforma SIN resistente: spago, legno t.

3 fig. Costante, saldo e durevole nel tempo: memoria, odio t.
4 fig. Riferito a persona, deciso a perseguire i propri intenti SIN ostinato

tipo queste cose qui?
in quale secondo lei siamo "deboli"?

secondo lei, di quale "parte" siamo?
sono domande sincere, non polemiche... grazie

io ha detto...

repeat quante persone leggono il blog, ce lo dici please !
cosi poi ti rispondo ciao grazie

Marco Grondacci ha detto...

perchè se i lettori fossero 10.000 o 10 cosa cambia rispetto a definire la tenacia. Se io nella mia militanza politica avessi dovuto basare la tenacia sul consenso elettorale avrei dovuto smettere da tempo di battermi per le mie idee ed aderire a quelli con i grandi numeri. Le ribalto il suo ragionamento ci spieghi cosa intende per maggior tenacia e poi parliamo di numeri.

per ora ancora io ha detto...

perchè non si cerca di creare un movimento che vada al di la di un blog ? è per questo che mi è venuta l'idea dei lettori.
non offendetevi è un semplice pensiero, tranquilli anche per la frase "più tenacia" forse non mi sono espresso bene, ma mi ri congiungo con la prima proposta, che ne dite ?

Marco Grondacci ha detto...

ora ho capito meglio cosa intendeva. Grazie per il chiarimento. Un movimento ma direi che le due cose possono scorrere in parallelo. Certo noi non abbiamo la pretesa di essere promotore se non delle nostre idee e di quello che riusciamo a capire/conoscere intorno a noi.
Una cosa è certa c'è un bisogno diffuso in giro di punti di riferimento ideali, di proposte concrete di governo è un dato che emerge ormai perfino dalle indagini sociologiche ufficiali (Censis, Università varie etc.), c'è bisogno di dare dignità alla politica e c'è bisogno del contributo di tutti..... mettiamoci al lavoro!

pandolfo ha detto...

Perchè ora del famoso intervento chirurgico al faraone, notizia strumentalmente agitata nelle
interviste,ora non ci informano più.
Resosi vano il tentativo
di fare il rientro nel feudo di Rio anche l'urgenza sanitaria è decaduta?